Visto che non siamo soli

top_image_small.JPGL’idea di vedere il Partito Democratico correre da solo (anzi, libero, per dirla alla W.) alle prossime elezioni ci aveva un po’ galvanizzato. Un notevole cambiamento rispetto al tourbillon di liste che c’eravamo trovati sulla lista elettorale solo due anni fa: la nuova stagione. Sembra che invece alla fine non se ne faccia – quasi – niente: quelli della “Cosa Rossa” sono stati scaricati, è vero, ma l’accordo con Di Pietro e la sua Italia dei Valori pare ormai perfezionato. D’altra parte, lo avevamo detto: il punto non era tanto andare da soli quanto fare “le alleanze sulla base del programma e non il programma sulla base delle alleanze”. Forse ha influito anche il desiderio di attirare quella parte di elettorato grillo-addicted che l’ex piemme sembra riuscire a catalizzare: pare che la frittata sia fatta. A questo punto, se compagnia deve essere, miglioriamola.
Qui si ritiene che se qualcuno debba essere alleato con noi quelli sono proprio i Radicali: le loro posizioni sulla laicità, sullo stato di diritto e su una maggiore libertà nell’ultraregolata economia italiana non sembra possano essere messe in discussione, se non dalle frange più retrograde ed estremiste del Partito Democratico. Proprio quelle a cui, invece, rinunceremmo volentieri.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

29 Commenti

  1. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    non solo Radicali. Io vorrei anche i socialisti (che tuttavia credo andranno a braccetto con Mussi e la SD).

  2. I radicali sono bifronte: eccezionali e fondamentali nella difesa dello stato laico e della libertà individuale, interpretano questa difesa in senso liberista feroce in economia. Dove per feroce intendo il liberista che crede intimamente che il mercato del lavoro sia (o possa essere) un mercato come tutti gli altri. E che in aggiunta crede che i mercati non siano complesse istituzioni umane, da regolare, ma oggetti “naturali” e auteregolantesi.
    E’ per questo, non per alchimie elettorali, che è difficile integrarli nel PD. Spero tuttavia che Uòlter riesca nel miracolo di trovare un accordo anche con loro senza aggiungere la loro lista, che confonderebbe acque e messaggio, ma la vedo dura.

    Quanto ai socialisti, figuriamoci: sarebbe del tutto ovvia una loro confluenza, ma l’ondivago Boselli sembra voglia fare a tutti i costi il minoritario…

  3. Anche io vorrei dentro i radicali, però credo che Veltroni abbia spiegato bene le differenze e perchè Di Pietro si e loro no. Di Pietro dopo le elezioni entrerà nel gruppo parlamentare del PD e quasi sicuramente scioglierà il partito. I radicali, per la loro storia e la loro politica non credo intendano fare la stessa cosa, trattandosi tra l’altro di un partito transnazionale.
    Per questo non credo Veltroni cederà sul fatto di avere “chiuso” ad altre deroghe.
    Ora vediamo: può darsi che le numerose richieste possano convincerlo e dargli una “sponda” per “giustificare” un suo ripensamento.
    Io però ci credo poco.

  4. Devo essere sincero che non vedo alcuna inversione di marcia nel percorso che sta portando avanti Veltroni. L’idea di un PD che va avanti da solo in un’ottica maggioritaria non viene sconfessata dal fatto di includere al suo interno anche IdV, Socialisti o Radicali. Chi ci sta entra.

    In tempi non sospetti (http://stefanominguzzi.wordpress.com/2007/07/25/caro-ufficio-di-presidenza-state-sbagliando/) avevo polemizzato con la frettolosa esclusione di Pannella e DiPietro dalle primarie in quanto li considero parte integrante del partito democratico.

  5. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    @Corrado: concordo con te sulla strana concezione “di sinistra” del liberismo economico dei radicali.
    Boselli poi e’ ovvio che vuole impersonare il “duro e puro” a tutti i costi per attirare i voti dei dissidenti del PD e di SD (ora confluita in Cosa Rossa). Anch’io sono dubbioso.

    @Carlo: Le probabilita’ che Pannella sciolga il suo partito (ma proprio suo, eh?) come si appresta a fare Di Pietro sono nulle. Del resto, Pannella ha plasmato e difeso il suo orto per decenni, cacciando a pedate financo il delfino Capezzone.

  6. Matteo

    Di pietro lo sentiamo tutti piu lontano mentre siamo piu affini a socialisti e radicali. MA è proprio questo il punto.

    Mentre possiamo accettare che esista l’IDV, perchè è cosa diversa da noi e con la quale ci alleiamo, ammenttere che esistano socialisti e radicali come entità diverse dal PD significa in un certo modo riconoscere che quelle istanze sono loro e non nostre. Ecco perchè meglio insistere con la richiesta fatta loro di entrare nel PD. SE domani ci fosse il PD e poi al suo fianco radicali+socialisti sarebbe un pessimo segnale. Le loro istanze sono gia quelle del PD (e se no, bisogna fargli ancora piu spazio), ma loro hanno la disperata necessità di fr sopravvivere due dirigenze di partito. Facciamo bene a non piegarci a ciò…

  7. Primo: i radicali penso siano pronti a scogliersi come partito (certo poi restano fondazioni, associazioni affini ma quelle restano). Credo non mi stia sbagliando, penso che puo’ avvenire.

    Secondo (@ Corrado): Bisogna sfatare il mito dei radicali liberisti feroci. Io che ho conosciuto quell’ambiente, confermo che non sono liberisti feroci. Ora meno che mai.

    Certe battaglie liberiste e certe posizioni negli anni ’90 da un lato erano una provocazione davanti allo scempio che veniva fatto delle finanze italiane e dall’altro era la chiara conseguenze dall’aver lasciato “in appalto” le politiche economiche a Benedetto della Vedova. Lui era il liberista, ed ora sta a Forza Italia, non avendo accettato l’alleanza con Prodi e non avendo accettato l’agenda economica “scandinava” radicale. Non era d’accordo se ne é andato via. Quella parentesi é chiusa.

    E ripeto chiusa che sia e per quanto fosse legata alla personalità di Della Vedova, lui si’ liberista doc, la posizione liberista radicale dell’epoca va capita nel contesto storico in cui é stata manifestata.

  8. @ Filippo:

    scusa penso che conosci male Pannella. Tutti pensano di conoscerlo, ma lui é davvero imprevedibile.

    Se uno ti avesse detto un anno prima che Boselli e Pannella si sarebbero messi insiame c’avresti creduto? Probabilmente no. Aspetta e vedrai. Si paziente.

  9. @F The other: grazie della delucidazione. Questo spiegherebbe, mi sembra, anche perché Capezzone (per fortuna) ci ha liberato del suo ingombro…

    maglio così:)

  10. raoul

    A me piacerebbe che Corrado cominciasse a spiegarci cosa e’ il “liberismo feroce”, concetto economico con assai vago significato. Cominciamo con il liberarci delle frasette fatte e parliamo di cose concrete.

  11. non sono economista di professione ma cerco di definire il liberalismo feroce: “laissez faire laissez aller” fino alle sue piu’ estreme conseguenze. pochissime tasse, pochissimi servizi pubblici (ridotti all’osso), lasciare le cose quasi esculisavemnte nelle mani dell’iniziativa privata ad eccezzione della sicurezza.

    non esiste welfare: lo stato non interviene, esso non é attore ma solo regolatore distaccato.

    chiaramente quello radicale degli anni’ 90 (che é un periodo chiuso) non aveva molto a che vedere con questa descrizione (essa piu’ “soft”)

  12. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    @Filippo the other: Se uno ti avesse detto un anno prima che Boselli e Pannella si sarebbero messi insiame c’avresti creduto?

    non avrei saputo che rispondere. Certa e’ una sola cosa: Pannella dispone del suo partito come di se stesso. Se lo facessero Senatore a vita, forse potrebbe sciogliere i Radicali. Altrimenti scordatelo.

  13. raoul

    Filippo, scusa questi sono ancora slogan, che ci portiamo appresso dal modo ideologico di fare politica del secolo scorso. Parliamo di cose semplici, concrete: pubblica amministrazione, fiscalita’ etc. Lasciamo perdere gli slogan

  14. scusa raoul, ma sono cose concretissime:
    pochissime tasse e pochissimi servizi è cosa assai concreta. E’ il cardine di tutte le scelte politiche di destra, mi sembra.
    Appunto: fiscalità: un liberista feroce è d’accordo con una tassazione progressiva del reddito personale (come in Svezia) e con pochissima e poco o per niente progressiva tassazione sul reddito di impresa reinvestito (possibilmente in ricerca)??.
    Tipicamente, dirà di essere d’accordo sul secondo punto, ma favoleggerà sull’effetto di spiazzamento della tassazione progressiva. A dispetto di risultati economici come quelli dei paesi scandinavi.

    Mi fermo, ma se vuoi continuiamo, in particolare sul concetto fondamentale di commons.

  15. raoul

    Pochissimi servizi? Corrado fai un po’ di confusione tra “il taglio ai servizi” e “la scelta tra fornitura pubblica e privata dei servizi”. Si puo’ avere fornitura privata di servizi accompagnata da un efficiente sistema di sgravi e supporto per i non-abbienti. L’equivoco che “i servizi” siano compito dello stato e’ quello che ha creato il mostro pubblica amministrazione in Italia, con fornitura alquanto inefficiente di servizi. Ovviamente bisogna scegliere quali servizi affidare ai privati e quali allo stati, e quali ad entranbi, lasciando competere fornitura pubblica e privata. Io sono per la scuola pubblica ma per l’entrata dei privati nelle Universita’ ad esempio. Quindi si va caso per caso.

  16. Fabio

    Ragazzi, su, a me pare che si stia cercando di dire di tutto pur di non riconoscere quel che è sotto gli occhi di tutti: i radicali sono scomodi dal punto di vista del consenso. In altre parole, non si sa quanti voti fanno entrare e, cosa ben peggiore, quanti ne fanno uscire. Veltroni lo sa molto bene, come sa bene che, invece, su Di Pietro il gioco vale la candela. Di Pietro farà entrare voti, con buona pace dei conoscenti di Luca Sofri del cui voto Bettini pare non si preoccupi granché.
    Il liberismo “selvaggio” (addirittura!) dei Radicali non esiste, con buona pace di chi lo afferma. E’ vero che i radicali sono liberisti – per fortuna, aggiungo io – ma il “selvaggio” lo lascerei alle argomentazioni un po’ retrò dei simpatizzanti di Rifondazione Comunista. O al vocabolario del secolo scorso.
    Quella di Veltroni e soci è solo l’ennesima, comprensibile e, forse, politicamente accorta (nel brevissimo periodo) paraculata. Come i verdi prati, i borghi arroccati, Spello, i boschi ameni…

  17. Raoul! Raoul! Raoul! Raoul! Ragazzi, forse di tante cose possiamo avere paura qui in Europa, ma penso che il “liberismo feroce” sia davvero ancora molto lontano? Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? D’accordo con alcuni servizi forniti dallo stato, ma siamo sicuri di volerci tenere strette strette Alitalia, Rai, e Acquedotti Pugliesi SpA?

  18. Sulla faccenda Di Pietro, radicali e socialisti, consiglio vivamente di leggere L_antonio.

    Sul secondo thread, quello sul liberismo:
    @Fabio: ho detto “feroce”, non “selvaggio”:)
    @Raoul: io credo che la dicotomia pubblico/statale vs privato sia una vecchia e superata storia, da secolo scorso. E’ ovvio che parte dei servizi pubblici possono essere erogati meglio da privati, ma finanziare i meno abbienti ad accedervi richiede sempre una buona e progressiva fiscalità. E comunque i privati non devono essere necessariamente profit.
    Ma, più in generale, fra stato e mercato ci sono di mezzo i commons, tutti quei beni pubblici che dovrebbero essere indisponibili e che invece sono sempre più privatizzati malamente (aria, acqua, foreste, idee, cultura, assetti istituzionali…): la privatizzazione di questi beni senza pagarli significa esternalità negative che tutti stiamo largamente pagando. Non c’è appello che tenga all’indubbia efficienza delle strutture private che mi convincerà del fatto che sia sufficiente privatizzare per ottenere un modo migliore. Perché un mondo migliore non è solo più efficiente, è anche e soprattutto più vivibile e pulito.

    Amen:))

  19. Secondo me il PD ha bisogno dei radicali come l’aria. Senza, non solo ora ma soprattutto nel medio periodo, rischia di diventare un luogo grigio con pochi spazi di dissenzo e di “fughe in avanti”. I radicali, dentro o strutturalmente alleati come avviene in francia tra PSF e Radicali di Sinistra, possono fornire quella sponda libertaria che è molto deficitaria altrimenti nel PD e che lo connoterebbe come un vero partito di sinistra moderno.

  20. riccardo russo

    Partendo dal post; penso che per portare avanti alcune idee come la laicità dello stato, non ci sia bisogno di far entrare nessuno (neanche i radicali) da nessuna parte (tantomeno nel PD), basta difendere la NOSTRA idea di laicità; se non l’abbiamo già come PD è inutile invocare la loro.
    Dovremmo avere il coraggio delle nostre, Democratiche, idee.

  21. Un conto sono i valori, e in un post di qualche giorno fa li ho invocati e difesi, un conto le persone che li sostengono e il modo in cui lo fanno.

    Chi ha reso miglior servizio alle donne italiane, la scenata mattutina di Pannella o l’intervista della Binetti che sul Riformista di ieri ha detto “la 194 non si tocca”?

    Di Pietro ha fatto giuramento di vassallaggio accettando il controllo delle candidature e il gruppo unico con l’obiettivo di confluire nel PD; i radicali sono pronti a questo? Sono pronti a mettersi in gioco -valori compresi- nel grande progetto del PD o preferiscono mantenerli nella loro riserva indiana al servizio del grande capo Giacinto Pannella detto Marco che per porre rimedio alla censura dei media urla, spaccia o beve urina?

    Insomma, ci sono modi discutibili per fare cose giuste, e se i radicali saranno disposti ad accettare questa ragionevole critica credo che un accordo si farà.

    E se non sarà rimbocchiamoci le maniche perchè gli alfieri di quei valori saremo noi.

  22. Leggo dalla Repubblica online:
    “Il plenipotenziario del segretario del Pd [Bettini] ha incontrato i radicali ed ha assicurato loro l’elezione di cinque parlamentari, esclusi quelli che nella passata legislatura si sono distinti per le battaglie sul laicismo, oltra ad un posto al governo per Emma Bonino. Si attende ora una risposta da Pannella ed i suoi.”

    Che vorrà dire esclusi quelli che si sono distinti per le battaglie sul “laicismo”? Un coltello alla gola, direi. E poi sto termine “laicismo” che tanto va in voga nel PD è abbastanza ributtante.

  23. Fabio

    Direi che la cosa ributtante è che sia Bettini il plenipotenziario del PD.

  24. @Riccardo e Fabio: non fidatevi troppo del modo di porgere le notizie di Repubblica online…

  25. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    @Corrado: ascoltate BGrillo :)

  26. beh, non esageriamo:) Repubblica on line non è il massimo, ma BGrillo è il mimino:)

  27. Lo so corrado, ma il mio modo di restare in contatto è rep.it (e non solo il mio) soprattutto dagli states dove non ho la rai …

  28. Scusate, ma l’abolizione dell’art. 18 St. Lav. la sosteneva solo Dalla Vedova? Non mi sembra. Purtroppo ha ragione Corrado: i radicali saranno tanto simpatici, ma hanno un concetto del mercato del lavoro che fa a pugni con i valori della sinistra, tant’è che anche i socialisti, con cui si erano associati due anni fa, se ne sono nuovamente allontanati. Detto questo, ritengo cmq importante la loro aggregazione al progetto veltroniano. Un saluto

  29. Fabio

    A chi parla dei radicali come liberisti selvaggi – ma anche “feroci” rende bene l’idea – propongo la lettura del manifesto – appello che si può trovare seguendo il link riportato sotto.
    Se non ricordo male risale a circa un anno fa o due. Certamente l’ottica è liberista e/o liberale, ma sinceramente non vedo la ferocia.
    Poi, sull’articolo 18 dei lavoratori ci sarebbero molti discorsi da fare. Ma forse non è il caso in questo momento.

    http://www.radicali.it/appello_equiparazione/form.php

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