Prima di tutto, di che primarie stiamo parlando? Se sono le primarie per le liste nazionali alle politiche, è importante notare che in questa fase sarebbero solo primarie per “principio”. Dato il breve tempo materiale per organizzarsi a disposizione degli innovatori – sprovvisti di base consolidata per definizione – farebbero inoltre oltremodo comodo ai brontosauri. Dunque, chi decide si pigli tutta la responsabilità di ciò che combina.
Tuttavia è doveroso notare che il principio è importante tanto quanto il risultato. Rinunciare al principio dopo mesi di discussioni e confronti, perchè “tanto abbiamo gia’ perso” non è certo un sacrificio da prendere alla leggera. Pragmatici o idealisti? Voi cosa preferite?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti
– 12/02/2008Pubblicato in:





Mah. personalmente credo che il quesito non si ponga. In questo momento sarebbero, come dice il post, un regalo ai brontosauri già belli ed organizzati, ed u regalo al PDL che potrebbe fare una campagna nel segno della finta unità e del finto programma quando il PD dovrebbe fisiologicamente passare una fase dove ci si accapiglia competitivamente per conquistare il posto in lista. Anche a voler superottimisticamente sperare di organizzare la cosa in 4 settimane (impossibile) ne rimarebero solo 4 per farsi conoscere.
Detto questo, bisogna cominciare a chiedersi quanto le primarie siano compatibili con un sistema dove non c’è mai una data certa per le elezioni.
In USa si vota per costituzione il primo martedi di novembre ogni 4 anni. Cascasse il mondo, morisse il presidente, il vice e lo speaker del senato, non sia andrebbe comunqne ad elezioni. E cosi è per il senato ed il congresso. Questo permette di organizzare un anno di primarie come si deve per selezionare i candidati alla presidenza, al senato ed ai congressi. Ma da noi? basta un mastella e cade il parlamento senza che vi sia il temp materiale di preparare la selezione…
bisogna tenerne conto per il futuro…
ottimo pensiero, Matteo. In effetti da noi le cadute di governo non fanno nemmeno piu’ notizia (il commento della stampa estera e’ stato unanime: ancora?)
Cio’ impedisce qualunque piano a lunga scadenza. Purtroppo il problema non rimane certo circoscritto alla politica.
Io preferisco mettermi tra gli idealisti. Credo che le primarie sarebbero non solo un segnale di coerenza, ma anche una seconda occasione per aprire, seppur di poco, i giochi e riprendere il processo di coinvolgimento dei cittadini. Inoltre, se si dovesse verificare la possibilità di accordi programmatici con altri partiti, le primarie sarebbero l’occasione per aprire le liste ai migliori elementi di questi partiti (socialisti e radicali in pratica). sono sicuro, ad esempio, che se i radicali volessero partecipare, emma bonino potrebbe entrare con piena legittimità tra i dirigenti del (ancora costituendo) partito.
Dal punto di vista “strategico”, sarebbe un punto da far valere in campagna elettorale: la resituzione della preferenza ai cittadini, che questa legge non permette, e che la cdl non ha voluto reinserire a nessun costo.
Non dimentichiamoci che l’impresa è difficilissima, e che per battere la cdl ci vorranno gesti chiari e forti. Le primarie ci darebbero di nuovo occasione di cimentarci in prima persona e potrebbero essere indette con l’auspicio manifesto che parteicipi la società civile, riconoscendo pubblicamente la delusione di molti aspiranti aderenti. Mi sembra che Veltroni, con l’appello di Spello, di convincere 5 persone a votare abbia ingenuamente riconosciuto quanto ci sia bisogno di campagna elettorale attiva, stile americano.
Immagino una dichiarazione del genere: “Ci siamo accorti che, specialmente a livello locale, il processo di partecipazione dei cittadini ha incontrato forti resistenze, apriamo la fase di preparazione delle primarie per ridare occasione a tutti quelli che ancora vogliono incidere sulla costituzione del partito di far sentire la propria voce da subito, far valere il prorpio voto, coinvolgendo amici, conoscenti, partecipando alle riunioni dei circoli …
e resituiamo ai cittadini la possibilità di scegliere, dato che la legge porcata non lo permette e non la si è voluta cambiare”
CAMPANIA
Ancora ai mille campani, invito ad incontrarci; ci sono rifiuti da raccogliere, una classe dirigente da sostituire, un rapporta tra cittadini e politici da rifare…
mi basta anche un solo contatto per poter stabilire un appuntamento e postare l’invito ufficialmente
d1v0dm@gmail.com
Vorrei proporre un ragionamento “pragmatico”: cosa vorrebbe dire organizzare delle primarie in circoscrizioni dove si eleggono, per esempio, 40 deputati?
Vado avanti con l’esempio di qui sopra: il PD si presenterebbe all’appuntamento elettorale con una lista 40 persone, con possibilità di essere elette in parlamento per le prime 24. Le primarie dovrebbero scegliere almeno questi 24. Meccanismo elettorale delle Primarie quale dovrebbe essere? Suppongo, mi parrebbe il più corretto, un proporzionale ma con per forza di cose la possibilità di esprimere più di una preferenza. Penso sia realmente impossibile organizzare (e decidere democraticamente il processo da seguire!), sostenere l’iniziativa in maniera adeguata (per non fare figure barbine) e concludere tutto per il 3 marzo, giorno di deposito delle liste! Spero realmente che una formula per far partecipare la società civile si trovi. Penso ai caucus americani, che sono in realtà delle assemblee di militanti, e, perché no, delle primarie vere e proprie in circoscrizioni più piccole (val d’aosta?). Sarebbe un impegno incredibile e impressionante, ma credo che, anche dal punto di vista mediatico (e purtoppo in questa fase dobbiamo tener conto anche di questo) avrebbe il suo ritorno.
A me sembra che moltissimi italiani si siano veramente stufati di sentirsi dire “non ci fidiamo di voi”. Le primarie sono un modo per dare ai simpatizzanti del PD voce in capitolo, per cui io sono assolutamente a favore, anche da un punto di vista elettoralistico.
Facciamo le primarie, e sono pronto a scommettere che il problema Binetti (e tanti altri problemi meno noti a livello nazionale) verranno risolti.
Daniele
E io non sputerei sopra al “principio”.
Soprattutto e proprio per quelli che siamo, soprattutto e proprio perchè – con un sistema o con l’altro – i giochi potrebbero comunque essere già fatti.
Ma noi cosa vogliamo veramente?
Praticamente, se non si coinvolgono gli elettori, chi ha votato per la costituente del PD ha dato un delega in bianco a Veltroni per fare le liste elettorali.
Scusate, questo post sarebbe “a nome del movimento” o personale (ma di chi???). Non mi pare si fosse mai deciso di convergere su questo “Dato il breve tempo materiale per organizzarsi a disposizione degli innovatori – sprovvisti di base consolidata per definizione – farebbero inoltre oltremodo comodo ai brontosauri. Dunque, chi decide si pigli tutta la responsabilità di ciò che combina” … o forse quando si tratta di decidere contano solo in pochi?
Poi dite che uno si incazza. Certe volte qualcuno non ha il senso della misura.
@ davide
cosa si dice in Campania?
Che effetto fa avere Iervolino e Bassolino nell’esecutivo nazionale PD?
Saranno candidati?
Ci sono speranze?
Io penso che le primarie prive di un qualche meccanismo che sblocchi e renda accessibili le candidature abbiano un significato molto limitato. Peggio, temo che ci andiamo via via abituando a “primarie” che non lo sono affatto, essendo invece investitura plebiscitaria di leaders, che oddio, magari sarebbe anche meglio di nulla se garantisse almeno una leadership molto forte. Fin qui, vista l’esperienza Prodi, tuttavia, nemmeno questo pare scontato.
Ora Franceschini annuncia che si faranno delle consultazioni tra i “militanti” (che poi sono una sorta di primarie).
Non so se anche merito dei tanti appelli lanciati (non solo nel web), ma non certo da qui. Occasione persa …
A Roma pare che il problema sia stato superato: il 2 marzo plebisc… ehm, primarie per tutti. Così si dà l’imprimatur popolare alle scelte del loft, e pace a tutti.
Quando poi anche agli italiani sarà data la possibilità di avere primarie vere (certo, prima bisognerebbe spiegargli in cosa consistono…) allora forse potremo dire di aver fatto un passo avanti verso una democrazia compiuta. Per ora, proprio no, primarie o primariette o tricchetracche che siano.
ok ma chi sono i “militanti”?
Sarà possibile votare se non si è partecipato alle primarie di ottobre?
@giuseppe_
per la campania si capisce veramente poco, dopo il casino delle primarie, silenzio.
Non esiste un sito, non ho mai ricevuto risposte dai contatti disponibili di ds e margherita. Ho fatto un giro di circoli dalle mie parti e mai nessuno aperto.
Non so, veramente, cosa fare.
Adesso sto scrivendo a tutti gli iscritti napoletani del forum pd nazionale, vedremo se qualcuno risponde. Credo che scriverò un post qui.
se tu hai qualche contatto..
Scusate, chiedo anche qui un chiarimento: le primarie no perche’ le vincono coloro che sono organizzati sul territorio (come se fosse sbagliato, da dire), la cooptazione nemmeno perche’ non emerge il merito e il potere rimane ai soliti padrini. C’e’ qualcuno la’ fuori che vorrebbe cortesemente spiegarmi? (spero che chi e’ preposto apprezzi anche la pacata compostezza del mio commento).
apprezziamo, Gianni. Ma non hai risposto alla domanda del post.
tu cosa preferiresti?
Sono sollevato dall’ apprezzamento.
Io penso che le primarie siano uno strumento (solo uno strumento, eh…) piu’ che adeguato per pre-selezionare chi si sottopone a un giudizio elettorale democratico piu’ vasto. Mi sembra, come diceva mi pare Riccardodaparigi, che siano un evento “naturalmente” parte della campagna elettorale, sia proprio per quella loro funzione di preselezione, sia per la loro potente forza comunicativa “eventuale”.
Francamente, trovo le primarie uno strumento molto piu’ adeguato per selezionare candidati istituzionali a tutti i livelli (anche se apprezzo le questioni tecniche poste da alcuni riguardo alle liste di piu’ nomi) che non per selezionare le cariche all’ interno di un partito: non capisco infatti perche’ un partito debba essere gestito con metodi democratici, visto che non sono gestite democraticamente nemmeno le aziende, le chiese, gli eserciti, Emergency, (iMille?) e tutte le altre organizzazioni che si pongono obiettivi concreti e misurabili e sottopongano i loro prodotti alla valutazione di un libero mercato.
Alle primarie, poi, e’ ovvio che vince chi genera piu’ consenso. E non credo che esista una formula democratica che permetta a iMille o a qualunque altro gruppo di avanzare le proprie posizioni senza raccogliere la sfida sulla capacita’ di generarlo, quel consenso.
Insomma, ho l’ impressione, e la dico con pacata e serena brutalita’, che ad alcuni commentatori de iMille andrebbe bene solo la regola che li fa vincere con sicurezza. Ma siccome una tale regola non esiste, per costoro non c’e’ nessuna regola che vada bene.
no Gianni, permettimi di dirti che ti sbagli. Molti dei commentatori dei Mille vorrebbero solamente delle regole eque. Far le primarie(tte) in due mesi, in cui i “nuovi” corrono coi loro bancomat contro i “vecchi” che invece hanno usufruito (e continuano ad usufruire) di tutta una serie di benefici dei partiti per 20 anni non mi pare equo.
Per fare un paragone, e’ come liberalizzare il mercato telefonico dando pero’ a telecom l’ingiusto vantaggio di partire con le infrastrutture pagate dallo stato chiavi in mano, gli altri concorrenti se le paghino da se’. Secondo te alla fine chi vince? Il mercato sara’ anche aperto, ma se uno parte con 20anni di soldi statali di vantaggio e’ ovvio che vince lui, strapazzando per giunta i rivali e dettando le regole comunque (vedi Telecom).
scusate se mi introduco, capisco la posizione di coloro che dicono che comunque la primaria oggi non serve a niente e forse anche é controproduttiva perché mostrerebbe quanto nani sono “imille” o un qualsiasi altro candido candidato.
Ma le primarie dovrebbero farsi non solo per principio (e io aderisco completamente al principio, senno’ che cambiamento é ?)Ma anche perché, é solo camminando che si impara a camminare. Condurre una campagna non é cosa facile e non solo per questioni di finanziamento) e quindi se ci si comincia a mobilizzare oggi, a far esperienza… un domani chissà…
Francamente sono molto piu’ d’ accordo con Aurora che con Filippo. Le primarie sono giuste per scegliere i candidati a cariche istituzionali? Io penso di si’. Chi la pensa come me dovrebbe accogliere con soddisfazione che questa soluzione sia stata adottata, indipendentemente dal fatto che la sua corrente o lui personalmente non ne tragga vantaggio immediato.
Il fatto che i Mille non siano pronti non rende questa soluzione meno adeguata o meno giusta. Quando iMille o altri si sentiranno in grado di competere, potranno farlo portando le proprie idee, creando il consenso e ricevendo i finanziamenti che il mercato della politica pensa che meritino. Nel tuo esempio, Filippo, mi pare che il concetto di competizione non sia correttamente rappresentato: competizione equa significa regole eque, mica risorse identiche: non e’ mica che lo stato dovesse distribuire gli stessi assets a tutti i competitor di TI, perche’ la competizione potesse essere ritenuta equa.
D’ altra parte, non e’ mica che il mondo sia cominciato due mesi fa, eh: chi aveva qualcosa da dire poteva cominciare anche prima. Anzi, molti lo hanno fatto: non e’ mica obbligatorio candidarsi a presidente del consiglio per cominciare a fare politica.
Gianni, la politica non e’ un mercato economico. Compito della politica e’ massimizzare il benessere globale dando modo a chi vuole competere di farlo (da non confondersi con il semplice abbattimento delle barriere all’ingresso).
In piu’, primarie si’/primarie no e’ una posizione che ognuno sceglie personalmente. Qui non si sta discutende se conviene o meno ai mille, ma se faccia bene o meno al rinnovamento nel contesto specifico odierno, non in un contesto generale. Primarie *oggi* si’/no, insomma.
Filippo, a parte che la politica “e’” un mercato economico, e che ho molti fondati dubbi persino sulla mera esistenza di un “benessere globale” (let alone considerarlo come lo scopo della politica), stavo semplicemente seguendo l’ esempio che avevi proposto tu. Mi sembra francamente sbagliato, sia l’ esempio che l’ esemplificato, come ho provato ad argomentare.
Come dico, penso che le primarie per la scelta dei candidati istituzionali siano un bene, e siano positive oltre che per il rinnovamento della classe dirigente anche per la sua qualita’, qualificazione e competenza.
Se si e’ d’accordo sul fatto che si tratta di una cosa positiva, allora il momento giusto per adottarla e’ ieri. Non capisco perche’ aspettare: degli incumbent e dei challenger ci saranno sempre. Se non sei un incumbent e non sai fare il challenger…allora e’ semplicemente meglio che lasci il posto a chi sa ricoprire almeno uno dei due ruoli. Mi pare ci siano candidati qualificati per entrambi.