San Volantino

e1b7516526620fc3911ff7cdae97e4e1.jpegDal blog di Giuseppe Civati, il San Volantino:

Cara Italia,

lo so che da tanto tempo non ci capiamo e che abbiamo litigato troppo, in questi anni. So che non ti sono mai piaciuti i miei amici, “troppo polemici” e “mai contenti”, mi ripetevi spesso. Ad un certo punto hai anche detto che non capivi più quello che dicevo, che non ti comunicavo più quelle emozioni per cui ti eri innamorata di me, e che era meglio tornassi a casa mia.

So che hai anche pensato di tornare dal tuo ex, quello piccolino e ricchissimo, che ti faceva tutti quei regali kitsch e quelle promesse altisonanti, che non realizzava mai: a tanto ti avevano spinto le tue indecisioni.

Ora però sono cambiato. Ho un nuovo amico, si chiama Walter, e con lui non mi perdo in chiacchere. Abbiamo grandi progetti che vorrei condividere con te e abbiamo messo su una squadra che mi piacerebbe presentarti. E vorrei tanto che tu, mia cara Italia, tornassi a darmi quella fiducia che è mancata, fino alla rottura di qualche settimana fa.

Italia, dammi un’altra possibilità. So che noi due potremo fare grandi cose: cambiare, insieme, e immaginare un futuro migliore. Per noi e per la nostra vita, giorno dopo giorno.

Vorrei tanto rivederti. Non c’è fretta, prenditi il tuo tempo: pensavo di darti appuntamento il 13 Aprile. Si può fare, dai.

E’ una domenica. Sarà emozionante ritrovarsi.

Tu ed io, insieme. Come una volta. Come sempre.

Con amore, il tuo
Partito Democratico

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

7 Commenti

  1. enrico-lbu40

    ciò a cui abbiamo e stiamo assistendo in questo periodo è qualcosa di stravagante per usare un eufemismo: tutti che improvvisamente alzano le mani in difesa della vita, o almeno questa sembra la motivazione di facciata.
    si è passati con collegamenti audaci dalla soddisfazione più che legittima di una moratoria ONU contro la pena di morte alla richiesta di una nuova moratoria, questa volta contro l’aborto.

    personaggi di ogni credo politico si sono affrettati nel difendere il diritto alla vita. hanno tralasciato dei piccoli particolari: la vita delle madri disperate che decidono di praticare l’aborto (parlo di quello legale ovvio, entro i primi novanta giorni).

    nessuna madre credo sia felice di fare una scelta del genere, ma evidentemente le motivazioni ci sono. sarebbe rovinare la vita di più persone, sempre che di vita a meno di 90 giorni dal concepimento si possa parlare.

    ammetto che l’aborto è un fallimento in tutti i lati, ma questo deriva dall’atteggiamento di questo paese bacchettone che non permette una sana informazione fin dalle medie sui contraccettivi. e chi diffonde questo carattere bacchettone? la santa sede, proprio quella che critica oltre ogni cosa la legge 194.
    iniziamo da questa tappa a far riacquistare al pensiero LAICO, quello che dovrebbe regnare nel nostro paese (come è sancito anche nella costituzione), il posto che gli spetta: il che non significa non poter professare la propria religione ma dare possibilità di scelta agli altri senza obblighi.

    per altri dibattiti sulla legge 194

    http://www.lbunder40.ilcannocchiale.it

  2. Caro Partito Democratico,
    parole, parole, ancora parole? Cioccolatini brilluccicanti di stagnola e via, ricominciamo, come se niente fosse?
    Dici che hai cambiato amici, che niente è più come prima: quante volte l’hai detto? Non ho dimenticato la prima volta, il nostro viaggio di nozze: davanti a noi c’era il futuro, e non dovevamo che afferrarlo. Poi tutto è finito, e non sono ancora ben sicura che sia stata tutta colpa del tuo amico, quello dalla erre moscia e dai maglioni di cashmere, come hai sempre detto. Sai, ho sempre avuto il dubbio che anche tu, in qualche piega della tua anima, in qualche angolo della tua mente e del tuo cuore, nutrissi inconfessati fastidi verso la routine di un rapporto stabile, e che, magari, avessi altre voglie, altre fantasie.
    Poi ci abbiamo riprovato, ed è stato sempre peggio. E’ vero, ho deciso di tornare con te perché la relazione con il mio ricchissimo ex era diventata insostenibile. A lui bastava il potere per soddisfarsi, ma con me era diventato impotente… ma insomma, non sono cose che ti riguardano. Non voglio nemmeno pensare ai nostri ultimi due anni. I tuoi “amici, troppo polemici e mai contenti”, dici. E non parli delle sigarette spente sul divano, dei piedi sulle sedie, delle tende strappate. E tu a tenergli mano, a cercare scuse. Cinque anni hai avuto per ripensarci, fare un serio esame di coscienza, farmi la proposta di una vita nuova. E invece mi hai portato in casa tutta quella gente; e nemmeno ero riuscita ad imparare i nomi di tutti, che se ne sono andati, lasciando il tappeto pieno di macchie, e un lavello colmo di piatti sporchi!
    E adesso, mi dici, hai un nuovo amico, uno che non mi deluderà. E’ vero, l’ho visto poco ultimamente; me lo presentasti una volta, ai tempi felici della luna di miele, ricordi? E’ vero, mi sembra più presentabile, un po’ più educato; forse questo non si metterà a ballare il flamenco sul tavolo come quell’altro, che ci sono ancora tutti i graffi! Ma come faccio ad essere sicura che poi sarà corretto con me, che quando gli avrò dato fiducia non ricomincerà come al solito: a tardare per cena, a dimenticarsi di chiedere il mio parere quando c’è da prendere una decisione, a promettere regali che poi dimenticherà, a fare debiti che non potrà pagare… Me lo dici tu, dopo tante delusioni, come posso fare a crederti, ancora una volta?
    La verità è che sono disperata. Lo sai cosa significa starsene qui a struggersi, dovendo scegliere fra un nano narcisista e impotente e una promessa che potrebbe facilmente rivelarsi inconsistente?
    Lo sai, maledizione, quanto invidio le mie amiche, che hanno trovato uomini veri, e che vanno in giro vantandosene? Guarda la Spagna come si pavoneggia adesso, e l’Inghilterra, che non perde occasione per umiliarmi, e la Francia, che perlomeno ne ha trovato uno sessualmente appetibile!
    E io? Dimmi, potrò riavere i miei vestiti nuovi, i miei gioielli dissipati, soprattutto, potrai ridarmi la mia dignità?
    Si, dici?…Dio, quanto vorrei crederti… Dipenderà da te, se verrò all’appuntamento. Dimostrami che non sono solo parole. Dimostrami che hai davvero imparato la lezione. Fammi sognare.

    Italia

  3. maria cascella

    Caro papà Pd e cara mamma Italia, comprendo le vostre difficoltà di coppia ed amorose, vedervi ancora discutere e confliggere pubblicamente il 14 febbraio , dimostra quanto sia conflittuale il vostro rapporto di coppia.
    state perdendo ancora una volta l’occasione di mettere da parte l’acredine e la rabbia per il vostro malvissuto rapporto di coppia, e naturalmente così presi da voi stessi, dai vostri problemi relazionali, vi state dimenticando ancora una volta di me.
    Di me che sono costretta ad aspettare che vi ricordiate che ho la scuola che cade a pezzi, che rischio di morire d’appendecite in ospedale, di me che vedrò il figlio del commendatore , ciuccio e supponente, passarmi davanti all’ammissione alla facoltà di medicina, perchè paparino ha provveduto a comprargli le risposte dei test, che farò la precaria a vita in call – center con plurilaurea in tasca.
    Voi siete ancora lì a chiedervi se il vostro rapporto reggerà , ma io cari genitori , in attesa che superiate l’eterna crisi che ormai vi coglie dal lontano 1968, vorrei che non perdiate ancora troppo tempo a chiedervi se vi amiate e quanto vi amiate, non vorrei, che in questo frangente, dimentichi delle vostre responsabilità genitoriali, io sia costretta a rivolgermi alla charitas per poter mettere insieme il pranzo con la cena.
    la vostra devotissima figlia precaria a vita.

  4. Emilianobruno

    Una proposta per papà, mamma e i figli (soprattutto se precari).

    PROGETTO “UN VIVERE MIGLIORE”!
    UN MONDO E UN MODO MIGLIORE PER VIVERE È POSSIBILE

    È possibile se tutti assieme, noi la società civile nel suo complesso, promuovendo liberamente il progetto, e lo Stato “patrocinatore” che versa la quota mensile d’ogni partecipante, incominciamo a realizzare un’ economia solidale sussidiaria all’esistente. Una nuova opportunità che sarebbe disponibile per chiunque come un ausilio temporaneo e un supplemento o un’alternativa all’attuale modo di ottenere un reddito. Per migliorare il tenore e la qualità di vita questa economia si baserà su un diverso modo di fare circolare il denaro tra i partecipanti e si svilupperà liberamente con un passaparola incentivato da un dono sociale. Ma, soprattutto, sarà una attività sociale volontaria che si baserà su relazioni più umane, su un impegno civico solidale e una crescita culturale ‒ spirituale: che si baserà, cioè, su una diversa visione della vita.

    C’è qualche innovatore disposto ad aiutarci a portare in parlamento una proposta di legge che permetta allo Stato di patrocinare la nascita di un nuovo Welfare o Stato sociale, sussidiario all’esistente? Uno Stato sociale, indiretto, che si realizza dal basso direttamente tra la gente, liberamente, realizzando questo progetto e, appunto, col sostegno economico dello Stato che versa per un determinato periodo di tempo la quota mensile d’ogni partecipante.

    Leggendo sino alla fine la presentazione del progetto e poi i documenti sui dettagli tecnici operativi si potrà capire perché la realizzazione del progetto sarebbe davvero vantaggiosa per tutti.

    Oggi, infatti, tra i principali problemi nell’agenda di una buona parte degli italiani c’è prima di tutto la sindrome della quarta settimana: la gente non ce la fa più a tirare avanti sino alla fine del mese. Subito dopo la questione del lavoro: il precariato perenne a cui sono sottoposte, non solo ma soprattutto, le giovani generazioni. E infine la difficoltà di ricollocarsi per chi ha superato i 40 anni, anche per la mancanza di un sistema formativo adatto a rivitalizzare le persone espulse dal processo produttivo.

    Tutti ne siamo più o meno coinvolti o siamo consapevoli dei problemi esposti, ma vediamo cosa e come si potrebbe fare per cambiare e migliorare le cose?

    MANIFESTO IN SEI PUNTI SUL PERCHÈ PARTECIPARE A REALIZZARE UN’UTOPIA SOCIALE COMUNITARIA PERMETTERA’ UN PERCORSO DI LIBERTA’ INDIVIDUALE.

    Punto 1) È TEMPO DI RISVEGLIARE LE COSCIENZE E COSTRUIRE NUOVI SISTEMI DI VITA!
    Con questa comune Visione: “Un nuovo agire civico, coerente con i valori di libertà, giustizia e solidarietà, e una crescita culturale e spirituale, darà sempre più senso e valore alla propria esistenza. Chiunque potrà essere aiutato e potrà poi aiutare altri a uscire dalle proprie difficoltà e da questo sottosviluppo umano, potrà diventare responsabile e libero di crescere e di migliorare se stesso e il Mondo. Così, cooperando insieme a molti altri soci ‒ amici, ognuno potrà scoprire un Vivere migliore e poi diffonderlo come ideale comunitario e un obiettivo personale”.

    In una sana società si potrebbero produrre, allocare e consumare beni e servizi in modo tale da promuovere valori etici in cui ognuno possa riconoscersi con fiducia ed essere stimolato a comportamenti collaborativi e solidali che abbiano lo scopo di realizzare coesione a un bene comune.
    E si dovrebbe tenere conto che una reale possibilità di crescita culturale e spirituale è necessaria al bene comune: serve a non inaridire e imbarbarire l’individuo.

    Nella vita della gente, però, oggi contano ormai quasi solo profitto e denaro per comprare e accumulare oggetti o cose. Questi, assieme a un posto di lavoro e reddito sicuri ( per altro sempre pù difficili da ottenere ), sono infatti molto spesso gli unici valori di riferimento.

    Il risultato è un miscuglio di malsano egoismo e, in moltissimi casi, d’indifferenza e diffidenza verso “gli altri”. Se però riflettiamo, è facile capire che il prossimo o l’altro siamo noi stessi: è infatti dimostrato che nel caso di un incidente, disgrazia o calamità, ovvero nel caso di necessità, ognuno diventa “l’altro”, per qualcuno, in qualsiasi momento.

    È tempo di ritrovare veri valori per il progresso e la civiltà: la cultura e l’arte per ritrovare il senso del Bello; una conoscenza scientifica di base per affrontare positivamente il lavoro e i continui cambiamenti tecnologici; una cultura umanistica – spirituale per ri- scoprire il senso di Giustizia e la Solidarietà.
    Insieme possiamo partecipare a creare una Rete sociale solidale, non solo economica, in crescita incentivata e regolamentata, nella quale ognuno possa realizzare un suo Vivere migliore.

    Un Vivere migliore che potrà incominciare da una nuova opportunità di lavoro e reddito e poi continuare, appunto, con una crescita culturale umanistica – spirituale e la propria trasformazione in un autentico essere umano solidale: un degno membro della società.

    Chiunque potrà migliorare la vita se aiuterà anche altri a migliorarla: usando il cuore si potrà imparare a coniugare l’utilità all’Amore ovvero all’umana comprensione e attenzione verso l’altro. (segue)

  5. Emilianobruno

    Una proposta per papà, mamma e i figli (soprattutto se precari).

    PROGETTO “UN VIVERE MIGLIORE”!
    UN MONDO E UN MODO MIGLIORE PER VIVERE È POSSIBILE

    È possibile se tutti assieme, noi la società civile nel suo complesso, promuovendo liberamente il progetto, e lo Stato “patrocinatore” che versa la quota mensile d’ogni partecipante, incominciamo a realizzare un’ economia solidale sussidiaria all’esistente. Una nuova opportunità che sarebbe disponibile per chiunque come un ausilio temporaneo e un supplemento o un’alternativa all’attuale modo di ottenere un reddito. Per migliorare il tenore e la qualità di vita questa economia si baserà su un diverso modo di fare circolare il denaro tra i partecipanti e si svilupperà liberamente con un passaparola incentivato da un dono sociale. Ma, soprattutto, sarà una attività sociale volontaria che si baserà su relazioni più umane, su un impegno civico solidale e una crescita culturale ‒ spirituale: che si baserà, cioè, su una diversa visione della vita.

    C’è qualche innovatore disposto ad aiutarci a portare in parlamento una proposta di legge che permetta allo Stato di patrocinare la nascita di un nuovo Welfare o Stato sociale, sussidiario all’esistente? Uno Stato sociale, indiretto, che si realizza dal basso direttamente tra la gente, liberamente, realizzando questo progetto e, appunto, col sostegno economico dello Stato che versa per un determinato periodo di tempo la quota mensile d’ogni partecipante.

    Leggendo sino alla fine la presentazione del progetto e poi i documenti sui dettagli tecnici operativi si potrà capire perché la realizzazione del progetto sarebbe davvero vantaggiosa per tutti.

    Oggi, infatti, tra i principali problemi nell’agenda di una buona parte degli italiani c’è prima di tutto la sindrome della quarta settimana: la gente non ce la fa più a tirare avanti sino alla fine del mese. Subito dopo la questione del lavoro: il precariato perenne a cui sono sottoposte, non solo ma soprattutto, le giovani generazioni. E infine la difficoltà di ricollocarsi per chi ha superato i 40 anni, anche per la mancanza di un sistema formativo adatto a rivitalizzare le persone espulse dal processo produttivo.

    Tutti ne siamo più o meno coinvolti o siamo consapevoli dei problemi esposti, ma vediamo cosa e come si potrebbe fare per cambiare e migliorare le cose?

    MANIFESTO IN SEI PUNTI SUL PERCHÈ PARTECIPARE A REALIZZARE UN’UTOPIA SOCIALE COMUNITARIA PERMETTERA’ UN PERCORSO DI LIBERTA’ INDIVIDUALE.

    Punto 1) È TEMPO DI RISVEGLIARE LE COSCIENZE E COSTRUIRE NUOVI SISTEMI DI VITA!
    Con questa comune Visione: “Un nuovo agire civico, coerente con i valori di libertà, giustizia e solidarietà, e una crescita culturale e spirituale, darà sempre più senso e valore alla propria esistenza. Chiunque potrà essere aiutato e potrà poi aiutare altri a uscire dalle proprie difficoltà e da questo sottosviluppo umano, potrà diventare responsabile e libero di crescere e di migliorare se stesso e il Mondo. Così, cooperando insieme a molti altri soci ‒ amici, ognuno potrà scoprire un Vivere migliore e poi diffonderlo come ideale comunitario e un obiettivo personale”.

    In una sana società si potrebbero produrre, allocare e consumare beni e servizi in modo tale da promuovere valori etici in cui ognuno possa riconoscersi con fiducia ed essere stimolato a comportamenti collaborativi e solidali che abbiano lo scopo di realizzare coesione a un bene comune.
    E si dovrebbe tenere conto che una reale possibilità di crescita culturale e spirituale è necessaria al bene comune: serve a non inaridire e imbarbarire l’individuo.

    Nella vita della gente, però, oggi contano ormai quasi solo profitto e denaro per comprare e accumulare oggetti o cose. Questi, assieme a un posto di lavoro e reddito sicuri ( per altro sempre pù difficili da ottenere ), sono infatti molto spesso gli unici valori di riferimento.

    Il risultato è un miscuglio di malsano egoismo e, in moltissimi casi, d’indifferenza e diffidenza verso “gli altri”. Se però riflettiamo, è facile capire che il prossimo o l’altro siamo noi stessi: è infatti dimostrato che nel caso di un incidente, disgrazia o calamità, ovvero nel caso di necessità, ognuno diventa “l’altro”, per qualcuno, in qualsiasi momento.

    È tempo di ritrovare veri valori per il progresso e la civiltà: la cultura e l’arte per ritrovare il senso del Bello; una conoscenza scientifica di base per affrontare positivamente il lavoro e i continui cambiamenti tecnologici; una cultura umanistica – spirituale per ri- scoprire il senso di Giustizia e la Solidarietà.
    Insieme possiamo partecipare a creare una Rete sociale solidale, non solo economica, in crescita incentivata e regolamentata, nella quale ognuno possa realizzare un suo Vivere migliore.

    Un Vivere migliore che potrà incominciare da una nuova opportunità di lavoro e reddito e poi continuare, appunto, con una crescita culturale umanistica – spirituale e la propria trasformazione in un autentico essere umano solidale: un degno membro della società.

    Chiunque potrà migliorare la vita se aiuterà anche altri a migliorarla: usando il cuore si potrà imparare a coniugare l’utilità all’Amore ovvero all’umana comprensione e attenzione verso l’altro. (segue)

  6. emilianobruno

    Una proposta per papà, mamma e i figli (soprattutto se precari).

    PROGETTO “UN VIVERE MIGLIORE”!
    UN MONDO E UN MODO MIGLIORE PER VIVERE È POSSIBILE

    Punto 2) CON UN NUOVO AGIRE, TUTTO E’ POSSIBILE!

    Assistiamo ormai a una politica praticamente inerte alla crescente spaccatura fra ricchi e poveri, e nella vita sociale si stanno consolidando due tendenze in contrapposizione: chi considera la ricchezza arbitro assoluto dell’esistenza e criterio col quale valutare il prossimo; e chi, invece, ritiene necessario assoggettare il comportamento e l’agire umano a valori etici superiori.

    A questo proposito, tutte le Religioni del mondo insegnano fondamentali principi di umanità, come esempio ne citiamo due: “Ama il prossimo tuo, come te stesso” e “Chi mangia a sazietà, mentre il suo vicino è senza cibo, non è un credente”.

    Ma, come ha affermato l’emerito economista Galbraith, niente può ispirare opere di utilità sociale più della prospettiva di una ricompensa in denaro. È infatti principalmente il denaro, anche se non la sola concreta motivazione, che muove la gente e le cose; e questo per tutto ciò che con il denaro ci si può procurare o si può fare, e non solo per se stessi. Per riuscire a edificare una migliore società, si dovrà certamente tenere conto pure di questo.

    Anche prima di ottenere una legge a sostegno, le risorse per realizzare il progetto si possono creare semplicemente: 1) unendo, con fiducia e determinazione, doti, intelletto, esperienze e la volontà e capacità dei partecipanti si può creare uno straordinario Capitale sociale Umano. 2) Dopo il raggiungimento di una massa critica, o adeguato numero di adesioni, i partecipanti si trasformano, in modo virtuale, in un Capitale Economico, Comunitario.
    3) Con una modesta quota mensile, ognuno partecipa a creare e a beneficiare di un inarrestabile Flusso Virtuoso, non solo economico, che circola direttamente tra i soci.

    Circolerà così un crescente conveniente ausilio temporaneo, un vantaggioso ausilio differito, un ausilio elargito per solidarietà, o come dono sociale per il merito; ma circolerà, appunto, anche l’aiuto reciproco un nuovo agire civico solidale, una maggiore conoscenza e più coscienza.

    Così, dopo il raggiungimento di un adeguato numero di aderenti al circuito economico solidale, chiunque potrà trasformare un temporaneo ausilio economico, da rimettere poi ad altri partecipanti con una quota mensile, nell’opportunità di essere premiato per aiutare “gli altri” con il “passaparola” e/o con un’azione civica solidale.

    Ma non ci sarà solo la possibilità di un aiuto e guadagno, partecipare alla Rete solidale di soccorso e assistenza reciproca, che avrà sia lo scopo di riconoscimento del merito sociale, sia una crescita umanistica spirituale, permetterà a ognuno la piena realizzazione.

    Questo progetto non è un sogno o un’astratta utopia. È una reale possibilità di diffondere direttamente tra i cittadini una cultura umanistica – spirituale e di formare una nuova classe di riferimento: i “Coordinatori” del Circuito. Uomini e donne sempre disponibili con un sorriso a donare un sostegno morale e un concreto aiuto solidale a chi ne ha bisogno.

    Si potrà partecipare e divenire “Coordinatore”, incominciando il percorso che porta alla qualifica, semplicemente usando il “passaparola”, offrendo cioè l’opportunità ad amici o conoscenti e aiutandoli a fare altrettanto con altre persone, che potrebbero poi fare la stessa cosa con altre persone ancora, e così via.
    Ciò porterebbe a una reale crescita esponenziale, che sarà però regolamentata.

    Chiunque potrebbe tuttavia aderire anche solo per il beneficio o vantaggio economico connesso alla propria partecipazione e ad una possibile crescita culturale e per la gioia che potrebbe “sentire” aiutando persone in difficoltà a migliorare la vita.

    Come poi si vedrà, molti sono gli autori che con le loro visioni e intuizioni hanno ispirato il progetto. Ma è la nostra Costituzione, madre di tutte le leggi, dei diritti e doveri dei cittadini italiani, e in particolare con gli articoli 2, 4, 18 e 45, a indicarci la via maestra. Gli articoli citati stabiliscono infatti che ogni cittadino ha il diritto e il dovere, secondo le proprie possibilità e scelte, di svolgere un lavoro, attività o funzione per poter vivere dignitosamente e concorrere al progresso materiale e/o spirituale dell’intera società. E stabiliscono inoltre che i cittadini possono associarsi liberamente, purché con scopi non contrari alle leggi, riconoscendo una funzione sociale alla cooperazione con carattere di mutualità. (segue)

  7. Anonymous

    Una proposta per papà, mamma e i figli (soprattutto se precari).

    PROGETTO “UN VIVERE MIGLIORE”!
    UN MONDO E UN MODO MIGLIORE PER VIVERE È POSSIBILE

    Punto 2) CON UN NUOVO AGIRE, TUTTO E’ POSSIBILE!
    Assistiamo ormai a una politica praticamente inerte alla crescente spaccatura fra ricchi e poveri, e nella vita sociale si stanno consolidando due tendenze in contrapposizione: chi considera la ricchezza arbitro assoluto dell’esistenza e criterio col quale valutare il prossimo; e chi, invece, ritiene necessario assoggettare il comportamento e l’agire umano a valori etici superiori.

    A questo proposito, tutte le Religioni del mondo insegnano fondamentali principi di umanità, come esempio ne citiamo due: “Ama il prossimo tuo, come te stesso” e “Chi mangia a sazietà, mentre il suo vicino è senza cibo, non è un credente”.

    Ma, come ha affermato l’emerito economista Galbraith, niente può ispirare opere di utilità sociale più della prospettiva di una ricompensa in denaro. È infatti principalmente il denaro, anche se non la sola concreta motivazione, che muove la gente e le cose; e questo per tutto ciò che con il denaro ci si può procurare o si può fare, e non solo per se stessi. Per riuscire a edificare una migliore società, si dovrà certamente tenere conto pure di questo.

    Anche prima di ottenere una legge a sostegno, le risorse per realizzare il progetto si possono creare semplicemente: 1) unendo, con fiducia e determinazione, doti, intelletto, esperienze e la volontà e capacità dei partecipanti si può creare uno straordinario Capitale sociale Umano. 2) Dopo il raggiungimento di una massa critica, o adeguato numero di adesioni, i partecipanti si trasformano, in modo virtuale, in un Capitale Economico, Comunitario. 3) Con una modesta quota mensile, ognuno partecipa a creare e a beneficiare di un inarrestabile Flusso Virtuoso, non solo economico, che circola direttamente tra i soci.

    Circolerà così un crescente conveniente ausilio temporaneo, un vantaggioso ausilio differito, un ausilio elargito per solidarietà, o come dono sociale per il merito; ma circolerà, appunto, anche l’aiuto reciproco un nuovo agire civico solidale, una maggiore conoscenza e più coscienza.

    Così, dopo il raggiungimento di un adeguato numero di aderenti al circuito economico solidale, chiunque potrà trasformare un temporaneo ausilio economico, da rimettere poi ad altri partecipanti con una quota mensile, nell’opportunità di essere premiato per aiutare “gli altri” con il “passaparola” e/o con un’azione civica solidale. Ma non ci sarà solo la possibilità di guadagno, partecipare alla Rete solidale di soccorso e assistenza reciproca, che avrà sia lo scopo di riconoscimento del merito sociale, sia una crescita umanistica spirituale, permetterà a ognuno la piena realizzazione.

    Questo progetto non è un sogno o un’astratta utopia. È una reale possibilità di diffondere direttamente tra i cittadini una cultura umanistica – spirituale e di formare una nuova classe di riferimento: i “Coordinatori” del Circuito. Uomini e donne sempre disponibili con un sorriso a donare un sostegno morale e un concreto aiuto solidale a chi ne ha bisogno.

    Si potrà partecipare e divenire “Coordinatore”, incominciando il percorso che porta alla qualifica, semplicemente usando il “passaparola”, offrendo cioè l’opportunità ad amici o conoscenti e aiutandoli a fare altrettanto con altre persone, che potrebbero fare la stessa cosa con altre persone ancora, e così via. Ciò porterebbe a una reale crescita esponenziale, che sarà però regolamentata.

    Chiunque potrebbe tuttavia aderire anche solo per il beneficio o vantaggio economico connesso alla propria partecipazione e ad una possibile crescita culturale e per la gioia che potrebbe “sentire” aiutando persone in difficoltà a migliorare la vita.

    Come si vedrà, molti sono gli autori che con le loro visioni e intuizioni hanno ispirato il progetto. Ma è la nostra Costituzione, madre di tutte le leggi, dei diritti e doveri dei cittadini italiani, e in particolare con gli articoli 2, 4, 18 e 45, a indicarci la via maestra. Gli articoli citati stabiliscono infatti che ogni cittadino ha il diritto e il dovere, secondo le proprie possibilità e scelte, di svolgere un lavoro, attività o funzione per poter vivere dignitosamente e concorrere al progresso materiale e/o spirituale dell’intera società. E stabiliscono inoltre che i cittadini possono associarsi liberamente, purché con scopi non contrari alle leggi, riconoscendo una funzione sociale alla cooperazione con carattere di mutualità. (segue)

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