Per la prima volta nella storia della politica italiana un partito si organizza non solo attraverso le tradizionali sedi e associazioni territoriali, ma anche su internet. Nello statuto del Partito Democratico che sarà approvato oggi sono previsti infatti i “circoli online”, la versione in rete delle vecchie sezioni locali dei partiti. Dice lo statuto:
“I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”.
E già da oggi, si precostituisce il primo circolo online del Partito Democratico. È il Circolo “Barack Obama”, che dedica il suo nome all’iniziativa politica di maggior rinnovamento della politica occidentale contemporanea, e alla speranza che questa possa essere da esempio ‒ per forza e successo già maturato, comunque vada ‒ anche per la politica italiana e la modernizzazione del centrosinistra.
All’indirizzo www.pdobama.net è online il sito del circolo, a cui è possibile preiscriversi già da oggi.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





se lo chiamavate circolo iMille mi sarei iscritto… ma circolo Obama, nonostante anch’io tifi per Obama mi sembra una scelta insulsa perché per esempio non sappiamo se quell’avventura andrà in porto, ma questo in effetti potrebbe essere secondario perché cmq potremmo cercare di portarne avanti le idee “a prescindere” (anche se personalmente non sono d’accordo con Obama a prescindere), ciò che però più mi repelle in questa scelta di nome è l’eccesso di personalismo che porta e che mi sa da feticcio sinceramente… io sono d’accordo con la “personalizzazione” della politica quando questa è declinata come maggiore accountability ed una più rapida capacità decisionale… ma quando arriviamo ai feticci e ai totem… per favore lasciamoli agli ex-fascisti in cerca di duce…
La scelta del nome di Obama è il contrario di un personalismo, è l’indicazione dell’apprezzamento per l’iniziativa più nuova, generosa e avanzata degli ultimi decenni nel panorama politico occidentale, mi pare che questo sia chiaro fin dalle premesse e lo ritengo molto condivisibile.
Alba, molto chiara. Up
Interessante, non c’è dubbio. A quanto ammonta la quota d’iscrizione? (all’incirca…)
Sottoscrivo le considerazioni di Giacomo e aggiungo: di Obama sappiamo che è un ottimo oratore, che ha uno straordinario carisma e buone idee.. ma niente di più.
I Mille evocano il ricordo di una esperienza collettiva, eroica, disperata e vittoriosa. Obama si associa per ora soltanto ad una campagna elettorale.
E poi, da dove nasce l’esigenza di cambiare nome a pochi mesi dall’esordio? E perchè ispirarsi ad un personaggio che con il nostro Paese, quello in cui piaccia o no facciamo politica, non ha niente a che fare?
Certo, farà anche giovane e moderno, ma io trovo che sia stata una scelta assai infelice, troppo legata all’attualità e al ‘nome’ del momento.
Spero vorrete ripensarci o almeno promuovere un sondaggio fra chi vi segue dagli esordi.
Il fatto che un politico sia un ottimo oratore, abbia uno straordinario carisma e buone idee – coi tempi che corrono – sarebbe ragione sufficiente per fargli un monumento. Ma, a quel che vedo, iMille, gli hanno solo dedicato un pensiero che si riferisce non tanto alla sua persona quanto alla novità della sua azione. Non mi pare che abbiano deciso di cambiare nome. A meno che tu, Francesco, quando fai un brindisi per qualcuno decida in contemporanea di prendere anche il suo nome. No?
Se lo scopo e’ solo celebrare il politico piu’ innovativo degli ultimi decenni, penso che un nome piu’ appropriato potrebbe essere “Ronald Reagan”.
Tra l’ altro, anche lui in quanto a liberismo economico e privatizzazioni non scherzava proprio per niente. Gli hanno anche dedicato una aeroporto, e poi e’ convenientemente morto, cosi’ non puo’ piu’ fare cazzate (per le quali invece Obama ha un sacco di tempo a disposizione).
L’oratoria e il carisma sono certamente ottime qualità ma servono risultati per meritare la statua equestre (altrimenti andrebbe riconosciuto un cavallo pure a Berlusconi), e ad oggi non possiamo sapere se le buone idee di Obama si tradurranno, in caso di vittoria alle presidenziali, in risultati concreti.
Il parallelo fra brindisi e intitolazione di un circolo mi risulta alquanto oscuro. Non sono in grado di risponderti ma credo che la questione non sia puramente estetica, come la tua osservazione credo vorrebbe suggerire.
Restano comunque senza risposta le altre obiezioni e domande esposte nell’intervento precedente.
Quando succede che per la prima volta in Italia (e probabilmente anche in Europa) un partito dà vita a un circolo virtuale con la stessa autorità e lo stesso status di un circolo territoriale, lo stolto si mette a straparlare del nome del circolo.
(variante della più famosa storiella della luna e del dito)
Mi sono (pre)iscritto al circolo PD Obama, perchè questa cosa mi interessava da tempo. Sul nome ho molte perplessità: Obama, finora, non ha fatto nulla. Ha solo parlato. Che abbia parlato bene non ha una grande rilevanza pratica. Se si voleva dare un nome che fosse simbolo di speranza, va benissimo (d’altronde, se si fosse chiamato, che so, Circolo Che Guevara, non ci avrei messo piede, nemmeno virtuale). Per ora Obama è poco più del nulla. Dunque innocuo, se non altro. Vedremo.
Anch’io mi sono pre-iscritto, trovo bella e in linea coi tempi l’idea dei circoli online. La scelta di Obama è adatta al momento e a cavalcare un’onda, anche se ovviamente è diverso dal chiamare un circolo con un nome con una storia “cristallizzata”.
Alla fine quella del PD è una scommessa, vediamo anche quella su Obama come una scommessa a sua volta.
Invece di guardare verso le sicurezze del passato, si è scommesso sulla speranza del futuro. A suo modo è una scelta simbolica niente male.
preiscritto_ avrei preferito un altro nome senz’altro; qualcosa di più vicino a imille.. siamo sempre in tempo per cambiarlo, no?
7 milioni di persone in quindici gazebo e il gioco è fatto -)
Sarebbe stato bello anche intitolarlo ad Enzo Biagi…
Corro ad iscrivermi,ma volevvo anche informarvi che ne esiste anche un altro ed è questo:
circolo Pd Salario a Roma – http://giovanidemocraticiroma2.splinder.com/
Iscrivetevi pure lì
Volevamo i circoli on-line, li abbiamo ottenuti.
Volevamo un circolo on-line, l’abbiamo fondato.
Si può fare, l’abbiamo fatto.
E adesso tutti coloro che non si riconosceranno nel circolo Obama potranno sempre fondarne un altro, grazie al partito aperto che siamo riusciti a costruire.
Che dire: siamo proprio bravi!
Domanda burocratica: se sono già scritto al circolo del mio quartiere posso iscrivermi anche online? A me sembra di no ma potrei sbagliarmi…
@Francesco Costa: evidentemente fra i pre-iscritti alla sezione ci sono parecchi stolti.
Oppure delle sezioni online si era già parlato – quindi inutile stare ancora ad applaudire – e il nome che avete scelto (ma, al solito, chi??) proprio non piace.
francesco, invece che dibattere sul nome, mi piacerebbe capire il tuo pensiero sulla sezione in se’ (piace-non piace, migliorabile si-no-come, innovativa-inutile, etc).
Un chiarimento per “il bello del web”.
Quello di cui parliamo (circolo on line Barack Obama) é un vero e proprio circolo on line, l’applicazione cioè di quanto previsto dallo statuto del PD.
Quello che segnali tu mi sembra invece (ma puoi correggermi se ho capito male) un blog di un circolo territoriale. Sono due cose distinte.
In quanto ad iscriversi ad ogni circolo on line che dovesse aprirsi (cosa che suggerisci quando scrivi “iscrivetevi anche lì”)é evidente che non potrà essere così: ci si iscrive ad un solo circolo on line.
La polemica (o le critiche) sul nome del circolo mi ricorda la mia gioventù, quando avevamo deciso di mettere su una squadretta di calcio e perdevamo giornate intere a decidere quale fosse la nostra maglia. Chi voleva quella della squadra del cuore, chi quella del Santos (vecchi ricordi di Pelè), chi quella del Real Madrid.
Finchè qualcuno si alzò e ci ricordò che forse era più importante riuscire a correre a magari anche a segnare un gol in più dalla squadra avversaria.
Umile consiglio: facciamo crescere questo primo circolo, dimostriamo che anche in Italia la politica wia web può incidere, “impariamo” al meglio l’arte della rete. Quando avremo fatto tutto questo possiamo anche divertirci a trovare un altro nome. Io per esempio ho un pallino: Francesco Totti
oh, sul blog del circolo non riesco a mettere il commento, mi da errore… mah .. cmq complimenti (mi riferisco agli smanettoni, posso chiamarvi così?? ;o), siete stati più veloci della luce!
@francesco: il nome, come molte altre cose, è stato frutto di varie discussioni, ci siamo un po’ scannati (in senso buono), c’erano varie ragioni a supporto di vari nomi, poi a maggioranza (e io in questo caso ero in minoranza) si è deciso, tutto qui…
e il gruppo se ne assume, nel bene e nel male le responsabilità.
Noi si è deciso così, ma ognuno è libero di aprire un circolo on-line e chiamarlo come vuole…
saluti
estella
Il circolo ha un fan (qualcuno dei “padri”?):
http://treviso.typepad.com/dallapasqua/2007/02/la_santanch_onl.html
Giuro che vado a dormire: il link precedente va al sito del “vero” Barack Obama.
… ma sono certo che é questione solo di pochi giorni, e poi il paragone lo faranno con l’altro.
‘notte!
Obama una cosa l’ha già fatta: ha dimostrato che si può partire da una posizione impossibile, contro il candidato che doveva aver già vinto le elezioni, e giocarsela fino all’ultimo. Ha dimostrato quanto le primarie rendano vivo il partito al quale il nostro partito (almeno nel nome) si ispira. Anche se dovesse fallire la prova più importante, mi sembra che Obama sia comunque un simbolo adatto per quello che iMille vogliono rappresentare: la possibilità di rimettere in gioco equilibri consolidati anche senza avere alle spalle un apparato ben oliato.
Per cui non ho provato nessun imbarazzo a preiscrivermi al circolo Obama. Se poi verrà eletto e si rivelerà un pessimo presidente, possiamo sempre cambiare nome!
“Quando succede che per la prima volta in Italia (e probabilmente anche in Europa) un partito dà vita a un circolo virtuale con la stessa autorità e lo stesso status di un circolo territoriale, lo stolto si mette a straparlare del nome del circolo.
(variante della più famosa storiella della luna e del dito)”
Le ragioni dello stolto:
appena ho visto che era stato scelto il nome di Obama come nome del circolo ho pensato che fosse qualcosa di più di un nome buttato là, ho pensato che ci fosse un sistema di pensiero dietro. Leggendo i commenti vedo che questa ipotesi viene confermata da chi ci narra che dietro le quinte ci sono state discussioni e perfino una votazione.
Quindi questo non è un nome buttato lì, è frutto di una scelta ed è frutto di un dibattito tra vari pensieri e ragionamenti.
La ragione ufficiale è che Obama rappresenta il nuovo, anzi ciò che di maggiormente nuovo c’è attualmente nella politica “occidentale”.
Bene, il nuovo incarnato nel leader, a me suona vecchissimo e mi puzza di fascismo. Mi dispiace, la mia stoltaggine evidentemente mi impedisce di vedere la luna e mi porta a vedere dita deformi, ma tutto questo culto del leader (ma lo chiamassimo con il nome italiano sarebbe forse più chiaro: duce) non mi piace, Obama sarà anche un bravo politico e sulla base delle scarne informazioni che ho se potessi votare alle primarie democratiche americane voterei per lui, ma continuo ad essere contrario al culto della personalità, e in genere non amo i monumenti alle persone, sopratutto quando queste persone sono ancora in vita, ma anche quando sono morte (chi fa davvero cose importanti continuerà a vivere nelle proprie opere non nei momumenti funebri).
Mi piacerebbe che il culto del divo fosse lasciato alla destra plaudente e amoreggiante con il suo presidente, ma mi rendo conto che i più in questo circolo (e forse nell’intero “occidente”) la pensano diversamente, pazienza, giustamente nessuno è obbligato ad iscriversi.
giacomo
Da che mondo e mondo i circoli, le associazioni ecc. tendono a prendere il riferimento a una figura, che ovviamente non è la persona ma ciò che incarna.
Da qui all’adorazione da setta o al fascino superomista ce ne passa.
Come dicevo sopra, la novità sta scegliere una figura che invece di avere un portato ideologico cristallizzato e chiuso, è tuttora in formazione. Obama più ancora che chi è, è ciò che rappresenta: il nuovo, un cambiamento di mentalità, il riportare gente disillusa a fare politica, un futuro auspicabile.
Questo tipo di scelta per me è simbolica e coraggiosa: in un’esperienza nuova e innovativa, si cerca un simbolo nuovo e innovativo.
Come tutte le scelte coraggiose, avrà ricadute positive (si spera) o meno.
Giacomo, mi pare molto piu’ semplice di come dici tu. Esiste una sola ragione per la quale si e’scelto il nome Barak Obama: che si parli (e straparli) del nome Barak Obama. Solo gli stolti non lo hanno ancora capito (e ed alcuni e’ stato persino spiegato…).
Curo il PDpodcast http://pdpodcast.wordpress.com nel quale raccolgo e distribuisco tracce audio di interventi di esponenti del PD in campagna elettorale..
Michele
@Giacomo: in Italia è ancora abbastanza diffusa l’idea che la personalizzazione della politica sia il prodromo del fascismo. Ma non è così. La personalizzazione è una necessità, nel momento in cui non esistono più ideologie così forti da poter pretendere di guidare tutte le decisioni, indipendentemente da chi le applica.
L’importante è garantire che la persona eletta non diventi poi un autocrate, e ci sono tanti esempi di democrazie che funzionano così.
L’ascesa di Obama nella corsa alla Casa Bianca ha coinciso in Italia con l’esplosione del trash: la spazzatura a Napoli, la sit com Casa Mastella, la mortadella food finger divorata in parlamento, i cannoli di totò, la sanità degli orrori calabrese… Situazione sconcertante per le donne e uomini della strada, resa ancora più pesante dalla nuova parola chiave: “declino”. Atmosfera tesa, umori cupi, aria irrespirabile.
Il vento fresco e forte che è arrivato da ovest ha dirottato l’attenzione, sollevato gli animi, ossigenato speranze.
Barack Obama. Negli USA questo nome è nuove energie e nuovi progetti. E’ tante promesse tutte da verificare (principio che vale sempre, quindi anche per il PD del “nuovo” Veltroni) e una certezza: i giovani appassionati alla politica. Vi sembra poco?
Seguo da tempo la campagna di Obama che ho anche sostenuto con un piccolo contributo simbolico prima del Super Martedì. Forse per questo ho trovato approriato (e divertente!) il nome del circolo anche se, da ex pubblicitaria, non ho apprezzato affatto la scelta del PD di usare uno slogan che è la traduzione pari-pari del celeberrimo e musicato “Yes we can”.
Ma il futuro è altrove e questa è poca cosa, sono solo “parole parole parole parole soltanto parole, parole d’amor…”
Have a nice Long Now
C
… dimenticavo! complimenti a chi ha creato il nome e il marchio “iMille”
buon week end
C
@ci_riccione :
davvero trovi che “si puo’ fare” é una buona traduzione di “we can”?
Non parlo abbastanza bene l’inglese per apprezzarne utte le sfumature, ma “we can” mi pare molto più “volenteroso”. O meglio : “si puo’ fare” mi suona un po’ “ce la possiamo giocare” … con un alea piu’ forte …
@aurora:
anch’io – purtroppo! – non parlo così bene l’inglese da poter valutare a fondo la traduzione. forse proprio per questo limite penso che i due slogan suonino così vicini da non poter evitare l’etichettatura di “originale” e “copia”…
PD VERSO IL CONGRESSO
MEGLIO UN SERRACCHIO (saracco)…
L’idea di creare nuove icone come ad es. la sig.ra Serracchiani può avere , per il momento, una sola finalità: mantenere lo statu quo nella dirigenza nazionale, salvare le nomenclature mummificate di un partito che veniva di lontano ma che ormai non sa dove andare .
Una operazione di mero maquillage o di tardivo, inutile gattopardismo.
Il problema dei problemi è l’assenza di una politica. L’assenza di scelte che impongano la necessità di usare un “serracchio”. Un saracco bene affilato per operare robuste, rivitalizzanti potature.
UN PORCELLUM ANCHE PER LA RETE ?
La politica riscopre l’antico vizietto della censura e dell’intimidazione. Questa volta, però, senza tener conto delle dimensioni e delle potenzialità di un medium che, per come è stato concepito, è immune dalla stupidità di chi si illude di piegarlo ai suoi voleri.
La rete ha milioni di antivirus in carne e ossa. Milioni di persone libere che non temono di esprimere liberamente, democraticamente il loro pensiero. Con la rete, caro ministro Alfano, i Porcellum non funzionano.
BISTURI E CONFLITTO DI INTERESSI…
Il Pd si sta avvicinando un po’ per volta a due opzioni che potrebbero tirarlo fuori (in un futuro remoto) dalle secche in cui si è cacciato. Siamo nel 2009, a quindici anni dalla discesa in campo politico di un monopolista dell’informazione e Franceschini scopre solo ora che in Italia vi è una anomalia che sta minando alcune libertà fondamentali della nostra democrazia. Alleluia…
Anche la scoperta del “bisturi”, nella sua accezione metaforica giunge piuttosto tardiva. Sarebbe comunque bello si servisse ad avviare una seria azione di asportazione di apparati e nomenclature che sottraggono osigeno e linfa al poco di nuovo che avanza.