Election day, ovvero la politica antipolitica

Speakers’ Corner
di Corrado Truffi

charlie_brown_lucy_football.jpgVi ricordate le elezioni del 2001? Quelle vinte da Berlusconi?
Qualcuno ritiene, secondo me a ragione, che una buona parte della vittoria del Caimano sia spiegabile con la gente che, durante le file immense davanti al seggio, ha cambiato idea in corsa, imbufalita contro il governo che aveva improvvidamente ridotto il numero di seggi e l’orario del voto. Mentre si presentavano agli elettori schede-lenzuolo numerosissime e diverse fra loro.

Ci risiamo. Allegramente ispirati dall’apparente buon senso dell’antipolitica urlata, dall’apparente buona ragione di risparmiare qualche euro in pagamento di scrutatori e presidenti, ci si avvia ad un election day che sarà l’ennesimo inutile autogol per il governo e, quindi, per il centrosinistra e il Partito Democratico. Almeno dovunque ci sarà davvero l’abbinamento delle diverse elezioni. A Roma gli elettori si troveranno davanti 5 (cinque) schede elettorali diverse: per la camera, per il senato, per la provincia, per il comune e per il municipio. Con 3 (tre) sistemi elettorali diversi e quindi tre meccanismi di voto diversi, e magari tre diverse coalizioni e una scelta variabile di simboli su ciascuna scheda.
Per non dire dei rischi di confusione durante lo spoglio. Mia moglie, per anni valente scrutatrice, ha detto che quest’anno si guarderà bene dal farsi coinvolgere…

Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse perché ci vogliamo fare male da soli, alimentando l’odio per la politica proprio quando si crede di fare una concessione all’antipolitica. Ma davvero crediamo che questo ridicolo risparmio di costi elettorali fosse così importante? O non era più importante dar modo ai cittadini di esprimersi con un po’ più di consapevolezza, e a anche di tempo per valutare? Ma una persona non particolarmente appassionata di politica come diavolo farà a fare una scelta consapevole su cinque schede diverse, di cui a malapena capirà il senso?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

13 Commenti

  1. Perdona la franchezza ma secondo me la tua lettura delle elezioni del 2001 è sbagliata!
    Non è lo stesso Berlusconi che ha sempre detto che il suo elettorato è pigro? Che spera che ci sia brutto tempo perchè i suoi elettori altrimenti vanno a farsi una gita fuori porta?
    Per il resto, secondo me, puoi anche avere un po’ di ragione, di certo ci sarà confusione, e la fascia meno interessata alla politica voterà ancora un po’ più ‘random’ del solito.

  2. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    motumboe, non vorrei dire una fesseria, ma mi pare che in Italia la fascia “meno interessata alla politica” che “votera’ piu’ random del solito” sia una fascia molto sottile. Alle ultime elezioni, gli osservatori internazionali stimavano l’ampiezza di quella fascia in un 5% al massimo, ed era gia’ considerato un’enormita’ se paragonato al normale 2% previsto.
    In Italia si vota con la fede “calcistica” nel partito, o spesso contro un altro (il tifo contro, prerogativa tutta italiana). Ecco perche’ si finisce quasi sempre pari nel belpaese.

  3. Ma qual è il problema, il possibile autogol per il governo o l’ingiusta confusione nelle teste dei cittadini? IMHO gli unici che ci rimetteranno saranno i poveri scrutatori. Mi sa che anch’io, quest’anno, non sarò della partita!

  4. @motumboe: che dirti, io nel 2001 ero ai seggi a Roma come rappresentante di lista, e ho percepito un feroce odio montante, e nessuno però che abbandonasse le immense file.

    @Filippo: fosse pure del 5%, una fascia random che si sposta da una parte all’altra, nella situazione italiana, determina il risultato delle elezioni!

    @sergio: entrambi sono problemi. Direi che il secondo è il peggiore.

  5. Se una mezz’ora di coda per esercitare il più fondamentale dei diritti di cittadinanza incidesse sull’orientamento degli elettori allor c’ha ragione Francesco Costa a tifare per una bassa affluenza.

    Sinceramente credo che gli italiani siano meglio di quel che percepiamo, preoccupati come siamo dalla marea montante del qualunquismo e dell’antipolitica.

    E comunque andare a votare una settimana si ed una settimana no non credo che rassereni tanto di più le masse.

    Credo che la differenza la farà una campagna elettorale per una volta costruttiva e comprensibile.

    Almeno spero.

  6. Non concordo per niente con questo post. Per niente. Forse, l’autore ragione in termine politici.

    Io che ragiono in termini di gestore del denaro pubblico, dico che bisogna sempre fare cosi’. Accoppiando elezioni, referendum ,ecc.

    I pochi euro di cui parli, sono un sacco di soldi. Tutte le elezioni scoppiate (ossia non messe in coppia) ed i vari referendum fatti a fine giugno sono costati milioni di euro. Inutile poi lamentarsi della malagestione del bene pubblico.

    Scusa ma non é una sciocchezza. Scusa Corrado ma l’autogol lo fai tu. E lo fa questo sito se appoggia idee di questo tipo. Idee pericolose (che importa del denaro pubblico!). Poi ci si scandalizza degli ultimatum dell’unione europea.

    Ripeto il tuo ragionamento é tutto politico e poco economico e facendo cosi’ perpetui il vecchio vizio italiano: per cui nessuno preferisce fare una riforma per il bene del paese se non ne trae un vantaggio personale immediato. In Italia quello che manca é il senso di responsabilità, manca quel senso di prendere cura del bene pubblico che tanto invidiamo ai paesi del nord Europa.

    Corrado la rivoluzione per me inizia pure da cose cosi. E purtroppo nella tua proposta non vedo quel cambio di mentalità che iMille tanto rivendicano

    PS.: Detto questo io ho assistito allo spoglio di elezioni in Spagna, elezioni provinciali e comunali, tutto ando’ liscio come l’olio. Alle 10h già avevano i risultati e nessuno era scandalizzato dal far coincidere le elezioni. Io voglio che una cosa del genere sia possibile anche in Italia.

  7. @Filippo the other: ma in Spagna le schede elettorali di comune, provincia e nazione sono totalmente diverse fra loro come da noi?
    E comunque, fra tre e cinque schede c’è una certa differenza…

    A parte ciò, in parte hai ragione ed effettivamente, forse, la mia percezione dell’autogol prescinde dal fatto che dovremmo prima cercare il bene comune e poi, eventualmente, l’interesse di parte. Ho fatto il machiavellico, e ho fatto male, e chiedo venia:))

    Anche se, nel contesto delle spese dello stato, continuo a pensare che il costo di una elezione sia un po’ una goccia nel mare…

    Però l’aspetto che più mi preoccupa non è l’eventuale autogol, ma, come ho scritto nel post, il fatto che “una persona non particolarmente appassionata di politica come diavolo farà a fare una scelta consapevole su cinque schede diverse, di cui a malapena capirà il senso?”

    Insomma, fra le continue riforme elettorali nostrane, mi piacerebbe che prima o poi qualcuno tentasse di unificare almeno un po’ le diverse soluzioni adottate…

  8. giuseppe

    Bello avere 5 schede in mano!
    Così si può pensare davvero a quanti livelli politici e amministrativi abbiamo, a cosa fanno, a come funzionano, a chi eleggiamo

  9. A quelli che si lamentano delle 5 schede spiegate come funzionano le amministrative in Germania: ogni elettore puo’ esprimere tante preferenze quanti i posti di consigliere comunale, e fino a tre per ogni candidato (!!). LA scheda e’ grande come un lenzuolo, o come i poster riassuntivi che ci sono da noi, visto che riporta anche eta’ e professione del candidato. E il 2 Marzo si votera’ per Comune, Provincia e Land.
    E comunque sia, io odierei molto di piu’ una politica sprecona (vedi la casta) che una ploitica che mi costyringe ad essere preparato quando scelgo i miei rappresentati…

  10. Corrado in Francia ed in Spagna si vota cosi’ (pensavo di farci un post sul mio blog):

    Ti danno una busta elettorale dentro la quale devi mettere il foglietto prestampati con il simbolo del partito oppure un foglietto bianco (in Spagna almeno) che sono disponibili al seggio.

    Se metti piu’ di un foglietto il voto é nullo.

    Alla fine si apre l’urna, si aprono le buste, si mettono in ordine i foglietti per partito e si contano. Se il seggio chiude alle 9h alle 10H15 é finito quasi tutto. A Mezzanotte e dintorni arrivano i risultati definitivi.

    Viva l’efficenza e la rapidità.

  11. Scusa Corrado, ma sbagli quando calcoli i costi in pochi euro. Si tratta di milioni di euro, come ti ha già fatto notare qualcun altro. E poi smettiamola una buona volta con questo piagnistero del vecchietto che si confonde. Quanti saranno i vecchietti che si confondono? Quasi certamente una minima percentuale di elettori. Il resto dovrebbe essere formato da persone che, per età e livello di scolarizzazione, non dovrebbero avere alcun problema a discernere tra una consultazione e l’altra e tra una scheda e l’altra. Il problema, caso mai, è organizzativo, perchè è ridicolo che nel 2008 l’informatica sia penetrata in ogni settore delle attività umane eccetto che nelle procedure elettorali: lo scrutatore che trascrive a mano nel registro i dati dell’elettore farà tanto Calvino,ma si rovina il fegato per pochi soldi e “inceppa” (lui e tutti gli altri) inevitabilmente la “macchina” elettorale, con le conseguenze che ben conosciamo (file chilometriche, ritardi nello spoglio, lentezza nell’affluenza dei risultati).

  12. Opps..Piagnisteo, non piagnistero (che poi sarebbe un battistero facile alla commozione :-) )

  13. giancarlo

    Catalano mode on:
    E’ meglio votare una domenica con 5 schede, che 5 domeniche con una scheda sola.
    Catalano mode off:

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