Speakers’ Corner
di Giacomo Pietrogrande
La mancata intesa con i radicali e i socialisti, non solo partiti dell’uno e qualcosa per cento, ma eredi di esperienze politiche che hanno fatto l’Italia, rischiano di diffondere in tanta parte di quell’elettorato moderno e riformista che guarda con interesse al PD il sospetto di un partito ostaggio del Vaticano.
Fermo restando il diritto di tutti, laici e cattolici, di esprimere le proprie opinioni, le parole di apprezzamento della senatrice Binetti per l’appoggio di Berlusconi alla moratoria sull’aborto o il tentativo teo-dem di impedire miglioramenti alla legge sul divorzio non remano nella direzione moderna e riformista indicata da Walter Veltroni a Spello.
Una travolgente maggioranza di elettori del PD vuole udire parole chiare a difesa dei diritti delle persone, diritti a volte conquistati con fatica, spesso ancora non riconosciuti.
Il Partito Democratico si opponga a chi, per discutibili convenienze politiche, pretende di giocare con la sofferenza di una donna che affronta un aborto. Non si tocchi il diritto all’aborto e ci si impegni a lasciare meno soli donne, famiglie e medici, investendo in prevenzione e strutture.
Il Partito Democratico riconosca la realtà di una società che cambia, di nuove strutture familiari che vanno diffondendosi: garantisca elementari diritti a chi si ama e condivide una vita (indipendentemente dall’orientamento sessuale) e vada incontro alle difficoltà che incontra chi intraprende il difficile percorso del divorzio, con obblighi e pratiche che a volte non fanno che aumentare per la famiglia il dolore di una separazione.
Il Partito Democratico respinga l’assalto oscurantista di chi pretende di imporre alla ricerca scientifica il bavaglio di una politica incompetente, riconosca agli scienziati e ai centri di ricerca il diritto e la capacità di scelte etiche, perchè solo la conoscenza priva di pregiudizi può prevenire l’abuso della conoscenza stessa.
Il Partito Democratico si esponga per una società più aperta, più equa, più moderna; solo così potrà dare rappresentanza a tutti coloro che in questa società vivono già e che in molti si rifiutano di vedere.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Sottoscrivo in pieno. Sto aspettando con una certa impazienza che Veltroni chiarisca una volta per tutte quale sara’ la posizione del PD su queste questioni. Ho visto con favore le primarie anche perche’ per me avrebbero dovuto essere un modo per stabilire chi, all’interno del PD, dovesse alla fine prevalere. Avendo vinto Veltroni col 70% ed essendo ad esempio la posizione dei DS sul referendum sulla fecondazione assistita per una revisione della legge (responsabile della vergogna nazionale dei “viaggi della speranza” di chi si deve recare all’estero per ricevere trattamenti qui proibiti), mi aspetterei la logica conseguenza che la posizione del PD non possa che essere di sostegno a quanto indicato nel post. Spero in questi giorni di vedere imbarcare la Bonino e sbarcare la Binetti.
la domanda nasce spontanea: ma se Veltroni ha detto da soli, che si vada senza Radicali e Socialisti, che appunto sono tali e non sono PD! Altrimenti tutti del CentroSinistra potrebbero tentare di trovare un accordo, e questo (s’è visto) non funziona.
Se non piace la Binetti e in generale i cattolici, perché c’è stata la fusione (in PD) con la Margherita?
Mi sembrano incongruenze…
Se i socialisti e i radicali vogliono far sentire la loro utile voce la possono far sentire dall’interno del PD. Non c’e’ nessun motivo per richiedere di mantenere il piccolo feudo col simbolo
oggi si parla di “fumata grigia” e controproposta dei radicali.
Purtroppo, e ve lo dice uno che ha sincero interesse per la dottrina sociale della chiesa e stima per certi preti, qui il problema non sono i socialisti o i radicali o gli accordi. Qui, dopo quello che è successo ieri a Napoli, il problema è solo il terribile ritorno ad un’epoca di controriforma. Berlusconi, quel pazzo furioso e maniaco di Ferrara – che si crede così intelligente – e B16 stanno attizzando un odio allucinante contro conquiste normali in Europa e, come sempre, contro le donne, tutte assassine, tutte puttane.
Leggo per ora dichiarazioni indignate ma deboli (da Livia Turco, ad esempio). Speriamo che i nostri illuminati dirigenti del PD riescano ad avere un sussulto.
Questo dice tra l’altro Francesco Merlo: Davvero la polizia che a Napoli irrompe in sala operatoria e sequestra un feto malformato è roba da teatro del grottesco e della crudeltà, da dramma di Artaud. Sembra un episodio inventato per dimostrare la stupidità dei fanatici della vita ad oltranza, per far vedere a quale ferocia si può arrivare in nome di un principio nobile e astratto ridotto ad ossessione e sventolato come un’ideologia, persino elettorale.
Il “da soli” è stato quasi sempre accompagnato da “e con chi accetta il nostro programma”.
Riguardo i cattolici, per fortuna sono pochissimi quelli integralisti come la Binetti. Quasi tutti gli altri sono ben consapevoli che la parola della Chiesa non è legge… e non deve automaticamente diventarlo.
Ciao
Daniele
Con i radicali è probabile che non si faccia niente – mi pare chiara la volontà di prendere tempo per arrivare ad un no purché sia – ma coi forcaioli alla Di Pietro, l’accordo è già bello che pronto. Di Pietro è quello che, tra l’altro, ci ha regalato De Gregorio, o sbaglio?
Sempre più realpolitik, sempre più allucinante.
“con chi accetta il nostro programma” vuol dire un centrosinistra modello Ulivo, “da soli e liberi” significa PD e basta.
Per un cattolico praticante è perfettamente logico che quello che dice il Papa, o il proprio Vescovo, sia il punto di riferimento a cui accordare la propria coscienza, e quindi le proprie scelte sociali e civiche.
Paradossalmente trovo la Binetti semplicemente coerente con la propria fede religiosa…
Ciao a tutti,
sono Elisa (di Demos.. ricordate?).
Questo intervento sulla società aperta mi ha fatto venire in mente l’opera di un signore che durante la Seconda Guerra Mondiale scrisse una delle più coinvolgenti opere di filosofia che abbia mai letto. Sto parlando di Karl Popper e del suo “La società aperta e i suoi nemici”.
Per farla breve, Popper definisce la società aperta in contrapposizione alla società tribale (rigidità dei costumi e completa atrofia della responsabilità individuale) e ritiene che il passaggio dall’una all’altra (una delle più grandi rivoluzioni cui il genere umano sia stato sottoposto) si sia verificato nellla Grecia del VI sec a.C.
Per arrivare al sodo, Popper sottolinea proprio l’effetto stressante della civiltà (“lo sforza che la vita in una società aperta richiede continuamente da noi ‒ con l’esigenza di essere razionali, di rinunziare ad alcuni almeno dei nostri bisogni sociali emozionali, di badare a noi stessi e di accettare le responsabilità”) come una possibile radice sociologica della genesi di quello che lui definisce l’incubo totalitario della Repubblica di Platone. Insomma Platone si sarebbe accorto delle sofferenze dei suoi concittadini e avrebbe ideato una soluzione, cercando in qualche modo di ritornare al perduto tribalismo.
Ora, a me sembra che queste stesse categorie si possano agevolmente applicare all’oggi e alle questioni affrontate da Giacomo Pietrogrande. E la tristezza cresce cresce cresce, senza limite… Ma tutti questi anni, tutte queste pagine, tutte le vittime, sono passate invano??!!
@Fabio: “i forcaioli alla Di Pietro” esprimono anche, magari in modo confuso, la voglia di giustizia e di onestà e di pulizia e di dirittura morale delle persone. E’ vero che Di Pietro è responsabile di de Gregorio ed è strutturalmente incapace di scegliersi beni i sodali. Ma imbarcarlo significa soprattutto impedirgli di nuocere. E, tra l’altro, consente a Veltroni di essere molto più duro nella selezione “etica” dei candidati del PD, visto che l’accordo prevede “niente condannati”. Mica male…
Per i radicali, stiamo a vedere, perché credo che il tentativo continui ad essere riuscire a includerli. Anche questo sarebbe utile…
@riccardo russo: mi sembra che Veltroni stia usando il suo ormai classico “ma anche”: ragionevolmente, da soli e liberi, ma senza per questo suicidarsi, e quindi con qualche eccezione.La legge elettorale è quella che è:)
Quanto ai cattolici, mi spiace ma da ateo non battezzato ti dico che stai tagliando il mondo con l’accetta: un cattolico praticante non è un supino esecutore di quel che gli dice il papa o il vescovo. Ci sono migliaia di pagine – e migliaia di cattolici – che individuano un modo diverso di essere cattolici. In primo luogo praticando il principio della tolleranza e dell’ascolto, e del rispetto laico dei modelli di vita altrui. L’ecumenismo dove andrebbe a finire, ad esempio?
@ Corrado
Sono abbastanza consapevole, credo, di ciò che di buono cerca di affermare chi, in buona fede, vota Di Pietro. Il mio intervento era – come mi accade spesso – abbastanza provocatorio. Condivido anche l’analisi espressa dalla frase “imbarcarlo significa impedirgli di nuocere”. E tuttavia a me il dipietrismo non piace punto. Come non mi piace il grillismo, con il quale vedo non poche affinità. Per cui, io scinderei le intenzioni degli elettori IDV dalle idee e dai comportamenti degli eletti IDV. E spero che tu abbia ragione sulla “neutralizzazione” di certi ragionamenti forcaioli.
Per quanto riguarda i cattolici “praticanti”: è vero, non bisogna tagliare il mondo con l’accetta. Uno dei miei amici più cari – per non dire un mio maestro – è un sacerdote condannato dalla Chiesa. Tuttavia, credo che i laici dovrebbero, più che prendersela col papa o i con i cardinali, stimolare molti cattolici a prendere atto dello scisma sommerso che da decenni stanno animando e vivendo. Nulla, nella fazione cattolica attualmente al potere, lascia intendere che i cattolici abbiano quella libertà di pensieri, atti e comportamenti che di fatto quotidianamente si prendono, a volte alla luce del sole, più spesso di nascosto. Non so quanto il pensiero laico abbia ad oggi proposto una morale o un’etica accettabile e condivisibile e non so nemmeno se ciò sia desiderabile. Ma credo che la laicità – o il laicismo di cui parla schifato Fassino il gesuita – abbiano senz’altro qualcosa da trasmettere al cattolicesimo: l’invito ad abbandonare l’ipocrisia. E credo che questo sia un valore di cui in particolare questo paese abbia bisogno.
Sono socialista; da sempre. e da socialista ho aderito al Pd. Conosco ancora molti die miei ex compagni e mi sono fatta l’opinione che il motivo vero per cui non aderiscono al Pd non ha niente ache vedere co la Binetti…
Cero che se si continua così il Pa al vaticano non lo consegna Walter ma le nostre divisioni.
Da donna vivo molto male ogni dibattito sull’aborto, così come ho vissuto malissimo tutta le vicende legate alla legge 40. Tutti dibattiti animati e gestiti da uomini, e le cui uniche risposte femminili “pubbliche” vengono da donne (rispettabilmente) impegnate in politica e quindi tenute a scegliere, spesso, fra smorzare i toni e il suicidio politico. Di questi tempi, anche per motivi personali, ho riflettuto a lungo sulla “necessità” o meno di certe scelte e di certi compromessi, ma questa è un’altra storia. Tornando a bomba, e forte del mio essere ormai fuori quota rispetto alla procreazione, so che tutti questi attacchi al corpo della donna possono vivere e svilupparsi perché sfruttarne i sentimenti (desiderio spesso, ma sempre colpa, colpa e ancora colpa) è facile come lo era rubare in chiesa, quando le chiese erano aperte. Ogni donna “sente” la maternità, davvero “dal concepimento alla morte” sia in caso di aborto che in caso di nascita, ogni donna se la porta addosso, con gioia e con pena, e tutto il contorno è solo un chiacchiericcio indistinto e irrilevante.
Questo con buona pace di chi pensa che le donne abortiscano (o facciano figli) alla leggera. Per fortuna di tutti, incluso Giuliano Ferrara, non lo fanno mai.
… per quanto riguarda i radicali ci dovrebbe essere un’intesa per la “nomina” (= grazie al porcellum) di 3 parlamentari. Dal mio punto di vista passo utile e significativo.
Anche l’inclusione di esperienze politiche socialiste sarebbe senza dubbio auspicabile…ma in Italia, tra i rappresentanti dei socialisti, chi c’è?
Villetti, Bobo Craxi, De Michelis, Intini….No thanks
i diritti laici sono già scritti in quel capolavoro repubblicano che è la Costituzione; basterebbe metterli in pratica, ..gìà la pratica (!?) merce rara in un paese di aspiranti filosofi-politici-poeti-facciocose-vedogente.