Cul de sac

Maria Cascella sulle primarie(tte), dal blog di Pennarossa: “se le liste sono bloccate i candidati li decideranno i vertici del partito esistenti e ancora non ricambiati, se facciamo le primarie solo chi ha denaro, clientele e seguito sarà in grado di farsi notare e conoscere.”

Potrebbe l’uso delle primarie potrebbe essere utile per creare un movimento di opinione e di grande pubblicità alla candidatura ufficiale di Veltroni a premier, come si chiede Maria nel proseguio del suo articolo? Indubbiamente, ma vista dagli occhi degli “innovatori”, le primarie(tte) giocate in questo modo rischiano di tradursi in: gli innovatori si fanno il mazzo. Veltroni e il PD ne traggono giovamento. I dinosauri vincono le primarie(tte), incassano il risultato e ringraziano gli innovatori per lo sforzo (pirito opzionale).

Che ne pensate?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

16 Commenti

  1. Meno “seghe mentali” e più coraggio qualche volta non sarebbero male ….

  2. e vabbe’, quando non ci sono le primarie perche’ non ci sono le primarie, quando ci sono perche’ ci sono…siamo incontentabili! :)

    Il rischio che le primarie cadano in mano ai potentati locali ci puo’ essere, il modo per prevenirlo secondo me sta nello spingere, a livello di circoli ad esempio, per organizzare confronti tra i candidati che mettano un po’ tutti sullo stesso piano… come ha fatto Diamanti dal sito di repubblica per le primarie nazionali, e come in media NON ha fatto il PD per le stesse primare nazionali. Insomma, secondo me le primarie vengono bene se chi NON e’ candidato si sbatte per vederci chiaro e fare in modo che i contendenti abbiano modo di gareggiare partendo da una condizione di parita’.

    Poi, che per organizzare i suddetti confronti gli innovatori si debbano fare il mazzo, beh… “Non pensavi mica che sarebbe stato facile, vero?” (cit. da Kill Bill)

  3. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Riccardo, ti trovo -come dire- un pochino tranchant. Ma pochino pochino, eh?

  4. Effettivamente è così.

    L’ho provato il 27 gennaio sulla mia pelle. Però è l’unico mezzo democratico che abbiamo per andare avanti.

    Comunque ci sono degli ammortizzatori democratici che vanno inseriti. Penso al termine dimandato e penso alle quote rosa, io auspico anche quote per i giovani, che comunque garantiscono ricambio.

  5. Esatto Fil. Diritto al punto.

  6. davide

    Sempre, sempre per le primarie. Ci vuole innanzitutto coerenza, a costo di risultare ingenui. Se vengono fuori delle false primariette, non si sarà perso niente credo. Se da qualche parte un po’ di partecipazione comporta cambiamenti tanto di guadagnato.
    Basterebbe, per renderle più primarie, un invito aperto a tutti (non solo quelli che hanno votato il 14 ottobre) ad iscriversi nei circoli. Poi per il confronto si potrebbe pensare ad un’intervista doppia, anche a distanza, da mettere in rete; ad ognuno la scelta.
    E’ vero che ci sono state molte delusioni, ma non sono mancate le belle sorprese.

  7. Una lunga tradizione filosofica sostiene che il miglior governo sia il “governo misto”, e obiettivamente in politica molto spesso la verità sta nel mezzo.

    Non sempre il candidato “del territorio” è il candidato migliore, tantomeno lo è il grande nome calato dall’alto.

    Come salvare capra e cavoli? Ovvero il “buono” delle liste bloccate ed evitare il male delle false primarie, dato lo scarso tempo a disposizione per una vera campagna di primarie?

    Consentire ai segretari nazionale e regionale di nominare i primi in 2/3 lista, così da permettere di eleggere l’operaio o il precario sconosciuto, e far esprimere al territorio le altre candidature.

    Poi quando il partito e i circoli saranno strutturati e radicati, primarie vere per tutti.

  8. Quotando con composto e responsabile entusiasmo i primi due interventi, ed essendomi gia’ espresso in tenzone col Zuliani sull’ argomento, io provo a riproporre il problema in termini logici: tra primarie e cooptazione, chi si oppone alle primarie dice che gli attuali dirigenti le vincerebbero sicuramente grazie alla migliore organizzazione, e quindi preferirebbe che si procedesse per cooptazione…da parte degli attuali dirigenti.
    Sono l’ unico al quale questa cosa sembra, serenamente, una cazzata?

  9. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Gianni, non si sta facendo un discorso sulle primarie in generale, si sta ragionando sulle primarie *ora e adesso*, partendo dal nulla, come simbolo appropriato o meno del cambiamento che tutti vogliono.

  10. Filippo, il mio quesito logico si riferisce proprio all’ “ora e adesso”.

  11. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    di che primarie parli, inoltre, di quelle per le liste nazionali o le altre?

  12. Quali altre?

  13. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    quelle per eleggere i sindaci. http://www.imille.org/2008/01/cronache_da_pisa_sul_pd.html

  14. monicaborgonovo

    Già il fatto che ultimamente ci facciamo (iMille) con una certa frequenza queste domande, mi sembra un passo avanti. Fino a qualche giorno fa eravamo fermi a ‘primarie no’, mi pare.

    Capisco che qualcuno possa aver pensato che non ci piace il metodo perchè, in quel modo, non siamo sicuri di vincere.

    Era un po’, in modo diverso, anche il mio disagio da cui è nato il post ‘Fatica da Mille’.

    Come qualcuno qui intorno, anch’io penso che meno ‘elucubrazioni mentali’ e un po’ più di coraggio non sarebbero male.

    E, se c’è un momento del coraggio, è proprio questo. La gente là fuori, come noi del resto (perchè, diciamocelo, siamo qui che aspettiamo di vedere quali passi farà Uolter con tutto il pd, per sapere se possiamo continuare a crederci) ha voglia di cambiamento e di partecipazione.

    Noi cosa abbiamo da perdere?
    Abbiamo già perso l’occasione di promuovere le primarie quando nessuno aveva ancora detto che si sarebbero fatte.
    Le sole cose che abbiamo sono le nostre idee e la nostra voglia di cambiamento: e non è proprio il caso di perderle, queste.

    Essere coerenti e fedeli a questo è l’unica strada per ‘raccogliere consensi’.
    Il resto, se verrà, sarà grasso che cola.

  15. Filippo, come dico io sono sempre favorevole alle primarie per scegliere i candidati a tutte le cariche istituzionali, e ho molti dubbi sulle primarie per scegliere gli organismi di partito.
    Rilevo comunque che la questione logica che ho posto rimane irrisolta. E mi permetto quindi di trarne le conseguenze, in attesa di confutazioni: chi sostiene che con le primarie vincono gli attuali dirigenti, e preferisce che gli attuali dirigenti cooptino direttamente, e’ qualcuno che si ritiene piu’ forte negli apparati (che lo ccoptano) che non nella base (che non lo vota). Ossia, estendendo, e’ come il figlio del primario che vince il concorso da primario. Ossia, e’ il perfetto continuatore di una pratica sociale che mortifica il merito in favore della posizione. Ossia, e’ in stridente contraddizione con quelle che mi sembrano alcune posizioni chiave espresse anche su queste pagine.

  16. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    io sono sempre favorevole alle primarie per scegliere i candidati a tutte le cariche istituzionali, e ho molti dubbi sulle primarie per scegliere gli organismi di partito.

    scusa Gianni, ma il passaggio sopra non l’ho mica capito. Mi sa che stiamo parlando della stessa cosa con parole diverse.

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