“Mentre nelle pagine locali prosegue il dibattito su Bassolino (e un po’ almeno anche sul/nel Pd), a livello nazionale conquista spazio Pecoraro Scanio. Su Corsera, Aldo Cazzullo propone il suo ritrattino, ed è “il signor no che ha detto sì all’esercito”; su Repubblica, Alberto Statera, intervistandolo, gli ricorda la definizione del suo compagno di partito Luigi Manconi (“Un intreccio vertiginoso di estremismo e futilità”) e gli chiede di non liquidare “burocraticamente” le accuse che gli vengono mosse. E lui replica. Con l’abituale faccia di bronzo.”
[da Decidiamo Insieme]
Fa specie dover spiegare a Pecoraro Scanio cosa succederebbe al leader del partito dei Verdi in un paese normale, qualora il suo partito vivacchiasse politicamente sul 2% da tempo immemore e il paese stesso fosse distante mille miglia dagli standard moderni di ambientalismo e sviluppo energetico sostenibile.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





scusa sergio,
ma cosa vuoi dire che lo schifo in Campania é colpa dei Verdi?
OT.
http://www.repubblica.it/2008/01/motori/motori-gennaio-2008/tata-2500-dollari/tata-2500-dollari.html
Sti Indiani che forti!
Questi fra qualche anno ci annientano economicamente se in Europa non ci si sveglia e si resta a litigare sulla produzione di CO2 di un BMW e una Renault!
Le sfide energetiche di domani necessitano di nuove idee, visioni e tanto coraggio!
Saluti
L’ottimo articolo di Cazzullo contiene altri due dati emblematici:
- “Suo il primato di dichiarazioni all’Ansa: 2627″,
- “Nella classifica di Porta a Porta, invece, è secondo: con oltre cinquanta apparizioni, tallona Bertinotti”.
Riassumendo, il presenzialismo mediatico e’ inversalmente proporzionale al contributo politico concreto.
I verdi italiani, nell 90% dei casi, sono soltanto un altro inutile partitino.
Pecorario Scanio e’ il simbolo di come si possa rendere un partito dal bacino potenziale enorme ad una accozzaglia di radical chic vanitosi.
Se avesse la minima decenza di dimettersi, potrebbe per un attimo ristabilire quel senso di responsabilita’ che in Italia latita.
@claudio
no, vuol dire che se sei il lider del partito ambientalista nazionale da 10 anni in sonnacchiosa attesa del padreterno, con i bei risultati ambientali ed energetici nostrani, sei un altro di quelli che hanno fallito il proprio mandato.
Accetto tutte le critiche ai verdi e ai suoi (me compreso) dirigenti. Ma sul blog dei Mille mi aspetterei una riflessione un po’ più profonda sull’ambientalismo politico italiano, sui suoi successi e sui suoi difetti.
Non partecipate alla cagnara di questi giorni. I titoli dei giornali di ieri, di oggi e dell’altro ieri appagano forse la sete di sangue e di capri espiatori. Pochi di questi analizzano con serenità e onestà le responsabilità della politica, delle imprese e dei gruppi sociali.
Pochi (forse nessuno) analizzano anche i motivi dell’attacco (feroce?) a Pecoraro Scanio. Quanto Casini è mosso da Caltagirone? Quanto Corriere è mosso da Impregilo? Quanto Di Pietro è mosso da (boh!).
[a proposito... http://www.marcellosaponaro.it/blog/2008/01/07/di-pietro-chi-si-e-opposto-ai-termovalorizzatori-saponaro-tu/ ]
Quindi riflettiamo, discutiamo, ragioniamo. Senza paracadute, va bene, ma a 360 gradi!
Non limitiamoci a chiedere al Leader dei Verdi cosa succederebbe in Europa se il partito fosse fermo al 2 per cento da tempo immemore… Chiediamoci anche perchè in Italia non c’è un Cameron, un Gordon, un sarkozy che assume la questione ecologica e climatica come centrale nell’agenda del proprio partito e del proprio governo.
Gli ambientalisti in Italia sono solo nei Verdi? Si vuole sostenere questa tesi solo oggi che il nostro leader è sotto attacco o vogliamo ragionare anche sul ruolo e l’efficacia degli ambientalisti nel PD e negli altri partiti?
Per esempio, sui rifiuti in Lombardia quanto Penati è mosso dagli ecodem? Mi pare poco. Quanto la politica sulle infrastrutture lombarde è influenzata dagli ambientalisti democratici? Mi pare nulla.
Pensiamoci ma, almeno voi, fatelo senza perseguire piccole rendite dell’immediato.
Buon lavoro
Marcello Saponaro
“Un intreccio vertiginoso di estremismo e futilità” = geniale!
Caro Marcello Saponaro,
benvenuto in questo blog e benvenga il suo intervento.
Cerchiamo di ragionare a 360 gradi, come propone giustamente lei, sul perche’ in Italia l’ambientalismo moderno fatichi cosi’ tanto a prosperare. Al contrario, in paesi come la Germania il partito dei Verdi sta all’8% (il quadruplo dell’Italia) e l’attenzione al binomio energia-ambiente e’ notevole.
Dibattere l’intera questione richiederebbe non un commento ma uno o piu’ post, non e’ escluso che li scriva in futuro ma per ora le offro il mio personale punto di vista, cercando di essere quanto piu’ schematico possibile (con il rischio di essere tranchant).
A parer mio l’ambientalismo in Italia fatica cosi’ tanto a nascere per un misto di opportunismo e ignoranza:
Numeri e risultati pubblicati ovunque mostrano quanto l’Italia sia lontana dagli standard europei su ambiente e sostenibilita’ energetica, e quanto NON si faccia ogni giorno in termini di ricerca, produzione e informazione, preferendo invece ricorrere, ad esempio, ai 2627 formidabili comunicati stampa inviati da Pecoraro Scanio, vero recordman della categoria. Dulcis in fundo, dalla ratifica del protocollo di Kyoto (1997) in Italia abbiamo aumentato le emissioni di CO2, anziche’ diminuirle, unico paese in Europa.
Lungi da me attribuire solo alla dirigenza dei Verdi la responsabilita’ del fallimento del sistema Italia sul versante ambientale ed energetico. In molti hanno fallito il loro mandato in Italia: decenni di tempo a disposizione per produrre i bei risultati che tutti i giorni tocchiamo con mano. Tuttavia e’ tempo che costoro realizzino, come dicono in UE, che sono “unfit” per ruoli dirigenziali e/o di alto livello e ne traggano le dovute conclusioni. E con loro, chi li sostiene.
Cordialmente.
Mentre trovo del tutto incomprensibile la risposta di giuseppe (tanto da non essere neppure sicuro rispondesse a me…), il tuo commento Filippo Zuliani è sicuramente interessante.
Molte delle cose che dici e che reclami le tratto ogni giorno nel mio lavoro e nella mia comunicazione (non solo comunicati stampa….).
In rete abbiamo promosso da poco il sito Ecoappuntionline (Ecologia 2.0) per approfondire questi ragionamenti. E confrontarli bloggando.
Mi auguro che anche in questo spazio (che visito di tanto in tanto) ci sia modo, in futuro, di trovare argomentazioni vere e proposte concrete per costruire una proposta verde moderna e europea. Anche in Italia.
Buon lavoro
Marcello Saponaro
Caro Marcello Saponaro,
abbiamo scritto i commenti praticamente in contemporanea.
Di conseguenza la mia NON era una risposta al tuo articolato commento sui Verdi in Italia.
In ogni caso colgo l’occasione per ribadire la necessità di meccanismi REALMENTE democratici e liberi nella selezione delle CLASSI DIRIGENTI dei PARTITI POLITICI.
Sono sicuro che se all’interno dei partiti fossero premiate la libertà, la trasparenza, il merito, le competenze, anche i Verdi sarebbe un partito diverso, più europeo, più moderno, più capace di convincere.
Detto questo trovo azzeccatissima la definizione di “intreccio vertiginoso di estremismo e futilità” per descrivere A.P.S.