di Maria Cascella
Uno scroscio liberatorio da parte del Parlamento ha accolto la dichiarazione di dimissioni del Ministro Mastella, ma ciò non deve trarre in inganno nessuno. Gli applusi non erano rivolti alla pronuncia dimissionatoria ma alle dichiarazioni che l’accompagnavano, cioè i chiari riferimenti all’ingerenza della Magistratura circa le indagini che avevano provocato gli arresti domiciliari della signora Sandra Lonardo, moglie di Mastella nonchè Presidente del Consiglio Regionale della Campania.
Mastella non è l’ultimo arrivato, sapeva cosa diceva e sapeva di toccare un nervo scoperto : la gestione della res publica a cui nessun politico si sottrae. Può la Magistratura entrare nel merito del lavoro politico di assegnazione di cariche pubbliche o degli enti in gestione?
Se facciamo un confronto con l’operato dei giudici nella prima fase di Tangentopoli – molti si sono precipitati a fare tale parallelismo – si noterà da subito la differenza. Lì si parlava di soldi, tangenti, del 10% minimo incassato da funzionari e maggiorenti di partito per far passare pratiche, appalti o commesse; nella recente questione dalle intercettazioni telefoniche non emergerebbe alcun atto che richiami denaro dato o chiesto a favore di tizio o caio, solo discorsi inerenti ad assegnazioni di incarichi, tutti svolti in seno alla burocrazia amministrativa.
Affidare un incarico a un dirigente in forma autonoma è previsto dalla legge del 15 maggio 1997 n° 127 e successive modifiche, una legge creata per il riordino della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione delle procedure.
In realtà dunque non ci sarebbe alcun reato commesso ma..
Ma non potrebbe essere che a un sistema penalmente perseguibile (tangenti) si sia sostituito un metodo perfettamente legale utile all’affido di compiti, meriti, compensi, e di conseguenza controllo, gestione e ritorno fideizzato di potere e consenso?
Domenica scorsa un medico insigne di Torino, Salizzoni, ha rilasciato un’intervista a La Stampa ove denunciava questa pericolosa situazione. Perché Salizzoni – che è un medico serissimo e che ha portato il suo reparto a un tale grado di efficienza e di risultato da garantire una delle più alte percentuali di riuscita al mondo per le operazioni di trapianto di fegato – ha sentito il bisogno di denunciare pubblicamente il sistema degli affidamenti d’incarichi nella sanità? Perchè non porci tutti la domanda se è utile, nel nostro sistema amministrativo, poter accettare l’incarico su conferimento (procedura ammessa anche in altri Paesi), ma che senza i giusti controlli sui reali meriti o esperienze maturate si ha il risultato di avere nomi di primari, consulenti, rettori, presidenti di enti, in carico a un partito, a un politico piuttosto a persone che realmente capaci? Chi risponde degli errori delle scelte? Il politico che l’ha conferito o il paziente sotto i ferri? Il partito designante o le persone che hanno il cumulo dell’immondizia davanti all’uscio di casa?
Noi dirigenti e sostenitori del Pd, consapevoli del rischio di essere complici di questo sistema trasversale a tutte le forze politiche e consociative, abbiamo o no il dovere di mettere sul tavolo della discussione il tema della responsabilità e delle competenze circa gli affidamenti d’incarico assegnabili?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Giusto, parafrasando Blair: Meritocrazia, meritocrazia, meritocrazia. E istruzione, istruzione, istruzione.
Perché molto di tutto ciò è anche la cultura del, se posso frego.
Il problema è che questo sistema sta letteralmente bloccando l’Italia. Ha dimostrato di avere limiti nella selezione di persone meritocratiche. Se il sistema è illegale lo deciderà ma magistratura, che sia ingiusto è sotto gli occhi di tutti.
Noi italiani riusciamo sempre a personalizzare in negativo ogni cosa. Nel caso specifico si tratta dello spoils system, quasi unanimemente applicato e accettato, in virtù del quale chi ha responsabilità di gestione (politica, amministrativa, aziendale) si sceglie i collaboratori o le persone da mettere in posti chiave.
La ratio dovrebbe essere quella di mettere le persone fidate (e capaci) per andare nella direzione che il responsabile auspica, e non avere qualcuno che remi contro o non sia capace.
Questa la teoria. In pratica è diventato un sistema per “piazzare” portaborse, amanti, amici di amici, ecc.
Se rimaniamo in questo ambito – ed escludiamo quindi “mazzette” estorte con vera concussione, materassi riempiti di euro e water d’oro fatti con i soldi della tangenti (questa era tangentopoli) ‒
Mi faccio una domanda: è corretto che la magistratura sia intervenuta a piedi uniti contro Mastella e consorte?
Sulla “scorrettezza” di Mastella e sul degrado del sistema non ho dubbi.
Ma è attraverso la magistratura che ci dobbiamo augurare di risolvere questi problemi? Oppure dobbiamo essere noi (militanti ed elettori) a dire basta?
La magistratura ha probabilmente applicato alla lettera una legge. La stessa pignoleria che porterebbe tutti gli automobilisti ad essere multati per qualunque inosservanza veniale (una freccia che non funziona o il fanalino rotto) e molti di noi ad essere denunciati per scaricare file da emule.
Personalmente non mi piace ricorrere alla magistratura per risolvere un problema che riguarda un altro potere dello stato.
Ultima riflessione: cambiamo i personaggi e mettiamo al posto di Mastella Veltroni o Prodi.
Che discussioni staremmo a fare adesso?
Temo che la Provincia di Benevento sia solo un’esempio putrido e deteriore di ciò che avviene ogni giorno, ogni ora in ogni provincia d’Italia… Dobbiamo essere INTOLLERANTI. Dobbiamo lottare contro queste forme corrotte di gestione del potere e della cosa pubblica. Fuori e dentro il PD.
Carlo, tu dici: “La magistratura ha probabilmente applicato alla lettera una legge.”.
Ma la legge si dovrebbe esattamente applicare alla lettera, e non, come si sente dire in Italia, con buon senso. E’ la legge stessa che deve essere di buon senso. Perché applicarla “con buon senso” vuol dire applicarla arbitrariamente, e allora non si è più uno stato di diritto.
Nei paesi seri, quando si fa una legge, la si fa pensando che verrà applicata. Questa è la grande differenza con l’Italia. Noi siamo quelli che fanno spesso le “leggi più avanzate in Europa”, per esempio stabilendo limiti ridicolmente bassi per le emissioni elettromagnetiche, perché tanto sappiamo che poi la legge non verrà applicata. E allora cosa stiamo a lamentarci?
Finché ciascuna parte politica chiederà l’applicazione solo delle leggi che condivide (solitamente perché colpiscono altre parti) non andremo lontano. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo farci tutti un’esame di coscienza.
@Carlo Traina.
Non ho capito bene quello che suggerisci; forse che i politici dovrebbero essere giudicati solo a livello politico (elezioni e partiti) e non a livello giudiziario?
Non sono d’accordo: se mi ferma la Polizia e mi fa la multa perché parlo al cellulare me la tengo e pago.
E se ci fossero i nomi di Prodi o Veltroni al suo posto non farebbe differenza: sono LAICO anche in queste cose, non ho dogmi ideologici da difendere.
E anche Cuffaro ora ha la sua condanna su La Repubblica
E’ un preciso dovere per chi sostiene questo PD, esigere un regolamento interno ed un codice etico che renda questo partito veramente nuovo, anche rispetto a queste pratiche, da cui nessun partito è esente.
La presunta superiorità morale è un dogma che è caduto da un pezzo, a cominciare dalle amministrazioni governate dal centro sinistra.
Serve una seria autocritica del ceto politico ed un reale cambiamento di rotta per evitare che tutto e tutti sprofondino in questo marciume.
io sono con Paola, alla grande. Già avevo proposto che il partito nascesse sottoscrivendo un codice etico. Ma poi la mia proposta si è persa. Io penso che come mille dovremmo riproporla, partendo da Berlinguer e dalla questione morale.
concordo con Carlo, come penso tutti qui, in italia non esiste il concetto di rispetto delle regole.
sono convinto che qualsiasi legge o regolamento si possa pensare in tema di nomine e incarichi verrebbe aggirato in scioltezza.
penso che la soluzione debba andare non verso la normativa, dei criteri e metodologie di selezione, ma verso la trasparenza.
in caso di nomine in strutture pubbliche o in enti o società a capitale pubblico
in particolare prevederei:
- obbligo di pubblicare in anticipo il bando per l’inizio della ricerca di candidature
- pubblicazione online delle candidature ricevute con curriculum (alla faccia della privacy)
- la comunicazione con motivazione delle decisioni prese.
in parte viene già fatto un percorso di questo tipo, ma non ovunque e non sempre, e soprattutto senza dire in anticipo chi sono i candidati.
chiaro il perchè…
cosa succederebbe se per un posto ci fossero in lizza un bravissimo quarantenne con brillanti studi ed esperienze lavorative internazionali, contrapposto a un caro amico del sindaco noto per avere occupato varie poltrone con soli esiti miserevoli?
ci sarebbe l’opinione pubblica col fucile puntato sulla scelta che verrà effettuata (o almeno potrebbe esserci) e sarebbe molto più difficile a posteriori giustificare una scelta sbagliata.
PS
lo so, sono un illuso, ma mi piace sognare
Lucio, credo che il problema sia piu’ complicato. Non e’ solo un problema di trasparenza, e’ anche e soprattutto un problema di aspettative. Dopo decenni di malapolitica, anche provvedessi tutta la trasparenza del mondo, le persone si aspetterebbero solo il peggio a prescindere. E quando il peggio arriva (non faccio nomi tanto ne conosciamo almeno una decina a testa, locali e nazionali) tutti a far spallucce perche’ “si sa che in italia la politica va cosi’”. La sindrome dei Malavoglia. Come rompere tale schema oramai incancrenito? Suggestions welcome.
filippo, chiaro che la trasparenza non è la soluzione immediata del problema, ma siccome sono contrario allo sterminio di massa e le mie speranze di annessione alla svizzera come quinto cantone sono ormai ridotte al lumicino, credo che quello sia un passo da fare per iniziare a cambiare la mentalità di governanti e governati.
una soluzione efficace e rapida non esiste, ahimè.
Lucio, a proposito di trasparenza, non so se hai visto questa di proposta: http://www.manifestotrl.org/
@Daniele
Cerco di spiegare meglio il senso del mio intervento.
La legge va applicata, su questo non si discute, e capisco che parlare di “buon senso” può generare equivoci. Però quella legge andrebbe applicata sempre, altrimenti ‒ come dici te ‒ si generano degli arbitri. Riprendo l’esempio tuo: se faccio una legge che stabilisce limiti ridicolamente bassi per le emissioni elettromagnetiche, e non li faccio rispettare per 10 anni, è giusto che un tale giorno, improvvisamente e senza un evento particolare, decido di fare controlli e comminare multe o notificare denunce (magari solo in una direzione)? Qualcosa non mi quadra.
@Riccardo
No, credo esattamente il contrario. I giudici hanno il dovere/diritto di indagare su tutti (compresi i politici) e andare avanti.
Sul caso Mastella & consorte conosciamo sommariamente le imputazioni ma non i dettagli, quindi esprimo un concetto in generale: ho l’impressione che molti manifestano soddisfazione per la vicenda senza curarsi se ci siano fatti di rilevanza penale o meno. L’importante è che qualcuno ‒ non importa se sia la magistratura – stia finalmente mettendo alla gogna un sistema malato.
Per me questo fatto (la magistratura “protagonista osannata” indipendentemente dalla presenza di rilievi penali) è molto pericoloso, per la regola fondamentale di una democrazia: la separazione dei poteri dello stato.
@ daniele
il manifesto TRL lo conoscevo (è stato anche ospite qui) non invece l sito, che mi guarderò con attenzione, grazie per la segnalazione
Carlo: allora siamo d’accordo. La cosa fondamentale è rendersi conto che quelle leggi che non sono applicabili fanno solo male, e tantissimo…
Cercare di trovale soluzione ‘tecniche’ a problemi attinenti piu’ all’antropologia che ad altro mi sembra vano. Che le leggi vadano rispettate va da se’. Spoyl system o concorsi pubblici, come si fa a far funzionare un paese dove Bassolino e Iervolino non si vergognano in modo tale da dimettersi all’istante. E dove i cittadini continuerebbero comunque a votarli. Personalmente non avrei nessun problema a votare Mastella se raccomandando parenti e amici facesse in modo che i rifiuti non siano in strada, ma in un impianto di riciclaggio. All’Italia serve qualcuno che educhi i cittadini a non sopportare quello che sopportano, nei limiti delle possibilita’ date dalle risorse disponibili. Per esempio, nel PD chi chiede le dimissioni di Bassolino e Iervolino?
Le dimissioni o l’espulsione dagli organi direttivi di un partito sarebbe un bell’esempio di autonomia della politica.
Per fare l’ esempio di una democrazia che personalmente ammiro molto, ricordo che nella sua autobiografia Madeleine Albright descrive molto bene come, con il cambio di amministrazione, cambi faccia l’ intera citta’ di Washington. I repubblicani se ne vanno, arrivano i democratici. Arrivao a tutti i livelli (lo spoil system di cui parla Carlo) e cambiano ristoranti, programmi culturali, persino l’ architettura. Non mi pare funzioni male.
è vero, lo spoil system in USA funziona bene e anche da altre parti, ma in italia abbiamo provato ad imitarlo con esito disastroso.
si passa dagli amici della destra a quelli della sinistra senza vedere una impronta differente, in entrambi i casi ci si limita a “gestire” il potere senza avere un orizzonte.
la prospettiva che vedo io è solo quella di lavorare con pazienza per contribuire a un cambio di mentalità, a far emergere una nuova classe dirigente con meno vizi della precedente e che sia pronta a lasciare spazio in fretta a quella successiva senza occupare il potere a vita.
un lavoro da certosini, l’opera di ognuno di noi è una goccia nell’oceano, ma goccia dopo goccia si scava in profondità
lucio, in effetti quando fu presentata la legge Bassanini sul riordino della Pubblica Amministrazione, in occasione frequentai un corso sulla legge stessa, fu detto quanto da te riportato, l’esempio degli States, ogni governo vincente locale o nazionale che fosse sarebbe stato libero di scegliersi il personale di fiducia.
Le cose dette nel tempo si sono rivelate non solo false ma addirittura pericolose per il diritto stesso e ti spiego il perchè.
Primo non si era fatto i conti con il consociativismo tipico italiano, secondo uscivamo da tengentopoli o almeno c’eravano dentro fino al collo tutti i protagonisti politici allora in auge e gli stessi nomi sono presenti ancora oggi,
terzo non si sono più banditi concorsi pubblici per assunzioni a causa delle successive finanziarie ma si è ovviato attraverso l’uso del conferimento d’incarichi, consulenze e stagisti, anche a peso d’oro e molto più onerosi dei normali rapporti di lavoro, a scapito della pubblica amministrazione svenduta come inefficiente e passiva , logica fomentata anche attraverso uso della stampa.
si sono esternalizzati molti lavori dati a cooperative, onlus, e qui ci hanno marciato chiesa e sindacati, prova a pensare ad una qualsiasi pratica di pensione o di aiuto assistenziale, o solo di caaf,ci sono dietro interi gruppi ed enti che in cambio dei servizi resi hanno un’indennità pubblica.
Per fare questo è servito un patto tra tutti i soggetti politici, maggioranza ed opposizione, la legge elettorale come la nostra favorito tale scelta.
In piemonte un solo consigliere regionale di rifondazione, Contu mi pare si chiamasse, oggi defunto, fu isolato dal suo stesso partito e denunciò l’assunzione di tutti i stagisti dei gruppi consiliarei in regione a fine mandato Gigo senza alcuna selezione pubblica, nessun ricambio sarà mai facile se non si vanno a toccare questi centri di potere che hanno il nome di “voto di scambio” e al quale oggi nessun partito storico, di governo e di opposizione si è mai sottratto.
E’ un vero e proprio esercito di fedelissimi!
maria, dici esattamente quello che intendevo io.
non è lo spoil system ad essere sbagliato in sé ma l’uso che se ne fa in italia, anche del concorso pubblico se ne fa un uso sbagliato, come pure della chiamata diretta, o di qualsiasi altra soluzione per assunzioni, nomine, incarichi e quant’altro.
consociativismo, clientele, nepotismo, incapacità ecc… il problema è noto e universalmente riconosciuto.
ma come sradicarlo?
so che tu sei una delle persone che ci stanno provando, ma so anche che nemmeno tu hai la soluzione definitiva.
in ogni caso insistiamo che i risultati arrivano (vedi sezioni virtuali)
lucio sì lo combatto da anni questo sistema ma devo ammettere che con le attuali regole è impossibile modificare il sistema clienterale e delle tessere, però diverso sarebbe se chi sbagliasse paga , l’esempio di napoli è palese, si sono succeduti commissioni una dietro l’altra da anni, a queste commissioni siede e partecipa tutto l’arco politico, profutamente e lautamente ricompensato, ordunque si è fallita la politica della raccolta rifiuti si vada a casa, compresi i politici che l’hanno formata ed indirizzata, dietro ogni commissione ci sono fior fior di tecnici, segreterie, uffici, se a catena cominciassero a rispondere dei danni prodotti, penso che ben pochi domani saranno pronti a insignire con i incarichi prestigiosi nomi fasulli.
Un mio amico italo-tedesco mi dice che in anche in Germania esistono segnalazioni e ‘raccomandazioni’. In proporzione minore rispetto a quella italiana. Tuttavia, secondo lui, la differenza fondamentale sta nel fatto che un personaggio influente tedesco prima di raccomandare qualcuno si assicura che sia un elemento valido perche’ nel caso si rivelasse un inetto la sua reputazione subirebbe un forte smacco che avrebbe ripercussioni notevoli sul suo futuro professionale.
Sandra Mastella, moglie del Guardasigilli, è stata arrestata per tentata concussione, Mastella (Clemente) indagato pure lui per concorso in concussione assieme al consuocero Camileri, ai danni di Bassolino (un altro di quelli buoni…); assieme a loro altri politici.
Una parola sola si sarebbe dovuta levare dalla politica italiana: VERGOGNA!!!
Questa parola si è levata, ma nei confronti dei Giudici, sotto attacco del Parlamento a tempo di record, per questo provvedimento. La verità è che i nostri Parlamentari sanno che in tanti di loro potrebbero finire in galera allora, per prevenire, accusano e attaccano.
L’Associazione Nazionale Magistrati respinge la condanna del Parlamento. La condanna del Parlamento??? Chiamate l’ONU, poiché i nostri Parlamentari non conoscono la democrazia!!!
Franceschini, numero 2 del PD, quel partito che sta cercando di fondare un secondo polo di centrodestra, ha dichiarato: “Rispettiamo anche questa volta l’azione della magistratura la sua autonomia anche quando tempi e modi di alcune azioni fanno riflettere e mettono dubbi”.
Toh, sono quasi le stesse dichiarazioni di Berlusconi. Allora perché votare PD quando si può votare l’originale? Fossi il Cavaliere chiederei i diritti a Franceschini.
Ognuno ha diritto a votare chi vuole e io non sono qui a dire cosa, chi e come; personalmente so per chi NON votare anche se, francamente, fatico a trovare per chi potrei votare (ma ciò non è importante né interessante ai fini di questo discorso).
Nel 2006 si chiese la discontinuità da una certa politica, ma ciò non è avvenuto. Sulla Giustizia siamo rimasti come eravamo prima, chi all’epoca contestava le leggi sulla Giustizia, alla ricerca di voti a questo punto lo possiamo dire, fingeva. Quella legislazione è rimasta tale e quale anzi, è peggiorata, grazie all’indulto.
I nostri Parlamentari, da destra a sinistra, continuano a volere godere di una immunità (non quella Parlamentare, ma quella ombra che aleggia su di loro da sempre) che gli permetta di fare ciò che vogliono senza essere giudicati. Sono cose che non succedono in nessun altro paese civile, sono fatti da regimi sudamericani, da centro-africa. Succede da noi e oramai non ce ne meravigliamo più.
Faccio un breve accenno, a me caro: a tutt’oggi, non c’è un solo politico uno in Italia, che sia in galera per mafia. La mafia è colpa solo degli italiani, i nostri politici non c’entrano, non sono mai stati collusi con la criminalità organizzata. Falcone, Borsellino, Caselli, con le loro indagini hanno dimostrato tutt’altro, ma i tempi in Italia forse, ancora non sono maturi.
Eh si, ci vorrebbe proprio una bella Rivoluzione Culturale, un cambiamento totale nella società italiana.
Concordo pienamente con Paola. Nello statuto del PD si dovrebbe esigere un codice etico che tutti i dirigenti devono condividere e rispettare.
Leggo invece di celebrazioni per l’inclusione nello statuto dei circoli on line. OK, bene, ottimo risultato Ivan, ma forse le priorità per scuotere il sistema e l’opinione pubblica sono altrove. O no?
Ciao
ma, intanto direi che una delle tristi barzellette raccontate agli italiani in questa vicenda è quella del dare per scontato che non esistano fatti penalmente rilevanti.
Ora, io dico, forse quando uno vuole parlare di leggi (penali in tal caso) sarebbe bene che almeno sapesse di cosa sta parlando, sia pur sommariamente (non possiamo essere specialisti in tutto).
“ART.317 c.p. Concussione. Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblicato servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro O ALTRA UTILITA, è punito con la reclusione ecc.”
Notate il “costringe o INDUCE” e il “danaro o altra utilità”.
Chi ci sia di mezzo danaro o altro vantaggio non fa nessuna differenza.
E, aggiungo, la norma, risalentissima e notissima (mica una normina da leggina speciale in materia iper-specialistica, ma norma di lunga tradizione del nostro codice penale, come di tanti codici penali esteri) è assolutamente di buon senso. E ci mancherebbe altro! Ma come? siamo il paese dei “furbi” e qualcuno vorrebbe far credere alla gente che solo ed esclusivamente una diretta dazione di danaro genere interesse? Bisognerebbe essere ben ingenui per crederlo: è ovvio che il potere conta più di una somma di danaro una tantum, se non altro perchè il potere è il mezzo per procurarsene poi continuativamente di danaro (a danno dell’efficienza della pa). Per es. ottenere di piazzare un proprio uomo in un posto che sia un rilevante centro di spesa o di nomine, è un vantaggio ben maggiore di una certa somma di danaro, infatti intanto il “piazzato” avrà modo di “ringraziare”, n.2) da quella posizione poi potrà spendere le risorse dell’ufficio in una certa maniera, e n.3) a sua volta nominerà gente gradita al “patrono” che provvederà ad altri “ringraziamenti”. Cose ovvie. Dire che se non c’è di mezzo denaro “è diverso”, non solo è ridicolmente lontano dalla realtà, ma anche dalla legge.
Ovviamente io non so se, nel caso Mastella e c., ci siano gli estremi di questo e degli altri reati ipotizzati (e sì perchè, fra l’altro, qua, in parlamento, sui soliti giornali e tv, ognuno cita ed estrapola dai provvedimento giudiziari come cazzo gli pare, ma i reati ipotizzati sono vari e il provvedimento pare sia alquanto ponderoso dunque non ridotto, come fanno sembrare, ai pochi stralci di intercettazioni pubblicati). Questo l’accerterannno i giudici, nei tempi debiti e con le dovute garanzie.
E, naturalmente, l’opinione pubblica, purchè debitamente informata, seguendo il processo, potrà anche criticare l’operato della magistratura che non è lo spirito santo.
Ma è scandaloso che il “ministro” mastella senza alcuna prova, senza alcuna plausibile argomentazione, sia venuto in parlamento a fare la vittima di fantasiosi complotti, scatenando il processo politico ai magistrati prima ancora del processo a lui (e ai suoi).
Quanto alla casta plaudente, è stato uno spettacolo indecoroso, certo fra le pagine buie del nostro parlamento.
E tocca pure rendergli omaggio per aver dato le dimissioni! Certo nel paese dei Bassolino e dei Cuffaro…
Peccato che trattasi di dimissioni da un governo moribondo, di dimissioni “sospese” per ore (nelle more di trattative con l’opposizione e per capire cosa conveniva di più), e di dimissioni infine confermate per avere le mani libere onde tenere meglio per le palle quel povero governo moribondo e quella povera maggioranza (e difatti siamo già ai diktat come sapete…).
Le dimissioni si apprezzano quando sono una rinuncia al potere per tutelare l’istituzione e potersi difendere liberamente senza coinvolgerla. Queste invece sono solo la rinuncia ad un posto scottante e comunque pericolante, nonchè l’estremo, interessatissimo, strumento di condizionamento, se non di asservimento, del governo ai propri personali interessi.
Bah! che schifezza.
@ Piergiorgio, il problema è estremamente delicato, occorre davvero sgomberare di molti luoghi comuni e ragionare a cuor sereno.
Il voto di scambio o il consociativismo ha portato anche la sinistra a venire a patti con questa realtà di ricerca voti e consenso, sono sicura che se si andasse alle spalle di molte figure che lavorano nella pubblica amministrazione, negli enti morali,assicurazioni, banche, teatri, associazioni, fondazioni, troveremmo sponsorizzazioni finalizzate a creare lobby e cordate.
Il problema della nostra sinistra è che non è mai stata chiara nella sua organizzazione di sottogoverno, una pletora di uomini e donne lavorano sotto i nostri occhi con un’etichetta incollata alle spalle.
Io non temo questa situazione, penso sia inevitabile, e l’organizzazione sociale in un certo senso la giustifica anche se moralmente si fatica ad accettarla.
La cosa che invece deve preoccupare i nostri dirigenti, oltre che i cittadini naturalmente che subiscono sulla propria pelle i danni subiti -la denuncia del prof. Salizzoni, da me richiamata, è ahimè fin troppo esplicita-, è capire chi si avvicina alla politica per vero spirito di servizio, per rispetto verso la comunità e lo Stato, distinguendolo dall’opportunista di turno.
Io temo che si sia perso questo limite e questa disciplina, altrimenti non mi spiego perchè a fronte di politiche e decisioni sbagliate, gli stessi nomi persistono da almeno 30 anni, molti dei personaggi responsabili di tale scempio me li ricordo dagli anni ’70.
Ecco il vero scandalo, sbagliare, abusare, coprire, confondere e ricominciare come se nulla fosse.
Chi non ha voglia di studiare, faticare, sacrificarsi, ormai sa quello che deve fare :accodarsi e servire il potentato di turno, a seconda del territorio, della composizione sociale si adatterà e si mimetizzerà nutrendosi e vivendo in perfetta simbiosi con il suo protettore .
ecco gli striscioni di sostegno per la signora mastella, per cuffaro, e così via.
Ma la sinistra può condividere questo modo di essere e fare? Quanti sono entrati nelle fila della sinistra, naturalmente dove le circostanze lo permettevano e favorivano, solo per mungere la vacca grassa ma per voltare le spalle in periodo di vacche magre?
La sinistra è fatta di valori, di sacrificio, è rivolta al mondo del lavoro e dello studio, ecco vorrei non lo dimenticassimo mai, nè noi nè chi oggi sta tentando di riscrivere le nuove regole, regole che sono indispensabili non solo per il pd ma per tutta la sinistra democratica.
Pienamente d’accordo. Chiaro che oltre agli (eventuali) aspetti penali di cui si deve occupare, almeno in prima e diretta battuta, la magistratura, ci sono quelli di malcostume di cui, comunque, al di là ed indipendentemente dal rilievo penale, si deve occupare la politica.
Però, è un segno della paurosa decadenza dell’etica politica, della mentalità comune, nonchè dell’informazione, il fatto che si sia allegramente dato per scontato (e sono gli stessi che poi dicono che bisogna aspettare di fare i processi e vedere le carte!) che non ci sono di sicuro profili penali nella vicenda solo perchè dalle intercettazioni (a dire di questi signori: beati loro che sanno tutto) non emergerebbero dazioni di danaro!
L’abbiamo sentito dire non solo dall’interessato, come è ovvio e comprensibile, ma nei principali programmi di “approfondimento” (!?) televisivi, dai maggiori esponenti politici, perfino dal premier. E, così, con la massima leggerezza e disinvoltura, come se spettasse a loro giudicare, e avessero gli elementi per farlo, prima ancora che si sappia più chiaramente qualcosa della intricata vicenda, come se fosse cosa ovvia.
Io, come ripeto, non so e non mi permetto di giudicare, NEL CASO CONCRETO: aspetto i processi.
Se dovessi andare a sommarie impressioni posso anche dire che probabilmente, allo stato dell’arte, l’impianto accusatorio su certe ipotesi di reato appare abbastanza debole: ma dovrei conoscere esattamente la giurisprudenza in merito, sapere esattamente gli elementi raccolti, conoscere bene le carte…
Certo però, IN GENERALE, non basta l’assenza di mazzette in danaro, ad evitare reati, e sarebbe sbagliato far passare questo messaggio all’opinione pubblica (come si è fatto).
Mi permetto di aggiungere un ultima notazione (scusate la lunghezza).
Lo spoil sistem versione italiana è certamente un problema.
Ma qui siamo, in molti casi, in un terreno che non c’entra nulla con lo spoil sistem.
Esso riguarda il personale direttivo apicale della pa, i funzionari a diretto contatto coi responsabili politici: è chiaro che i politici devono poter scegliere persone di loro fiducia come stretti collaboratori, per poter attuare praticamente con l’azione amministrativa, l’indirizzo politico di governo (nei limiti della legge e dei principi costituzionali ovviamente).
Ma mi spiegate cosa c’entra, per es., il direttore dell’asl? Questi sono, o meglio dovrebbero essere, figure manageriali, mica sono collaboratori del ministro della salute o dell’assessore regionale alla salute.
E poi, anche qui, attenti ai profili penali (eventuali). Passi che uno lottizza il direttore dell’asl. Ma poi costui deve nominare i primari. Ora, questo è un potere amministrativo che va esercitato secondo criteri fissati dalla legge, non è un potere arbitrario. Se lo eserciti arbitrariamente, magari nell’interesse di tizio o caio, potrebbero esserci profili anche penali. Potrebbero. Adesso io non sono un esperto di norme così specifiche, ma certo esisteranno criteri di legge per queste nomine. Quindi attenzione. Lo dico, incidenter, perchè dalle intercettazioni emergevano pressioni affinchè il direttore asl in quota udeur “renitente” agli ordini di squadra, nominasse come primari persone a loro volte targate udeur, dunque con l’unico criterio di fare favori clientelari in danno del corretto e legale esercizio del potere am ministrativo di nomina.