Il quotidiano La Nazione non usa mezzi di termini riguardo la situazione del Pd a Pisa, di cui vi avevamo raccontato qualche giorno fa
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Faccio pacatamente e serenamente notare che le “primarie di coalizione” che stanno tanto preoccupando i contributori di questo blog e i compagni redattori de “La Nazione” (a proposito, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano su Libero, giusto per equilibrare le fonti verso sinistra) sono previste dalla bozza di statuto piu’ aggiornata, quella del 9 gennaio, e non mi sembrano francamente in rotta di collisione con il buon senso: cosa si dovrebbero fare, le primarie del PD per scegliere il candidato-candidato del PD e poi la settimana dopo le primarie di coalizione? Dico, nemmeno per scegliere il presidente americano, eh, vabbe’ che Pisa e’ una citta’ importantissima e centrale negli equilibri geopolitici del PD, ma insomma….
Gianni, pacatamente, serenamente: sì, dovremmo fare le primarie del Pd per scegliere il candidato del Pd alle primarie di coalizione. Così come dovremmo fare le primarie di collegio per scegliere i componenti delle liste dei candidati alle politiche.
Gli americani – giusto perchè hai tirato in mezzo quest’esempio – le primarie le fanno anche per eleggere i candidati al Congresso in ogni collegio.
Come si accenna nell’articolo de La Nazione, il problema principale sta nel fatto che questa gente vive di politica con gli stipendi dello stato. Non sanno fare nient’altro che quello e nessuna azienda di nessun tipo li assumerebbe per nessun altro lavoro.
In una situazione del genere, non stupisce che stiano attaccati ai loro uffici come le cozze allo scoglio.
Francesco, non sono d’ accordo. Innanzitutto le primarie non sono gratuite, ne’ organizzativamente ne’, sopratutto, politicamente. Infatti, quando il partito si presenta in coalizione, e’ piu’ giusto e rappresentativo che siano le primarie di coalizione a definire le linee di differenza tra i candidati, proprio per una ragione di rappresentativita’: chi si e’ gia’ schierato per un candidato in occasione delle primarie di partito ha una inerzia maggiore a votare per un candidato di coalizione diverso dal “suo”. Infine, sia la bozza di statuto, sia, mi pare, quanto deciso a Pisa (dico mi pare, perche’ l’ articolo dalla Nazione e’ informativo quanto un editoriale di Emilio Fede ed altrettanto equilibrato) prevedono dei meccanismi che permettono a candidati sopra una definita e dimostrabile soglia di consenso di presentarsi alle primarie di coalizione anche se non indicati dal partito.
Io penso che le primarie siano uno strumento utile ed opportuno, ma eviterei di innamorarmi dello strumento.
Faccio infine notare che nell’ esempio che riporti tu, delle selezioni per i candidati al congresso americano, si parla di primarie “finali”, non a due livelli (di partito e coalizione) come stiamo discutendo qui.
E’ evidente che le primarie di coalizione sono ridondanti quando il partito che rappresenta il 90% della coalizione ha deciso il suo candidato. Comunque lo decida: con le primarie o con una petizione dei 150 dirigenti.
Mi sembra quindi molto evidente che quelle ridondanti sono le primarie di partito, non quelle di coalizione. Sempre che lo scopo sia quello, nobile oltre che politicamente opportuno, di candidare chi gode di maggiore seguito e consenso tra i rappresentati, ovviamente.
Non è tutto nero o bianco: se il partito è compatto nel sostegno a un candidato, le primarie non sono necessarie. Se il partito è spaccato, se altri si vogliono candidare e vengono scoraggiati in ogni modo, se migliaia (mi-glia-ia) di elettori del Pd raccolgono firme per chiedere che possano scegliere i candidati, allora forse è il caso di farle, ‘ste benedette primarie.
Io sono qui a Pisa, vivo quel che state registrando e, vi assicuro, che la situazione è paradossale e mortificante. L’articolo della Nazione, purtroppo, descrive la situazione per quello che è. Prima di dare giudizi senza conoscere quel che veramente sta accadendo chiedete. Io sono qua.
Scusate, io non capisco mai perché in Italia la soluzione più “semplice e diretta” viene sempre aborrita:
basterebbe fare primarie di coalizione in cui ognuno si può presentare. Insomma avere primarie con 5 candidati di cui magari 3 del PD non mi sembra uno scandalo.
Non si era detto che il partito compatto lo lasciavamo nel passato?
Riccardo, ma questo e’ effettivamente quello che avviene (vedi il resoconto della vicenda nel blog di Sofri): se raccoglie un certo numero di firme si puo’ candidare chiunque alle primarie di coalizione, anche io e te. Si tratta effettivamente di un pezzo di informazione essenziale alla comprensione della vicenda che lo splendido ed equilibrato articolo della Nazione involontariamente omette. La vicenda, per come e’ posta, e’ quindi inesistente.
Esiste invece l’ emergere di divisioni correntizie (gli ex DS, glii ex PPI, gli aclisti, i iMille) che si organizzano per conquistare ed esercitare all’ interno del PD una egemonia numerica e politica, senza risparmio di colpi e persino di allusioni razziste (come ve lo immaginate questo “Filippescu”?). Allo stato attuale non saprei dire se sia un bene o un male, ma penso di poter affermare che non sia nuovo. E tra una cosa invecchiata ed una nata vecchia diventa difficile scegliere.
@ Gianni (o a chiunque mi sappia rispondere).
Un paio di domande.
Domanda #1: Se domani Sardu decide di continuare senza l’avallo del gruppo dirigente pisano del PD, chi glie finanzia la campagna elettorale per le primarie? E poniamo il caso che le vinca, chi gli finanzierebbe la campagna elettorale per il posto di sindaco.
Domanda #2: Stesso scenario, cambia solo il nome. A Filippeschi, che invece e’ il designato del PD, chi finanzia la campagna elettorale per le primarie. E mettiamo che vincesse contro Sardu, chi gli finanzierebbe la campagna elettorale per sindaco?
Ciro, se Sardu decide di presentarsi alle primarie ed eventualmente alla elezione per il sindaco, la campagna elettorale se la finanzia lui. Comincia ad andare in giro casa per casa, negozio per negozio, blog per blog, presenta la sua proposta e chiede dei soldi. Esattamente come fanno i candidati alle primarie americane, che sono loro a finanziare il partito, non il contrario. E’ inutile che facciamo gli schifiltosi verso i vecchi partitoni burocratici se poi non siamo culturalmente capaci di fare politica in altro modo.
io sono per le primarie, sempre, ma prima voglio sapere quale legge elettorale avremo.
mi pare che vi state litigando la palla sul corner mentre al comune hanno deciso di chiudere il campo.
quanto a pisa…
meglio un morto in casa che un pisano all’uscio
@ Gianni.
Pero’ tu mi rispondi ad una sola delle domande. Cosi’ non capisco. Per comprendere ho bisogno di due risposte. E Filippeschi? Guarda, la mia non e’ una domanda retorica, veramente non lo so.
Ciao e grazie. C.
Ciro,
il candidato ufficiale del Pd avrà, nell’un caso e nell’altro, i quattrini, le stanze, le strutture, le persone del partito che lavorano per lui gratis e molte a pieno tempo. In una delle tante assemblee in cui la base perplessa invitava i dirigenti a ripensarci, uno, famoso e attivissimo tenutario dello stand dei “frati” (frittele dolci) alla festa dell’Unità, si è alzato e ha detto: “Io non sono d’accordo con il nome e coi modi della scelta, e allora qualcuno mi spiega perché deve usare i soldi dei miei frati?”