Demos è il Gruppo dei più o meno giovani democratici dell’Appennino reggiano. Nato nell’estate del 2007 attorno al progetto del nascente PD, ha catalizzato forze (invero molte già attivamente impegnate su altri fronti del volontariato e dell’associazionismo) con il comune denominatore della “voglia di fare qualcosa di nuovo o di diverso”. Qualcosa di ‘politico’, perlomeno. Ad esempio un sito (www.demos.re.it) che è luogo di confronto e discussione in grado di aggirare i limiti dello spazio e del tempo, essendo accessibile in ogni momento a chiunque ovunque si trovi.
“La politica è in tutto quello che facciamo ogni giorno: c’è quando andiamo in banca a controllare quanti interessi sono maturati sui risparmi di una vita, c’è nel modo in cui veniamo curati, nell’ambiente che ci circonda, nell’educazione dei figli… Il problema è che la politica è fatta di persone, che possono essere oneste o disoneste, competenti o incompetenti, sensibili ai problemi della gente oppure no”. “Il clientelismo, la politica tra amici, le idee riciclate sono il risultato di una situazione che vincola chi fa politica al continuare a farla, e taglia le possibilità a chi non è del mestiere di entrarci con un ruolo attivo e propositivo. Data la mia passione per la democrazia vorrei tentare di costituire una entità che abbia almeno la possibilità di farsi valere e dare una contro-opinione libera ai ‘professionisti della politica’”. “Insomma spero che la politica torni ad ascoltare i bisogni della gente e le persone imparino a confrontarsi, a discutere, ad assumersi le proprie responsabilità”.
“Con il PD è ‘la prima volta’ in tanti sensi: la prima volta che la gente può scegliere il leader del proprio partito invece che trovarsi a votare la persona che il partito ha deciso di mettere lì, la prima volta che in Italia i due più grandi partiti di governo decidono di sciogliersi e fondersi per crearne uno unico.. e trovo straordinarie queste cose”. “L’unico dubbio è il riscontro che sulle alte sfere può avere la politica dal basso, e questo passaggio, il rapporto tra la mobilità della base e l’immobilità del vertice, non è ancora stato adeguatamente affrontato e risolto”. “Il processo di formazione del partito raccoglie numerose critiche, anche fondate ma, parafrasando Tina Anselmi, credo che per cambiare le cose bisogna esserci; cioè se vogliamo che il partito abbia buon esito dobbiamo metterci del nostro e non avere paura di prendere posizione e, al limite, perdere”.
“Per la montagna è già importante l’esistenza stessa del gruppo, perché c’è un gran bisogno di fare ‘rete’”. “Il modo in cui osserviamo quello che ci circonda è assolutamente soggettivo: giovani che hanno studiato in montagna credo possano avere una visione delle cose diversa da chi , studiando o lavorando in città, ha potuto osservare una realtà più ampia. Il problema di formare un gruppo che sia un punto di riferimento in montagna, penso sia questo: il modo di vedere la nostra montagna dipende dagli occhi che la guardano”. “La montagna è uno scenario difficile, nel quale è necessario portare avanti la sfida della competitività in un territorio poco popolato dove l’uomo è un inquilino e non il protagonista; ma è pur vero che viviamo anche nell’era della conoscenza, dove tutte le informazioni sono raggiungibili in ogni momento. Ecco che quindi la chiave potrebbe essere l’unione di queste due potenzialità, il nostro ‘buon vivere’ e il Villagio globale”.
Demos è un buon numero di esperienze, idee, sentimenti, quotidianità, caratteri, competenze, progetti di vita anche molto diversi, che si incontrano per parlare di politica, prima di tutto nel senso elementare di dialogo sul mondo che riconoscono in comune. Creando così uno spazio (anche virtuale) popolato di rischi, speranze, difficoltà, visioni, sfide, impegni, legami, dubbi, responsabilità e di molto work in progress. Ma dove, soprattutto, non alberga la paura.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Avendo passato tutte le mie lunghe estati da bambino e ragazzo nell’ultimo paese della pianura (Bibbiano), girovagando in bici verso San Polo e Quattro Castella e il primo appennino, non posso che salutare assai contento – e con un po’ di nostalgia per i luoghi – questa iniziativa…
Da Reggiano (seppur da anni fuori Reggio e, ora, anche fuori Italia) saluto anche io con gioia questa iniziativa.
Dai ragazzi, dateci dentro.
In bocca al lupo
Andrea
ciao ragazzi,
bello ritrovarsi su Internet a parlare di Quattro Castella
Vorremmo attivare anche contributi da esterni che hanno una visione o idee sul nostro territorio, perchè chi è dentro al problema ha difficilmente la percezione del proprio paese “a volo d’uccello” che ha, per esempio, un turista o uno che vive come vuoi fuori senza dimenticarsi le proprie origini. Se volete contribuire siete quindi i benvenuti, o scrivendo a info@demos.re.it o direttamente sul forum.
ciao e grazie infinite per il vostro impegno.
Nicola
Bellissimo il demos dell’appennino RE.
Mi fa tornar bambino quando frequentavo una “colonia alternativa” (un po’ freak) dalle parti di Ligonchio.
Son dell’appennino di BO e vorrei mettermi in contatto con nicola per avere info e … se possibile … “copiare” sito e modello di struttura.
Please .. contattami in email… (sul sito manco una di email ???!!!!)
Books
Ciao ragazzi.
Grazie di cuore per gli incoraggiamenti, che non sono solo pacche sulla spalla, ma energico stimolo a crederci. Perchè anche le vostre parole (di)mostrano che la “visione di una certa politica” non è visionaria: che si riveli profetica??
PS la nostra (di Nicola, mia e di tutti gli altri..) mail è info@demos.re.it; vi aspettiamo e accoglieremo con gioia.
io scrivo dalla Toscana e non sono mai stata nell’Appennino Reggiano.. ma volevo farvi i complimenti per quello che state facendo e per come lo state facendo, per l’entusiasmo, l’energia e la voglia di cambiare le cose.. e per.. il sito spaziale che avete messo su (con un pizzico di invidia da una che Joomla non riesce a digerirlo..
)!
In bocca al lupo!!