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Questa pagina contiene un singolo articolo del blog pubblicato il January 31, 2008 3:09 PM.

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D'Alema, la carta segreta

Così il sito del Corriere lancia la notizia che D'Alema avrebbe trovato un modo di spiazzare la Cdl: chiedere a Napolitano di indire il referendum elettorale alla prima data utile, in aprile, e, solo dopo, indire nuove elezioni. iMille apprezzano molto questa trovata, anche perchè faceva parte di un appello pubblicato su questo blog venerdì scorso: I referendum elettorali subito.

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Commenti (17)

anch'io sono per i referendum e li sostengo sul mio blog.

lucio:

d'alema ci legge.
inquietante...

Visto che viene descritta come, cito: "Una mossa degna di un politico abile qual è lui", ci prendiamo il complimento, anche se per noi è piùuna richiesta di giustizia che una mossa strategica.
Se passasse questa linea, più che la faccia di Berlusconi vorrei tanto vedere quella di Mastella :-))

Piergiorgio:

per il referendum sarei anch'io, con l'ovvia avvertenza che soprattutto esso dovrebbe servire da stimolo per fare la legge in parlamento.
C'è anche un'esigenza democratica: le elezioni sostanzialmente "scippano" i cittadini del diritto di esprimersi (è vero che poi si terrà dopo un anno, ma si tratta di ref. proprio sulla legge elettorale: dunque rimandarlo a dopo le elezioni significa di fatto annullarne la portata= un eventuale effetto lo vedresti solo dopo altri 5 anni).
Mi piacerebbe che la cdl che rivendica il diritto dei cittadini di votare rispondesse su questo: perchè bisogna far votare gli italiani per le camere (che non sarebbe proprio un diritto trattandosi di elezioni anticipate fuori dai tempi regolari) e invece non bisogna farli votare sul referendum che oltrettutto è un vero e proprio diritto trattandosi di referendum ammesso?
Detto questo però non posso non ribadire quanto scrissi la settimana scorsa appunto sulla proposta già lanciata da altri, e anche riportata qui dai mille (chissà perchè la fanno passare per idea di Dalema?).
E cioè: tutto dipende dalla disponibilità delle forze politiche a sostenere un governo.
Il presidente della repubblica non può "tenere aperto" il parlamento così, ad libitum, lo può tenere aperto solo se c'è un governo, se il parlamento è in grado di esprimere un governo.
Cosa che si sta verificando ora. Se non c'è possibilità di formare un nuovo governo sostenuto da una maggioranza parlamentare, il presidente DEVE sciogliere le camere. E, una volta sciolte le camere, il referendum slitta per legge.
Perciò bisogna prendersela con le forze politiche che non vogliono rendersi disponibili a sostenere un governo anche transitorio, ma non si può chiedere al presidente della repubblica questa forzatura.
In pratica gli si chiede di indire il referendum e aspettare a sciogliere le camere finchè non sia celebrato: il parlamento dovrebbe rimanere al suo posto pur avendo accertato l'impossibilità di esprimere un governo, al solo fine di consentire lo svolgimento del referendum. Ma questo, a mio avviso, è fuori dalle regole costituzionali.
Non parliamo poi delle conseguenze politiche.

Ma non l' avevamo espulso dal partito, d' Alema?

Con tutto il rispetto per il min. "facci sognare" degli esteri, la proposta mi sembra campata in aria.

nel senso che la data del referendum non la decide la presidenza della repubblica, ma il governo e dato che il governo è sfiduciato, per fare il referendum ci vuole un nuovo governo che deve raccogliere i voti in senato.

Il che è giá difficile, ma poi quale sarebbe il risultato? far vincere a giugno forza italia da sola invece che farla vincere ad aprile in coalizione?

mah... non mi pare sta genialata!

davide:

Giustissima la considerazione di Roberto: il referendum è un diritto, e affermarne la priorità è semplicemente corretto. Inoltre è evidente la contraddizione delle dichiarazioni del centrodestra, che chiedono un governo e un parlamento legittimati dal voto dei cittadini, mentre l'attuale legge elettorale NON consente ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti.

In ogni caso come si è gia scritto, è praticamente impossibile obbligare questi signori ad aprire un confronto onesto. Credo che il discorso valga solo come argomento da campagna elettorale:
"Ci avete scippato il diritto di scegliere con una legge vergognosa e, nel momento in cui abbiamo NOI deciso di cambiare la legge, ce lo vietate con la scusa che devono essere gli italiani a decidere."
Non ne sottovaluterei la portata.

Kerub:

ma Veltroni è d'accordo?

davide:

Domandina urgente:
come si fa a partecipare e magari candidarsi in prima persona alla costituzione dei circoli PD?
Nel mio caso non ho potuto votare alle primarie.
Sto cercando informazioni sui vari siti ma non trovo nessuna informazione chiara. Mi interesserebbe in particolare napoli.

Grazie

Piergiorgio:

Giodi dice bene. Non volevo dilungarmi aggiungendo anche queste considerazioni, ma è vero: il referendum è indetto NELLA FORMA di un atto presidenziale, ma la decisione spetta nella sostanza al consiglio dei ministri.
Per capirci: come le leggi, sono PROMULGATE dal presidente della repubblica, ma ovviamente le leggi le fa il parlamento.
Così qui, in base all'art. 34, primo comma, L. n. 352 del 1970 " ...il Presidente della Repubblica, SU DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, indice con decreto il referendum...".
Quindi la forma è il decreto presidenziale, ma la deliberazione=il potere di decidere, spetta al governo.
Giodi eccede, a dire il vero, pensando che occorra un governo nei pieni poteri.
In verità poichè il referendum è ammesso e dunque esprimersi un diritto dei cittadini, l'indizione è un atto dovuto, si tratta solo di decisione tecnica sulla data: a mio avviso quindi ben potrebbe farlo anche un governo dimissionario.
Ma, qui è il punto, ve l'immaginate un governo Prodi che si riunisce per deliberare la data del referendum!!??
A questo alludevo quando dicevo alla fine "non parliamo poi delle conseguenze politiche".
Inutile mascherarsi dietro il capo dello stato (che dovrebbe poi "collaborare", aspettando a sciogliere le camere!).
La decisione risalirebbe alla responsabilità politica del governo: nella fattispecie di questo governo Prodi. Ora lascio giufdicare a voi quanto sia improbabile ed inmpraticabile per non dire assurdo.

Non penso di eccedere.
Se un governo è sfiduciato la prioritá costituzionale del presidente della repubblica è di trovare un nuovo governo che abbia la fiducia del parlamento.

Se non ci riesce, al presidente non resta che sciogliere le camere il prima possibile e buonanotte al referendum.

L'unica possibilitá per il referendum è che i partiti appoggino un nuovo governo, altre strade non ci sono, a meno di non macchiarsi di alto tradimento e attentato alla costituzione.

Oltretutto un governo "sfiduciato" è messo un po' peggio di un governo "dimissionario" e non puo' fare quasi niente, se non gestire affari correnti e elezioni.
Ergo, o dicono chiaro e tondo che cercano i voti in parlamento per gestire il referendum (e chi glieli darebbe? Fini? siamo seri), oppure meglio scordarselo e pensare a come limitare i danni.

(e ripeto, tutto il rispetto per chi pensa al referendum come uno stimolo, ma una legge elettorale seria la puo' fare solo il parlamento, andare a votare con una legge tagliuzzata dal referendum abrogativo sarebbe un obbrobbrio giuridico anche peggio della "porcata")

d'alema infatti non scopre gran ché: esistono 2 soluzioni x votare con una legge "suina". ed una, la sua, era già stata suggerita da vari fronti fra cui questo e l'altra già stava su i giornali di ieri.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4085&ID_sezione=&sezione=

obiettivamente sarebbe meglio tornare al vecchio sistema maggioritario che votare con una specia di legge Acerbo.

scusate volevo dire per non votare con una legge "suina"

questa sera a Caterpillar (nota trasmissione di Radio 2) i due conduttori hanno ricordato che loro e Guzzetta erano stati i primi ad avere l'idea, e che quindi D'Alema copiava...


@davide di napoli: purtroppo, le regole sono diverse da luogo a luogo. Qui a Roma non è necessario aver votato alle primarie per prendere il certificato di fondatore e candidarsi. Vai fisicamente in un circolo, e chiedi come funziona a Napoli

davide:

grazie corrado!

Piergiorgio:

@giodi
Ma certo, certo. Quello che dici è esattamente ciò che ho scritto anch'io nel mio primo post sopra.

Ho scritto che secondo me "eccedevi" solo sul punto che, tecnicamente, per indire il referendum occorra un governo nel pieno dei suoi poteri.
Cioè: in punto di diritto, in generale e di per sé, l'indizione di un referendum ammesso è qualcosa di dovuto, dunque ben può rientrare, a mio avviso, nell'ordinaria amministrazione che compete anche ai governi dimissionati.

Ma, come già avevo scritto anch'io, il capo dello stato poi non può certo "aspettare" il referendum, questo sì sarebbe sostanzialmente incostituzionale: se non c'è la possibilità di formare un governo che abbia la fiducia delle camere, il presidente le deve sciogliere e basta.
Nè gli si può chiedere di fare altrimenti, o cercare di "forzarlo" a fare altrimenti con la decisione di indire un referendum.

Quindi: il governo se vuole lo indice (assumendosene la responsabilità e non cercando da veri paraculi di "scaricarla" sul capo dello stato, ed è ovvio che, nel caso atuale,politicamente sarebbe una scelta disastrosa e scellerata come già detto); ma ciò, in ogni caso, non può poi affatto "condizionare" il potere presidenziale di sciogliere le camere che dipende solo dalla possibilità o meno che il parlamento sia in grado di esprimere una maggioranza a sostegno di un governo.
Quindi, nel caso nostro, presumibilmente sarebbe anche del tutto inutile, quando non controproducente e il referendum salterebbe lo stesso.


Diverso sarebbe il caso in un altra situazione, tipo in una crisi lunga e incerta ma senza metà del parlamento che chiede le urne ecc. Diciamo con una maggioranza che non c'è più, ma con un cambio di maggioranza all'orizzonte. Allora, nelle more della risoluzione della crisi, magari data una situazione di urgenza (non so, una crisi scoppiata il 25 marzo=i ref. si devono fissare per legge fra il 15 aprile e il 15 giugno) ecco che avrebbe senso che il governo dimissionato indicesse il referendum.

@Davide di NApoli,
ti copio qui la mia risposta nell'altro post:


io non so come si fa a candidarsi in Campania, ti consiglio di chiamare/passare nella sede del pd + vicina (ex sedi ds/margherita,di solito) loro lo sanno di sicuro.
ti posso dire però come si è fatto qui in Lombardia dove abbiamo votato domenica scorsa, x darti un'idea:

- se avevi già votato o ti eri già candidato alle primarie del 14.10 potevi candidarti a rappresentante di circolo presentando la candidatura fino a mezz'ora prima dell'inizio delle voazioni, direttamente al circolo.

- se invece non avevi partecipato alle primarie dovevi presentare la candidatura presso la sede del pd entro il martedì precedente.

in entrambi i casi basta chiedere e compilare un semplicissimo modulo con i tuoi dati anagrafici.

Buona candidatura!

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