dal blog di Ivan Scalfarotto
“Italian politicians are not just masters of trasformismo (a chameleon-like ability to reinvent and present themselves anew to voters), but of stratificazione, or “layering”, the introduction of new policies and institutions without replacing those that preceded them. The result is a damaging mix of obsolete and contradictory legislation, the product of bargaining over reform by chronically weak governments in a veto-ridden polity. The outcome ‒ immobilismo ‒ is a system in which all parties, and democratic government itself, are steadily losing legitimacy.”
Martin Rhodes, Financial Times
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





…con l’aggiunta: “Italy is the least well-governed country in Europe”
c’è speranza?
c’e’ solo tanta amarezza…
nel mezzo della crisi rifiuti, della crisi della finananza e le dozzine di piccole crisi locali in italia (vedi Sicilia).
Siamo senza governo…
Come faremo a sopravvivere senza Mastella?
Non cadiamo nell’italico vizio di autocompatirsi e piangersi addosso…Un esempio di tenacia e combattività per il bene del paese lo sta dando Prodi da due anni e, sopratutto, in queste ore; in barba a quelli che ritengono di fare e disfare il governo degli italiani a PortaaPorta e/o con incomprensibili conferenze stampa.
In bocca al lupo,caro Prodi!
In effetti non capisco più se devo ammirare Prodi per la tenacia, o rimproverarlo per la logorante testardaggine…
Bell’esempio di tenacia lottare per avere 2 voti dei senatori a vita.
Bell’esempio di onestà intellettuale manifestare aperta solidarietà a Mastella “come ministro, come esponente politico, come uomo”… naturalmente prima della fuga del leader Udeur.
Prima della tenacia ci sono qualità che rispondono al nome di coraggio, visione politica e soprattutto decenza etica.
Ma avete letto il NY Yimes?Il FT Times? I rapporti Censis e Eurispes? Qui bisogna cambiare un’intera classe dirigente. Ci vogliono riforme coraggiose e strutturali. Com’è possibile continuare a governare facendo un giorno una legge per Dini e l’altro per Russo Spena??
E’ tenacia questa?
Vedo che Berlusconi ha fatto scuola!
Cambiare tutto e subito, alzando il volume come durante la pubblicità televisiva.
…tutto e subito no, ma anche perdere anni tenendo in piedi un sistema logoro e perpetuando una situazione senza sbocchi quando il mondo va avanti a velocità turbo, non è una buona ricetta…
Non tutto e subito, ci mancherebbe! Nemmeno tra 10 anni però, o no?
Io credo che sia necessario rinnovare la classe dirigente italiana e difendere la legalità.
Gli equilibrismi vetero democristiani non servono all’Italia del 2008.
PS. Non mi pare che Berlusconi abbia mai voluto cambiare tutto e subito.Mi sembra un sarcasmo fuori luogo.
Per quanto riguarda il volume, sarebbe saggio che ogni cittadino alzasse quello della propria voce per farsi ascoltare, proporre, partecipare
Anche se Prodi “sostituisce” Mastella & C. (con chi poi?), ma quanto può andare avanti ancora il governo?
No, mi dispiace ma non ci riesco proprio a sperare che Prodi ottenga la fiducia. Sarebbe solo accanimento terapeutico.
Meglio finirla qui, magari con un tempo supplementare dove Napolitano forma un governo istituzionale per tentare la riforma elettorale.
Per il resto, chi vuole trova una riflessione più completa qui
http://kkarl.splinder.com
Io, superato lo scoglio della finanziaria e del protocollo welfare, non credevo che la situazione sarebbe precipitata così rapidamente, né, a questo punto, me lo auguravo ad essere sincero.
Avrei evitato tanti errori nel programma, in campagna elettorale, nella formazione del governo (Mastella ministro della giustizia!! quando uno proprio i guai se li va a cercare…)ecc. ecc.
Avrei voluto altre scelte dall’inizio, e, soprattutto, dopo il primo incidente (ricordate? Turigliatto, Rossi e c….). Già lì era tutto chiaro e ci sarebbero volute scelte più coraggiose.
Ma, tant’è, inutile piangere sul latte versato.
Arrivati qui, invece, mi auguravo sinceramente si potesse arrivare almeno al referendum (o riforma legge elettorale per via parlamentare), con Prodi o senza prodi.
E me lo auguro ancora.
Solo che è molto difficile, oggettivamente, la strada del governo di transizione per tanti motivi che ora sarebbe lungo elencare.
Perciò l’unica possibilità vera per evitare elezioni subito e fare la riforma elettorale, penso sia una sopravvivenza limitata del governo Prodi ancora per qualche mese.
Lo stessa parlamentarizzazione della crisi voluta dai leader centro-sinistra infatti mira a rendere evidente questa realtà e a stanare quelli che vorrebbero far cadere Prodi ma non vogliono elezioni subito.
In questo senso e solo in questo senso, come ripeto, anch’io auspicherei la sopravivenza di Prodi A QUESTO PUNTO.
Però temo che ormai sia molto molto difficile.
Mi propongo allibratore:
1) Governo Prodi ottiene fiducia con appoggio esterno dei senatori dell’Udeur; 1-1,5
2) Governo Prodi ottiene fiducia con appoggio di senatori opposizione; 1-1,1
3) Governo prodi non ottiene fiducia e si da’ il via a nuove consultazioni e si forma nuovo governo; 1-1,1
4) Governo prodi non ottiene fiducia, e dopo consultazioni il capo dello stato scioglie le Camere. 1-5
È come quando sei così sporco da puzzare, e invece di farti una doccia, ti metti il profumo…
bella quella del profumo!
…e invece guarda guarda (il macchievellismo della politica italiana è tale che non si sa mai) sembra che prenda quota l’ipotesi del governo istituzionale di transizione, o governo per la riforma elettorale che dir si voglia.
E, forse, addirittura un Prodi-bis o meglio un “altro” Prodi: la garanzia di un nuovo mandato (o, meglio, incarico) potrebbe essere il prezzo per convincere Prodi a non affrontare il Senato.
Devo dire che almeno Prodi ha avuto il merito, con l’idea di parlamentarizzare la crisi, di lasciare il tempo per far decantare la situazione, per far ragionare le forze politiche sui vari scenari e farle trattare.
Vediamo però pregi e difetti.
Due sono le ipotesi:
1) reincarico a Prodi.
Ovviamente Prodi si presenta in nuova veste programmatica e politica se no sarebbe inaccettabile per chiunque.
Le sue dimissioni sanciscono la fine dell’esperienza di centro-sinistra. E sanciscono la fine di un governo di legislatura.
Il nuovo esecutivo nascerebbe come un governo a termine per fare alcune cose segnatamente la riforma elettorale. Dall’atteggiamento Udeur (astensione alla camera!! ma questi veramente ogni giorno ne dicono una diversa! hahahaha) sappiamo già che, siccome le elezioni non le vogliono, questa soluzione basterebbe a recuperarli.
Inoltre l’udc potrebbe sostenerla: a loro basta poter dimostrare di fronte all’opinione pubblica che non hanno salvato Prodi come leader del centro-sinistra, ossia il Prodi garante dell’attuale formula politica e che sono riusciti a far archiviare questa formula. Insomma non devono passare per traditori della linea. Però se Prodi si dimette e si ripresenta solo “a termine” rinunciando all’ambizione di continuare a governare, in quest’ altra veste potrebbe pure passare…E rifondazione ha aperto all’ipotesi (dichiarazioni di RussoSpena) per cui accetterebbe la fine dell’unione e di sostenere un governo assieme anche all’Udc purchè con questi limitati obbiettivi.
Però chiaramente per Udc (e anche per Diniani) sarebbe preferibile per un simile passaggio governativo un’altra personalità di profilo più tecnico-istituzionale. Perchè allora ricorrere al logorato Prodi?
L’idea si giustificherebbe perchè Prodi comunque salirebbe al colle forte della maggioranza alla Camera e senza un voto di sfiducia aperta al senato. Inoltre i partitini sinistra arcobaleno finora hanno fatto la faccia feroce: o Prodi resta così com’è, o elezioni. Ma l’ipotesi elezioni per loro…bè dai pare più un bluff. Potrebbero acconciarsi a questa soluzione di compromesso: l’esperienza dell’unione è finita, ma con Prodi di nuovo in sella, magari con nel programma oltre alla riforma elettorale,la spesa del tesoretto a sostegno dei redditi medio-bassi, sarebbero giustificati di fronte ai loro elettori.
Chiaro però che Prodi mai potrebbe essere accettato, nemmeno in questa nuova veste, da FI, Lega e verosimilmente AN.
In altri termini questo nuovo fantomatico governo Prodi sarebbe il governo dei partitini di centro-sinistra, specie quelli centristi, di Rifondazione, dell’Udeur in asse con un Udc sganciato platealmente dalla destra e da FI; e, sopportato un pò a malincuore, da un pd imposssibilitato a prendere l’iniziativa politica e costretto a tutto per evitare disastri elettorali mentre è ancora in fasce.
In una parola sarebbe l’esecutivo di una contro-riforma proporzionale, unico collante a mettre insieme tutto ciò.
2) personalità tecnica-istituzionale.
Andrebbe bene a diniani, all’Udc che si esporrebbe meno di fronte ai suoi elettori e “strapperebbe” meno con gli alleati di destra, all’udeur, sarebbe accettato da Rifondazione, e dal pd.
Difficoltà: i piccoli della sinistra arcobaleno, che però alla fine, di fronte all’impossibilità di salvare Prodi, potrebbero mollare per evitare le elezioni.
In questo caso che farebbero FI, An e Lega? Boh!
Difficile che non chiedano le elezioni subito. Però se capiscono che gli altri ormai si sono accordati così e il governo tecnico avrebbe la maggioranza cmq senza di loro, sarebbe un pò stupido stare alla finestra. Questo governo nascerebbe principalmente per dare al parlamento la possibilità di fare la legge elettorale, ma siccome il parlamento starebbe “aperto” fintanto che ci fosse un governo, se no bisognerebbe tornare alle urne, è chiaro che sostenendo il governo si influisce sulla legge elettorale.
Se no finisce che la legge elettorale la fanno solo quelli che tengono in piedi il governo e con esso il parlamento.
Conseguenze:
1) come ho già detto mi pare un’ipotesi piuttosto deleteria.
Come al solito lo spauracchio berlusconi farebbe trangugiare le cose più lontane possibili dalla propria visione.
Qui si scambierebbe la sopravvivenza della legislatura con una vera e propria contro-riforma che ci riporterebbe dritti dritti alla casella del “via”: ossia a 15 anni fa.
Io, come dicevo sopra, auspico la sopravvivenza della legislatura, ma per fare una riforma elettorale in senso maggioritario e bipolare: qui invece andremmo necessariamente e certamente all’opposto.
2)Questa è l’ipotesi che preferirei a patto anche qui che non ci sia un’egemonia dell’asse Centristi-rifondazione-arcobaleni cioè di tutti quelli interessati a dosi massicce di proporzionalismo. A patto cioè che anche le forze maggiori riuscissero a pesare sulla riforma elettorale.
Che pensate voi?
@ Piergiorgio;
Se io fossi Prodi, in questi quasi due anni avrei cercato in tutti i modi di ‘comprare’ quei tre senatori dell’Udeur (favori ad personam, di quelli pesanti e compromettenti). Io credo, e auspico, che alla fine non avranno il coraggio di votare ‘no’ alla fiducia, pena qualche campagna stampa o qualche rivelazione di notizie sul loro conto personale. In questo caso un po’ di corruzione farebbe bene al paese, che non si puo’ permettere un altro shock da smerdamento.
@ Piergiorgio
Interessante analisi. Non capisco comunque come questa casta possa prendere tanto gusto al Risiko istituzionale quando un paese allo sfascio sta per essere abbandonato a Berlusconi. Forse il PD gioca allo scarica barile. Sacrifica il paese lasciandolo marcire per la prossima legislatura, per poi forse recuperarne i cocci fra 5 anni. Mah.
@Ciro Campagna di stampa e rivelazioni sul loro conto? Hahahaha e che vorresti di più di quello che è venuto fuori su Mastella, annessi e connessi, prima coll’inchiesta whi not e poi con quella odierna?
Quanto alle campagne rivolte all’opinione pubblica Mastella ormai è un bersaglio da anni (pensa solo a Grillo), ma non serve a nulla: la sua base di votanti, piccola ma con grande utilità marginale, è tutta locale, fatta delle clientele costruite per anni proprio con quel malaffare che dovrebbe “impressionare” l’opinione pubblica!
Quindi che sia sputtanato in tutto il resto di Italia non conta nulla: a Ceppaloni, Benevento, Caserta ecc. ecc. c’è sempre chi lo vota “a prescindere”.
@Claudio Ma il pd subisce la crisi: non può farci nulla, non dipende da esso.
Se poi ti riferisci alle tensioni politiche che le iniziative politiche di veltroni per trattare sulla legge elettorale hanno potuto ingeneratre nella maggioranza, capisco quello che vuoi dire, ma dovresti anche chiederti cosa dovrebbe fare Veltroni? Mettiamoci nei suoi panni.
Tutti sappiamo benissimo che le tensioni e le instabilità di questo governo non sono cominciate oggi, nè ieri, nè con la legge elettorale e veltroni, nè colla nascita del pd…sono cominciate dall’inizio! Sin da subito siamo stati appesi ad un filo e abbiamo inaugurato la ormai tristemente famosa democrazia della prostata al Senato.
Vabbè, dai, scherzi a parte, il discorso sarebbe complesso, ma in buona sostanza: questo Governo non riesce ad operare incisivamente ad attuare compiutamente una linea politica (al di là delle singole cose buone che ha pur fatto), ogni iniziativa viene annacquata da defatiganti contrattazioni interne, ogni volta che si deve fare qualcosa di significativo si arriva sull’orlo della caduta del governo e ci si salva per il rotto della cuffia (ma fino a quando?), per tenere in piedi la baracca si pagano inauditi prezzi politici di fronte agli elettori (vedi Mastella e il trasferimento di DeMagistris roba che se l’avesse ottenuta berlusconi…), e tutto questo mentre si evidenziano e si approfondiscono nel paese problemi gravissimi (ma vi rendete conto di cosa significa veramente la vicenda dei rifiuti e di cosa le sta dietro?). Lo so anch’io che questi problemi vengono da lontano e non sono certo una “colpa” diretta ed immediata di Prodi, ma la loro storia di sicuro è anche la storia dell’immobilismo e dell’incapacità di decidere della politica, di una politica costruita sul tirare a campare a tutti i costi con le clientele, di cui, ahimé, l’attuale governo diventa quasi il simbolo vivente. E, comunque, di fronte ad una situazione simile tantopiù occorrerrebbe un governo forte, capace di azioni incisive.
Infine i partiti della maggioranza per sostenere questo governo hanno subito e continuano a subire prezzi salatissimi in termini di consenso elettorale: tant’è vero che voi stessi siete sicurissimi che votando ora, Berlusconi vincerebbe a man bassa. Giusto: bè sarebbe bene anche chiedersi “perchè?” però, visto che vivaddio in democrazia gli elettori saranno pur liberi di votare berlusconi se vogliono.
E, allora, dico io cosa dovrebbe fare Veltroni e il pd?
Stare buono e impotente a guardare, lasciare stare tutto così com’è? non prendere iniziative?
Voi vorreste un suicidio politico.
E, per di più, un suicidio politico in cambio di che?
Della tenuta di un governo che COMUNQUE è appesa ai desiderata di Mastella o di Dini, o alla prostata di Cossiga, o alla cappella (sistina ovviamente) di Andreotti?
Traduzione: io mi sacrifico totalmente per tenere in poedi una baracca che poi, comunque, potrebbe cadere benissimo per fatti da me completmente indipendenti su cui non posso influire, così a quel punto me la prendo doppiamente nel culo.
E ovvio che l’unica cosa che Veltroni, di fronte al governo morente, poteva fare, era cercare di sfruttare il tempo residuo, e incerto, per cercare di portare a casa almeno una riforma elettorale che sparigliasse un pò le carte (anche in casa altrui) per poi arrivare alle urne con un quadro politico diverso.
Chiaro che era una sfida delicata, e che poteva anche accelerare la dissoluzione della maggioranza, ma non aveva e non ha alternative.
@ Piergiorgio.
Beh, avevo torto. Non l’hanno votato.