Senza parole, anzi no

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“Una parte politica incapace di fare proprio, senza se e senza ma, il più fondante, basilare e perfino elementare dei princìpi repubblicani: quello dell’uguaglianza dei diritti. L’uguaglianza degli esseri umani indipendentemente dalle differenze di fede, di credo politico, di orientamento sessuale.”
Michele Serra, sulla sinistra italiana (giugno 2007).

E’ bene ricordare che gli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione garantiscono uguaglianza dei diritti a tutti i cittadini italiani. Tutti, nessuno escluso. Ci pensi, e sei felice.
Poi un giorno ascolti D’Alema e le sue penose, quando non offensive, dichiarazioni sul matrimonio gay. Senza parole quel giorno ti alzi, e pensi che è tempo di andare. Per D’Alema, ma non solo. In silenzio.

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Altri pareri più argomentati, Ivan Scalfarotto e Cristiana Alicata.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

19 Commenti

  1. gianni

    Nessuna delle organizzazioni degli omosessuali che fanno riferimento al centrosinistra ha mai posto la questione del matrimonio gay, proprio ed esattamente per le ragioni citate da d’ Alema con assoluta coerenza e coraggio. Ci si batte invece per un riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto sia omosessuali che eterosessuali. Le affermazioni di d’Alema sono coerenti con questa linea, e non aggiungono proprio niente di nuovo a quanto si sapeva. Chi sostiene il contrario o e’ in malafede (e aprofitta dell’ opportunita’ per “grillare”, come si legge in alcuni blog) o non e’ informato sulle posizioni del centrosinistra su questi temi.

  2. Alfonso

    qui non si tratta delle linee di azione politica. Io su quello sono disposto a comprendere tutto: le difficoltà, le tattiche, i compromessi necessari, gli attendismi ecc. ecc. Mi va bene tutto: so che la politica del fare richiede un’etica della responsabilità diversa da quella della perfetta, quanto sterile, coerenza.
    Ma questo riguarda l’azione, appunto: se si tratta di riuscire a far passare un provvedimento, una legge ecc. occorre sporcarsi le mani e trovare le soluzioni possibili. Ok, un ok sofferto ultimamente, viste quante ce ne hanno fatte sopportare ma…ok.
    Qui, però, siamo mooolto oltre questo piano: le dichiarazioni di D’Alema riguardano il piano dei convincimenti ideali e culturali che guidano e ispirano un’azione politica! Siamo sul piano culturale. E qui, come giustamente ha insegnato la chiesa cattolica (magari andassimo un pò a scuola da loro!), non si deve recedere dalle proprie posizioni.
    Un conto è andare ad una trattiva con le proprie convinzioni ideali, con la propria visione della società e dialogare e confrontarsi con quelle degli altri. Altro è rinunciare anche a difendere, sul piano culturale e della COMUNICAZIONE le proprie idee e valori. Questa è una sinistra che ormai non difende, non è più capace di difendere la propria visione della società; ma così facendo si auto-suicida. Finirà fagocitata dalla re-azione culturale del clericalismo cattolico.

  3. Sul mio blog ho ripreso e commentato le affermazioni di D’Alema con un post dal titolo “Mia nonna li chiamava pederasti”. ciao M

  4. gianni

    Alfonso, sul piano culturale l’ unica cosa che ci si puo’ augurare da sinistra riguardo al matrimonio e’ la sua rapida scomparsa dalle pratiche abituali del genere umano. Rendere i sentimenti come l’ amore per il (i?) partner e gli eventuali figli oggetto di scambio notarile e’ forse quanto di piu’ arido e mercificante si sia prodotto nella storia. Mi sembra incongruo, sul piano culturale, promuovere questo mercimonio a piu’ vaste categorie di persone. E’ evidente quindi che questa discussione si svolge solo sul piano politico. Sul quale d’Alema ha detto cose risapute: che esiste una sensibilita’ religiosa riguardo al matrimonio, e che molti lo considerano un sacramento. Sono semplici fatti. E poi ha ribadito quello che deve fare la sinistra: sul piano dei diritti (e non culturale, cosa della quale la politica non si occupa, e quando lo fa sbaglia a farlo) predisporre che non ci siano discriminazioni di genere verso coloro i quali a questi diritti vogliono accedere. Ossia le posizioni espresse da sempre da parte della sinistra, e sulle quali e’ sorprendente tanto scandalo.

  5. Gippi

    Caro Gianni, non è sorprendente, è solo, il più delle volte, in malafede. O meglio, è solo la dimostrazione che ormai, in alcuni salotti o giù di lì, discettano di politica come se fossero al Bar dello Sport.

  6. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    @Gippi e gianni
    rileggetevi gli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione. Mai abrogati e reperibili facilmente con google.

  7. Anonymous

    Visto che dalla pratica del matrimonio/mercimonio al momento discendono pari pari dei DIRITTI, una sinistra degna di questo nome non dovrebbe tollerare che esistano cittadini italiani privati di questi diritti. E se a sinistra nessuno ha mai detto che bisogna battersi per l’assoluta parità dei diritti delle persone omossessuali, bè è ora che invece qualcuno lo dica!
    Bel coraggio ha avuto, sì, D’Alema: un cuor di leone davvero!

  8. enzo lodesani

    Dal blog di Aurelio Mancuso Presidente dell’ARXIGAY

    VERGOGNA CARDINAL D’ALEMA, NUOVO TEODEM

    Vergognose ed offensive dichiarazioni dell’esponente del PD contro le nozze gay

    Ci mancava D’Alema che, affascinato dalla fede, coglie l’occasione di un dibattito di fronte agli studenti di in una scuola superiore, per insultare gay e lesbiche italiane. Purtroppo al peggio non vi è mai limite e D’Alema, unendosi al coro delle gerarchie cattoliche, con le sue affermazioni ne è la prova provata. Il Ministro degli Esteri si è detto non favorevole al matrimonio tra omosessuali: “Perché matrimonio tra un uomo ed una donna è il fondamento della famiglia per la Costituzione e per la maggioranza degli italiani è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente”. Ratzingher non l’avrebbe saputo dire meglio.

    E’ evidente che D’Alema non conosce neppure bene la Costituzione su cui ha giurato che non parla affatto di generi all’articolo 29 ma di famiglia società naturale fondata sul matrimonio. Forse le sue frequentazioni vaticane, tra una manifestazione dell’Opus Dei e qualche a convegno ecclesiastico, lo hanno indotto a dar ragione ai suoi amici di partito Binetti e Bobba. D’Alema non è dunque che l’ultimo degli appartenenti alla corrente del PD che sono i Teodem. Cosi dal socialismo europeo si fa un bel salto della quaglia e si sposano le tesi disgustose, omofobe razziste del peggior clericalismo di destra. D’Alema per la stessa logica stringente del matrimonio tra omosessuali offende i cattolici non si affatto preoccupato di offendere con le sue affermazioni milioni di persone omosessuali che quotidianamente vengono impunemente aggrediti, violentati, emarginati.

    Ma ha altresì offeso la storia del nostro paese e le conquiste sociali e civili grazie alle battaglie del movimento delle donne, delle forze laiche della sinistra. Se nel passato si fossero seguiti i suoi ragionamenti in Italia conquiste come il divorzio e l’aborto non sarebbero mai state ottenute, appunto perché avrebbero offeso il sentimento religioso di tanta gente.

    Cardinal D’Alema, non pago delle sue assurde esternazioni, dispone anche che: “Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio, lo stato però deve riconoscere loro diritti civili e sociali. Mi accontenterei di fare una legge”. Bene! Al chierico D’Alema chiediamo di spiegare perché il suo partito non si sia davvero impegnato su questo fronte. Spieghi perché tutti i progetti di legge presentati si sono arenati in Parlamento e per favore ci eviti le sue indicazioni su come dobbiamo vivere. E’ per colpa sua, e di tutta la classe politica che la pensa come lui, se i cittadini omosessuali non hanno alcuna tutela e nessun riconoscimento giuridico per le loro relazioni affettive.

    A D’Alema ricordiamo, visto che consiglia sempre di guardare all’Europa, di studiare. Nel vecchio continente ben 21 paesi su 27 hanno riconosciuto diritti e doveri alle coppie doveri e 11 di questi sono istituti matrimoniali o equipollenti.

    In sintesi, per concludere, l’unica risposta possibile alle parole pronunciate da D’Alema è questa è : Vergogna!

  9. Se posso permettermi di dire alcune cose in breve, vorrei intanto rispondere a Gianni smentendo la sua affermazione per cui il movimento lgbt italiano non sia a favore del matrimonio gay. Il Roma Pride del 16 giugno è stato convocato proprio sulle parole Parità, Dignità, Laicità,e anche senza aver partecipato alla manifestazione il giorno dopo tutti i giornali davano conto del fatto che noi chiediamo anche la parità dei diritti, ovvero il matrimonio gay (3 paesi in Europa) oppure istituto equipollente (8 paesi in Europa), certo siamo per il pluralismo degli istituti e, quindi, sosteniamo anche le Unioni Civili (altri 9 paesi in Europa). Insomma venti paesi, che hanno una legge, tra cui la Croazia, la Slovenia, il Portogallo ecc. Insomma di cosa stiamo parlando? Del nulla! D’Alema ha fatto una provocazione a freddo sapendo bene che ci avrebbe feriti ed umiliati, perché il PD manco i CUS riesce a portare avanti unitariamente (lo sapete che ieri un senatore in Commissione Giustizia del Senato ha votato contro?)e ci si mette a dichiarare che si è contro le nozze gay!? Almeno un po’ di serietà sarebbe auspicabile, tratto questo che almeno nel mio ex partito veniva tenuto conto.

  10. gianni

    A parte gli strepiti, i toni da crociata e le volgarita’ (o la malafede, come dice Gippi) dell’articolo cut-and-pasted da Enzo, devo dire che sono d’ accordo con Anonymus: esistono dei diritti, civili e privati, che devono essere disponibili per tutti, senza discriminazione. Non si tratta quindi di un problema culturale, ma di un tema politico, ossia la garanzia e la pratica di tali diritti. Mi sembra esattamente quanto sostenuto non solo da d’Alema, perlomeno per come lo ho capito io, ma anche da tutte le associazioni per i diritti degli omosessuali che fanno riferimento al centrosinistra, perlomeno da quando riesco a ricordarmi io. Si tratta cioe’ della battaglia per il riconoscimento delle coppie di fatto sia eterosessuali che omosessuali con una specifica normativa, cosi’ come avviene nella gran parte dei paesi d’ Europa, anche non cattolici, dove la convivenza sia tra eterosessuali che tra omosessuali e’ regolata da contratti di questo tipo. E’ spiacevole che su un tema cosi’ delicato ed importante si generino delle caciare fumogene che sono funzionali solo alla visibilita’ di chi, organizzazione o individuo, strepita piu’ forte.

  11. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    @gianni,
    sai cosa si intende con ubi maior minor cessat?
    Logicamente si traduce con “Quando c’è chi vale di più, chi vale meno si deve mettere in disparte”, il che equivale a dire che i diritti di una minoranza cessano quando una maggioranza ne è contraria.

    Nel caso si parli di diritti civili, l’ubi maior minor cessat espresso da D’Alema e’ una mostruosita’ totale, una posizione non laica, non democratica e non moderna. Mi verrebbe da aggiungere pure “omofobica”. Ma non troppo, eh?

  12. Fabio

    Gianni, capisco il senso del tuo discorso, ma quel che ha detto D’Alema rimane comunque grave. Per tre ragioni:

    1) Giustificare l’assenza di un diritto (quello al matrimonio) o, meglio, l’assenza della volontà di estendere un diritto, sulla base della “sensibilità religiosa” di una maggioranza. Che sia ciò che di fatto accade è innegabile, ma dare anche voce a questa ragione è veramente osceno (cioè dovrebbe stare fuori dalla scena, almeno politica). Oltretutto, la “sensibilità” religiosa non può essere un tema che viene utilizzato per negare l’estensione di un diritto a chicchessia, almeno in uno stato moderno, democratico, laico e liberale. Da qui al khomeinismo o al regime talebano il passo è breve quando non brevissimo, per lo meno in termini culturali.

    2) D’Alema cita la Costituzione completamente a sproposito. Una cosa è la Carta e ciò che vi è scritto, un’altra l’interpretazione. E’ vero che sono le interpretazioni a determinare la legge, ma è anche vero che le interpretazioni cambiano col tempo. La nostra Costituzione non parla di maschio e femmina a proposito di matrimonio. Dunque, all’oscenità di sopra si aggiunge la mistificazione.

    3) All’oscenità e alla mistificazione si somma, infine, l’azione diseducativa: D’Alema ha fatto il suo discorso ad una platea di studenti delle scuole superiori. Ai quali ha detto che per gli omosessuali (ma, beninteso, potevano essere neri, disabili fisici o mentali o quel che più piaccia)non è necessario “simulare” un matrimonio. Con questa sola parola D’Alema ha impreziosito il suo discorso con una palata di omofobia e un pizzico di violenza.

    Credo che nemmeno col massimo sforzo si possano infilare in un concetto che, alla fine, vorrebbe essere a favore del riconoscimento di alcuni diritti per le persone omosessuali, così tanti concetti sbagliati, falsi, omofobi e persino violenti. Nemmeno volendo. Ne deduco che D’Alema non volesse. Ciò, ovviamente, rende le sue affermazioni ancora più gravi, indegne di un ministro della Repubblica, indegne di un rappresentante del più importante partito riformista italiano, indegne di un uomo laico e di sinistra. E magari pure colto.

    Sul fatto poi che quest’uomo – uno che sostiene cose simili – sia considerato pure intelligente, veramente non so che dire. Non ho parole.

  13. gianni

    Chiedo scusa ad Aurelio per alcune opinioni del mio ultimo messaggio che sembrano essere dismissive delle sue, ma ho semplicemente postato prima di leggerlo.
    Prendo atto di quello che mi dice sulle posizioni del movimento lgbt, ma anche su quanto avviene in Europa, dove il matrimonio omosessuale e’ praticato in 3 paesi su 20, mentre negli altri 17 ci sono forme di convivenza a differente livello di regolamentazione, diciamo. Io penso che questa sia la strada da seguire anche in Italia per garantire alle coppie conviventi gli stessi diritti e tutele. Mi sembra che una battaglia per il matrimonio omosessuale sia invece una strada impercorribile per evidenti ragioni di consenso sociale; ragioni sulle quali ci si puo’ arrabbiare e anche scandalizzare, ma non si puo’ fare finta che non esistano, perlomeno se si fa politica. Aurelio stesso ricorda infatti la difficolta’ di portare avanti un progetto di legge unitario su questi temi (mica solo dentro al PD, pero’, eh: chiedere a Salvi per delucidazioni sui Dico).
    In questo senso trovo che le affermazioni di d’ Alema, oltre che legittime, siano anche politicamente avvertite. Il consenso verso il matrimonio omosessuale, nella societa’ italiana, e’ infatti molto basso: distinguerlo da altre forme, piu’ largamente condivisibili , di estensione dei diritti va tutto a vantaggio della promozione e realizzazione di queste ultime. Esattamente come e’ avvenuto in 17 paesi europei su 20, d’ altronde, e non tutti cattolici.

  14. Filippo l'altro

    il consenso e’ basso perche non c’e’ informazione. lo dice qualcuno che per interessandosi all’argomento pacs da prima che in italia si conosce questa parola non smette di imparare.

    gianni la posizione di d’alema e’ comunque offensiva. la puoi condividere ma e’ offensiva. un ex leader della sinistra? sinistra striminzita.

    una societa’ che discrimina, non e’ una societa’ giusta. oltretutto mette pure in ballo la religione! che c’entra!

    ripeto che la gente non sa cos’e il pacs. non ca’ che succede in francia. quale e’ la situazione. dovrei raccontarla in un post.

  15. Giuseppe

    Speriamo che D’Alema riceva qualche incarico dalle Nazioni Unite…

  16. Giuseppe Grandis

    Ecco, per il bene del mondo intero speriamo che diano finalmente retta a Giuseppe. Si abbasserebbe l’influenza dei pasdaran,ovunque, anche nella politica italiana e nelle lotte per la diffusione dei diritti civili.

  17. Gianni: l’affermazione di D’Alema sara’ pure coerente ma non é affatto “coraggiosa”. Coraggio di che? Del discriminare ? Dallo stare dalla parte dei piu’ forti ?

    Oltretutto ha pure tirato in mezzo la religione , quando non c’entrava nulla.

    D’Alema diemntica che una societa’ che discrimina, non e’ una societa’ giusta. Per quanto piccola possa essere la parte discriminata la discriminare non é un onore : é una vergogna.

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    La sensazione é che per motivi strategici la sinistra italiana cosi come le associazione GLBT, durante parecchio tempo hanno deciso di puntare sull’adozione di misure simile ai PACS piuttosto che di matrimonio gay totu-court. Voleva essere e vuole essere forse una strategia gradualista. Per paura di chiedere troppo si chiede di meno per cercare di facilitarne l’adozione. Ora detta strategia non ha pagato. Per nulla. Ci ritroviamo cosi’ con una sinistra neanche capace di adottare il «minimo sindacale» in materia di diritti di coppie di fatto.

    C’é molta confusione perché anche se a sinistra si parla di PACS, la verità é che in molti pochi sanno in cosa consistono. Perché se lo sapessero, già sarebbero stati adottati. Ma appunto cosa sono i PACS ? Cosa é questo pacchetto di misure ? Sono una tocca sana contro tutti i problemi che incontrano le persone che vivono assieme (coppie di fatto) ? Oppure non sono la pietra tombale della famiglia italiana come sostengono altri ? Cerchiamo di vedere….

    I PACS cosi come nella loro versione originale francese costituiscono un insieme di norme che definiscono diritti e obblighi di persone che decidono di vivere assieme. Esse permettono di colmare un vuoto giuridico. Ma solo in parte. Di fatto essi affernano alcuni diritti, senza pero’ risolvere tutti i problemi. Sono un sorta di primo rimedio : il diritto di assistenza medica in caso di malattia del partner (giorni di congedo, possibilità di essere coperto dall’assicurazione medica del partner), il passaggio del contratto di affitto in caso di morte di uno dei partner, ecc. Pero’ contrariamente a quanto possano pensare in molti, essi non prevede reversibilità della pensione. Qaunto agli obblighi in materia di successione non si stabilisce nessun privilegio: il partner puo’ ereditare solo la parte disponibile nella misura della in cui questo é previsto in un testamento. Soll nel caso in cui non esistano eredi diretti sarà possibile ereditare una parte del proprio partimonio superiore a quella della quota disponibile.

    Questi sono i PACS : http://vosdroits.service-public.fr/particuliers/N144.xhtml

    Questi soni i diritti che rovinerebbero le famiglie italiane. Queste sono le norme « mostruose » che spingerebbero la famiglia italiana verso la decadenza . Chiaramente non é cosi.

    Queste misure sono importantissime ma comunque insufficenti , ed é proprio per questo che sono state ritoccate. Come dire i PACS aiutano ma non risolvono il probelma. Chiedere i Matrimoni gay non é che un modo per pretendere una copertura integrale delle copipie omosessuali.

    Caro Gianni, mi dispiace ma sbagli : Opporsi tout-court ai matrimoni gay significa avere una lettura assolutamente miope. Vuol dire chiudersi gli occhi e guardarsi l’ombelico.Tu puoi non condividere una richiesta ma devi capirla. L’atteggiamento di D’Alema piu che un atteggiamento conservatore é un atteggiamento di chiusura.

    Tornando ai PACS. Spero che la mia spiegazione abbia aiutato a fare chiarezza. Essi quindi non sono quel mostro che alcuni paventano. Che paventano qppuntoma che in realtà non conoscono. Se vi é crisi della famiglia questo é dovuto alla non azione ed alla sordità della classe dirigente italiana, non ai PACS. E’ una questione di tutela. E guardacaso nei paesi in cui esistono diritti sulle coppie di fatto esistono anche delle poltiche familiare.

    Proteggere una parte della società che si ritrova in situazione di debolezza: vuol dire far avanzare una società piu’ giusta. Quando si affermano i diritti di persone discriminate: non é solo una minoranza a vincere, ma tutta la società.

    Paradossalmente, nei paesi che hanno riconociuto un insieme di diritti in materie di coppie di fatto, si é rafforzata anche la protezione verso le famiglie.

  18. Piergiorgio

    Dunque n.1 ringrazio Alfonso, anche se sarebbe gentile, quando si fanno citazioni, citare anche la fonte: poteva aggiungere alla fine “postato da tizio sul blog di scalfarotto”.
    Infatti quell’intervento era del sottoscritto.

    N.2 @gianni. Dire che la politica non si deve occupare del piano culturale è come dire che la politica si deve fare senza idee! Quindi in base a cosa decidi di fare quello che vuoi fare? E, inoltre, come pensi di convincere i cittadini-elettori a sostenere le tue politiche e a votarti?
    Quello che manca oggi a sinistra (e si vedono ampiamente gli effetti) è proprio la battaglia politico-culturale.
    Anche quando si fanno certe proposte (per es. i dico) poi, per paura di “disturbare” qualcuno, si rinuncia a spiegarle alla gente, a motivarne la giustezza,a dire il “perchè” si vogliono fare appunto, a sostenerle e difenderle nel merito in una parola, sperando, come dire, di farle passare “inosservate”! AH! ridicolo. Il risultato si è visto: gli “altri”, gli avversari di certe scelte politiche ( ad es. la chiesa rispetto ai dico, cus, o qualunque cosa in materia)non si fanno il benchè minimo problema invece a prendere posizioni nette di merito e a propagandarle in ogni occasione e con tutti i mezzi. Il risultato è che la sinistra, tutta presa dai suoi equilibrismi tattici di palazzo, si sguarnisce completamente nella società, lascia tutto il terreno culturale all’avversario politico. E secondo voi cosa deve pensare la gente che sente solo una campana? ovviamente, alla fine, penserà che quella cosa è sbagliata; quelle proposte così diventano impopolari, sgradite agli elettori o al più incomprensibili, e così 1) non si ha più il coraggio di farle, pur dopo infiniti compromessi al ribasso 2) il giudizio negativo della gente si riversa lo stessa su quei politici miopi che, pur senza essere capaci di andare fino in fondo, hanno comunque fatto quelle proposte.

    L’ho già detto: questa sinistra senza il coraggio delle proprie idee, della propria visione del mondo perderà sempre più terreno, sarà letteralmente fagocitata (già lo è in gran parte).

  19. Piergiorgio

    Scusate il doppio post ma volevo dire due parole anche su D’Alema.

    D’Alema continua a giocare con la storia del realismo politico, si atteggia a fare il togliattiano ecc. ecc. MA è ambiguo.
    Prima fa dichiarazioni pubbliche lasciandole percepire come idee sue, poi ricorre al tristissimo giochino italiota della smentita ricorrendo appunto all’argomento realismo: “ho solo descritto fatti”. E NO CARO, non mi freghi.

    Anch’io, come ho scritto nel mio post citato da Alfonso, sono disposto a tutti i comromessi possibili nell’azione.Per es. lo so anch’io – grazie D’Alema! – che il matrimonio-gay in italia oggi non è ottenibile, quindi mi va benissimo perseguire un altro tipo di riconoscimento giuridico delle coppie gay se riesco a creare un consenso possibile su quello: questo è il realismo in politica!
    Ma è tutt’altra cosa dire, o lasciare capire (il che è lo stesso), che sono giuste nel merito le idee contrarie.
    Un conto è dire: la tal cosa oggi in Italia non si può fare, la ritengo impraticabile, e quindi noi facciamo una proposta diversa.
    Altro è dire (o lasciar intendere): la tal cosa per me è sbagliata, ingiusta.

    Mi spiace, ma D’Alema non ha descritto fatti, ha fatto valutazioni, e valutazioni che rivelano un determianto modo di pensare grave (per me).
    Dire “il matrimonio fra uomo e donna è il fondamento della famiglia” non è un fatto, è un giudizio. Magari giusto, discutiamone, ma sicuramente un giudizio.
    Dire “il matrimonio per molti italiani è un sacramento” nonostante le apparenze non è un fatto ma un giudizo, è molto pericoloso anche. Infatti qui si parla di MATRIMONIO CIVILE, istituto giuridico di diritto civile dello stato sovrano denominato Repubblica Italiana. E non c’è dubbio (questo sì è un fatto!) che il matrimonio civile non è un sacramento, e tantomeno i cattolici o le autorità ecclesiastiche pensano che lo sia (tanto è vero che se uno è sposato e divorziato civilmente, può benissimo risposarsi in chiesa: per la chiesa cattolica il matrimonio civile non esiste, non vale nulla). Quindi in realtà D’Alema, con quella frase, esprime una valutazione, un modo di pensare in ordine ai rapporti fra istituti giuridici dello stato e convincimenti religiosi dei cattolici, come dire: la sfera politico-legislativa in realtà non va vista separatamente dalla sfera religiosa. Quella frase è una scelta di campo bella e buona, altro che descrizione di fatti.
    Non parliamo poi della prosecuzione con quell’”offende ecc.” Se tu dici “se io saluto tizio quello si offende” descrivi un fatto, o meglio la previsione di un fatto: è LUI che si offende (a torto o a ragione è da vedersi).
    Ma se tu dici “questo saluto offende tizio” dai una valutazione obbiettiva del saluto come casa offensiva. Non è più una previsione sulla reazione di tizio, ma un giudizio negativo sulla cosa fatta a tizio.
    Potrei continuare a lungo ma so di aver abusato della vostra pazienza.
    In conclusione: basta coi trucchetti e gli escamotage dialettici, non ci incantano più (e da tempo). La sostanza politica che sta dietro a quelle parole la conosciamo benissimo.

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