Intervento di Cristiana Alicata all’incontro nazionale delle liste Sinistra per Veltroni del 15 Dicembre 2007
Voglio riassumervi tre episodi significativi che in queste settimane stanno connotando il PD, lontano dalla vocazione laica che sosteniamo fortemente di avere:
1. la discussione a Roma intorno al registro delle unioni civili,
2. le dichiarazioni di D’Alema secondo cui il matrimonio esteso agli omosessuali, offenderebbe il sentimento religioso di parte del Paese,
3. il voto al Senato sul pacchetto sicurezza che per poco non faceva cadere il governo sulla norma relativa all’omofobia.
Badate bene, se mai anche qui vi fosse qualche dubbio in proposito: la questione del riconoscimento delle coppie dello stesso sesso attraverso il Registro delle Unioni Civili, non è una questione di contenuti giuridici. E’ proprio una questione di visibilità, quindi annacquarla chiamandolo registro degli affetti o cercando stratagemmi per giustificarne l’esistenza è ridicolo e razzista.
L’imbarazzo nel trattare questi temi è lo stesso responsabile della sofferenza di tanti adolescenti che arrivano anche ad uccidersi, leggendo in se stessi l’omosessualità perché vissuta come marchio e come vergogna, proprio per colpa della nostra incapacità e della nostra mancanza di coraggio politico. Questo accade. Accade in Italia. Ognuno di noi, quando sorvola sull’argomento, quando parla di diritti civili camuffando con queste due parole il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, quando dice “Che palle ‘sti froci, ma cosa vogliono?”, ognuno di noi, dicevo, si assume su di se la responsabilità nei confronti di soggetti più deboli come gli adolescenti. Non è una questione di gay borghesi come pensa qualcuno. E’ questione filosofica e qualcuno lo sa bene, tanto che con le parole ci filosofeggia intorno a questa questione.
Vi voglio raccontare una cosa…così vi rendete conto di alcune cose….
Come qualcuno di voi saprà durante l’assemblea del PD della città di Roma ho ritirato un ODG che chiedeva all’assemblea di pronunciarsi sul Registro. L’ho fatto per non spaccare il partito e lasciare che la mediazione proseguisse nei giorni successivi senza il marchio di una spaccatura già avvenuta. Avevo chiesto, in cambio, che Milana intervenisse, come segretario di tutti, anche mio, nella mediazione. Non una parola. Forse lo imbarazza parlare con una lesbica?
Per quanto riguarda le recenti frasi di D’Alema sul matrimonio voglio spazzare via ogni dubbio. D’Alema ha detto: mi rifaccio ad una frase di Grillini secondo il quale gli stessi omosessuali non vogliono il matrimonio. Niente di più falso e disattento, nei confronti poi della minoranza più grande di questo Paese. Aurelio Mancuso, presidente della più grande associazione omosessuale italiana, il 16 giugno di quest’anno ha ufficializzato ad una piazza di 1.000.000 di persone che il nostro obiettivo è il matrimonio. Non ho nessuna vergogna a dirvelo in modo chiaro. Siamo cittadini di uno stato laico, paghiamo le tasse, abbiamo diritto ad accedere ad un istituto puramente civile, un istituto che riguarda i cittadini e il loro Stato e nessun altro Stato o entità di qualsivoglia tipo. Non si tratta di alcun sacramento, ma di un rito tutto civile, scritto e sancito nella costituzione e nel codice civile. Altra cosa è quanto regolamentato dal Concordato e nessun omosessuale sta chiedendo di sposarsi in Chiesa o meglio non lo chiederebbe allo Stato Italiano, essendo esso un istituto regolamentato da un altro Stato. Non siamo più noi che dobbiamo rispettare il sentimento religioso di qualcuno, chiedendo i PACS per non ottenerli nemmeno, ma tutti voi che dovete cominciare a rispettare la nostra cittadinanza italiana una volta per tutte.
Quanto al pacchetto sicurezza. Vergogna. Vergogna. Leggo che non solo Paola Binetti, ma molta parte del partito vorrebbe abrogare quella norma dal pacchetto sicurezza. Praticamente si è aggiunto il riferimento al trattato di Amsterdam, sapendo che era un’ imprecisione normativa e sapendo che sarebbe stato abrogato, rinunciando alla formula iniziale. Questo per lasciare che i vari Bottiglione, Binetti e amici possano continuare a dire che siamo endocrinologicamente malati, che siamo sterili, che offendiamo il sentimento religioso. Togliere quella norma significa essere indifferenti alle aggressioni che la comunità gay sta subendo in tutta Italia: aggressioni di persone e di luoghi di aggregazione, stupri, idiozie degne dell’epoca nazista su presunte inferiorità e deviazioni.
Leggo il corriere della sera del 9 dicembre: “Basta con una politica che espelle dal dibattito i valori, che asseconda l’idea che ogni desiderio, in quanto tale, è un diritto prescindendo dal rispetto sacro dell’altro. Basta con una politica che ha fatto avanzare una cultura dei diritti disgiunta dai doveri, che ha scelto la scorciatoia del relativismo rimuovendo la differenza tra il bene e il male.” Questo era il nostro caro Ministro Fioroni, compagno di partito, che difendeva Paola Binetti. Il rispetto sacro di noi chi lo tutela? Non sto invocando la censura. Invoco che la maggioranza del partito democratico si faccia sentire, parli più forte di questa microcomponente medievale e razzista e faccia emergere la nostra vera anima. Quali diritti prima dei doveri? E’ proprio per tutelare i nostri compagni e le nostre compagne prendendoci delle responsabilità che vogliamo questa benedetta legge.
Adesso basta.
Chiedo l’approvazione separata dei seguenti ODG:
1. la richiesta, da parte nostra, al segretario Walter Veltroni della sospensione dal partito di Paola Binetti per non avere votato la fiducia al governo, con l’aggravante che tale voto contrario si è manifestato sulla base di una posizione razzista ed omofoba.
2. Chiedo che la nostra componente, in tutte le sedi preposte, si batta affinché il Partito Democratico abbia una consulta omosessuale riconosciuta al suo interno e così come per le giovanili, gli sia riconosciuta una rappresentanza nel direttivo del partito.
3. Visto che il PD vuole connotarsi come il partito di tutti, chiedo che venga promosso dalla nostra componente, entro la fine di febbraio di un incontro sul tema dell’omosessualità in cui tutto il partito sia invitato a confrontarsi con la comunità omosessuale, una delle più grandi minoranze del Paese, che personalmente mi impegno ad invitare.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Componenti, grandi minoranze, una consulta omosessuale riconosciuta al suo interno (come per le giovanili). Insomma, apriamo ‘sto benedetto partito ai “recinti”, alle “grandi minoranze” che tali sono e tali debbono (culturalmente) rimanere, ai “ghetti” politico-culturali. E quindi cosa stiamo aspettando ad aprirlo: insomma, facciamone di piùdi questi ghetti. Perchè solo omosessuali e giovani; pure le donne, no; e perchè non una consulta anche per i tassisti (solo quelli con la licenza, gli abusivi no), per i camionisti, per gli autostoppisti, per i rivenditori di caldarroste? Una bella poltiglia stile Censis: un grande partito liquido, particellare, gassoso. Evanescente. Mamma mia che impressione.
Caro Giuseppe Grandis, il tuo commento è incomprensibile. Confrontiamoci su pratiche e su pensieri, non tramite esclamazioni e sbotti.
Non ho capito a chi Cristiana chiede l’approvazione di un OdG e che cosa significa “approvazione separata” di un OdG. (condivido appieno i tre punti ma non capisco che effetto abbia una sua approvazione separata…) Please answer!
Quali pratiche e pensieri stanno dietro un’approvazione di un odg quale quello descritto nel post? Concentrati su quelli, Giovanni, e non chiudere quella che era un commento anche un pò ironico nella spocchiosa definizione di “esclamazione e sbotti”. Perchè non c’è più sordo di chi non vuol sentire… e tu mi sa che sei un pò “sordo”. Se ti piace un partito di “minoranze” chiuse, particellare, fai pure. Ossia, vedremo….chi ha più filo da tessere (sic!), tesserà. Ti dico subito, ma lo avevo detto anche prima (si vede che la sordità gioca brutti scherzi), che a me non piace e su questo vedremo chi la spunta dentro un confronto, spero, civile (senza i toni da crociata ai quali il post un pochino cedeva).
Giuseppe, credo che il PD debba dare voce anche alle minoranze. E per dare voce a qualcuno, innanzitutto, devi riconoscere la sua esistenza. credo anche che tra queste minoranze, quella omosessuale, di cui faccio parte, sia in attesa di risposte già da un po’ di tempo (troppo, se paragonato con i nostri vicini europei). e credo pure che l’odg proposto da cristiana possa attivare quei pensieri e quelle pratiche che è proprio il momento di attivare: pratiche di confronto con – e non di “censura” di – una realtà, una comunità, una cultura (sistemi di pensiero, forme di organizzazione sociale, di buone pratiche di imprenditoria) che c’è. E si tratta di una realtà, quella omosessuale, che non fa più impressione quasi più a nessuno (se non a taluni politici, tanti prelati e, credo, a te?!?)
Ecco, quella di buttarla su una presunta incapacità dell’interlocutore di riconoscere alcune tematiche/culture è tipica di chi ragiona da dietro lo steccato. Tanto non mi fa impressione (la cultura omosessuale) che auspico che non si riduca a perenne “minoranza”, che non pratichi la “separazione”, in attesa di un riconoscimento (se ti separi e non ti contamini, non ti rapporti, perchè dovresti essere riconosciuto?). A meno che, da questa ultima posizione di “separazione”, non si intendano “lucrare” spazi di potere (che è un bel giochino, bisogna saperlo fare, senza pietire, o magari riducendosi a qualche comparsata in TV, che fa sempre titolo). Scusa per la franchezza, ma mi sembra adeguata, ripeto, ad atteggiamenti un pò “sordi”. A meno che, ripeto,lo schema che si ha in testa è uno statuto che assegni quote (con un calcolo di che tipo non lo so, proponilo tu), senza un ordine gerarchico, agli omosessuali, alle donne, ai giovani, agli operai, ai piccoli imprenditori, ai neri, ai bianchi, agli ebrei, agli induisti…ecc. Dimentico sicuramente qualcuno, e me ne scuso (dovessi essere tacciato di atteggiamento discrimintaorio verso le minoranze!!) ma questo non è il modello di partito “a recinti” che io auspico si formi nel PD. Nè mi pare lo auspichi qualcun altro, se non, appunto,chi intende essere interpretato (e rimanere !?!) minoranza (forse con quel calcolo che dicevo prima). Tutto, davvero, qui, senza grandi impressioni.