dal blog di Andrea Bondi (giovane promessa di Imola)
Ho appena finito di guardare la docusoap di Alberto D’Onofrio “Pelle”, in allegato con l’Espresso. Intanto, i complimenti all’autore ed a tutta la sua squadra per la realizzazione, che riesce a parlare di sesso senza finire nel volgare, raccontare vite portando il punto di vista dei protagonisti, cercando di tirar fuori quelle che possono essere le motivazioni, delle chiavi di lettura a comportamenti che ancora spesso vengono criticati e, con troppa ipocrisia e pudicità, ignorati.
“Il sesso ci mette ancora a disagio, soprattutto se dobbiamo raccontare le nostre esperienze con sincerità, senza filtri”. Queste le parole dell’autore. Ed è vero.
Non tutte le storie raccontate nel dvd sono quelle che siamo abituati a targare come tradizionali, spesso esperienze di confine, non dipinte nei quadri o narrate nei classici. Non raccontate all’aperto. Ma più diffuse di quanto un occhio offuscato sia disposto a pensare. E molto più dentro di noi di quanto accettiamo. Proprio per questo D’Onofrio ha faticato molto per trovare chi fosse disposto a raccontarsi, aprirsi. Per paura del giudizio, perchè non si sentono accettati. Per evitare di finire nel tragico ma purtroppo diffuso voyerismo italiano di chi si mette dietro al buco di una serratura a guardare ciò che in pubblico giudica fortemente deprecabile e da bandire, mettere alla gogna.
Non penso siano le esperienze raccolte nel dvd a rendere così fragile la nostra società, quanto il rifiuto pubblico di parlarne, di affrontarle, accettarne la loro realtà. Dal 19enne torinese che dice di non ritrovarsi in nessuna categoria – etero, omo,bisex – gli piacciono persone al di là di quello che hanno tra le mutande. A Fabio – geometra – che vive una contorta storia con Ariel – spogliarellista (per gli amanti del campanile, questa intervista è stata fatta ad Imola, minuto 49).
Perchè ancora oggi – testimonianza raccolta personalmente due giorni fa – c’è chi è obbligato a 20 anni a nascondere la propria omosessualità? Perchè ancora oggi si vuol fingere non esista la prostituzione quando i clienti delle prostitute sono in Italia 9 milioni? Paga la “politica dello struzzo”? Non penso.
La politica che non vuole vedere questi documentari, interrogarsi sui comportamenti reali delle persone e la società che non accetta le diversità sono alcune delle storture più tristi che noi, un tempo innovatori, coraggiosi e tolleranti, abbiamo ciecamente imparato. La società si distrugge se nessuno è disposto a parlare, aiutare, capire chi è diverso da sè. La società che vive di giudizi e pregiudizi è una società immobile e, con le parole di Pablo Neruda,
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce”
Buona visione.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





nessun commento? allora e’ proprio vero, come dice Andrea, che il sesso mette a disagio gli italiani.
Intanto, stending ovescion per Andrea.
Probabilmente sì, il tema mette a disagio molti, anche giovani.
Anche se c’è bisogno di parlarne, lo testimoniano anche i diversi messaggi in privato che ho ricevuto dopo il post, oltre ovviamente all’esperienza quotidiana.
Grazie Filippo per i complimenti!
Ciao a tutti
la citazione di Neruda era particolarmente bella.
“La società si distrugge se nessuno è disposto a parlare, aiutare, capire chi è diverso da sè”
eh si!
silenzio. pochi intenrventi.
c’e bisogno di osservare, riflettere, capire.
se ci si chiude a uovo come si puo’ capire allora un mondo in perpetua mutuazione.
non bisogna avere paura di affrontarsi con simili argomenti. sono un osservatorio della nostra societa’, di come siamo.