La Signora No

di Ivan Scalfarotto

BinettiSenato.jpgSe la memoria e Wikipedia non mi ingannano Franco Turigliatto fu espulso da Rifondazione per aver contribuito, con la sua astensione sulla mozione D’Alema, alla mini crisi di governo del febbraio scorso. Durissime e severe furono all’epoca le parole del segretario di Rifondazione, Franco Giordano: «Non mi nascondo che la nostra immagine è stata colpita dall’atteggiamento di Turigliatto. Siamo stati travolti da questa immagine e non lo nascondo. Qui voglio ribadire il giudizio negativo di un modo di fare politica totalmente autoreferenziale e distruttivo».

La mia collega di partito Paola Binetti, ieri, ha addirittura votato contro respingendo una formale mozione di fiducia posta dal governo. Non resta che vedere a quali parole faranno a questo punto ricorso Veltroni e Finocchiaro, e quali conseguenze avrà la formale dissociazione della senatrice Binetti dalla linea – sin qui univoca – del partito di sostegno al Governo Prodi.

Aggiornamento: il sito del PD ha ripreso l’agenzia di Ivan.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

17 Commenti

  1. Condivido il pensiero di Ivan. Ecco ciò che penso sulla questione:
    http://blogdome.wordpress.com/2007/12/07/paola-binetti-e-clemente-mastella/

  2. gianni

    La Binetti, che ognuno ha il diritto di trovare antipatica, ha votato contro la fiducia al governo mentre il suo gruppo di riferimento votava a favore, garantendo quindi il passaggio parlamentare del procedimento. Si tratta percio’ di un atto senza conseguenze istituzionali, a differenza di quello di Turigliatto, il cui scopo e’ quello di rimarcare una posizione politica. Posizione che io non condivido, ma che e’ indubbiamente legittima. Mi sembra che chi, come me, e’ su posizioni molto diverse dalla Binetti pur militando nello stesso partito, abbia il dovere politico di ascoltare anche la Binetti ed adoperarsi per una sintesi. Anzi, direi che questo e’ proprio il motivo per il quale abbiamo fatto il PD. Il quale, essendo un partito nuovo e molto diverso dai partiti novecenteschi, e’ composto da militanti che immagino siano poco sensibili alla fedelta’ alla linea e ai richiami disciplinari, che, se ho capito bene, pare essere la sorprendente soluzione proposta da Scalfarotto. La definisco sorprendente perche’, per fare un esempio, non sono a conoscenza di procedure di espulsione dal Partito Democratico di Hillary Clinton per il suo voto a favore della guerra in Iraq, ne’ verso Obama per il motivo opposto.
    Penso che dovremmo cominciare a credere di vivere in un partito moderno.

  3. Giancarlo

    Governo: Binetti, “Sto bene nel Pd”
    07 dic 18:13 Politica

    ROMA- ”Per ora sto perfettamente bene all’interno del Pd e tutte le mie energie sono impiegate per la costruzione, dal di dentro, del Partito democratico”. Lo dice la senatrice teodem Paola Binetti che ieri al Senato ha negato la fiducia al governo sul maxiemendamento al dl sicurezza. (Agr)

  4. Mirko

    …concordo con Gianni sul fatto di ascoltare tutte le voci e giungere ad una sintesi, anche se su questi temi obbiettivamente il discorso si fa molto molto complicato, soprattutto per le posizioni di partenza del gruppo teodem…..e proprio su questi temi, registro con rammarico il fatto che le parole sul Pd della Binetti non siano state pronunciate anche dai tanti che hanno abbandonato la barca prima che salpasse…

    Mirko.

  5. giacomo dorigo

    “La Binetti, che ognuno ha il diritto di trovare antipatica, ha votato contro la fiducia al governo mentre il suo gruppo di riferimento votava a favore, garantendo quindi il passaggio parlamentare del procedimento. Si tratta percio’ di un atto senza conseguenze istituzionali, a differenza di quello di Turigliatto”
    non riesco a capire che significa [dico davvero, non sto scherzando o facendo polemica]

  6. Vittorio

    Qui non si tratta di stabilire se sia corretto che la Binetti esprima la propria posizione, ma piuttosto sottolineare che la Binetti con Il Pd non c’azzecca proprio nulla. Ma che ci sta a fare? Che se ne vada nell’Udc di Casini, quello è il suo contesto ideale. Per il futuro mi auguro che Veltroni sappia gestire il rapporto con i teodem, ma sono preoccupato sulla loro possibilità di complicare il cammino del partito. Non voglio un Partito Democratico Cristiano, vorrei un Pd che abbia con la Chiesa e le religioni in genere un rapporto equilibrato e rispettoso, ma non genuflesso.

  7. Piergiorgio

    Si, vabbè dovrete trovare nuovi significati alla parola “sintesi” per andare avanti…
    Ma, benedetti, la volete capire che non è possibile alcuna sintesi con questi qua?
    Ma che volete fare con gente che rifiuta perfino elementari norme di civiltà giuridica che mirano solo a DIFENDERE cittadini come gli altri da ATTI di violenza e discirminazine? nemmeno questo gli va bene! ma lo sapete che l’Avvenire, giorni orsono, ha fatto un fondo dicendo che la norma anti-discriminazioni non andava bene perchè si parlava dell’”identità di genere”!?? Cioè in Italia si deve aver paura o riguardo anche a citare la realtà nelle leggi: ma i trans esistono o no? i transgender esistono o no? Possono essere oggetto di discriminazioni e violenze o no? E allora dov’è il problema? E non esiste forse già da tempo una legge che consente la rettificazione di attribuzione di sesso, riconoscendo la possibilità di “cambiare sesso” per ricuperare armonia fra la propria identità di genere e i propri caratteri sessuali fisiologici? Guardate era da leggere quel pezzo per capire dove ormai siamo arrivati. Altro che famiglie di fatto! seeeeee…
    E, tolto il richiamo al concetto di identità di genere, nemmeno gli è bastato!! Non vogliono alcuna norma anti-discriminazione contro i gay! Bisogna chiamare le cose col loro nome: questi sono soprusi belli e buoni. Ma cosa volete sintetizzare! Non gli è andato bene nemmeno il richiamo al trattato di Si, vabbè dovrete trovare nuovi significati alla parola “sintesi” per andare avanti…
    Ma, benedetti, la volete capire che non è possibile alcuna sintesi con questi qua?
    Ma che volete fare con gente che rifiuta perfino elementari norme di civiltà giuridica che mirano solo a DIFENDERE cittadini come gli altri da ATTI di violenza e discirminazine? nemmeno questo gli va bene! ma lo sapete che l’Avvenire, giorni orsono, ha fatto un fondo dicendo che la norma anti-discriminazioni non andava bene perchè si parlava dell’”identità di genere”!?? Cioè in Italia si deve aver paura o riguardo anche a citare la realtà nelle leggi: ma i trans esistono o no? i transgender esistono o no? Possono essere oggetto di discriminazioni e violenze o no? E allora dov’è il problema? E non esiste forse già da tempo una legge che consente la rettificazione di attribuzione di sesso, riconoscendo la possibilità di “cambiare sesso” per ricuperare armonia fra la propria identità di genere e i propri caratteri sessuali fisiologici? Guardate era da leggere quel pezzo per capire dove ormai siamo arrivati. Altro che famiglie di fatto! seeeeee…
    E, tolto il richiamo al concetto di identità di genere, nemmeno gli è bastato!! Non vogliono alcuna norma anti-discriminazione contro i gay! Bisogna chiamare le cose col loro nome: questi sono soprusi belli e buoni. Ma cosa volete sintetizzare! Non gli è andato bene nemmeno il richiamo al trattato di

  8. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    @piergiorgio.
    ma, benedetto, lo vuoi capire che -come regola generale valida ovunque- chi ha il potere non lo molla da solo? Se non ci muoviamo noi, questi da soli certamente non si schiodano dalle loro granitiche roccaforti. Tutte le lagne del mondo non bastano. Punto.

  9. gianni

    Vittorio e Piergiorgio, io non intendevo convincere nessuno ad aderire al PD. Volevo pero’ sottolineare che, per chi e’ gia’ convinto e vi ha gia’ aderito, riferirsi alla fedelta’ alla linea, a procedimenti disciplinari o ad espulsioni per chi esprime posizioni come quelle della Binetti e’ perlomeno un po’ incongruo. Mi sembra si tratti invece invece un problema politico, che va risolto con una sintesi politica come avviene in tutti i moderni partiti riformisti, dal New Labour (in cui convivono socialdemocratici e liberali) ai democratici americani (dove si confrontano posizioni diverse su temi pesanti come la guerra, l’ aborto, i diritti degli omosessuali, la pena di morte). Temo che il settarismo sia un vizio dal quale sara’ difficile liberarsi, e se le posizioni di Ivan Scalfarotto sono quelle che mi pare di avere compreso dal suo intervento, temo che il problema non sia neppure risolubile sul piano generazionale. O perlomeno, non dalla generazione di Scalfarotto:)

  10. Matteo

    Ora Mastella ha chiesto alla Binetti di passare all’UDEUR.
    Ma magari…
    Ma chi la vuole questa fondamentalista integralista cattolica nel Pd??

    http://www.blicco.blogspot.com

  11. Non sarebbe il caso di evitare una volta per tutte inutili paragoni con il Partito Democratico americano? A nome uguale non corrisponde partito uguale, le storie dei due paesi son diverse, le società sono diverse, il Vaticano non ha sede a Washington…

    E visto che si parla di un partito “nuovo”, “molto diverso dai partiti novecenteschi”, mi sento di suggerire che un partito “democratico”, per essere tale, deve parlare di inclusione delle minoranze e non di esclusione. Che soprattutto, proprio per allontanarsi dal terribile “novecento”, deve anche allontanarsi dall’abitudine di invocare la discesa dello spirito santo sul parlamento, dalla tendenza a far diventare religiose delle questioni squisitamente sociali. Per essere moderno, veramente moderno, deve parlare a tutti, anche agli omosessuali di centro-sinistra che, come me, sono terribilmente incazzati, sono tanti, e sono inseriti in una rete sociale informale molto vasta e molto laica che li sostiene e ne condivide le rivendicazioni. Deve essere democratico in primis non al suo interno, tollerando posizioni clerico-fasciste d’altri tempi, ma soprattutto verso l’esterno, verso il suo potenziale elettorato, ancora tutto da convincere.

    Partito Democratico, fatti furbo!

  12. Fabio

    La senatrice nonché psicoterapeuta – yes: psicoterapeuta – Binetti è un’autorevole rappresentante dell’Opus Dei, ed è nel Partito Democratico per dare voce (e, soprattutto, soldi) alle istanze e ai progetti dei seguaci di Escrivà de Balaguer. In cambio di voti.
    Il legame tra molti big del PD e l’Opus Dei è decisamente saldo – soprattutto a livello locale – e diverse attività della setta stanno conoscendo un periodo di grande sviluppo e fioritura. D’altronde, qualche anno fa D’Alema e Veltroni si recarono in Vaticano a baciare la pantofola papale in occasione della beatificazione di Escrivà e certamente la cosa non fu casuale.
    La realtà è che senza almeno un pezzo consistente della gerarchia non solo non si vince ma nemmeno si governa, a destra ma soprattutto a sinistra. Questa è la semplice verità. Purtroppo.

  13. lucio

    io politicamente mi considero un idealista e pure un po’ sprovveduto, e infatti ho aderito ai mille…
    però sono convinto di una cosa:
    che i personaggi come la binetti o mastella siano più i voti che fanno perdere che quelli che portano.
    spero che veltroni non perda tanto tempo a fare sintesi e mediazioni ma vada avanti dritto per la sua strada

  14. Piergiorgio

    @gianni Ma io sono d’accordo, caro gianni. Penso che qualla di Ivan fosse più che altro una (sana) provocazione, per sottolineare di fronte a tutti, dirigenza del pd e suoi sostenitori, un problema, per metterli di fronte alla ineludibilità del problema (che è poi quello che volevo dire io). Chiaro poi che la Binetti non la caccia nessuno, ed ancor più chiaro che il problema non si risolve a colpi di statuto (che manco c’è per ora, come ha risposto compiaciuta lei), bensì è un problema squisitamente politco e politico-culturale-ideale ancor più, come ha illustrato nel suo post Fabio. Su questo sono perfettamente d’accordo. Dove siamo in dissenso è che non credo più nella possibilità della “sintesi” con chiunque. Insomma, scusatemi se in questo post per una volta sarò poco sofisticato, sempliciotto e volutamente tranchant, ma siamo già oltre i tempi supplementari e i rigori: siamo per superare gli steccati ideologici e di schieramento del novecento, bene, MA una qualche idea ce l’avremo o no? siamo democratici, siamo inclusivi, siamo per la fusion in cucina come in politica, bene, bene, MA ci sarà pure un limite anche alla sintetizzabilità delle culture, o no? Tutto può andar d’accordo con tutto? La sintesi è sempre possibile “a prescindere”? Non prendiamoci in giro: questa storiella della sintesi sta diventando,di fatto nonchè agli occhi dell’opinione pubblica, non un metodo di risoluzione delle questioni sul tappeto, ma una semplice scusa per insabbiarle, rimandarle, eluderle. Per cacciarle SOTTO il tappeto. “Sintesi” nel pd è già sinonimo di “ambiguità”. Inoltre non ci si può nascondere che quando si invoca una “sintesi” che si sa impossibile, in realtà a vincere è la conservazione: dunque una posizione fintamente equilibrata, in realtà a favore dello status quo.
    Ditemi voi per es. in questo caso quale può essere la sintesi? Attendo sforzi di fantasia. Da una parte c’è chi vuoole una tutela penale specifica per atti di discriminazione o di violenza motivati da CAUSE altrettanto SPECIFICHE; dall’altra non si vuole proprio nulla del genere. C’abbiamo provato a riscrivere la norma, a cambiare il testo, a espungere i riferimenti che pareva dessero fastidio, dio solo sa perchè, (e già questo era sbagliato, sbagliato nel merito e nella tattica: difatti non è bastato perchè non era quello il reale problema politico)Ma non è servito a nulla. Non gli è andato bene nemmeno il riferimento al Trattato di Amsterdam che è un fondamentale trattato europeo COMUNQUE GIA sottoscritto e ratificato dall’Italia!! Quella definizione di discriminazioni rilevanti è già diritto vigente per l’italia. E, fra l’altro, l’italia sarebbe già tenuta ad adottare misure per implementare la lotta contro quelle, proprio qauelle, discirminazioni. Certo non siamo obbligati a farlo con norme penali. Ma le discriminazioni rilevanti sono quelle. Allora? Cosa sintetizziamo: abbassiamo le pene? facciamo una multa? facciamo finta di punire ma la scriviamo in modo che alla fine non si rischi nulla? No, no, no. Non basterebbe nemmeno nulla di tutto questo ridicolo e ingiusto armamentario: perchè le gerarchie ecclesiatiche non vogliono letteralemtne nessuna forma di tutela specifica, foss’anche solo simbolica, contro le discriminazioni per i gay. Non gli va giù il principio, proprio. Ecco perchè dicevo basta coi compromessi. I compromessi vanno sempre ricercati quando sono utili e possibili. Quando non sono possibili sono perniciosi perchè l’appetito vien mangiando.

  15. Piergiorgio

    @Filippo Zuliani Ma sono d’accordo pure con te. Guarda, sul blog di Scalfarotto ho mandato un post qualche giorno fa in cui dicevo che ero ammirato di quello che cercava di fare nel pd, e lo ringraziavo pure. Io ho votato, dubbioso, alle primarie. Oggi sono molto più dubbioso e non credo proprio che voterò il pd, salvo sempre vedere i fatti da qui alle elezioni, perchè io sono fermo nei valori e negli ideali, ma pragmatico non settario: giudico dai fatti. In ogni modo il fatto che io non lo voti così com’è, non siginifica che non mi auguri un cambiamento di strategia e di cultura politica all’interno del pd e non sia contento che qualcuno si sforzi di promuoverlo. Credo che ci voglia un’azione duplice: interna ed esterna. I voti che il pd perderà sul fronte laico, riformista, moderno, progressista, serviranno anche a rafforzare le posizioni interne di chi rema in quella direzione: i partiti i flussi elettorali li analizzano. Quindi il rimboccarsi le maniche mi sta benissimo. Solo bisogna vedere come. Ora il compromesso a tutti i costi secondo me non paga più. La Binetti mette quasi in crisi il Governo, rifiutando ogni compromesso e poi dice sul pd: hic manibimus optime. Benissimo anche i Mille prendano esempio. Siate rigidissimi e poi dite: qua è casa nostra. Poi vediamo che succede.

  16. Giuseppe

    Non solo un partito serio non dovrebber aver bisogno della Senatrice Miss Cilicio Paola Binetti.
    Il SENATO DI UN PASESE SERIO ne dovrebbe fare volentieri a meno.

    Che invochi lo spirito santo tra una fumata nera e una bianca, vale dire in una altro STATO!

  17. Giuseppe

    un’altra cosa: avete letto le dichiarazioni di ZANDA sul sito del PD (=http://partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=104058=

    Cosa ne pensate?

    Come si fa a non entrare nel merito di affermazioni aberranti fermandosi solo alla procedure parlamentari??

    Dovremmo scrivere tutti una lettera di protesta!

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