Indiscrezioni..

Si è soliti dire che il Presidente del Consiglio deve rappresentare il popolo italiano, ma anche noi, popolo italiano, abbiamo il dovere di rappresentare il nostro Primo Ministro, Romano Prodi.
Nella giornata di domani, oberato da improrogabili pendenze, il nostro Romano non avrà modo di ricevere la visita di Tenzin Gyatso, 14simo Dalai Lama. Mai, il Presidente del Consiglio avrebbe in cuor suo voluto rinunciare, ed anzi seppur immoderatamente smanioso – dichiarò alla stampa – dovette genuflettersi dinanzi alla sua fagocitante agenda (malelingue hanno insinuato: come giustificazione non è un po’ pechino?).
Potevano i suoi cittadini essere così sprovvisti di senso civico da non accorrere in suo aiuto?!? Ebbene, la risposta è: “No!”. I soliti bene informati sostengono che qualche sorpresa potrebbe verificarsi. Che siano truppe di volenterosi o.. i nostri prodi?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

7 Commenti

  1. gianni

    Pacatamente, serenamente, faccio notare che il Dalai Lama non e’ il leader democraticamente eletto ed esautorato di un paese nel quale i diritti civili e politici non sono garantiti. E’ invece un leader religioso, al quale ingiustamente non e’ permesso esercitare la propria autorita’ spirituale e temporale nel paese di origine. Immagino che possa essere una informazione utile per chi e’ giustamente preoccupato della dimensione laica della politica e del PD.

  2. Altrettanto pacatamente, in molti, non solo chi gli ha conferito un Nobel per la pace, vedono nel Dalai Lama un simbolo (oggi non quando è stato esautorato ed esiliato, nel 1956) dei diritti umani, della nonviolenza, di una politica per la quale l’aggettivo “etica” ancora ha un significato.
    Chissà se sarà per questo motivo che in un sondaggio del Corsera il 90% (su 13700) si è pronunciato per un incontro tra Prodi e il Dalai Lama?
    http://www.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&idSondaggio=1628

    A corredo una dichiarazione fresca, fresca.
    TIBET. BETTINI: AL FIANCO DI LOTTA POPOLARE E NON VIOLENTA
    (DIRE) Roma, 14 dic. – “Apprezzamento verso la lotta che il popolo tibetano fa per la sua autonomia, nel rispetto dell’autorita’ cinese e senza chiedere l’indipendenza. Una lotta peraltro non violenta e ispirata a principi di tolleranza”. E’ quanto ha espresso al Dalai Lama il coordinatore del Pd Goffredo Bettini:
    “Ho chiesto di vederlo in qualita’ di presidente della Festa del Cinema- precisa l’ex senatore- ma anche avendo nel cuore e nell’animo tutti i miei sentimenti di amicizia che, anche come rappresentante della politica italiana e coordinatore del Pd, ho nei confronti di un grande capo religioso che influenza cosi’ positivamente il mondo nella sua battaglia per la pace”.

  3. Giovanni Fontana

    Oltre che non democraticamente eletto, anche con posizioni – diciamo – ondivaghe su omosessualità, aborto, etc.

    Detto questo, il principio della riduzione del danno (oltre che dell’autodeterminazione) rendono il Dalai Lama, ultimamente molto trendy – ma se un leader religioso è trendy significa che non è fondamentalista, no? – un buon argomento.

    Infine, è scandaloso il comportamento di Prodi, e del governo. Non si rinuncia a visite e strette di mano con molto più discutibili figure, e invece si teme il Dalai Lama per le ritorsioni cinesi?

  4. E’ inaccettabile. Propongo una raccolta di firme affinche’ Bettini venga espulso dal PD. O si e’ laici o non lo si e’. Non ci sono compromessi in questo campo.

  5. Kerub

    sono talmente indignato che non so se siano peggio le posizioni ondivaghe del Dalai Lama su omessualità e aboorto oppure l’accordo con i tassisti fatto da Veltroni (e Bettini).

  6. Giovanni Fontana

    Gianni, quando dici che o si è laici o non lo si è dici anche che non si dovrebbe parlare con Martin Luther King?

  7. Si mormora, sul Dalai Lama, che sia pure interista, che di nascosto, nei bagni pubblici, faccia rutti alla tibetana, che non sia proprio un maniaco della pulizia dei piedi, questo solo per iniziare .. :-)

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