A proposito della vicenda del registro delle unioni civili di Roma, questa l’intervista dell’Unità di venerdì 14 Dicembre a Cristiana Alicata, esponente dei Mille e delegata all’assemblea costituente regionale del Lazio.
«Sulle Unioni civili io voterei due sì»
Cristiana Alicata (Pd e Glbt): i diritti civili non devono diventare terreno di scontro tutto politico fra sinistra e moderati.
«Io sostengo la delibera ma lordine del giorno è comunque un passo avanti.»
di Mariagrazia Gerina
L’ULTIMA CONSULTAZIONE tra Veltroni e la Sinistra ha dato, come era prevedibile, esito negativo. Si va al muro contro muro lunedì in Aula Giulio Cesare: il Pd contro la delibera per l’istituzione del Registro delle Unioni civili, Sinistra e Rnp contro l’ordine del giorno del Pd che rimanda la questione al parlamento e preannuncia l’intenzione di istituire un Registro delle solidarietà. «Io? Voterei a favore delle delibere ma anche dellordine del giorno», suggerisce provocatoriamente Cristiana Alicata, 31 anni, ingegnere, esponente del mondo Glbt ma anche appena eletta nelle fila del Pd romano alle primarie del 14 ottobre.
Una vera fan di Veltroni, da sempre. A sedici anni gli scrisse una lettera sul male di vivere degli adolescenti e lui la pubblicò sullUnità. Quindici anni dopo, anche sul tema delle Unioni civili Cristiana ha preso carta e penna per rivolgersi direttamente al sindaco: «So che Roma ha già strumenti anagrafici pari a quelli che altre città chiamano Registro, però…». E al termine di questa vicenda scuote la testa, prendendesela tanto il Pd quanto la Sinistra: «È un giochino tutto politico: la Sinistra gioca a mettere in difficoltà Veltroni e il Pd regala il voto gay pur di intercettare il voto moderato».
Lunedì la Sinistra ha convocato in piazza i sostenitori della delibera che il Pd si prepara a bocciare in aula, lei dove sarà?
«Sarò a Torino per lavoro, anche se idealmente in piazza, nonostante il dispiacere per come tutta questa vicenda è stata condotta tanto dal Pd quanto dalla Sinistra. Se veramente la Sinistra considerasse centrali i diritti civili allora dovrebbe fare le barricate, non votare il bilancio, per esempio, invece è un giochino, la Sinistra vuole solo inchiodare Veltroni. Ma il Pd che fa? Doveva avere il coraggio al limite di presentare in aula una sua delibera. L’ho detto anche durante l’assemblea romana. Mi sono alzata a dire che non avrei presentato un ordine del giorno a sostegno del Registro delle Unioni civili per evitare una spaccatura che ritenevo pericolosa e che poi purtroppo cè stata lo stesso… allora speravo ancora in una mediazione e ho chiesto al mio partito, al nostro coordinatore Riccardo Milana di prendere posizione: non ho avuto nemmeno un ringraziamento per lo sforzo che stavo facendo di cercare il dialogo fino all’ultimo».
Tu pensi che poteva ancora esserci un margine per una posizione condivisa?
«Ci poteva essere se tutti non avessero subito affrontato questa come una battaglia politica ma una questione di diritti delle persone».
Ma il Comune riconosce già pari diritti a sposati e coppie di fatto per quanto riguarda laccesso ai servizi. Cosa cambierebbe con il Registro?
«La comunità Glbt sta soffrendo violenze, insulti, imbarazzi da parte di chi dovrebbe difenderli, le persone omosessuali hanno bisogno di riconoscimento, siamo cittadini come gli altri, paghiamo le tasse come gli altri. Il registro non aggiungerebbe nulla in termini concreti però rappresenterebbe un riconoscimento. La visibilità è una grande questione. Può salvare anche tanti adolescenti dalla vergogna di chi si sente diverso».
E invece rischia di essere bocciato anche lordine del giorno del Pd…
«Un errore: io voterei a favore dellodg, dopo aver votato a favore delle delibere. So che è un palliativo ma lo prenderei molto sul serio e visto che sembra che anche lUdeur sia deciso ad appoggiarlo, con quell’ordine del giorno andrei il giorno dopo da Mastella a chiedergli che intenzioni ha sul disegno di legge bloccato in parlamento. E però non è possibile che quando si tratta dei nostri diritti si scelga sempre di bocciare e rimandare. Come per l’omofobia. Perché noi dobbiamo sempre essere rimandati ad altra data?»
Lei ha scritto anche a Veltroni, le ha risposto?
«Mi ha chiamato Walter Verini, dicendomi che Veltroni era rimasto molto colpito dalla mia lettera. Ora a Walter chiederemo ancora un incontro per capire se, con tutto quello che sta succendendo anche in senato, cè ancora posto per noi. A febbraio ci sarà una grande assemblea del mondo Glbt e potremmo scegliere tutti insieme la via dell’astensione. Per ora resto nel Pd, perché se me ne andassi farei solo un piacere a chi vuole che di questi temi nel nuovo partito non si discuta».
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





In Italia i cattolici integralisti sono, numericamente, una minoranza. Però sono una minoranza grossa, organizzatissima e ricchissima di mezzi e di agganci. Il nostro sistema politico attuale è fatto in modo tale per cui chi governa, quando vuole fare riforme, non può vincere uno scontro frontale neanche con una minoranza piccola e isolata come i tassisti, figurarsi con la Chiesa. Per cui, secondo me, bisogna seguire due strade:
1. nel medio periodo, muoversi verso un sistema veramente maggioritario che consenta le riforme (anche se questo vuol dire che, se vince la destra, farà le sue, di riforme).
2. nel breve periodo, cercare di ottenere più diritti possibili per tutti, ma senza cadere nelle provocazioni dei vari Bagnasco e Co. che vogliono uno scontro frontale il cui effetto, al 99%, è quello di bloccare qualunque cambiamento.