Web e territorio

you.jpgiMille sono nati da un incontro fisico di persone che si erano conosciute in rete. Il movimento si è poi sviluppato esistendo sopratutto in rete, se non altro perché siamo sparsi sul territorio italiano e all’estero, e gli incontri fisici plenari sono ostici da organizzare. Alla base di un movimento politico come iMille, c’è il nuovo rapporto tra rete e territorio, e il problema dell’intrinseca debolezza di radicamento per un movimento delocalizzato come il nostro. Un problema nuovo, originato proprio dalla novità del fenomeno iMille, che lascia spiazziati alcuni e interdetti altri.

Io credo sinceramente che questo sia un falso problema. iMille sono un movimento aperto che ha adottato il principio “chi fa le cose”. Significa che dovunque siamo, all’interno del Partito Democratico, sul territorio o in rete, noi tutti cerchiamo di portare il nostro contributo nel fare le cose. Il fine ultimo è far circolare le nostre idee, retroagire ed arricchirci con le idee che circolano nel Partito, reale e virtuale, e coinvolgere nel progetto del Partito Democratico tutti quelli che ritengono che il PD debba essere un partito moderno, democratico, laico e di sinistra. Sembra banale, ma non è così.

Siamo già, pur senza formalizzazione, un forum in rete o se preferite un circolo virtuale del PD. Un modello per quei forum che Goffredo Bettini vorrebbe adottare per poter andare oltre. Siamo già oggi un circolo virtuale che si interseca e si intersecherà sistematicamente con i circoli territoriali attivi dove ciascuno di noi vive. Siamo iMille, e scusate se è poco.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

12 Commenti

  1. Paolo cambieri

    Di intrinseco qui vedo solo passione, competenza e capacità di apertura ad altri soggetti. Qui a Milano il radicamento è forte (anche grazie al vs./ns. sostegno)perchè ci si è lanciati alla garibaldina, presenziando e partecipando ma sopratutto mischiandoci democraticamente con rispetto reciproco.
    Anche il web ha le sue regole di radicamento, e mi pare che siamo sulla strada giusta. Organizziamoci perchè sia sempre più larga, affollata ed infinita.
    (Vedrei bene, a questo punto, anche la formalizzazione come sezione Pd sul web).

  2. Sono d’accordo all’ipotesi di sezione (circolo?) PD sul web.
    L’importante é però l’impegno e la presenza anche nei circoli sul territorio. 100 (o 1000) persone nel web sono importanti per fare sentire i propri pareri, ma le stesse persone, inserire attivamente in altrettanti circoli, possono davvero “contaminare” il Partito Democratico con i valori a noi cari.
    Kkarl

  3. Anche io sono un proponente del circolo web. Se potessimo raccogliere adesioni ufficiali (vediamo se ci saranno le tessere), potremmo contarci sul serio.

    Kkarl, 100 persone in cento circoli possono sicuramente fare una meritoria opera di contaminazione, però è anche facile che vengano messe sempre in minoranza dai “poteri forti” locali. Io mi auguro che una sezione web possa avere una voce ufficiale, e quella sarebbe forte e chiara… ;)

    Daniele

  4. @ Daniele: la mia indicazione di “esserci” nei 100 circoli non voleva escludere la possibilità di creare anche una sezione web.
    Tra l’altro credo che lo spirito della partecipazione che stanno cercando di trasmettere Veltroni e Bettini sia propio quello di non frenare o burocratizzare presenze “multiple”.
    Non credo che la mia appartenenza alla sezione web de iMille possa impedirmi di partecipare alle riunioni del mio circolo territoriale.

    Certo: se dovesse riproporsi il tema di un congresso, o di votazioni, non pretendo di votare due volte.
    Di sicuro però, voglio che mi venga garantita la possibilità di fare sentire le mie idee in tutti i contesti che il PD prevederà.

  5. gianni

    Allora: i mille nascono in giugno per presentare una lista alle primarie di ottobre (vedi link nel corpo della lettera), si sono poi occupati della presenza di loro aderenti in liste altrui e si accingono ora a definire un programma politico ed una organizzazione (territoriale o virtuale) per promuoverlo. Qualcuno avrebbe una definizione migliore di “corrente”? Dobbiamo concludere che iMille sono una corrente organizzata all’ interno del PD, come furono i dorotei nella DC o gli occhettiani nel PCI? Non sto dando un giudizio di valore, nonostante l’ accostamento irriverente: vorrei solo dare un nome alle cose, che e’ il mio modo per cominciare a capirle.

  6. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Sì Gianni, io ho una definizione migliore di “corrente”: è quella cosa che prendi se infili due dita nella presa a muro. Scioccante, pergiunta.

    @KKarl
    mi fa piacere che concordi sull’idea del circolo (forum) del PD sul web. :-)

  7. @Giulio:
    il termine “corrente” con la Prima Repubblica ha assunto un significato negativo. Ha significato, soprattutto, un gruppo di persone che si riconoscevano in un uomo politico (generalmente “potente” nel suo territorio grazie al sistema dello “scambio di voti”) e attraverso tutto ciò riuscivano ad ottenere incarichi e poltrone.
    Noi invece siamo un gruppo di persone (senza “capi”… e forse questo è il limite che io spesso lamento) che si riconoscono in un insieme di valori che vogliono fare affermare in Italia, e per fare questo hanno creduto che il sistema migliore fosse quello di entrare nel PD. Di farlo “da dentro”.
    E’ chiaro che dentro all’attuale PD troviamo gente che la pensa come noi ed altra gente che ha idee più distanti da noi.
    iMille stanno cercando di aggregare attorno a loro (o comunque di cercare) tutte le persone che la pensano come loro, per avere più probabilità di riuscita. Ci stiamo aggregando attorno a dei valori, a delle idee.
    Se questo per te significa corrente, non ho problemi a dire che siamo una corrente. Ci aggiungerei: “di pensiero”.

  8. Gianni: come ha detto kkarl, quello che caratterizzava (in negativo) le correnti era la gestione del potere, la ricerca di poltrone per i propri aderenti. iMille invece promuovono delle idee e degli atteggiamenti, e mi pare che si spendano ben volentieri per persone che non appartengono al movimento, ma che hanno idee simili: per questo non parlerei di corrente. Tra l’altro, come corrente faremmo ridere i polli.

    kkarl: benissimo la partecipazione al dibattito nelle sedi territoriali; se però ci saranno le tessere o comunque le votazioni degli iscritti, credo che ognuno dovrà scegliere un solo circolo. Allora (se possibile) io credo che dovremmo farlo nel circolo web, in modo da concentrare i voti e avere la possibilità di farli pesare.

  9. “Come” e “dove” partecipare. E’ un tema importante perché a seconda delle scelte si può incidere DI più o DI meno.
    Molto dipenderà dalla “forma partito” che il PD si darà.
    Secondo me ‒ se dobbiamo proprio essere ambizioni ‒ dobbiamo operare in due direzioni: verso l’esterno, per fare capire (credere) agli indecisi che dentro al PD si può fare una politica nuova, che si può portare il partito verso posizioni meno centriste-conservatrici. Questo si ottiene con tutti i mezzi: il web, ma anche sul territorio, nei circoli.
    L’altra direzione è dentro il partito, nei momenti in cui verrà chiesto formalmente il parere o verranno scelti dei rappresentanti. In questo caso è chiaro che un gruppo ben organizzato, con visibilità e magari anche numeroso, ha più possibilità di contare rispetto ai singoli sparpagliati in 1000 circoli.
    Però non sottovaluto la capacità che può avere ognuno di noi all’interno del suo circolo territoriale. In un dibattito, potere portare la nostra voce, con la potenza delle idee, potrebbe orientare diversamente la linea ed il voto di quel circolo.
    Occorrerà vedere se ‒ a livello di statuto ‒ mi sarà consentito frequentare e magari partecipare a dibattiti (senza voto) nel mio circolo di quartiere, sebbene io sia iscritto formalmente a quello web.

  10. kkarl: giustissimo. Per quel che possiamo, dobbiamo spingere in quella direzione.

  11. Al di là delle battutone di Filippo, sì, iMille sono una corrente che appoggia Veltroni.

    Caro Sergio, il problema non è mai “fare le cose” secondo me, ma “che cosa fare”. perché alla fine di gente volenterosa se ne trova, in particolare tra i giovani.

    Adesso nel PD siete alla faida tra chi vuole il congresso per organizzare le correnti e le tessere e chi non lo vuole. Vinca chi vinca, dopo comincerete a fare politica. E lì vedremo che politica farete, ma come PD, in ogni organo elettivo (dal Comune al Parlamento).

    Per dire: che faranno gli eletti del PD al Comune di Roma sulla proposta del Registro delle Unioni civili? Rimaniamo in attesa di una risposta a giorni.

  12. gianni

    A me francamente fa molto piu’ ridere la battuta di Anellidifumo che quella di Filippo: i iMille sono una corrente all’ interno del PD che sostiene Veltroni, il quale non vuole correnti all’ interno del PD (http://news.kataweb.it/item/344791/veltroni-scrive-a-rutelli-e-fassino-niente-correnti-nel-nuovo-partito). In effetti e’ spassosissimo.
    Invece mi preoccupa un po’ l’ integralsimo di chi pensa che le correnti siano una cosa disdicevole finche’ le fanno gli altri, ma diventano nobili non appena le facciamo noi. Io non credo che iMille abbiano una storia ed un patrimonio ideale che non possa utilmente fondersi nel PD, cosi’ come hanno fatto altre organizzazioni (i DS e i DL) che sono gli eredi di storie e idee forse piu’ consistenti. Di conseguenza, il fatto che iMille scelgano invece di strutturarsi ed organizzarsi (in forme che non hanno propria nulla a che fare con i circoli tematici di Bettini) significa solo una cosa: il tentativo di strutturare ed organizzare una forma di potere. Potere da due soldi, sia ben chiaro, ma come sappiamo nessuno nasce imparato.

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