Politica 2.0

20.gifdi Giacomo Dorigo

Mi è stato offerta con molta gentilezza la possibilità di descrivere pubblicamente qui sul sito de iMille un progetto che ho curato indipendentemente nelle ultime settimane e che ho chiamato Mappa Democratica.

Se mi è concesso però vorrei ridurre la presentazione al minimo e piuttosto mettere in evidenza alcuni problemi ed alcuni suggerimenti frutto di questa breve esperienza.


Per quanto riguarda Mappa Democratica vi posso dire che si tratta di un aggregatore di blogs, il quale carica i vari articoli su un database patendo dai flussi di feeds. I blogs aggregati sono quelli dei delegati alle costituenti democratiche sia a livello nazionale che regionale al fine di dare una visione globale del dibattito in corso a mezzo blogs. La tecnologia usata è wordpress con l’aggiunta del plug-in feedwordpress. Di ogni post viene presentato solo un estratto e tutti i riferimenti puntano al blog originario in modo che il lettore sia quanto più stimolato a visitarlo. Inoltre è presente un indicatore delle blog reactions offerto da Technorati. Ulteriori informazioni sulla storia e sui dettagli del progetto le potete trovare qui.

Terminata la presentazione ecco le osservazioni.

Problema 1: mancano i blogs e quei pochi che ci sono non sempre centrano il bersaglio.
a) I delegati che hanno un blogs sono pochi, anche se non ho ancora terminato la mappatura (manca ancora la gran parte delle regioni del sud) e non posso dare dati definitivi, credo che i delegati che tengono un blog siano attorno al 3.5% (qui i dati parziali). Questo è un dato interessante e, per me, disatteso. Pensavo infatti che essendo i mezzi di stampa (pre)occupati dalle figure più pesanti dei partiti (che sono anche quelle che in genere hanno un, totalmente inutile, sito internet vetrina), i “piccoli” avessero tutto l’interesse ad utilizzare un mezzo semplice e sostanzialmente a costo zero come il blog. Evidentemente non è così ed ho anche alcune idee sul perché ma non starò qui ad annoiarvi.
b) Alcuni delegati pur avendo un blog non sembrano avere compreso a pieno come usarlo, o per lo meno tendono a riportare in esso schemi di organizzazione esterna forse fuori luogo, per esempio anziché scrivere gli articoli di proprio pugno, demandano l’organizzazione e gestione del blog al proprio staff oppure usano il blog come un mero strumento di riproduzione di articoli di giornale.
c) Infine da notare la presenza di molti blogs elettorali che durano l’arco, diciamo così, di una primavera.

Problema 2: anche tra i pochi bloggers presenti mancano vere connessioni e un vero dibattito
a) se osservate il numero di blog reactions per ogni post vedrete che in media sono circa 3. Bene quelle “reazioni” sono tutte generate da Mappa Democratica stessa che cita i collegamenti alle fonti originali!
Questo significa che i delegati/bloggers non si citano a vicenda negli articoli che scrivono. Certo i commenti sono uno dei modi per rispondere ad un articolo apparso su un blog, ma lo sviluppo di un dibattito maturo tra bloggers non può che avvenire con i riferimenti incrociati interni ai posts: “Oggi X ha scritto sul suo blog [link] questo [citazione]. Io non sono d’accordo per questa ragione, ecc.”; e questo per ora manca.

Ora, se si vuole mettere in piedi una rete, qualsiasi rete, servono nodi e collegamenti. E’ chiaro che la rete democratica, nel web, è praticamente inesistente: inutile poi lamentarsi se in rete prendono piede istanze antipolitiche (ammesso che lo siano davvero). Se il Partito Democratico ambisce davvero ad essere un partito nuovo deve organizzare seriamente e sistematicamente la propria presenza in rete.

Il mio suggerimento quindi a chi si occupa di organizzare il PD è il seguente. Compiere sistematicamente il lavoro di mappatura, in modo più rigoroso e più esteso di quanto abbia fatto io. Questo comporta ovviamente che il lavoro sia fatto da un gruppo piuttosto che un singolo e che le persone che ci lavorino possano dedicarvi un discreto quantitativo di tempo. La mappatura poi dovrebbe confluire in un aggregatore ben organizzato e tecnicamente evoluto che possa essere lo hub del Partito Democratico online nel quale si potrebbero (ri)comprendere tutte le varie categorie di risorse che vengono generate nella demosfera:

Ma la struttura non basta, serve anche che venga praticata, qui la cosa diviene più difficile, perché non si tratta solo di scrivere un po’ di codice o riadattare una risorsa web, si tratta di sviluppare nuove abitudini e prassi, nuove modalità di interazione, si tratta di sviluppare quella che potremmo chiamare con un nome un po’ ad effetto, politica2.0.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

22 Commenti

  1. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    leggo il lungo intervento di Giacomo. Mi rende perplesso, soprattutto la frase finale, l’incitamento a “sviluppare una nuova abitudine” di interazione di rete.

    Hai detto niente. Di aggregatori democratici in rete, di modalita’ di interazione come quella da te proposta, in mia esperienza ne ho visti molti. Il problema evidenziato da tutti, nessuno escluso, e’ l’assoluta immobilita’ della maggior parte dei lettori. In pratica, anche qualora viene fornito un aggregatore, i lettori del singolo blog restano ancorati al blog d’origine piuttosto che utilizzare o spostarsi sull’aggregatore (pur con l’aggregatore che contiene tutte le risorse del blog di partenza e oltre). Lo stesso dicasi per gli autori, che utilizzano l’aggregatore come “contenitore” o come circolo privato interno. Perche’? Non so, io ho un’idea: il blog e’ come casa tua, l’aggregatore e’ come l’albergo – lussuoso, pulito, interessante quanto vuoi, ma non e’ come stare a casa propria. Da qui l’immobilismo familistico.

    Proprio questo mi fa seriamente riflettere sulla bonta’ di qualsiasi tentativo di “mettere in rete” i blog. Se l’idea e’ creare una “mappa democratica” dei singoli allora va bene. Ma se l’idea e’ far scaturire da quella mappa l’interazione tra gli utenti e/o gli autori, a parer mio l’idea e’ fallace. E i fallimenti di tutti gli aggregatori fin qui proposti e dei lori tentativi di “fare rete” lo dimostrano.

  2. Sono d’accordo con Filippo circa la diffidenza dei blogger di “spostarsi” da casa loro. E’ come se tutti avessero la presunzione che il proprio blog sia il migliore ed il più adatto per ospitare dibattiti e analisi.
    Un aggregatore, se ben fatto, potrebbe però assolvere ad una funzione già importante: rappresentare il focus group che i “manovratori” del PD possono interrogare per percepire l’umore della base o addirittura per raccogliere idee e proposte su particolari temi.
    Per fare questo però l’aggregatore deve fare un salto in avanti rispetto a quelli già presenti. Dovrebbe essere in grado di presentare i diversi post in maniera più organica, separandoli per argomenti, trovando anche un sistema per rendere immediatamente visibile il parere.
    Se, come tutti ci auguriamo, i blog democratici dovessero crescere in maniera esponenziale, un aggregatore che riporti in decine di pagine i diversi post del giorno non sarebbe di alcun aiuto.

    Tornando poi al tema iniziale, la vera novità sarebbe riuscire a creare un aggregatore (chiaramente con una redazione) che, esaminando i temi “caldi” proposti dai vari blog, riuscisse ad individuare il “tema del giorno” ed a sintetizzarlo in un post … chiamiamolo “istituzionale”. Il problema rimarrebbe quello di convincere poi tutti a dibattere lì gli stessi argomenti che ‒ in quel momento ‒ si stanno approfondendo in altre centinaia di blog.

    Insomma, mi sa che più che “Politica 2.0″ occorre cominciare a studiare già la versione 3.0
    In ogni caso la “mappa democratica” è un ottimo punto di partenza. Occorre andare avanti con il censimento, ma soprattutto occorre che qualcuno, lassù nel PD, si dedichi finalmente alla rete.

  3. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    kkarl, la tua idea 3.0 e’ assai simile alla 2.0, una 2.1 direi :-)
    In pratica, all’idea 2.0, tu vorresti aggiungere un “esperto” che sintetizzi i pensieri sui temi caldi proposti dai vari blog, rediga un articolo-sintesi… e poi? e poi dai blog ci si dovrebbe spostare sull’articolo-sintesi per discuterne. Ecco, siamo sempre li’: dai blog personali le persone non si spostano.

    Infine: il PD si dedichi alla rete, bisogna intedersi sul significato. Per me dedicarsi alla rete vuol dire favorire investimenti e diffusione delle TLC (Wi-max? ADSL? fine monopolio sull’ultimo miglio di Telecom?) sia tecnici che culturali. In Italia la rete ha un’impatto molto inferiore che nel resto d’europa, sia numerico che culturale. Dall’esterno la rete e’ seguita poco e spesso con diffidenza quando non totale incapacita’ di comprensione delle dinamiche web. E’ su questi due campi che il PD deve intervenire.

  4. giacomo dorigo

    hai ragione ho parlato di nuove abitudini in modo generico e magari mi sono anche lasciato prendere dalla retorica, ma in realtà mi riferivo soprattutto a quella di rispondersi via blog, di dibattere a distanza, senza necessariamente lasciare casa propria, e qui non c’entra tanto l’aggregatore… l’agregatore, con il tag di technorati, rende solo evidente che manca un dibattito in rete, che i delegati bloggatori non si citano a vicenda, probabilmente perché neanche sanno dell’esistenza di technorati che registra tutti quelli che linkano un tuo post…

    Per quanto riguarda i singoli lettori personalmente non ho mai pensato che dovessero andarsi a leggere il materiale nell’aggregatore, tant’è che l’aggregatore pubblica estratti non articoli interi e anche per commentare si deve andare sul blog personale, i nodi della rete sono i blogs personali (ed eventualmente in futuro anche blogs di gruppo, siti statici forums), l’aggregatore può fare da indice dei nodi ma non si deve sostituire ad essi (prima ancora per una ragione morale che non tecnica).

    Forse mi sono spiegato male ma nemmeno io credo che da solo un aggregatore possa generare interazione se questa non c’è, tant’è che non è stato progettato per quello! Infatti il problema da cui sono partito non era “come faccio a farli interagire?” ma “come faccio a leggerli in un’unica interfaccia?”

    Problema mio personale che avrei potuto risolvere aggregandoli nel mio reader di google. Ma poi pensando che la fatica di cercarli dovevo cmq farla allora ho pensato di rendere la cosa pubblica e qui è nata mappa democratica…

    Ora mano mano che realizzavo questo progetto mi sono reso conto che si poteva fare meglio, molto meglio di come lo stavo portando avanti io. Che si poteva appunto creare una mappa di tutte le risorse democratiche online e che questa mappa poteva in qualche modo riflettere una certa idea di struttura cui ho solo accennato nel post e che qui ora sarebbe troppo lungo descrivere in dettaglio.

  5. Raoul

    Scusami, kkarl detto con la massima simpatia e ben sapendo che ti dai da fare per iMille: ma perche’ non cominci tu a dare l’esempio, perche’ non dimezzi l’attivita’ sul tuo blog che tra la’ltro e’ molto bello e non trasferisci le tue skills sul blog de iMille?? Lo stesso dicasi per molti altri de iMille, che hanno blog raffinati e molto belli che pero’ come dice Filippo si leggono la nonna e tre amichetti (sempre gli stessi), ma a differenza di te contribuiscono molto poco all’attivita’ de iMille. Non c’e’ bisogno di generare 300 blog e poi “aggregarli”, basta lavorare su uno: iMille, per esempio. Insomma, nell’era della Cina, Poggibonsi che lotta per la supremazia con Casalciufello fa semplicemente ridere.

  6. giacomo dorigo

    @kkarl

    esatto il problema è proprio quello, dopo un certo numero di posts in homepage l’aggregatore perde la funzione di indice, di scorciatoia cognitiva nella selva della reta per dirla così.

    sulle categorie ci si può lavorare, in mappa democratica non le ho mai veramente implementate, per ora vengono caricate dai blogs di base ma si potrebbe invece creare delle categorie ufficiali e i blogs aderenti all’aggregatore potrebbero usarle quando vogliono che i loro posts appaiano in un a certa sezione piuttosto che in un’altra, quando invece non usano le categorie ufficiali i loro posts appariranno in una sezione “miscellanea” (o addirittura non appariranno se loro decidono così).

    In ogni caso sono perfettamente d’accordo che mappa democratica è solo un punto di partenza, soprattutto è un esempio concreto: per esperienza vi dico che i delegati anche quelli con un blog non sempre capiscono cosa sia un aggregatore… finché non lo vedono.

  7. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Giacomo, il problema evidenziato indirettamente nel suggerimento di kkarl e’ l’indicizzazione. Per rendere fruibile il servizio andrebbe creata una divisione in categorie e i post catalogati. Nel mondo reale sia chiamano rubriche sui quotidiani :-)

    Quel qualcuno si dovrebbe leggere i vari post dei blog (a meno che non riesca ad imporre l’uso massiccio delle tag) e indicizzarli, giorno dopo giorno. Un lavoro mostruoso. Un lavoro da redazione di giornale, non certo qualcosa che si puo’ fare nei ritagli di tempo. Siamo sempre la’: tante belle cose, ma i mezzi per realizzarle sono smisurati rispetto alla disponibilita’ e al volontariato con cui ci si approccia alla rete.

  8. giacomo dorigo

    @Raoul

    io sono un po’ un ospite qui e non so bene come siano le vostre dinamiche interne… però vorrei dissentire con quanto lamenti verso i tuoi “colleghi”…
    penso che sia normale che in genere un blog lo leggano poche persone e che questo non sia un male ma un bene!

    I blog mass-media sono (e saranno sempre) pochissimi e in genere attivano dinamiche comunicative “1.0″… prendiamo Grillo per esempio, è impossibile fare una qualsiasi discussione nel suo blog, non solo per i trolls e spammers vari, ma anche e soprattutto per il numero assurdo di commenti.

    Per questo io penso che il modello migliore sia integrare i blog “casalinghi” con un aggregatore che li indicizzi (vedi qui per la teoria http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga)

    @filippo
    non serve né imporre le categorie né leggersi post per post, si offrono le categorie ufficiali, si spiega ai delegati e ai gruppi perché esistono e che vantaggi può portare loro usarle, poi chi vuole le sua chi non vuole non le usa… se il servizio è buono davvero prima o poi prenderà piede.

  9. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    @Giacomo

    ultimo pensiero: qual e’ il fine del tuo aggregatore? Fornire un’indice di quanto avviene in rete? c’e’ gia’ il feedreader. Fornire una discussione “globale” sulla sintesi di alcuni argomenti? allora devi indicare chi fa la sintesi e come pensi di spostare -per una discussione globale- gli utenti dai singoli blog a cui, come s’e’ visto, sono indissolubilmente legati.

  10. raoul

    Filippo ha tutto il mio consenso. Le “federazioni delle pulci” non sono mai andate lontano

    p.s. kkarl, non c’e’ nessuna “dinamica interna” a iMille. L’invito a non disperdere le forze in centinaia di blog e’ stato rivolto pubblicamente da filippo, me e molti altri in queste settimane. con scarso successo al momento perche’ troppi si considerano “ospiti” de iMille e a casa propria solo nel loro blog

  11. Prima di tutto un po’ di storia: l’aggregatore di blog de lanuovastagione funziona (male) con lo stesso criterio di mappademocratica. A sua volta, tale aggregatore derivava da un esperimento di aggregazione di blogger democratici chiamato perlitalia.
    Mappademocratica mi sembra più elegante e ben strutturato, ma la sostanza è simile.
    La cosa quindi si può fare più o meno bene dal punto di vista tecnico. Per organizzare i post non occorre una redazione, qui ha ragione Giacomo, perché basta il tagging e automatizzare delle rubriche a partire da certi tag.
    Kkarl ha inoltre ragione a dire che l’aggregatore può essere un buon posto che i dirigenti del PD potrebbero usare per vedere “che aria tira”.
    E ancora, concordo con Giacomo che esalta l’autonomia dei blog e segnala che molti li usano poco e male – ma si può imparare…
    E con Filippo che dice che l’importante è sviluppare l’uso della rete e lottare contro il digital divide e il “nanismo” della rete italiana.

    E tuttavia, parlando di infrastruttura di rete a supporto del PD, mi sembra che se continuiamo a girare solo attorno ai blog, non offriamo nessun contributo veramente nuovo. Perché i blog vivono e prosperano “a prescindere”, per fortuna: aggregarli in modo intelligente è cosa buona e giusta, ma in fondo secondaria. Quello che servirebbe al PD è offrire strumenti di partecipazione politica in rete davvero da politica 3.0, ossia strumenti per comunicare coi politici in modo strutturato, codecidere, valutare proposte, conoscere in modo trasparente.
    Nell’ambito della parte del Wiki dedicata al partito aperto c’è una proposta abbastanza circostanziata su un possibile sistema per la partecipazione.
    Perché non andate a dargli un’occhiata?

  12. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Corrado, ottima segnalazione. Corro a guardare.

    Pero’ ho un paio di dubbi sulle tue osservazioni:

    1) sei sicuro che l’aggregatore sia utile al PD per vedere “che aria tira”? Io ho i miei fieri dubbi. E’ cosa nota che la rete fornisce una percezione della realta’ tutta distorta. Alle primarie del 2005 Ivan aveva un larghissimo consenso in rete, s’e’ visto com’e’ finita. Il campione della rete e’ assolutamente non rappresentativo, non dimentichiamolo.

    b) Suggerimenti ai politici allora? anche qui sono dubbioso. Per poter fare suggerimenti ai politici ci dovrebbe essere un “imbuto” tra la rete e il politico stesso. Un imbuto capace di incanalare il vociare esteso della rete verso alcuni temi caldi, verso dibattiti costruttivi. Gli e’ che in rete purtroppo le idee migliori sono anche quelle che subiscono gli attacchi piu’ strumentali e devastanti dai millemila puristi che vivono di protagonismo isterico e trovano terreno fertile nei rapporti asimmetrici della rete. Avere una discussione costruttiva in rete e’ teoricamente facile, ma praticamente piu’ arduo che non nel mondo reale. Prodigi della tecnologia.

  13. @Filippo
    Io per primo ho scritto che molti non si muovono dai propri blog per scrivere su un altro. Però io credo che potrebbe dipendere dall’autorevolezza che questa sorta di “blog aggregatore” andrebbe ad acquistare.
    Per PD che si dedica alla rete intendo senza dubbio quello che dici tu, ma intendo, ad esempio, mettere energie, competenze, risorse, nel tipo di “studio” che ha fatto ‒ di propria iniziativa ‒ Giacomo Dorigo.
    Intendo “sponsorizzare” (quando vale la pena) le iniziative che nascono dai blogger ed amplificarle. Mi verrebbe da dire “coordinarle”, anche se sappiamo benissimo che i blogger per definizione non amano essere “guidati”, “coordinati”.
    Intendo organizzare seminari, convegni, corsi, dove chiamare gli esperti e “farsi spiegare” le potenzialità che la rete offre.

    @ Giacomo
    Le capacità attuali degli aggregatori li conosco abbastanza, con i loro pregi e con i loro limiti attuali.
    In funzione del PD il mio sogno di aggregatore è una piattaforma dove ‒ prima di tutto a livello “visivo” ‒ chiunque possa capire con una prima occhiata di cosa si sta dibattendo in rete da parte dei blogger aderenti in un modo o nell’altro al PD. Io “vedo” qualcosa molto simile, come layout, a Kilombo, dove attraverso “argomenti”, tags o altro, sia immediatamente chiaro se la maggior parte sta parlando di Garlasco o della Finanziaria.
    Ripeto, per me i blog hanno soprattutto le seguenti funzioni:
    -permettere la discussione, la partecipazione (e con essa lo stimolo all’approfondimento, ecc.), l’interazione tra più persone possibili;
    - dare modo ai dirigenti del PD di capire l’umore della base.
    Questo ultimo punto è il più complicato, a meno che qualcuno abbia il tempo e la voglia di leggere centinaia di post e commenti. Per questo l’ideale sarebbe un luogo dove poi sintetizzare le diverse opinioni sul “tema caldo”.
    Sono sicuro che uno strumento che verrà introdotto sarà quello dei sondaggi on line, ma spero che non diventi anche per noi lo strumento delle decisioni (lasciamoli a Berlusconi).
    Il valore aggiunto spesso sono i ragionamenti, e non un semplice si o no.
    La tua “mappa democratica” è già un ottimo strumento. E per questo andrebbe continuato il censimento (ma non dovrebbe farlo “il responsabile della rete” del PD? … che dovrà esserci).
    @ Roul
    Ti ringrazio. Il problema non è dimezzare il tempo che dedico al blog. Oltre che sul mio (che è solo un gioco e che uso per scrivere in libertà anche stupidaggini) e su Pennarossa collaboro anche con altri (l’ultimo è Peaceinclick). Non è questo il motivo che mi vede “frenato” nel proporre post su iMille. Credo che ‒ passata questa prima fase di avvio ‒ sia indispensabile per questo blog definire una linea editoriale e una redazione che coordini i contributi. E’ il dibattito che stiamo sviluppando in altra sede e che a breve credo dovrebbe avere una conclusione.
    Sono comunque d’accordo con te che questo potrebbe diventare il blog dove fare convogliare energie e commenti oggi sparsi in altri 300. Ma ripeto: è necessario un maggiore coordinamento nella parte redazionale.
    Una cosa invece che può essere già fatta da subito è alimentare le discussioni qui ‒ nei commenti dei singoli post ‒ invece che attraverso le mail dove spesso vedo proposte e contributi eccellenti, che potrebbero essere portati alla luce senza problema, con l’indubbio beneficio di fare capire anche ai visitatori occasionali l’anima (così positivamente passionale) de iMille.

    @Corrado & altri
    vi ho letto solo dopo avere preparato questo commento … ci torno :-)

  14. @ Roul
    i riferimenti a “dinamiche interne” e al concetto di “ospite” (che hai attribuiti a me) li ha scritti in realtà Giacomo ;-)

    @ Filippo
    é vero: oggi la rete incide poco in percentuale. Però penso valga la pena di “attrezzarci” e rendere più facilmente consultabile l’aria che tira nei vari blog. Saremo pronti quando essi diventeranno un numero più considerevole.

  15. giacomo dorigo

    @ Filippo
    l’obiettivo di mappa democratica era ed è al momento quello di permettere ai cittadini che siano interessati (anche fosse uno solo, io :) di vedere tutti i posts dei blogs dei delegati alle costituenti in un un’unica pagina, questo è lo scopo del “mio” aggregatore, che peraltro ho sempre pensato a termine (dato che prima o poi la fase costituente finirà…). Poi mano a mano che vengono fuori nuove istanze e richieste ho modificato un po’ le cose (ultimo aggiornamento in queste ore…)

    Per quanto riguarda invece lo scopo di un aggregatore ufficiale per il partito democratico quella è tutta un’altra storia… di certo non lo posso decidere io lo scopo :-)

    @ kkarl

    ho scoperto kilombo solo dopo avere già iniziato a mappare delegati ma mi sembra che anche loro abbiano avuto dei problemi ad un certo punto nel rapporto blogger/redazione, ma non ne sono sicuro non ho avuto tempo di approfondire

    @ tutti
    io non conoscevo gli aggregatori italiani, avevo visto solo quello dei libdems britannici (http://www.libdemblogs.co.uk/)
    che a quanto pare da loro funziona e che è quello da cui ho preso l’idea…
    in ogni caso, dato che sembra che qui in Italia diventa tutto più complicato :D credo si dovrebbe partire dalle sperimentazioni che sono già state fatte e cominciare a chiedersi “cosa non ha funzionato”

    cosa non funziona in peritalia?
    cosa non funziona ne lanuovastagione?
    cosa non funziona in Kilombo?
    cosa non funzione in mappa democratica?

  16. @ Giacomo,
    ti confermo i problemi redazionali di Kilombo.
    Sicuramente é più informato di me Francesco Costa che é stato anche nella redazione, ma non so se ha voglia di intervenire.
    Diciamo che ci sono stati pareri discordanti in redazione (con successive polemiche molto aspre) su come considerare alcuni post (e blogger) rispetto a quanto stabilito dalla “carta di Kilombo”.

  17. L’unica cosa che mi lascia un po’perplessa di questa operazione assolutamente meritoria di Giacomo è il fatto che se io un giorno mi sveglio e scrivo un post che so io ad esempio con una ricetta di cucina perchè quel giorno mi gira così… me lo ritrovo (assolutamente fuoriluogo) altrove.

  18. Giacomo Dorigo

    @kkarl infatit questo è il problema delle redazioni, devono operare una selezione!

    Anch’io a modo mio ho fatto una piccola selezione in quanto il mio obiettivo iniziale era di aggregare solo blogs personali… dandomi una regola impersonale credo di avere evitato alcuni problemi, ma non tutti…
    qui
    per un riassunto.

    Sicuramente maggiore è l’elemento discrezionale maggiore diviene il margine di sindacabilità della selezione, ecc. ecc.

    @Marta
    si Marta quello che tu hai sollevato è un problema che già da qualche giorno mi ronza nella testa, ne sono diventato via via più consapevole man mano che mappavo e vedevo che appunto, essendo personali, non sempre i blogs dei “politici” parlano di politica (giustamente) è collegato al problema più ampio delle
    categorie
    , ma forse potrebbe essere risolto prima di quello più generale almeno per certi tipi di utenza (ovvero per chi usa wordpress, blogspot o altri servizi che implementano i feeds per le categorie/etichette/tags)

    tra parentesi questo aprirebbe possibilità notevoli di controllo bottom-up:
    si stabilisce un’ etichetta standard per esempio “MD” e quando uno vuole fare apparire un post sull’aggregatore la usa, quando non vuole non la usa e il contenuto rimane solo sul suo blog, senza bisogno di redazione!

  19. e infatti il tag specifico per finire nell’aggregatore (l’etichetta MD nell’esempio di Giacomo) è il metodo usato anche dall’aggregatore de la nuova stagione. E mi sembra un ottimo metodo, in effetti.

  20. giacomo dorigo

    per la nuova stagione tira su ugualmente della fuffa, volevo aggregarli nella sezione più aperta del blog ma appena ho caricato il loro feed mi son venuti su articoli che proprio non c’entravano nulla con il PD… per carità questo succede anche con i delegati ogni tanto (a parte Orfini che è la mia disperazione!) ma cmq essendo delegati anche quando non parlano di PD cmq è interessante capire un po’ che tipo di persone sono, e quello che scrivono in alcuni casi aiuta a capirlo (io la penso sempre dal punto di vista del cittadino che dall’esterno cerca di vedere all’interno del partito)

  21. ok per me, mi pare una buona idea. ciao e buon lavoro! M

  22. giacomo dorigo

    accidenti quella su Orfini era una battuta ma mi sono dimenticato di metterci l’emoticon :D

    Per quanto riguarda le categorie per ora ho deciso di eliminarle tout-court, anche se d’ora in poi sarà attivo il servizio del tag riservato per chi ne farà richiesta

Lascia un commento

Subscribe without commenting