Gentile Dottoressa Daniela Belliti,
leggendo i giornali in questi giorni mi sono sorpreso e costernato. Ho letto infatti sui quotidiani che Lei sarà il coordinatore provinciale del Partito Democratico a Pistoia. Sono sorpreso e costernato non perché io abbia qualcosa contro di Lei personalmente. Io, infatti, non la conosco. Io non sono un politico, le primarie sono state la mia prima esperienza. Ci siamo incontrati solo una volta, ad una assemblea dei candidati dopo le primarie, e ci siamo trovati in apparente disaccordo su un punto. Lei ha detto che il grande afflusso alle primarie era una risposta all’antipolitica. Io ci ho tenuto a sottolineare – e lo so perché da fuori dei partiti si sente meglio che cosa pensano le persone, quelle che ho trascinato a votare dicendogli che votavano per il rinnovamento della politica – che quelle persone non hanno dato un voto di “fiducia” ai partiti preesistenti, ma hanno detto che vogliono partecipare. Sfumature? Forse, ma comunque importanti. Anche io ho detto che voglio partecipare, l’ho detto con delle mail alla segreteria dei DS di Pistoia alle quali ho ricevuto una sola risposta quasi seccata, quest’estate. Quindi, a parte questi due piccoli incidenti irrilevanti, io non ho nulla contro di Lei personalmente. Sono costernato e sorpreso, quindi, per altri motivi.
Uno è che leggendo le regole uscite dalle assembree, il nome del coordinatore dovrebbe essere votato dagli eletti alle primarie. Leggere i nomi dei coordinatori così allineati uno dietro l’altro mi ha dato il senso della spartizione fra vecchie segreterie. Leggo anche sui giornali che lei si considera il rinnovamento della politica pistoiese. Anche in questo caso, il non conoscere nessuno e l’ambiente, mi consente di fare solo una riflessione sui fatti che so: Lei fa politica di mestiere, è l’attuale segretario dei DS, è stata nel PCI, è stata alcuni anni fa il segretario dei DS. Sbaglio qualcosa? L’ultima cosa che mi costerna e mi sorprende è che quella lista di segretari sul giornale, e il Suo nome anche, sembrano tener conto di una spartizione politica delle segreterie e ignorare completamente la lettera che Veltroni ha scritto ai segretari regionali. Le copio un pezzetto di quella lettera che mi pare significativo:
“E’ importante, inoltre, che nel processo di costruzione della presenza del PD nella società italiana non vadano perduti i caratteri che hanno connotato la sua nascita: il pluralismo e l’apertura alla società. Per queste ragioni un partito che risultasse diretto nelle realtà provinciali, che saranno chiamati a scegliere i propri vertici il 20 novembre, in modo quasi esclusivo da uomini che di volta in volta abbiano precedentemente diretto le strutture territoriali preesistenti dei DS e Margherita, rinuncerebbe a molte delle potenzialità che si sono manifestate nella società italiana e che aspirano ad essere rappresentate dal PD.
Vi chiedo per questo uno sforzo, pur nel rispetto dell’autonomia delle assemblee che si pronunceranno, per costruire un quadro d’insieme nella vostra Regione, che eviti appunto, nella scelta dei dirigenti locali, la rappresentazione di una mera sommatoria tra le organizzazioni preesistenti.”
Ora capisce perché sono costernato e sorpreso? Perché pare che ogni segretario abbia detto: “se solo io che prima ero segretario adesso divento coordinatore, tutti gli altri possono rinunciare”. Solo che con in questo modo state per fare esattemente quello che Veltroni, e peggio ancora la gente, non vuole. State per dare il messaggio che la società che vi è venuta a votare questo deve fare, e non altro, solo venirvi a confermare il potere.
Io sono, lo ripeto, alla mia prima esperienza politica. Volevo un po’ di rinnovamento nella politica, sognavo, e sogno ancora, questo. Non ho nessun interesse a continuare questo percorso appena iniziato, ho espresso più volta la filosofia di una politica che si chiede cosa può fare per gli altri. Io posso, senza che mi costi nulla se non la costernazione che dà la fine di una speranza, tornare di buon grado ad occuparmi dei fatti miei. Penso però di avere contenuto e idee da portare nel PD, ma adesso mi chiedo e Le chiedo: c’è spazio per chi come me vuole fare politica nel PD, ma non ha un passato politico da spendere? C’è spazio per l’innovazione nel PD, o sono solo parole? C’è qualcosa che posso fare per contribuire o questo partito è interessato solo a chi c’era già prima?
Certo che saprà farmi avere una sua risposta
Con Cordialità
Emidio Picariello e iMille
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





lettura sconsolante
per fortuna le logiche di suddivisione in base ai vecchi rapporti di forza non stanno passando dappertutto.
aspettiamo il 24 per avere un quadro più preciso dei coordinatori provinciali
Anche a MN probabilmente il coordinatore sara’ il segretario DS (che fa anche il sindaco).
Il coinvolgimento della società civile sarà una cosa reale all’interno delle singole province italiane? Una bella domanda.. qui da noi dovrebbe andare come a Pistoia a quanto si dice.
Io avrei un’altra curiosità.. ma dopo le primarie, internet a parte dove possiamo leggere nei vari blog (Scalfarotto, Cuperlo, etc) i resoconti delle assemblee, in qualche città si è cercato di dare testimonianza al popolo delle primarie di quello che sta succedendo? Di creare cioè un legame forte con le persone che sono andate a votare, magari con delle pubbliche assemblee dove gli eletti raccontano la loro esperienza e quello che sta bollendo in pentola?
Io non conosco la situazione di Pistoia, ma da questa lettera non riesco a capire cosa ci sia di sbagliato nella scelta di quella persona come coordinatore provinciale. Mi sembra di capire che non si accusi nessuno ne’ di indegnita’ ne’ di incapacita’ (anzi, si esclude esplicitamente ogni biasimo personale) per cui pare che l’ unico difetto che viene rinfacciato a questa Daniela Belliti sia di essere stata in precedenza segretario dei DS.
Non mi pare una ragione sufficiente per sprecare tutto questo scandalo, francamente: non credo che chi ha svolto attivita’ di volontariato o di lavoro retribuito nei partiti fondatori del PD sia necessariamente indegno di ricoprire incarichi nel nuovo partito, come pure mi sembra un pregiudizio infondato pensare che chi viene da quella esperienza non possa anche essere portatore di istanze di novita’ e rinnovamento. Chi lo pensa mi pare non conosca ne’ i partiti che hanno contribuito a fare nascere il PD, ne’ le donne e gli uomini che ne hanno fatto parte, e che continueranno ad essere la componente fondamentale del partito nuovo senza meritare ne’ discriminazioni ne’ esclusioni pregiudiziali (strano dover ribadire un fatto cosi’ banale sul blog di un movimento che pone il merito, e non l’ identita’, come criterio di scelta della propria classe dirigente).
Io credo che le posizioni come quelle espresse in questa lettera siano il sintomo di un equivoco: quello di considerare il PD come una abiura dalle storie che hanno contribuito a costruirlo. Io lo intendo invece come un superamento in senso progressivo: non credo che il PD nasca in contrapposizione ai partiti componenti o al concetto di partito in se’.
Magari questa riflessione aiuterebbe a compiere scelte piu’ consapevoli, e ad evitare di ridiscuterle nella loro interezza in momenti di disaccordo: convincersi di non avere la verita’ in tasca sarebbe gia’ un incoraggiante inizio, ed e’ di grande aiuto quando di confrontano le proprie opinioni e le proprie idee con chi la pensa diversamente. Chi non sa o non vuole farlo, non e’ di grande aiuto alla vita di un partito, e sicuramente non e’ l’ espressione di niente di nuovo: ritirarsi a vita privata, in questo caso, puo’ essere una scelta da considerare.
Vedi Gianni, il problema è proprio questo, che in Toscana,e a Pistoia in particolare, il problema della meritocrazia non si è proprio posto. I posti di coordinatore sono stati assegnati (a leggere i giornali) solo con una mera spartizione di poltrone fra DS e DL. E’ possibile che una persona che ha guidato una lista che è “democratici con Veltroni” e che ha preso il 40% invece del 60%-80% che quella lista ha preso in tutta Italia sia così sicura di essere meritevole da non mettere neppure in discussione il suo nome? Intanto contesto il fatto che le spartizioni siano state fatte con il righello. Secondo te tutti gli ex segretari sono “casualmente” meritevoli?
Emidio, non lo so se tutti i segretari sono meritevoli, penso che andrebbe esaminato caso per caso. Nel caso in questione, se esiste un problema riguardo al merito della Belliti va’ posto ed esplicitato chiaramente, elencando quali sono gli elementi di demerito che renderebbero la sua nomina “costernante”, ovvero quali sarebbero le (legittime) ragioni di preferenza per la nomina di un altra persona al suo posto. Ma essere stata la segretaria dei DS, contrariamente a quanto sostiene la tesi centrale della tua lettera, non e’ di per se’ un demerito.
forse allora non ci siamo capiti bene. Sintentizzo meglio: in Toscana si è dato per scontato che i coordinatori fossero i segretari di DS e DL, in numero di tot per DS e tot per DL. Fatto l’accordo fra segreterie si va a avanti. Io sto dicendo: non va bene questo metodo, voglio che venga aperta una discussione sul merito. Io più che questo non posso fare, è chi ha il potere che deve essere disposto ad una verifica. La Belliti non si è neppure interrogata sull’opportunità di rimettere il suo mandato o di sottoporsi ad una verifica. Si è sentita autorizzata a fare da coordinatrice in nome di questa spartizione. Cosa c’è di nuovo in ciò? Questo è quello che è sempre successo.
Emidio, ci eravamo capiti benissimo. La questione e’ molto semplice: la Belliti ha i titoli e i meriti per fare (provvisoriamente) il ccordinatore provinciale di Pistoia si o no? Quello che tu citi come un demerito “sconcertante” (essere stata la segretaria dei DS) secondo me non e’ tale, e ti ho spiegato il perche’: mi e’ sfuggita la tua replica su questo punto particolare.
Una volta che ci siamo chiariti su questo, possiamo anche affrontare il tema del metodo delle indicazioni dei coordinatori provinciali, metodo che tu chiami “spartizione” basandoti sulla lettura di alcuni articoli di giornale, ma senza fornire alcun commento sugli effettivi meriti e titoli dei nominati. I quali nominati, aggiungo io, lo sono stati (nominati) dalla assemblea regionale che anche tu hai votato, mica da Peppone e Don Camillo.
Nel merito: la Belliti è moltissimo criticata per la sua scelta di mettere nell’esecutivo dei DS solo persone a lei vicine. I DS a Pistoia erano divisi, lei è diventata segretaria con un numero abbastanza risicato di voti e ha di fatto (a sentire quello che si dice) epurato tutti quelli che non erano nella sua maggioranza, fino a far temere (sempre a leggere i giornali) la sfiducia al sindaco. Di tutte queste cose io non ho che prove circostanziali. Però da quello che ha dichiarato lei ha intenzione di andare avanti nel PD con lo stesso metodo, cioè premiando le persone a lei vicine. E’ un personaggio molto contestato all’interno del suo stesso partito. Io non so chi ha ragione e chi torto, casomai lei ha ragione su tutta la linea, ma il fatto che sia così contestata mi fa pensare che anche i suoi detrattori hanno qualche ragione. E poi non sono stato io a dire:
“Per queste ragioni un partito che risultasse diretto nelle realtà provinciali, che saranno chiamati a scegliere i propri vertici il 20 novembre, in modo quasi esclusivo da uomini che di volta in volta abbiano precedentemente diretto le strutture territoriali preesistenti dei DS e Margherita, rinuncerebbe a molte delle potenzialità che si sono manifestate nella società italiana e che aspirano ad essere rappresentate dal PD.”
è stato Veltroni. Se ti pare sbagliato allora contestalo a Veltroni. A me pare giusto e innovativo e non capisco perché questo suggerimento deve valere solo per le altre regioni?
Bene, ora abbiamo delle ragioni di merito contro la nomina della Belillo a segretario provinciale provvisorio che sono legittime e ragionevoli, oltre che diverse da quella sostenuta nella lettera iniziale (la sua precedente dirigenza nei DS). Suggerirei di chiederne conto alla assemblea che tu hai votato e che ha espresso quella nomina, e della quale sono quasi certo non facciano parte solo ex dirigenti di DS e Margherita.
il secondo classificato…
http://logopd.ilcannocchiale.it
Leggendo, per caso, le vostre mail, vedo la difficoltà che ognuno di noi ha nell’approcciare il partito nuovoche si sta formando.
Personalmente mi sono fatta una idea che va a metà della vostra discussione. Mi piace molto parlare di merito, di capacità di apertura nella società a persone nuove che dovranno dare contributi nuovi e diversi nel fare la politica che fino adesso, forse, non ha convinto molto. In questa fase, è sempliciemente difficile, se non impossibile, aprire i partiti a nuovi elementi, senza tenere in considerazione chi ha fino ad oggi guidato le federazioni dei DS e DL, sarebbe come disconoscere il lavoro fatto dai vari segretari provinciali, allora a quelo punto bisognava cacciarli già quando erano segretari provinciali delle due formazioni politiche.
Per concludere, credo e spero, che il Partito nuovo, si farà dopo la stesura dello Statuto, delle Regole, della Carta dei Valori, ecc. e cominceranno i veri congressi che dalle “sezioni” che si formeranno su tutto il territorio, fino al congresso nazionale potrà e dovrà dare spazio alle persone che hanno voglia di impegnarsi e gli iscritti potranno e dovranno dire veramente la loro ed entrare nel merito delle cose fatte bene o male di ha “governato” sul territorio il partito di provenienza. Spero che chi non condivide questi passaggi nopn si defili, facendo mancare così il proprio impegno.
Ciao,
c’è qualcuno di Roma?
http://www.lbunder40.ilcannocchiale.it
@latrudy
tu chiedi lumi circa le assemblee pubbliche: a pavia ci stiamo provando, speriamo che tutti gli esponenti del pd invitati aderiscano
la notizia la trovi sul blog locale, appena aperto, in cui pubblichiamo tutti gli eventi/incontri di pavia:
http://partitodemocraticopavia.ilcannocchiale.it/post/1690568.html
Io non avrei pubblicato il pezzo di Picariello. Non ho fatto in tempo ad esprimere questa opinione perché da una delle due postazioni non riesco ad entrare nella mailing e dall’altra ci sono appena riuscito.
Troppo unilaterale e viziata da una opposizione di principio a chi ha già diretto un partito.
Poco realistica perché non considera che, in una fase di transizione, troveremo in ogni territorio almeno due aspiranti.
Allora ti racconto quel che accadde quando il Pci decise di non avere più i soldi di Mosca, e di ridurre drasticamente il numero dei funzionari. Accadde che ci fu la indicazione di eleggere dove possibile anche persone non funzionari-di-partito, e ci furono i Picariello del caso. Ma si trattava di passare da ottomila funzionari a qualche centinaio e non fu semplice. Oggi (ieri) dei segretari provinciali ds alcuni non erano retribuiti dal partito, altri avevano lasciato il lavoro precedente. L’indicazione di Veltroni va letta come linea di tragitto, non come bocciatura di chi ha già diretto un partito.
Del resto: cos’ha di diverso un dirigente dell’Arci, o un sindacalista, o un militante della società civile/cittadinanza attiva da chi ha diretto un partito? A Lecce avevamo un segretario ds che era anche sindaco del suo comune e per mestiere era bibliotecario. In Assemblea dei Veltroniani abbiamo discusso dei suoi meriti e lo abbiamo proposto. Ma i lettiani non lo accettavano e per fortuna Veltroni ha indicato la strada delle primarie, così ci caviamo il dente e non se ne parla più. I coordinatori, lottizzati o meno, dureranno un mese. Entro il 20 gennaio li eleggiamo con le primarie. Se il giudizio sui candidati ex segretari è negativo, scegliamone degli altri.
Ma non meniamo scandalo se uno-dieci-cento ex saranno anche neo-segretari. Il campionato è all’inizio, stiamo scrivendo le regole e scegliendo gli arbitri. Poi ci saranno ancora tante partite…
L’idea che a decidere dei segretari (oops, coordinatori) provinciali debbano essere le assemblee costituenti regionali (e non Don Camillo e Peppone, tutti e due attualmente riuniti nella figura di Veltroni) pare proprio non piacere. E’ quello il luogo della “battaglia” se proprio battaglia deve essere. Non le chiacchiere dei giornali. E nemmeno una sorta di esclusione aprioristica di chi ha disgraziatemente ricoperto un analogo incarico precedentemente (quasi fosse un appestato/a). Questa idea che debba esserci sempre Paparino Walter a correre in soccorso mi pare un pò infantile: il segretario ha espresso un auspicio, quanto ciò si realizzerà (ammesso che sia condivisibile e condiviso) dipende anche dalla forza e dalla presenza di eventuali candidature alternative. Insomma, stop alla richiesta continua di “cooptazione” del nuovo o di ripescaggio, quando non si può più cooptare; se c’è del nuovo (e nelle assemblee regionali c’è), batta un colpo e si dia da fare. Se ci sono delle candidature, vanno bene/vanno male lo decide l’assemblea regionale (altrimenti spiegatemi se ci sciacquiamo la bocca con il termine “partito federale”, o no?). Le questioni di merito sulle persone candidate trovano lì la giusta sede per essere trattate, almeno per adesso (sono organi comunque nominati, conteranno meno di quelli “eletti”, a livello territoriale di base). Io non so a Pistoia, ma da me sta funzionando così: e a portare le novità, guarda caso, sono proprio i “vecchi” apparati. Poi, come ha giustamente detto qualcuno, verranno finalmente i congressi (verranno?) e lì finalmente potremo discutere e decidere (?) tutti, pure io che adesso conto come il due di coppe quando regna spade a briscola. So che non sono solo e che non durerà poi tanto questa fase di “sovranità” assoluta. L’ho detto e lo ripeto: la politica è faticosa, è roba da soggetti temperati. Le battaglie si vincono o si perdono, ma occorre farle, in entrambe i casi. Saluti.
@ale
per metterti in contatto con i mille di Roma puoi scrivere a:
imille.lazio at gmail.com
@Enzo: il problema è che la Belliti ha già detto che lei non dà garanzie di non essere anche il segretario, anzi, che le sembra naturale essere il futuro segretario del PD e di primarie io sento parlare solo te, ma spero sinceramente che le primarie si facciano. In questo caso il mio allarme, hai ragione, è eccessivo.
@Giuseppe Grandis: non sono per l’esclusione aprioristica di chi ha ricoperto questo incarico fino al 14 ottobre (e 10 anni fa, come nel caso della Belliti) ma neanche per la riconferma sistematica di queste persone. Io non chiedo aiuto a Walter, è a lei che pongo la mia domanda finale.
@Gianni: il nostro primo botta e risposta è finito sul sito dell’Ulivo.
Vi ricordo anche il segretario del Pd è un ex segretario dei Ds…
Anche questo è vero ma l’abbiamo votato. Se facciamo le primarie mi sta bene che si candidino anche i segretari del PCUS. Poi la gente decide.
A quasi conclusione, rilevo che degli 89 coordinatori provinciali provvisori nominati finora (ne mancano meno di una decina) circa 50 siano nuovi e solo 39 fossero ex dirigenti di margherita o DS.
Motivo in più per chiedersi perché in Toscana i cordinatori nuovi si contino in numero di nessuno (o di uno, non vorrei sbagliare, ma cambia poco). Insomma, mi stai dando ragione…
La ragione la do’ a chiunque abbia bisogno di farsela dare, e’ gratis e spesso terapeutica. Ma chiunque voglia invece considerare i dati che io ho prodotto e’ in grado di capire che scrivere, come fai tu, di “spartizione” e’ una ovvia stupidaggine, prima ancora di una falsita’.