Il concorso sì bello e perduto

ordreavocados.jpg“In Italia farsi largo sulla base del talento è diventata un’impresa da alpinisti. [..] Non che manchino le regole. Se è per questo, ne abbiamo fin troppe. Vale nel campo delle libere professioni, dove ordini e collegi mettono un tappo all’illustre sconosciuto.
Tuttavia c’è un campo dove il delitto si consuma con tutti i crismi del diritto, l’amministrazione dello Stato. Sarà capitato a molti d’incontrare il personaggio descritto da Francesco Merlo tempo addietro: nel comune di Catania c’era un ragazzo timido e silente, che stava lì per esclusivi meriti parentali. Chi era? Il «muto agevolato». Ecco, i nostri uffici pubblici sono ormai pieni di muti agevolati, il cui ingresso nelle stanze dei bottoni viene favorito da un fenomeno di cui si parla poco: la morte dei concorsi.”

Michele Ainis, su La Stampa. [link...]

Due parole di commento: e se l’abolizione degli ordini professionali… ?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

6 Commenti

  1. ciro

    Vediamo come se la cava il PdC in pectore con la rivolta medioevale dei tassisti di Roma. Ma il Reparto Celere viene usato solo contro le vecchiette e gli studentelli di Genova o gli Ultras. Qualche manganellata ai tassisti? Che ne dite?
    Ciao Ciro Mazzotta.

  2. Giuseppe

    Parole in gran parte sante. Tuttavia non prive di pregiudizi.

    Quando dice: “Ecco perché la politica al contrario preferisce i co.co.co., i contratti a termine, la precarizzazione del lavoro pubblico. Perché così sceglie i fedeli, riservando loro una sanatoria alla prima occasione.”

    I motivi sono anche altri. Con il blocco dei concorsi e la scarsa produttività dei dipendenti di lungo corso si è cercato anche di immettere nella pubblica amministrazione forze fresche, qualificate e dinamiche (l’età media nella PA Italiana si aggira sui 46 anni!).

    Ci vorrebbe una rivoluzione per far funzionare meglio le cose, ma non si puo’ impostare l’equazione precari=politicizzati-fedeli

  3. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    parole sante, giuseppe.

  4. giuseppe comunque c’é un problema di fondo grave.

    la finanziaria di quest’anno permette di regolarizzare i precari. da la priorità ai precaririspetto a gente che ha vinto il concorso vari anni fa ma non é mai stata chiamata.

    che paese é questo? che organizza dei concorsi, proclama i vincitori. e poi non li chiama ricoprire l’incarico?

    quanto all’immissione di una forza lavoro piu’ giovane in altri paesi esistono altre formule. in Spagna c’é il concetto di beca (borsa). precario certo ma che comunque permette di immettere delle forze giovani e di dargli uno stipendio decente. senza pero’ preparare la scorciatioa al concorso.

    l’italia é un paese malato di meritocrazia non si puo’ negare

  5. giuseppe continuo e concludo. il rischio é che con la tua impostazione si finisce per leggitimare quanto hanno fatto i governi fino ad ora.

    riconosco le difficoltà dei precari e la loro difficile situazione. ma non si puo’ prescindere dal fatto che per entrare nella PA sia obbligatorio un concorso.

    non si puo’ punto. senno che stato di diritto é? diritto delle banane, come si dice.

    la finanziaria dando atto del problema dei rpepcari nelle PA, ha dato la precedenz a loro rispetto ai vincitori dei concorsi.

    non é un’isola felice ma in Spagna questo problema lo gestiscono molto meglio.

    da un lato ci sono i concorsi

    e dall’altro le “becas” (le borse di cui prima) che permettono l’immissione di giovani e neo laureati, e poi le “bolsas de trabajo” (sorta di liste di sustituzioni) che si costituiscono attraverso dei concorsi piu’ leggeri , piu rapidi. e che permettono di costitire delle liste di supplenti per le PA. questi sustituti potranno poi partecipare al concorso per il posto avendo dei punti in piu’.

    mica li assumono come in italia solo in base al fattore simpatia.

    che ne dici?

  6. Giuseppe

    Sono in generale d’accordo con voi. Ho già detto che la PA Italiana andrebbe rivoltata come un calzino.

    Mi domando però se un Paese serio può assumere a vita e pagare di più rispetto a un giovane laureato una persona che mette numeri di protocollo su qualche documento.

    Sulla questione concorsi non ci sono dubbi: dovrebbero esserci sempre.

    Ma quanti sono i concorsi “reali” in Italia? Quanti sono quelli pilotati?

    Sono favorevole all’utilizzo di contratti flessibili anche per i giovani che entrano nell’amministrazione. Sarebbe necessario tuttavia creare possibilità di crescita, di valutazione e promozione del merito.

    Non sono d’accordo con le sanatorie generalizzate. Sono favorevole alle soluzioni che vadano verso la giustizia sociale e la produttività.
    Ripeto il refrain, anche per esperienza personale: giovani laureati che conosce lingue straniere, usa le tecnologie digitali, è dinamico e produttivo VS migliaia di dipendenti pubblici di lungo corso.

    > Qual è la percentuale dei primi rispetto alla massa dei secondi? Quanti under 35 laureati NON precari ci sono nella PA italiana? E’ giusto che sia così? Quali sono le soluzioni?

    Ovviamento anche a me fanno schifo le assunzioni indiscriminate di lavoratori socialmente utili, amanti e tesserati vari! E anche a me sta a cuore la condizione di chi aspetta nel limbo delle graduatorie.

    In ogni caso, come sostiene il ministro Nicolais: “(…) nella consapevolezza che alla modernizzazione dell’amministrazione pubblica, obiettivo irrinunciabile dell’azione di governo, puo` efficacemente contribuire anche l’immissione di forze nuove e qualificate negli uffici pubblici, da realizzare anche attraverso la stabilizzazione della posizione lavorativa dei giovani precari.”

    To be continued….è un discorso che mi appassiona

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