Giovani in ordine sparso nell’Italia delle corporazioni

Tra gli argomenti più caldi del nostro WikiProgramma, alla pagina “Per un Partito Aperto” c’è la promozione delle associazioni giovanili e della partecipazione dei giovani a partiti e movimenti politici. Alcuni interessanti contributi di Paolo Ribichini e Raoul Minetti stanno individuando e dibattendo su alcune misure concrete:

- Paolo Ribichini: è conveniente legare le singole associazioni ai partiti, dando ad esempio una tessera di partito a chi si iscrive ad associazioni giovanili politiche. Questo garantirebbe automaticamente un maggiore peso dei giovani nell’agenda politica.
- Raoul Minetti: condivido solo in parte le idee di Paolo. Per accrescere lo scarsissimo ruolo delle associazioni giovanili Italiane nel dibattito ci vuole unione e coordinamento. A mio parere nel paese delle corporazioni, degli ordini professionali e delle lobby ,i giovani e le loro associazioni non possono procedere in ordine sparso, senza un organismo unitario e forte che li rappresenti.

A sostegno della sua tesi, Raoul Minetti porta un breve confronto internazionale:
- Italia: il Forum Nazionale Giovani è la consulta nata nel 2004 allo scopo di riunire le associazionali giovanili Italiane. Il Forum nato con grandi speranze non è mai decollato. Un’analisi dei motivi è fornita da Marco Abatecola. Mi sono detto: l’analisi è di qualche mese fa. Vediamo se c’è anche solo qualche timido miglioramento. Googlo “Forum Nazionale Giovani” e appare
“Il portale del Forum Nazionale dei Giovani
è momentaneamente off.line a causa di un restyling.
Saremo on.line al più presto.”

Il messaggio parla da solo.
- Finlandia: le associazioni giovanili Finlandesi hanno creato una delle lobby giovanili più forti fondendosi nella Finnish Youth Cooperation Allianssi. L’esperienza dell’Alliannsi rappresenta l’esatto opposto del Forum Giovani italiano: viene regolarmente consultata dal governo Finlandese e alcuni suoi rappresentanti siedono in via permanente presso molti organi dello stato Finlandese. Un’interessante analisi (in inglese) la trovate qui.

Che ne pensate? A voi la parola nei commenti.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

12 Commenti

  1. Filippo Zuliani

    beh, come dice Raoul ci vuole un organismo forte e unitario per far crescere il peso dei giovani. Apriti cielo, come si pensa di farlo in Italia? se lasciato al pubblico, tale organismo unitario diverrebbe il classico carrozzone parapolitico per “i figli di”. In caso di mancata unita’ e di concorrenza tra associazioni similari, si finirebbe nella solita frammentazione italiana.

    La soluzione ideale (per me): cominciare con le quote giovani suggerite da Paolo e, a peso politico acquisito, passare alla fase due di un organismo unitario come suggerito da Raoul, espressamente voluto e ottenuto dai giovani di oggi per i giovani di domani.

  2. Sulle organizzazioni giovanili ho sempre i miei dubbi. L’essere giovane è una caratteristica transitoria non permamente come essere uomo/donna (con alcune eccezioni) la creazione di gruppi giovani tende a ghettizzarli in spazi autogestiti ad influenza zero come nei vecchi partiti fondatori del PD. E’ la struttura delle organizzazioni/associazioni che deve essere aperta mescolando tecnologia ad esperienza, novità a punti di vista. Discorso diverso per le quote. Alla fine la divisione 50% e 50% uomini donne sta funzionando, il PD dovrebbe applicare lo stesso per giovani-non giovani. Per esempio 50% degli organi decisionali del partito ad ogni rinnovo dovrebbero essere composte da persone con meno di 35 anni

  3. Il rischio, a sentire quelli che la sinistra giovanile l’hanno vissuta, è quello della ghettizzazione dei ragazzi a compiti di spillamento di birra alle feste dell’unità, attraverso le giovanili di partito, in attesa di contare qualcosa domani. Non voglio fare quello che semplifica, ma nel quadro generale questa sensazione c’è.

  4. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Emidio, proprio per evitare la situzione descritta da te (giovane=spillabirre) io penso che introdurre da subito delle quote giovani sia necessario.

  5. Voi parlate di partito aperto e di wikiprogramma, ma intanto non dite una parola sul fatto che Veltroni sta decidendo tutto da solo. Siete in pieno veltronismo democratico e quando i vostri senatori votano con la Cdl per bocciare un emendamento Angius che proponeva di far pagare l’ICI agli immmobili commerciali della Chiesa, non spendete nemmeno una parola di critica.

    Ma c’è qualcuno di voi che almeno si vergogna un pochino di tutto ciò?

  6. Filippo Zuliani

    Sciltian (Anellidifumo), in ordine sparso:
    1) l’argomento del post non e’ l’ICI.
    2) sulla questione ti ha gia’ risposto Marco sul suo blog. Copio/incollo: “Il fatto che la Chiesa cattolica non paghi l’ICI sulle sue strutture adibite a funzioni commerciali è una di quelle cose che rendono l’Italia profondamente diversa dalle altre democrazie liberali perchè ad una religione e non ad altre vengono concessi particolari privilegi. Il buon Anellidifumo ha sollevato il tema in un commento qua sotto come una vergogna per il PD, per tutti i suoi costituenti e simpatizzanti. A parte il fatto che, anche ammettendo che la maggioranza del PD fosse favorevole alle esenzioni ICI (cosa che non credo), io sono in minoranza su questo tema. Inoltre, vorrei sottolineare che che Prc, Sd e Verdi-Pdci, salvo qualche distinguo, si sono astenuti sullo stesso emendamento. Come dire, avete presente gli ignavi dove li metteva Dante?”
    Ad ogni modo, la posizione de iMille sulla questione che sollevi, è nota dalle idee pubblicate da mesi a questa parte nonche’ dal nostro manifesto.
    3) se vuoi spendere qualche parola tu sulla questione (sul tuo blog o con contributo a questo), saro’ ben lieto di linkarti/pubblicarti qualora le tue argomentazioni dovessero essere convincenti e appropriate.
    4) se non ti dispiace, la linea editoriale di questo blog la scegliamo noi.

  7. Giancarlo Orsini

    @Anellidifumo
    L’equazione PD = teodem è il modo migliore di isolarsi e di condannare le posizioni laiche alla minoranza nel paese. Se vogliamo fare dei passi avanti dobbiamo sperare che i laici del PD vincano alcune battaglie contro la Binetti.

  8. Vorrei spiegare e sviluppare un attimo la mia idea. Fino ad oggi, e parlo delle due giovanili dei due partiti che si sono sciolti, queste aggregazioni non hanno giocato un ruolo importante nei partiti, sempre emarginati, spesso esclusi dalle decisioni. Inoltre, essere iscritti alla Sinistra Giovanile non significava essere automaticamente iscritti al partito. Una grande fabbrica di idee che rimanevano lì, nell’angolino. Allora perché non creare, in un partito composto da associazioni strutturate sul territorio, anche associazioni con pari dignità composte esclusivamente da giovani. I giovani potrebbero iscriversi in un’associazione classica o in una giovanile. In entrambi i casi risulterebbe comunque iscritto al partito. Inoltre, sia le associazioni che le associazioni giovanili avrebbero lo stesso peso all’interno del partito, un’associazione, un voto, tranne quando ci si trova di fronte ad associazioni che superino un numero (200 dovrebbe essere sufficiente)di iscritti. In tal caso potrebbe essere ipotizzabile di consentire un doppio voto.
    Proprio in questo modo i giovani possono contare nei partiti, perché è nei partiti che si fa politica e si cambiano le cose, non in grandi associazioni nazionali di fatto escluse dal potere.
    Le varie associazioni giovanili potrebbero avere una struttura nazionale leggera di coordinamento, ma fortemente connessa con il partito, non per farsi fagocitare ma proprio per non lasciarsi escludere

  9. Enrico

    Le associazioni giovanili, per avere un minimo di attrattiva, devono portare dei vantaggi agli iscritti. Per portare dei vantaggi devono avere indipendenza economica e decisionale, forza politica ed un minimo di autonomia. Quindi torniamo sempre allo stesso punto : le risorse sono scarse ed in mano all’altra generazione che ne difende con i denti la proprietà, ed i giovani si…..

  10. Filippo, capisco, vi battete per la difesa della laicità nel PD e nel Paese tramite l’arma del SILENZIO DISSENSO.

    Siete geniali voi, sono io che non arrivo a capirvi!

    L’articolo è nel mio sito. E’ quello che a te non andava di pubblicare su questo sito perché “scritto in uno stile cuorista” e troppo critico del PD. Come del resto era troppo critico per il vostro sito anche l’articolo del vostro senatore Furio Colombo, no?

    Avanti così! Il silenzio-dissenso sarà presto regola, in Italia.

    E buon cilicio a tutti.

  11. Dimenticavo: la linea editoriale di questo blog dovreste deciderla voi che siete parte de iMille, non c’è dubbio. E quando vi “dimenticate” di parlare di fatti capitali come quello che io ho sottolineato, io vengo a farvi notare la lacuna. Preferirei non doverlo fare, ma constato che le vostre dimenticanze sono frequenti e sempre cadono sul tema della laicità, che in teoria è la ragione sociale de iMille.

    Naturalmente lo faccio se la cosa è gradita e se a me va di farlo. Se preferite rimanere nel chiuso della vostra torre, non hai che da dirlo, Filippo, io un blog dove scrivere il mio punto di vista ce l’ho, e pure ben letto.

    Cerca solo di capire che non puoi, nello stesso commento, chiedermi un pezzo per questo sito e dire che la linea editoriale del sito la decidete voi. Ti pare?

  12. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    No.

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