Oggi ho aperto la lista di chifalecose de iMille: 36 nomi. Scorro con piacere la lista, leggo Milano, Monza, Roma, Pisa, Umbria, Abruzzo, Bolzano, Bologna. Che bello mi dico: c’è tutta l’Italia! Un momento: e l’Italia sotto il Volturno?? Ah, eccone uno finalmente, Salento, ma è il nostro Enzo, giovane nel cuore e nello spirito pur se non all’anagrafe (perdonami Enzo). Scorro ancora più in giù, un Catanese, evviva! Ho finito la lista. 1 giovane su 36 nomi, poi mi ricordo c’è pure la nostra Maddalena. 2 su 37: 5.4%. Dico 5.4%!!! La popolazione del Sud è circa il 30% di quella Italiana. Provo ad aprire un’altra sezione: iMille sul territorio. Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, nada de nada. Dico non c’è nessuno, il deserto dei Tartari. Lombardia e Veneto assieme hanno 25 nomi.
Allora mi chiedo: giovani del Sud ma dove state???
i) avete cose più importanti da fare che seguire iMille e in genere gli inutili movimenti politici e di pensiero?
ii) non avete Internet?
iii) siete sfiduciati verso la politica e la cosa pubblica?
E’ così sciocco sperare che tra tre mesi quel 5.4% sarà il 30%?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Caro Raul,
Ti ringrazio per la provocazione che colgo con piacere. Se hai,come dici,scorso la lista dei nomi de “imille del sud”
avrai trovato anche il mio. Con grande dolore ho provato a dare un piccolissimo contributo in Campania ma la situazione per la cupola “De Mita” si è rivelata, agli occhi di tutti, ingestibile. Credo però che quello che io ed altri che continuano a vivere in queste zone sperimentiamo quotidianamente meriti un’analisi più approfondita delle 3
questioni da te poste. Mi piacerebbe contribuire in tal senso. Apriamo il dibattito allora.
Il SUD è il nostro futuro.
Proviamo come iMille a farne una priorità. Ragazzi e ragazze del meridione non siate timidi, fatevi sentire. iMille vi aspettano.
i giovani del sud, cari i miei mille blogghettari, ve li dovete andare a prendere. Vincenzo Montagna (vincenzomont@hotmail.it) e giusy mariano (mgmsea@libero.it) non ci pensavano manco lontanamente a candidarsi per la costituente di questo nuovo partito, se non fossi andato a scovarli a casa, al lavoro, a scuola. senza andare a rispoleverare i vecchi quadernini del propagandista del pci che trovai nella mia sezione bracciantile nel 1970 e che conservo senza averli mai letti, vi racconto come noi vecchi militanti “dimenticavamo” l’Unità in treno o al tavolo del bar, o di come ho invaso i carrelli del supermercato con i miei volantini mischiati a quelli delle offerte del mese, pur di comunicare con il mio potenziale elettorato…
insomma: vi detto: “caro vincenzo, cara giusy, sono filippo bloggher dei mille, oppure: sono marco portavoce dei mille e vorrei ringraziarti per l’impegno che hai messo in queste primarie del pd. so da enzo che hai visitato anche il blog dei mille: che ne dici se intensifichiamo i contatti? perché, come ben sai, un nuovo partito, e soprattutto un partito nuovo non si costruisce solo con gli eletti, oggi alla costituente, domani negli organismi dirigenti, ma con milioni e milioni di persone come te che lasciano un attimo le faccende private e si dedicano all’azione più generosa e altruista che ci sia, occuparsi delle cose comuni, perché vadano bene e siano ben fatte.
Ti invito, perciò, a…”
Che poi vuol dire che anche voi dovete finirla di cercare i contatti soltanto con quelli che sono stati eletti, altrimenti il partito nuovo è solo un nuovo partito, fatto dai politici eletti-delegati, e tornerà un altro grillo a mandarlo affa…
enzo, questo si’ che si chiama parlar chiaro!
beh,,, i giovaani del SUD, come li chiama Raoul, esistono.
qualche volta scrivono su questo sito, altre fanno propostea veltroni disattese, altre ancora cercano di organizzare per aprle i primi stati generali dell’anticamorra n l’obiettivo di creare una rete campana anticamorra.
nel frattempo studiano, lavorano, provano a resistere.
E sempre nel frattempo cercano di capire quale sarà lo spazio per il loro impegno in questo nuovo partito e che tutto parte da loro stessi senza individuare finti colpevoli in presunte cupole.
Fra
Caro Filippo, sono d’accordo con il suo commento. G. è brava, ma è uno stile un po’ da compito e demagogico. Si percepisce.
Saluti!
Giovani e sud, due argomenti che insieme potrebbero aprire il festival dello stereotipo e andare avanti senza interruzione per 10 edizioni di seguito. Cercando di rimanere ai fatti sicuramente la minor presenza delle connessioni internet a banda larga, segno che la distinzione centro-nord,sud è anche nel digital gap ha un suo peso, cito a memoria ma credo che nel centro nord si concentri l’80% delle ADSL ma correggetemi se sbaglio. Aggiungerei che se il voto alle primarie del PD è stato superiore in proporzione al sud e con qualche perplessità (la Calabria ha raggiunto il 70% dei voti validi dell’Ulivo nel 2006 una cifra sospettosamente alta) l’alveo naturale del PD è il nord. Sono nato a Messina ma vivo a Genova da quasi 20 anni e mi sembra che il Partito Democratico finora abbia parlato più a queste parti del paese; competitività, neo ambientalismo, desindacalizzazione, lotta al precariato, reazione all’immigrazione per citare i temi più ricorrenti nei discorsi di Veltroni, sono argomenti che suonano corde più sensibili nelle società del centro e del nord del paese.Corruzione, legalità e Mafia (a proposito grande successo dello stato nell’arresto di Lo Piccolo! ho fatto anche una strip a proposito su: http://www.pdlaboratorio8.it/wpdir/?p=143 )sono invece temi finora minori nel dibattito del PD. L’esigua presenza di giovani tra i votanti e i motivi sopraelencati per me sono alla radice della poca presenza dei giovani del sud nel dibattito sulPD. Tra l’altro nel neonato esecutivo del PD mi sembra di non aver visto nessun nato sotto Napoli. Sarà un caso?
a propoito di presenza di giovani del sud, il 13 settembre ho inviato una mail per offrire la mia disponibilità all’indirizzo imille.campania@gmail…
non horicevuto nemmeno una risposta negativa, e ho pensato che evidentemente, imille erano già partiti per marsala…
in ogni caso, come diceva uno che una volta cantava cose bellissime “i say i sto’ ‘cca..”
saluti
Riccardo Giuliano
Riccardo,
la mancata risposta alla mail è stata eclusivamente colpa mia e di tanto ti chiedo scusa.
Spero ci sarà ancora occasione per lavorare insieme ad un progetto comune.
Certo che fare le cose parlando del sud provoca grande scoramento. Come grande scoramento è vedere in commissione statuto De Mita e Bassolino. Questo è un fatto imprescindibile. Il partito democratico nasce e si fonda anche sulle responsabilità, dibattito che nè i ds nè la margherita hanno mai osato cominciare. Bisogna aprire questo capitolo, “scurdammoce o passato” semplicemente non fa fare passi avanti. Noi siamo Imille e noi dobbiamo iniziare. Io ho valige di documenti e di studi bellissimi sul sud, e di idee e di modalità del come fare, tutto quello che è accaduto dal 1993 ad oggi. Ci sto seduta sopra come Rockerduck a mangiarmi il cappello, Bassolino e De Mita stanno là. Non si tratta di crocifiggerli ma si tratta di sancire che una stagione, nata all’insegna del rinnovamento e del coraggio è miseramente naufragata, lasciando lì il potere senza neanche avere il coraggio di chiedere di rendere conto è come stare ai patti col “sistema”. C’è bisogno di una posizione politica dei democratici rispetto a quello che c’è e a quello che bisogna fare, senza non si va da nessuna parte, senza è, come dicono a Roma, come a stare a pettinare le bambole.
uno: finiamola con de mita che non starebbe bene nella commissione statuto: se c’è un posto in cui sia contemporaneamente innocuo e utile è in una commissione statuto. grande esperienza e anche grande capacità intellettuale, dove essere “intellettuale della magna grecia”, cioè esperto in arzigogoli e codicilli resta utile, e dove uno che si è forgiato nella dc sa come fare a garantire diritti di minoranze e maggioranze.
due: la scarsa presenza dei giovani del sud tra noi. un po’ la larga banda che manca (quando sono nella mia abitazione di campagna dove abito mi sdereno di soldi per connessione), ma soprattutto la piccola dimensione dei centri abitati e la difficoltà di aggregazione/partecipazione.
venti persone a Milano sono venti, in provincia di lecce sono uno+uno+uno+…
lo stesso problema l’ho vissuto con Libertà e Giustizia, che ha due punti forti a Milano e Pavia e uno a Siena e Firenze, non a caso lì dove c’è la sede e dove risiede la Bonsanti.
Come voi, a Roma e a Milano con propaggini a Pavia e Venezia. Grandi città, non piccoli centri.
In questi casi, dei piccoli centri, bisogna lavorare con il mezzo elettronico, non lasciando soli quelli che sono soli, e considerando l’ipotesi di circoli elettronici accanto a circoli “fisici”.
Poi: i giovani del sud hanno un assillo, che sovrasta tutti gli altri: il lavoro, un lavoro che dia prospettive e consenta progetti. E comunque torna la mia fissa: cerchiamoli e diamogli voce, rem tene verba sequentur.
io penso che abbia ragione maddalena sul “scurdammec o passat” e sulla necessità di affrontare nodi irrisolti e celati.
ma penso pero’ che il punto di partenza debba essere “noi stessi”, l’assenza di coraggio di una generazione di mezzo, l’assenza di fantasia e di forza.
riconosco come te le responsabilità dei vari bassolino, de mita, amato, loiero, etc etc etc.
ma detto questo? individuare responsabili non ci aiuterà a uscirne.
partire da noi stessi. e da lì ricominciare
Sì, avete ragione, siamo noi e non si tratta di De Mita. Io penso che c’è bisogno di sollevare il dibattito politico e tenerlo alto perchè non è questione tratta più di aiutare il sud o del sud che non si aiuta. Si tratta di sapere cosa pensa il partito democratico su questioni capitali per il Paese. L’immondizia in Campania e contemporaneamente le aziende del resto del Paese che cedono al prezzo migliore lo smaltimento dei propri rifiuti speciali che all’improvviso si ritrovano ovunque in campania è il segnale chiaro che o è il Paese intero ad essere succube di un ricatto o è un Paese intero che vive di quel ricatto. Cosa dicono e cosa vogliono i democratici italiani in questo caso? E come si comportano i manager, gli amministratori, di dirigenti i professionisti democratici di questo Paese? I cittadini italiani meridionali, sono sicura, sono tantissimi e aspettano tutti un segnale forte, chiaro, univoco. Io penso che noi dovremmo spingere su questo. Il silenzio non è rassegnazione e non è indifferenza. E’ solo che sono finite tutte le parole, con molti fatti lì, a portata di mano. Tutto questa lungaggine per dire che l’azione politica riguarda noi tutti non i meridionali dei mille. Abbiamo rappresentanti nell’Assemblea nazionale a cui dovremo chiedere di rappresentare delle cose importanti per l’Italia e per la definizione democratica del partito democratico in Italia. Scegliamo di farla come uno dei temi che imille sceglieranno di rappresentare “fisicamente” con una cosa tipo quella dell’assemblea di settembre. Non attraverso l’organizzazione dei millini meridionali ma dei millini. E’ dell’Italia che parliamo.
continuiamo il dibattito?
questo è ragionare, maddalena (ma non avevo bisogno di questo per stimarti).
è una questiona nazionale. un sud a tecnologia avanzata, nella mia interpretazione, non è lo stesso di quello di molte aziende del nord, per le quali la tecnologia “avanzata” è quella che “avanza” (è obsoleta) al nord, ma è quella che “avanza” (nel senso che va avanti, porta avanti, al futuro) anche al nord, nel mondo.
il sud assistito? c’era una bella formuletta coniata nella prima campagna di prodi, che diceva “il sud deve fare da sé ma non da solo”. per quel che valgono le formulette, significa che noi dobbiamo darci una mossa, ma che la questione è nazionale.
i rifiuti in campania sono uno scandalo. non è possibile camminare sui marciapiedi di pozzuoli fra tonnellate di rifiuti. bassolino o non bassolino io ci manderei l’esercito, con i suoi mezzi e non con i camion della camorra. e metterei tutti i disoccupati a selezionare i rifiuti, nei centri di raccolta e perfino vicino ai cassonetti, tentando il raggiungimento a breve termine di due risultati: pulire le strade, evitare le discariche tal-quale e quindi abbattere i costi di smaltimento (e le tasse per i cittadini). selezionare i rifiuti non è una condanna, come non è disonorevole essere operatore ecologico (spazzino): guardate chi sono, e quanti sono laureati e diplomati…
coste belle come quelle campane ce ne sono poche, e lo dice uno che conosce bene il gargano ed il suo salento, santa cesarea, leuca…
ma una natura tanto violentata non si vede in nessuna parte del mondo.
e la finiscano gli ecologisti del no, con quattro cellulari a testa e il cassonetto lontano da casa! l’educazione alla selezione a monte (in famiglia) si fa anche dimostrandone i vantaggi, se occorre, anche con la selezione a valle (dai cassonetti alle discariche). lo so che sembra semplicistico: ma analizziamo i costi di smaltimento a bocce ferme: sarebbero superiori quelli di assunzione dei disoccupati per selezionare (e ai ricavi del selezionato) rispetto agli attuai (considerati anche i costi della criminalità)?
sempre un piacere poter tornaare a parlare di sud. I rifiuti sono esattamente la goccia che avrebbe dovuto far traboccare il vaso, ma non è successo. Diciamoci la verità, siamo abbastanza deboli.. forti, forse, nelle situazioni peggiori, ma deboli nell’immaginare una vittoria, una “nuova stagione”. Senza regole siamo tutti più deboli. Ci si immagina il cittadino meridionale come un furbastro, ma al massimo è vittima della propria furbizia. Noi vogliamo un pugno di ferro, da qualunque lato questo venga. E solo dalla parità assoluta può venir fuori qualcosa di nuovo. Il problema dei rifiuti si risolve in miglialia di maniere e, come maddalena diceva, ci sono valigie di studi e di ricette su come si possono migliorare le cose. Ma il problema resta quello della legalità. Punire severamente i misfatti, processi molto più brevi e certezza della pena. A napoli si puo girare in motorino anche in otto senza casco: all’inizio l’impunità ti diverte poi cominci a pregare che qualcuno ti fermi, cominci a sentirti debole. Una volta ristabilita la gerarchia si potrà parlare di bene comune e la gente si potrà indignare. Solo allora varrebbero le mille ricette, che spesso sogno: un computer ad ogni famiglia povera, con linux ed un accesso privato ad un portale della pubblica amministrazione: assegno fisso (compramioci l’innovazione) per ogni figlio, che può incrementare a seconda di quanto si differenziano i rifiuti, o dalle scelte di istruzione dei propri figli, o attraverso corsi di formazione seri. Pannelli fotovoltaici sono gia gratuiti, i più poveri non dovrebbero pagare l’ici.
Riscoprire la povertà come risorsa; imparare dai casi estremi estremi: l’india innovatrice, la buenos aires senza rifiuti, cuba iper sostenibile e autosufficiente, il welfare attivo….(Sarebbe bello poterci confrontare anche sulle singole proposte)
Spero che troveremo uno spazio adeguato per questo dibattito.
PS_ non insospettisce nessuno l’estrema superiorità della sinistra in campania? da dove vengono lo strapotere di demita e bassolino? E chi gestisce la sanità in campania?
ciao
PPS Per i rifiuti basterebbe assegnare una tassa mensile a ciascuno, a seconda del consumo medio familiare, e sconti in proporzione alla quantità differenziata.. un codice a barra adesivo e il gioco è fatto- magari arrivando alla possibilità di accumulare soldi differenziando di più del necessario.. e da lì i disoccupati lavorerebbero autonomamente.