…e risposta

Daniela Belliti, da Pistoia, risponde alla lettera aperta del nostro Emidio Picariello.

Caro Emidio,

la mia prima proposta è, visto che militeremo nello stesso partito, di passare al “tu” nella nostra modalità di comunicazione.
Io non mi sottraggo alla vis polemica di nessuno, anche nel caso in cui questa sia rivolta direttamente alla mia persona. Ho maturato, nel corso del mio lungo impegno politico, la serenità nell’affrontare un dibattito libero e franco sulle persone e sulle idee. Per quanto riguarda me, vorrei fare solo alcune precisazioni. E’ vero, sono stata iscritta al PCI, quando, avendo militato nei movimenti per la pace, quel partito ingaggiò la battaglia contro gli euromissili e per il disarmo unilaterale. Poi ho sposato la causa della svolta perché convinta che solo così la sinistra avrebbe avuto un futuro in questo Paese, e coerentemente ora ho sostenuto la scelta del Partito Democratico.


Devo solo correggere l’attribuzione di politica di mestiere, perché in realtà ho via via alternato ruoli di direzione a incarichi di lavoro: un lavoro, il mio, che attiene alla ricerca universitaria che penso presto di reintraprendere.
Infine non mi considero il rinnovamento della politica pistoiese, ma penso di mettere a disposizione la mia esperienza per renderlo effettivamente possibile.
Vedi, una nuova classe dirigente non si costruisce dall’oggi al domani, ma c’è bisogno di tempo e di formazione teorica e pratica; c’è bisogno di ripristinare regole che consentano una selezione chiara e trasparente basata sul merito e non sulla fedeltà, sulla capacità di rappresentare idee raccogliendo consenso e non sulla logica della cooptazione; c’è bisogno di ricostruire un’unità vera sulla politica, e non un’unità consociativista fondata sugli accordi preventivi di potere.
Questa, secondo me, è la discontinuità; più che sulle persone, sulle idee che esprimono e sulla determinazione a portarle avanti.
Le regole di gestione di questa fase transitoria non le ho scelte io.
Avverto il rischio di disperdere l’enorme potenziale del 14 ottobre riducendo a sedi ristrette il luogo delle decisioni.
E infatti la mia proposta di lavoro per il coordinamento provinciale è tutta rivolta ad allargare il confronto, e sviluppare la partecipazione, e considero sterile l’attenzione concentrata sulla pariteticità delle liste dentro lo staff, perché dimostra che non si è capito una cosa: nessuno di noi rappresenta il popolo del 14 ottobre.
Quel popolo va oltre tutti noi, e noi siamo semplicemente al suo servizio in questa fase fondativa.
Dopo di che mi chiedi se c’è spazio nel PD per chi non proviene da precedenti appartenenze politiche.
Certo. Io sono convinta che se faremo un buon lavoro, la campagna di adesioni al Partito vedrà un rinnovamento rilevante della sua base. Lì saremo tutti alla pari, nell’avvio di un percorso di costruzione in cui ciascuno darà il proprio contributo: di idee, di passione, di servizio.
Se siamo d’accordo sul fatto che siamo tutti importanti, ma nessuno indispensabile, penso che ricostruiremo l’idea di un collettivo, di un partito del “Noi”.
La responsabilità che mi sono presa, esponendomi di persona ancora una volta alle prevedibili obiezioni di cui anche tu ti sei fatto interprete, la voglio condividere con chi pensa di fare un servizio all’intera comunità.
A presto,
Daniela Belliti

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

7 Commenti

  1. Anonymous

    visione cinica della risposta:
    - ti rispondo anche se e’ un attacco personale
    -io ero qui a farmi il mazzo mentre te giocavi con big jim e se pensi di mandarmi via non hai capito nulla
    -il posto mi spettava e non prendertela con me ma con chi mi ci ha messo

  2. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Emidio, e tu che dici in merito alla risposta di Daniela Belliti?

  3. carcamanno

    scusate, l’anonimo ero io.

  4. enzo

    a volte mi sembra che il nuovo che vorreste è quello che vi dà berlusconi: io sono il nuovo, voi facevate già politica, voi non avete mestiere, io ho fatto l’italia…

    non conosco la candidata al coordinamento di pistoia. ma avrà certamente qualche difetto: o ne trovate uno/una con meno difetti o gliene trovate tanti che sia indegna di candidarsi. altrimenti finitela.

    io conosco il candidato di lecce, ex segretario ds che i lettiani hanno impedito fosse eletto dall’Assemblea autoproclamatasi a milano. se si andasse a primarie di qualsiasi tipo vincerebbe a man bassa. perché non è funzionario di partito; ha introdotto dieci anni fa il differenziato spinto nel comune di cui è sindaco; ha inventato un evento internazionale che ha promosso il Salento allocandolo in un paesino di 1200 abitanti. Alle primarie si è collocato all’ottavo posto su dieci, e oggi gli dicono che non fa parte dell’assemblea provinciale non essendo entrato in quella regionale. sai che democrazia!
    e poi, ma solo poi, è uno che si è fatto il mazzo mentre voi giocavate a bigjim.

    E io lo appoggerò, impegnerò i miei giovani millini, avendolo incontrato e riscontrato la sua volontà innovativa, tesa a spazzar via notabili e notabilato, e a promuovre i giovani che si sono impegnati e s’impegnano.
    Penso che farò una cosa giusta.

  5. Ciao Filippo, ciao a tutti, rispondo soltanto adesso non perché non mi senta in dovere di commentare a mia volta, ma perché fatti di lavoro mi hanno assorbito completamente. Mi verrebbe da fare differenze fra un lavoro parasubordinato come il mio e un lavoro in politica, ma mi trattengo ;) Mi trattengo perché penso che la direzione della risposta della Belliti sia quella giusta, e non voglio assolutamente percorrere la strada della polemica, per quanto la risposta che mi aveva dato sabato a voce mi fosse piaciuta di più. A voce, davanti al coordinamento, da coordinatrice appena eletta, mi aveva chiaramente detto che avrebbe massimamente coinvolto la società civile e che la risposta in sintesi è che c’è posto per quelli come noi. Comunque mi sento autorizzato da questa lettera a portare a Daniela dei documenti politici che noi dei Mille elaboreremo (e alcuni sono già pronti) e che si stanno discutendo in altre sedi, certo che a questo punto avranno la stessa dignità di quelli presentati dagli organismi politici. Voglio evitare di fare quello che dice “nessuno mi ascolta” e non ha niente da dire. Anche perché di cose da dire ne abbiamo molte. Quindi fra qualche giorno ci sarà la possibilità per lei e per il costituendo coordinamento di dimostrare che questo spazio esiste davvero, se accetterà di incontrarmi e di discutere i documenti politici che le presenteremo.

  6. gianni

    Scusa Emidio, quali sarebbero gli “organismi politici” che avrebbero elaborato documenti ai quali tu vuoi affiancare quelli preparati da iMille? I Ds e la Margherita non si sono sciolti, a Pistoia? Esistono altri “organismi politici” attualmente attivi nel PD (delle correnti organizzate, per esempio)? Te lo chiedo giusto per capire. Senza considerare che pensavo che la “dignita’” di un documento politico stesse nei suoi contenuti, non in chi lo prepara: correggimi pure se sbaglio.

    Mi piace molto quello che ha scritto Enzo, mi congratulo con lui.

  7. Anonymous

    Quando si parla di realtà politiche provinciali o comunali non credo si possa esprimere un commento o un giudizio senza vivere quella stessa realtà, senza conoscere la sua storia, le sue dinamiche ed i suoi problemi. A meno che non si voglia rischiare di incorrere in errori di valutazione clamorosi.
    Mi sembra che verbalmente Daniela Belliti abbia risposto esaustivamente a Emidio, adesso debbono seguire i fatti. Se ci sarà tentativo di emarginare una parte del partito democratico(non facente esclusivamente capo ai DS)allora dovremo far presente alla coordinatrice che ha mal inteso lo spirito del Pd, visto l’atteggiamento positivo(unitario e costruttivo) che questa parte tiene, altrimenti, se riuscirà a ricompattare tutte le anime che hanno contribuito a fondare il Pd a Pistoia(pur con confronti aperti, magari portando idee diverse)avrà dato prova di capacità politica ed avrà, cosa ben più importante, contribuito al rilancio di una politica vera, basata sulla passione, sulla competenza, sulle capacità e sui risultati. Il Pd non deve essere luogo di lotte personali per il potere, bensì una grande casa dove tutti possano esprimere opinioni, portare il proprio contributo. Il dialogo ed il confronto sono l’unica via percorribile per recuperare credibilità agli occhi della gente. Noi dobbiamo governare bene il nostro paese, credendo in ideali giusti, portando avanti una politica riformista e progressista, le lotte politiche per il potere ed il malgoverno non si addicono al popolo della sinistra nè alla sua classe dirigente(su tutti Piero Fassino, ultimo segretario nazionale DS): lasciamoli ad altri. Abbiamo attraversato momenti difficili negli ultimi tempi, anche qui a Pistoia, dove per la prima volta il consenso del centrosinistra è calato drasticamente.Ora abbiamo l’occasione di dimostrare che in tutto quello che abbiamo detto ci crediamo davvero: vogliamo guardare al futuro, partendo da quanto di buono la nostra storia ci consegna ma anche dando un segnale forte, nè caste e consolidate classi dirigenti nè giochi di potere, soltanto capacità, merito e passione..Anche a Pistoia.Spero.

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