Domani alle 10,30 c’è la prima riunione della Commissione Statuto, a Roma. Ci hanno avvisati mercoledì, non proprio il tempo necessario. Mi sono sentito con Irene Tinagli, anche lei componente la Commissione, che sta a Parigi e non ce l’ha fatta in così poco tempo ad organizzarsi. Io stesso arriverò domattina a Roma alle 9,10 ma dovrò scappare col volo delle tre per essere in tempo alle prove di Crozza Italia per la puntata di domenica sera.
Comunque ci andrò. Non abbiamo un ordine del giorno, a parte l’elezione del presidente e del relatore per cui non si sa esattamente di cosa si finirà col parlare domani: ho anche pensato di alzarmi domani e candidarmi alla presidenza e, come avrebbe cantato Jannacci, vedere di nascosto l’effetto che fa.
In ogni caso mi sono convinto che la cosa che farò nelle varie riunioni che si susseguiranno fino al 31 gennaio, quando la commissione dovrà partorire la proposta di statuto da sottoporre all’Assemblea Costituente Nazionale, sarà quella di sostenere sempre l’ipotesi di forma partito più “aperturista”, quella cioè spalmata sul testo della relazione di Veltroni alla riunione inaugurale dell’Assemblea Costituente: creare un partito in cui il protagonista assoluto è il cittadino-elettore.
Lo farò principalmente per due motivi. Uno strategico dato dal fatto che è quella la forma partito che più mi piace, mi convince e mi intriga, perché è orizzontale e sa di sperimentazione e di futuro, e poi anche per un motivo più banalmente tattico: gli apparati faranno certamente di tutto per riprodurre lo schema tessere-e-signori-delle-tessere, così sostenendo la tesi radicalmente opposta proverò a stemperare al massimo la posizione degli apparati per arrivare magari alla fine ad un ragionevole compromesso.
Vi faccio sapere.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Va’ e torna vincitore.
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Penso che vada posta però la questione del “tempo congruo”. I vecchi costumi devono sparire anche nella forma che in più di un caso è sostanza. Fissare scadenze, date degli incontri, sin da subito costringe tutti a stare nelle cose. Assemblee allo sbando e poco cazzute sono il meglio che può capitare ad un apparato che ha sullo stomaco qualche tappetino di peli.