È tempo di andarsene

Di fughe, fra iMille, ce ne intendiamo: qualcuno disse che siamo il movimento dei cervelli in fuga. In realtà molti di noi sono solamente persone che vorrebbero fare quello che sanno, e vorrebbero farlo nel proprio paese, ma non possono. Allo stesso modo molte persone che vivono al sud prendono baracca e burattini e si trasferiscono al di sopra della Linea Gotica. Di questo problema ne parlammo, e ce ne parlò Maddalena di Maio, per iscritto, e a voce.

Ieri Repubblica, citanto uno studio di Sos Impresa, racconta che l’utile della mafia è superiore a quello di qualunque impresa italiana. Una cosa che colpisce è la definizione di “collusione partecipata”, riferita a molte aziende. È quella di chi resta, e scende a patti. C’è anche una collusione-non-partecipata però, ed è quella in cui cerchiamo di non cadere: quella della rinuncia prima ancora di provare a cambiare le cose, quella del tanto peggio tanto meglio, quella del così è e così sempre sarà.
Per mutuare i nostri Marco e Maddalena bisogna uscire dal ghetto della testimonianza, e iMille ci provano. È faticoso, ma è un gran bel provare.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Sì, non è semplice. Serve soprattutto il coraggio delle scelte. Scelte e coraggio che sono soprattutto di governi, nazionali e regionali, dellle amministrazioni locali e dei partiti politici.
    Ecco io penso che il nostro lavoro dovrebbe essere impostato soprattutto nel trasmettere e nell’incitare al coraggio dell’azione da un lato, al rigore della sua applicazione dall’altro. Faccio un altro esempio: com’è stato possibile per tutti questi anni che, ad esempio in Campania, di fronte ad emergenze varie gravi, i partiti politici al governo (quelli di centrosinistra), pur predicando bene al livello nazionale, non abbiano mai sentito il bisogno o anche il dovere di un’azione nei confronti dei propri dirigenti locali? Se, sempre per esempio, si assume una decisione in campo ambientale, e se questa poi è disattesa da gran parte delle amministrazioni, un partito che sia un partito e non un ectoplasma, dovrebbe sentire il dovere e sentirsi anche in diritto di richiamare all’ordine, di dettare pubblicamente indirizzi, di rivolgersi pubblicamente ai propri iscritti con cariche di governo e amministrative. Insomma dobbiamo considerare terminata l’epoca delle chiacchiere al vento, una modalità questa tuttora in voga che permette di dire a tutti, tutto e il suo contrario senza che nessuno si senta non dico in dovere ma neanche costretto a rendere di conto delle parole e delle azioni. Uno che dice che vuole difendere l’ambiente ma non vuole assumersi nessunarespondsabilità per i rifiuti che produce non può avere diritto a parlare d’ambiente. E nemmeno a stare nel partito democratico. Detta così sembra facile, lo so. …

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