The Economist rade al suolo Veltroni: [qui].
Macchianera rade al suolo The Economist: [qui].
Occhio a francesismi e anglofonie.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti
di Tommaso Caldarelli. Appartengo al movimento degli scout cattolici da una vita intera; ho percorso tutte le tappe educative della proposta Agesci fin da lupetto, sono diventato Capo, il tutto…
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Secondo me, semplicemente, l’Economist non è molto “up to date”. Ci son due tipi di critiche rivoltegli sia dalla stampa anglosassone che dagli avversari politici. Sarà un pregiudizio al contrario, ma ho sempre l’impressione che le critiche dei media stranieri siano, semmai, punti di vista imprecisi, quelle qui, in Italia, siano pretestuose. Da una parte si critica il veltronismo, o buonismo, io dico che Veltroni, almeno publicamente, abbia fatto una discreta svolta verso la chiarezza, dicendo anche cose scomode. All’estero, solitamente, c’è meno paura dell’impopolarità, e quindi il raffronto è impari. Ma non vedo molte altre dichiarazioni coraggiose nella politica italiana, come diceva Gramellini ieri. La seconda critica, quella delle feste anziché le buche nelle strade, è legata a una concezione molto anglosassone del ruolo di “major”, ma anche qui ho il dubbio che gli avversari (Alemanno in campagna per il sindaco) che imputano lo stesso a Veltroni, semplicemente non sappiano fare le feste…
l’articolo di Macchianera e’ molto piu’ divertente di quello dell’economist.
secondo me Letta all’Economist sarebbe andato benissimo.
Il destino cinico e baro fa sì che l’articolo dell’Economist sia letto da tutte le classi dirigenti del pianeta, mentre l’articolo di Macchianera contro l’Economist, no.
Proprio una vera sfortuna, Sciltian.