Ancora un volta, Suzukimaruti (uno che in fatto di Rete la sa lunga):
“L’attenzione della politica sul caso ROC è stata attirata non dai tanti post della “gente comune”, ma dal post allarmato di Beppe Grillo. [..] Perché conta più un blogger fasullo come Grillo rispetto ad una “scena” più ampia, più dialogante e più partecipata? E’ solo una questione di visibilità mediatica? Non credo. Credo che il limite della blogosfera come (eterogeneo) soggetto attivo sia il fatto che non ha interlocutori nel mondo politico che la riconoscano in quanto soggetto con cui interloquire. [..] Come blogosfera non possiamo pensare di avere credibilità e visibilità “politica” se non interagiamo con alcuni politici.
Purtroppo serpeggia per la Rete un massimalismo un po’ infantile (forse tutti i massimalismi lo sono, ma sto leninianamente divagando) per cui anche solo l’idea di trovare degli interlocutori competenti in campo politico sarebbe un atto interpretato dai più come mostruoso, uno “sporcarsi le mani” da censurare.
Ovvio che, ghettizzandoci così per una forma malata di purismo, finiamo per non contare un bel niente. E capita che la politica non solo non si occupi della Rete, ma si senta pienamente legittimata a continuare a non capire niente di Internet.” [link...]
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… e se OneMoreBlog2 … ?



















L’errore dei molti che navigano in rete è quello di credere per vera qualunque cosa vi circoli. Eppure basterebbe veramente poco: andare alla fonte, innanzi tutto.
Per il famoso Ddl sarebbe stato sufficiente leggere (quanti lo hanno fatto?) tutti gli articoli per capire che lo spirito del decreto non era certo vessatorio. E’ anche vero che spesso viene inserito in modo subdolo un articolo oppressivo in un contesto “benevolo”, ma non ero questo il caso. Qui, come alla fine molti hanno commentato, si è trattato di ignoranza sul tema da parte degli estensori.
Speriamo serva da lezione a chi scrive le norme e a chi naviga. Che prima di inondare i blog e le mail di notizie non vere, superficiali o di “catene” stravecchie, ci si abitui ad approfondire (in molti casi basterebbe interrogare google con la chiave “antibufala”) senza fidarsi di quello che scrive o ha sentito dire “l’amico dell’amico dell’amico …”
in rete, come fatto notare da suukimaruti nel suo lungo post (linkato) si va diffondendo un certo beppegrillismo da complotto costante. Questo fatto, unito al carattere massonico della rete (il fascino dell’underground e dell’anonimato da nickname), sta livellando le discussioni verso il basso, dove ha piu’ seguito chi le spara piu’ grosse (non necessariamente vere).
Io spero che si cominci a dialogare civilmente e in maniera matura. Classifiche e grillismi non fanno bene alla maturita’ delle discussione in rete.
Mi pare si difenda l’indifendibile, con rispetto parlando. Se uno non sa cosa e’ un blog magari provi a informarsi e non scriva articoli “ad minchiam”.
Gentiloni e gli altri si scusano, ma se non leggono prima di approvare chissa’ quanti altri articoli passano sotto silenzio (vedi nella finanziaria).
In questo caso penso sia stato piu’ dilentattismo che malizia e a volte fa pure piu’ danni. Se fosse passato l’articolo i blog non avrebbero certo chiuso, ma sarebbero migrati su server esteri, con conseguenze devastanti su chi fa hosting.