di Marco Simoni
A caldo e con molta stanchezza addosso, vi racconto la giornata di oggi per immagini e impressioni, lasciando a tra qualche giorno una analisi politica più pacata sul futuro. E’ stata una giornata bella ed emozionante. La sala sembrava all’inizio quasi piccola per contenere tutti i costituenti, poi all’improvviso è caduto il sipario sulla scenografia e mi è sembrato che visivamente la politica italiana avesse fatto un salto di dieci anni. Niente scenografie tronfie o palchi delle autorità, ma uno sfondo con tanti schermi che trasmettevano immagini semplici dell’Italia, un leggio sobrio e trasparente, sedie tutte uguali in platea senza distinzioni, con D’Alema diligente in prima fila, con costituenti qualsiasi in seconda e terza.
Noi eravamo abbastanza vicini al palco e siamo stati diligentemente a sentire Prodi senza batter ciglio, e poi il miglior discorso di Veltroni di sempre, anzi, un discorso che erano almeno dieci anni che avrei voluto sentir pronunciare dal capo del centrosinistra. Tra le tante cose dette, tra il discorso e le brevi conclusioni, sono da segnalare l’opzione di non costruire un partito fatto solo dalle tessere, ma che consenta forme molteplici di partecipazione, e rimanga centrato sul potere degli elettori. Primarie su tutto dunque, e uno spazio aperto per ogni forma associativa che voglia contribuire alla politica del partito. Chi ha filo per tessere tessa dunque, compresi noi. Ho avuto l’impressione poi che la lotta alla mafia, la consapevolezza del problema e la serietà nel fronteggiarlo, siano tornati in prima fila nel discorso come da tempo non avveniva. L’uguaglianza e la necessità di sviluppo economico, di aumentare la libertà come fattore che serve a promuovere benessere e uguaglianza assieme, è il motivo centrale del discorso economico: senza strizzate d’occhio a destra e senza nemmeno cedere alla logica delle nostalgie, a chi usa riferimenti sentimentali facendo finta di essere pragmatico, al solo fine di captare una facile benevolenza negli umori del passato.
Il limite maggiore della giornata di oggi è stato il peso inesistente dato ai singoli delegati. Sono state elette tre commissioni tecniche che devono elaborare tre documenti fondanti del partito. Nella più importante, quella dello statuto, c’è anche Ivan Scalfarotto, e siamo contenti. Ma il peso e il ruolo dei 2500 e passa delegati è stato troppo poco rispetto sia alla quantità e alla qualità delle energie presenti. Ci sarà tempo per rimediare, a tutti noi ora, eletti, candidati, ed elettori, il compito di tessere le tele della nostra politica, e questo potrà manifestarsi anche in attività dentro l’assemblea. Dal punto di vista sostanziale, tuttavia, si sarebbe potuto fare di più.
La discontinuità col passato, in molte forme, è evidente, e in politica le forme sono importanti. Ora bisogna rendere discontinua anche la sostanza.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Aspettavamo un commento “da dentro”. Grazie a Marco.
Noi abbiamo seguito tutta l’assemblea (ma proprio tutta) grazie a Sky, Nessuno TV e altre emittenti.
Sicuramente non abbiamo potuto “respirare” l’aria, percepire gli scambi di battute e gli sguardi tra i costituenti, ma credo che alla fine le sensazioni siano le stesse che ha descritto Marco.
Tanta (forse troppa) energia richiesta per eleggere i costituenti a confronto del contributo che poi riusciranno a dare (a parte i 300 nelle commissioni).
Ma è solo l’inizio e credo che l’esperienza di Marco e degli altri 2.800 saranno comunque utili per costruire il partito che abbiamo in mente.
PS: anche io ho buttato giù le mie impressioni a caldo … davanti alla TV
Chi ha eletto le tre commissioni?
Sono abbastanza soddisfatta,anche io ho seguito tutto su radio radicale e penso che quella di oggi sia stata davvero una grande giornata. Forse Marco ha ragione sulla critica ma del resto, con tutte le difficoltà che ci sono state e in così poco tempo, non penso si potesse fare di più. Ma prevale l’ottimismo perchè sento un gran fermento, da tante parti, che ci terrà a non andare sciupato. Quanto a D’Alema devo dire che solo 2 anni fa l’ho visto assistere a tre giorni di congresso di sezione, seduto in mezzo agli altri e in rigoroso silenzio.
poi un giorno ci spieghereti come si fa a fare un partito senza iscrtti, senza tessere e senza congressi, e contemporaneamente ad organizzare le primarie a tutti i livelli. Le primarie che le organizza? Gli sponsor?
E poi: niente iscritti, ma primarie sempre. Come a dire: chiamiamo il popolo a ratificare le decisione che prendiamo nel chiuso delle stanze. Bella novità
I componenti delle tre commissioni sono stati scelti tra i membri eletti da i cinque candidati alla segreteria, proporzionalmente ai voti ricevuti il 14 Ottobre.
Non ho potuto seguire tutto il discorso, poiché tutte le varie dirette da internet si impallavano.
Però penso che bisogna evitare di passare dai “partiti delle tessere” ai partiti dei leader. Perché la “democrazia diretta” può essere sinonimo di plebiscitarismo se si chiama al voto su scelte univoche fatte nelle segrete stanza (come di fatto è avvenuto in queste primarie). Invece può essere vera democrazia se è partecipativa.
Quindi penso che le tessere ci debbano essere, ma debbano essere legate alla partecipazione, e le cariche interne, una volta formato il partito, decise dai tesserati.
Altra cosa per i candidati alle elezioni vere, per quelli deve valere il metodo delle primarie aperte a tutti, soprattutto (e come conditio sine qua non) nelle alleanze che si dovranno fare.
Anche su questo punto, Veltroni lascia le porte aperte mi sembra (o è ambiguo se si vuol essere maligni). Io credo che le forze affini, intese soprattutto come popolo e non come piccoli leader, sia no più a sinistra del PD e che là bisogna guardare.
Come diceva Cristiana qualche tempo fa: MAI con l’UDC. E io aggiungo, nel medio periodo, niente alleanza con Mastella, Dini e compagnia. Mentre cercarle sicuramente con chi di fatto, al di là della demonizzazione mediatica, condivide la visione di società che tante volte abbiamo cercato di delineare qui e non solo.
anch’io ieri come simoni ero lì a milano.
se dovessi riportare le mie impressioni esse spaziano da riflessioni meno ortodosse a quelle più oppurtunatamente politiche.
Chi ha visto dalle riprese televisive, che io volutamente non ho voluto vedere per avere tempo di riflettere maggiormente su quanto visto e vissuto, non so se si sarà reso conto dall’enorme appiattimento scenografico verso il basso dell’area riservata alla presidenza e ai relatori.
a differenza dei normali spazi riservati a tali ruoli, il relatore di turno annegava in una marea di colori, immagini , sembrava piccolo piccolo a dispetto dell’enorme platea disponibile, la presidenza contava su una’unica donna di nome finocchiaro a dispetto della parità assembleare fortemente voluta e pubblicizzata,
i grandi protagonisti dell’attuale governo e gurppi partitici erano seduti tra la platea e non assissi sul palco come solitamnete avveniva fino a ieri.
quanto conta la comunicazione scenica, non parlata e non scritta sulla nuova organizzazione ?
secondo me molto, ci sono stati ben due scioperi dei pubblici dipendenti a cavallo di venerdì 26 e sabato 27, c’è stato il referendum sul welfar, marchionne ha anticipato un aumento di 30 euro su un contratto che da mesi è fermo senza che si firmi l’accordo per i metalmeccanici, eppure sul palco nessun operaio o dipendente con contratto scaduto da anni è salito a parlare.
hanno parlato sì donne tra cui una ragazza di appena 18 anni, ma guarda caso tra i nomi non noti entrambe hanno manifestato la voglia di essere future giornaliste di cui una attualmente ha rivelato essere madre e giornalista precaria.
un vero mondo veltroniano quindi, giovani mischiati a potenti seduti gomito a gomito nell’affermare un ruolo ed una propria aspirazione ad esistere e condividere spazi e ruoli.
Ma nei fatti è stato così?
a parte l’imput iniziale da cui si è partiti uguali tra simili, la fine assembleare ha invece dato un’inversione di tendenza con un colpo di coda diverso dalle premesse e dalla promesse avanzate inizialmente e avviate con magistrale regia e scenografia.
nessuno ha potuto decidere nulla e porre alcuna questione di merito sulle relative commissioni che costruiranno il pd, lista di nomi enunciata velocemente dalla finocchiaro che ha chiesto approvazione per semplice alzata di mano e senza neanche osservare il gesto solito e rituale di contare i favorevoli, i contrari e gli astenuti.
nessun documento da leggere in via preventiva, in pochi minuti abbiamo saputo che il presidente del pd è prodi, il nome del vicesegretario franceschini e il nome del tesoriere.
stupore e sconcerto tra gli astanti, tanto è vero che gente molto più esperta di me e più competente chiedeva ai propri vicini di sedia: “ma ho sentito bene? ha detto che prodi è presidente? e quando ne avremmo parlato?”
veltroni ha incantato , ma poi? ha lanciato provocazioni a metà per poi capire meglio dalle reazioni i lavori e le scelte da porre in questione per i prossimi lavori costituenti?
sta sondando reazioni e risposte?
Offro un contributo alla discussione spero senza troppa ingenuità e con spirito costruttivo (ma senza peli sulla lingua):
dal documento ratificato: 1. Ai sensi dell’art. 2 comma 3 del Regolamento Quadro per l’elezione delle assemblee costituenti del partito democratico, Dario Franceschini assume l’incarico di Vicesegretario del partito.
Possiamo essere tutti d’accordo che Franceschini è il garante (lato Margherita) della “operazione PD” ma dove sta scritto che il PD ha un vicesegretario ? (in fondo trovate l’art. 2 comma 3 del Regolamento) In politica la forma è sostanza: Veltroni poteva chiamare Franceschini a far parte degli organismi dirigenti provvisori senza farlo transitare da un’elezione (che peraltro tanto democratica non è stata).
dal documento ratificato: 5. il 24 novembre in ogni provincia gli eletti nelle assemblee costituenti regionale e nazionale eleggono, a maggioranza assoluta dei presenti e con eventuale ballottaggio tra i primi due, il Coordinatore provinciale. In caso di collegio riguardante più province l’eletto vota nella provincia con il maggior numero di elettori nello stesso collegio. …
Si va avanti a colpi di maggioranza nella costruzione della piramide organizzativa. Mi è sicuramente sfuggito dove sta scritto (nelle regole iniziali) che gli eletti alle assemblee costituenti eleggono il Coordinatore provinciale. Di solito il film è il seguente (semplificando) : (1) i Costituenti scrivono le regole, (2) le regole dicono come funzionerà il partito, (3) gli iscritti/simpatizzanti/primaristi/qualcosAltro (e questo lo decidono i Costituenti) si riuniscono (congresso?) ed eleggono i dirigenti, (4) i dirigenti dirigono. Qui siamo nel mondo di Alice: (1) i dirigenti decidono (liste bloccate) e (2) chiamano il popolo tutto a ratificare la decisione (primarie) e poi (3) un sottoinsieme del popolo tutto (costituenti) si riunisce in uno show mediatico per dare una parvenza di rispetto delle regole. Se vogliamo i partiti all’americana (comitati elettorali) bastava dirlo.
dal documento ratificato: 6. entro il 23 dicembre saranno convocate dai Segretari regionali in accordo con i Coordinatori provinciali, assemblee di tutti i votanti alle primarie del 14 ottobre per costituire il partito democratico nei territori, secondo le modalità decise congiuntamente dal Segretario Nazionale e dai Segretari Regionali. Ai partecipanti alle Assemblee verrà consegnato un Certificato di “Fondatore del Partito Democratico”.
Entro il 23 dicembre i Segretari regionali (leggi “i nominati da Veltroni”) e il Segretario Nazionale (Veltroni) decidono le modalità di costituzione del PD nei territori (neanche è passata per l’anticamera del cervello l’idea di un congresso degli iscritti/partecipanti/cittadini ?) . Ai partecipanti viene consegnato un papiro da appendere in cucina e di cui bearsi (“wow sono un Fondatore”) tanto nelle decisioni non conteranno nulla.
Tutto questo in barba ai proclami sulla partecipazione e sulla democrazia. E chi dissente è pure condannato nei fatti a stare zitto e sacrificarsi sull’altare della “ragion di stato” (leggi: “o si fa il PD o governo e paese vanno a ramengo”).
Non sono nato ieri ma speravo in qualcosa di meglio, almeno Berlusconi il suo partito lo paga di tasca sua.
Ciao
Giorgio Saracco
segnalo una bella analisi sul discorso di Veltroni da parte di Anellidifumo. Ecco il link:
Il discorso di Veltroni: verso un sistema presidenziale, unicamerale, maggioritario
Concordo a pieno con l’analisi di Giorgio Saracco.
Appunto, come dice Giorgio per il momento è il modello all’americana che tira.
Ma questo è un fenomeno generale che riguarda tutta la politica occidentale, appiattita sul personalismo dai media, di fatto.
Purtroppo sono pochi intorno a noi quelli che lo contestano. Se siamo ottimisti possiamo provare a unirci e chissà … altrimenti il futuro sarà nelle ratificazioni (o nell’astenersi).
Se i miei post cominciano a piacere a Filippo, uno dei due si dovrebbe preoccupare.
In ogni caso lo ringrazio per la pubblicità.
Secondo me il dato più essenziale del bel discorso di Veltroni è proprio quello sulle riforme istituzionali, di cui Marco non parla, così come non ne parlano Ivan e Marione.
Secondo me l’unicameralismo è una cosa sbagliata. Indebolisce la Costituzione, che potrà essere riformata in modo assai più rapido con una Camera sola, anche qualora si decida una soglia molto alta di approvazione in doppia lettura nell’unica camera esistente.
E in generale, considerato la Destra che c’è in Italia, mi pare un errore eliminare il bicameralismo. Si deve pensare a una riduzione di parlamentari, sicuro, anche molto forte. Ma tenenedo una Camera alta, anche di soli 40 senatori (due per ogni Regione, ricalcando il modello del Senato USA?), che rappresenti le Regioni e che possa avere un potere di veto superabile dalla Camera bassa dopo, per dire, due o tre votazioni. Per la riforma costituzionale invece le due camere dovrebbero approvare una stessa riforma con maggioranza qualificata e in doppia lettura.
Ci sarebbe altro da aggiungere, ma mi fermo qui.
Non credo che Filippo sia il solo ad aver apprezzato il tuo post.
Diciamo che per il momento non credo che né Uòlter né nessun altro possano realisticamente fare nulla (per fortuna …). E’ solo fumo …. in ogni modo sicuramente mi piacerebbe di più un sistema proposto da sciltian che quello proposto da Uòlter. Eh, se ti candidavi segretario …. (dai scherzo, non ti voglio così male).
concordo con riccardo, quando dice che l’unicameralismo ben difficilmente vedra’ la luce in tempi brevi (se la vedra’). Sulla sua bonta’ comparata al modello proposto di Sciltian non so pronunciarmi. Spero almeno in una diminuzione drastica di parlamentari e senatori, in tempi decentemente rapidi.
Ho ascoltato il discorso di Veltroni ed il riferimento alla partecipazione di 3 milioni e mezzo di persone alle primarie del PD confrontato con le primarie del PS per le elezioni presidenziali francesi con oltre 200 mila ISCRITTI, a me è sembrato un po’ retorico.
Veltroni poteva anche essere un pochino più accorto sulla partecipazione femminile quando contro una platea al 50% composta di donne, una telecamera desolatamente rivelava che sul palco c’era solo la Finocchiaro che anche se vale più di molti degli uomini presenti, sola rimaneva su quel palco.
La scelta di aprire le primarie a tutti piuttosto che ai soli iscritti è una scelta per pesare le possibili appartenenze di schieramento, un’appartenenza che può essere volatile e che non impone scelte di responsabilità. Riservarla ai soli iscritti avrebbe forse comportato maggiori obblighi di democrazia in termini di obblighi da rispettare nella selezione dei candidati per la composizione delle liste.
Il non restringerla ai soli iscritti facilità la gestione oligarchica che fino ad ora sembra improntare le decisioni prese.
Aspettiamo di sapere come essere militanti responsabili e non tessere da sventolare su liste bloccate decise da gruppi ristretti di oligarchi.
Se vogliamo che una parte del “popolo delle primarie” si senta cittadino militante che partecipa ai “momenti decisivi del partito con cui riconoscersi” aspettiamo di sapere come s’intenda riconoscere a noi cittadini delle primarie, pronti ad iscriversi ad un partito nel quale riconoscersi, quella partecipazione che con il voto espresso vogliamo, pretendiamo.
Sono preoccupato, spero che le prossime “nomine di candicati da mettere in lista” possa vederci veramente coinvolti nella scelta” e non solo nell’approvare una lista predisposta; vogliamo che i candidati per le diverse competizioni presentino i loro curricola, ci dicano da dove vengono e per cosa vogliano battersi: quindi vogliamo competitors da selezionare quali candidati che rappresentino la nostra voglia di partecipare, e non vogliamo nominati da approvare.
Se la partecipazione viene prima dell’appartenenza, partecipazione significa essere coinvolti nelle scelte, mentre finora, con le primarie del 14 Ottobre, con il sottoscrivere liste di candicati in massima parte ignoti, abbiamo solo dichiarato un’appartenenza ideale.
Sono preoccupato perché Veltroni indicando le primarie aperte del 14 Ottobre su liste bloccate, quale metodo di riferimento del PD per consultare i militanti? i simpatizzanti? per la selezione dei candidati alle cariche interne del PD ed alle competizioni elettorali locali e nazionali, temo la volatilità delusa dei 3 milioni e mezzo di quelli che si sono già mobilitati. on credo continuerà a vedere grandi partecipazioni se si lavorerà su.
Quindi, i membri delle commissioni sono stati scelti e non eletti. Benissimo. Non mi sorprende – per quanto lo consideri veramente un pessimo indicatore che, sommato ai non pochi precedenti, delinea un quadretto piuttosto inquietante – e, anzi, mi conferma che di democratico in questo partito c’è ancora quasi niente. Non pochi hanno sottolineato in tutti questi mesi che uno dei grossi problemi ad accedere, in qualsiasi campo, in Italia consista nel sistema della cooptazione. Non sono d’accordo: io non considero la cooptazione necessariamente un male, se fa emergere i migliori. E non è nemmeno il modo peggiore per far emergere i migliori. Credo che Veltroni – un accentratore nato – farà un uso vasto della cooptazione, molto più di quanto se ne sia fatto in passato: l’episodio delle commissioni è solo il primo passo. Il problema non è questo. Il problema è l’ipocrisia, il dire una cosa e farne poi un’altra. Il far credere – ma chi glielo ha fatto credere? – a 2800 delegati che conteranno qualcosa e poi utilizzarli come tappezzeria (il “peso inesistente” dichiarato da Simoni),come una grande “ola” che si alza a comando per plebiscitare gli eletti (dal grande capo). Lo credo bene che, in tali circostanze, un individuo non possa sentirsi altro che inesistente. Veltroni può anche (dichiarare di) avere le idee migliori del mondo ed usare le parole più incantevoli dell’universo. Ma questo non ha nulla a che vedere con i fatti. Ma proprio nulla di nulla. Come ha scritto qualcuno, Veltroni “incanta”. Forse però questa volta l’incantesimo non è riuscito in pieno se qualcuno non solo si è sentito privo di peso ma, probabilmente arrabbiato o deluso, l’ha pubblicamente dichiarato.
Non pochi considerano una “garanzia” di bontà dell’intero processo la figura di Veltroni, rivelando in questo modo un atteggiamento fideistico e religioso destinato, gioco forza, a cocenti delusioni. In altre parole, se la cooptazione l’ha fatta Veltroni va bene; l’avesse fatta – che so – D’Alema, non si sarebbero dovuti attendere cinque minuti per sentir parlare di complotto. E pure con la coscienza di questa spaventosa e preoccupante distorsione mentale, nessuno fa una piega. La garanzia non solo della bontà ma persino della democraticità del sistema risiede – guarda un po’ – nel grado di identificazione con il leader carismatico. Insomma, siamo in pieno modello cristiano, con tutte, ma proprio tutte, le ipocrisie del caso, mentre i valori laici, liberali e democratici stanno inermi sullo sfondo. Come un prato verde e una “ola” più o meno silenziosa.
Ho seguito i lavori del 27 da Nessuno.tv e ho letto il post di Marco. Tutto molto bello, Veltroni ha fatto un discorso bellissimo. Ma poi avete lasciato passare questa regola (la riporto come la pubblica l’Unità):
“il 24 novembre in ogni provincia gli eletti nelle assemblee costituenti regionale e nazionale eleggono, a maggioranza assoluta dei presenti e con eventuale ballottaggio tra i primi due, il Coordinatore provinciale. In caso di collegio riguardante più province l’eletto vota nella provincia con il maggior numero di elettori nello stesso collegio. Si costituisce altresì un Coordinamento Provinciale, composto dai suddetti eletti nelle assemblee costituenti, nonché dai Sindaci e dai Capigruppo Consiliari del PD nei Comuni capoluogo, dai Presidenti di Provincia e dai capigruppo provinciali del PD, dai consiglieri regionali e dai parlamentari aderenti a gruppi del PD. Il Coordinamento provinciale può allargarsi ad altre persone con il voto favorevole di due terzi i componenti dello stesso.
Le Assemblee Costituenti Regionali, convocate per il 10 novembre, possono prevedere la creazione di livelli equivalenti a quello provinciale per particolari situazioni territoriali o per le aree metropolitane.”
Come esponente delle lista Innovazione, ecc.. su una roba del genere avrei fatto le barricate. Veltroni ha appena detto che le primarie sono un modello da seguire anche per le cariche locali e poi esce fuori che i segretari provinciali (o come si chiamano) saranno eletti col solito metodo di sempre: accordi tra i capi bastone locali e votazione di una platea più ristretta di quella di un congresso.
Perchè nessuno ha contestato questo punto? (A parte le dichiarazioni di Rosi Bindi e Parisi)
Inoltre, approfitto dell’occasione per fare un’altra domanda. Finora, nel dibattito del PD, nel gran parlare d’innovazione ho sentito parlare pochissimo di tutta una serie di temi che io semplifico nell’”Altra Economia”. Alcuni esempi: il PD è per gli inceneritori o per lo sfruttamento di fonti veramente rinnovabili? Perchè nessuno si ricorda che l’Italia è un Paese ad alto potenziale di energia geotermica, usata pochissimo? Il PD è a favore del divieto di pubblicità per le acque minerali in bottiglia? il PD è a favore della campagna per l’acqua come bene pubblico? Oltre a dichiararci contro la precarietà possiamo batterci per un modello di sviluppo più umano e sostenibile? (il nuovo umanesimo di cui parla Veltroni). Sono questi i temi che io vorrei portare nel PD, perchè non trovo giusto che restino appannaggio dell’estrema sinistra e della sua retorica. C’è qualcuno tra i Mille che s’interessa di questi temi con cui posso confrontarmi? Queste istanze troveranno spazio nel dibattito del PD a livello nazionale?
@fabio
di geotermico si parla parecchio nel nostro wiki
http://imille.wikispaces.com/Energia+e+clima
e sempre li si accenna alla sicurezza alimentare, come tema fondamentale da sviluppare.
Non condivido per niente il post di AnelliDiFumo, ed ho scritto una lunga risposta sul mio blog (troppo lunga per incollarla qua): http://blog.democrazialiberale.org/2007/10/28/democrazia-e-leadership/
Io mi auguro che Veltroni riesca a trovare il giusto equilibrio tra la necessità di decidere e quella di lasciare un giusto spazio alle diverse anime del PD. Sapendo che non si potrà mai mettere tutti d’accordo, ma che chi rimane in minoranza deve avere il diritto di provare a diventare maggioranza in futuro.
@fabio,
se sul nostro wikiprogramma non trovi nulla sul resto degli argomenti (sacrosanti) da te proposti, beh, perche’ non li proponi tu stesso?
in tempi mediamente recenti, sono apparsi su questo blog molte riflessioni alle necessita’ da te indicate, ma razionalizzarle in forma di programma prende tempo ed energie. Che ne dici di darci una mano e discuterne tutti insieme nel wikiprogramma?
Per ritornare a bomba, volevo giusto quotarvi quest’intervista di Parisi che mette bene chiaro su bianco il pessimo pomeriggio di sabato, da repubblica on-line.
Come dire una mattina di bei discorsi (e ad alto impatto mediatico) con un pomeriggio della peggior specie (che neanche quando vigeva il centralismo democratico).
Anche io ero a Milano e confermo tutto quello che ha scritto Marco. Di mio aggiungerò alcune cose (sto scrivendo un pezzo per il sito), ma qui vorrei solamente dire che per una come me che non ha mai partecipato a una riunione politica, a un convegno, a un congresso, in più c’è stata l’emozione di vedere una cosa così grande. Vedere poi che il vice-sindaco di Roma ha fatto diligentemente la fila al bar dietro di noi per prendere un cappuccino prima dell’inizio ha confermato le primissime impressioni. Sarà un dettaglio, ma forse non lo è. Poi subito dopo pranzo ci hanno pensato alcuni giornalisti di Repubblica e di una tv berlusconiana a passare davanti, a me e ad altra gente con cui chiacchieravo, nella fila per il caffè. Come dirò nel mio pezzo: mica era un sogno, la perfezione non esiste.
Io vorrei sapere dov’era Parisi quando si è fatto tutto ciò, era tra i 45 garanti che hanno messo su questa macchina infernale delle primarie, molti affermavano che i codicilli e le regole impossibili e indecifrabili fossero frutto della sua opera.
poi va a milano e parla di golpe come un grillino qualsiasi?
sempre più strana questa nostra classe politica, un canto del cigno straziante ed incongruo , incomprensibile ai tanti che ancora una volta non sanno a chi hanno affidato la prorpia fiducia, altro che la canzone “mi fido di te ” con cui si è chiusa l’assemblea, continuo a chiedermi a che gioco stiano giocando e perchè seminano tanta acredine pur avendo avuto spazi ed opportunità per derimere le questioni da parisi cisì ampiamente denunciate.
o.t. francesca scusa ma sei pollastrini? se sei tu peccato non averti potuto salutare, ho cercato tanto in quella confusione ma non ho trovato tutti e ho potuto salutare solo alcuni di voi.
lo faccio qui cmq.
Cara Maria, ero proprio io. Sapevo che c’eri, ma ho saputo solo a riunione finita che qualcuno di noi ti avesse incontrata e salutata.
La prossima volta ci daremo un appuntamento, dai.
mi è venuto un dubbio. Leggo che quasi tutti quelli che erano a Milano sono rimasti entusiasti per le parole di Veltroni, per la fila alla cassa di Veltroni, per il fatto che forse loro si sentono eletti. Ma noi che abbiamo dato il voto e vorremmo tanto sentirci partecipi e coinvolti, cosa dobbiamo aare per esserlo?
Angelo, condivido pienamente il tuo sentimento di “frustrazione”. Consolati che anche i costituenti rischiano di fare la fine di osservatori e ratificatori.
Che fare? (eheh …) A me viene in mente che per il momento bisogna andare nelle sezioni, trovare le (tante) persone che temono una evoluzione verso un partito della cooptazione plebiscitaria e fare pressioni come singole sezioni e tutti insieme perché la democrazia sia partecipativa e aperta nel partito ma reale.
Io sto iniziando da subito a Parigi e con i contatti mail che ho.
Siamo forse in tanti, l’unione può fare la forza.
angelo personalmente ci sono dei fatti per la cui interpretazione aspetto un po’ di tempo per comprenderne la reale portata.
l’enunciazione di 300 nomi senza alcuna discussione prioritaria.
nessuan consegna di alcun documento per capire i vari passaggi prospettati, l’ho già scritto, molti più esperti e competenti di me in fatto di congressi e organizzazione non hanno capito nulla su come dev’essere la futura formazione delle segreterie provinciali e cittadine, nè come si svolgeranno le ipotetiche primarie per l’elezione di ogni carica istituzionale a aprtire dai comuni, faccio un esempio come si sceglierà il nome di un sindaco? lo decideranno i cittadini attraverso l’uso delle primarie? ma si può decidere un nome all’interno del pd e sottoporlo alle primarie ma ma non obbligare tutti gli altri alleati che non aderiscono al pd a svolgere le primarie.
poi non mi spiego ancra questi malumori di parisi e bindi che continuano a serpeggiare e a insunuare scorrettezze e colpi d’autoritarismo.
poi l’elezione del presidente, del tesoriere e del vice- segretario sono tutti nomi maschili, decisi da non si sa chi e non rispetta la tanto ventilata parità tra i sessi.
Certo la giornata è stata importante, sicuramente la presentazione atipica, pochissimi posti riservati, nessuna autoblu o almeno non erano sbattute in faccia ai partecipanti, uso degli aerei di linea e viaggi autopagati e collettivizzati per risparmiare sui costi,io stessa ho fatto il viaggio in pullman avendo al fianco i sindaci di alcune città piemontesi , sicuramente la forma volge verso un maggiore rispetto dell’essenzialità , ma è troppo presto per immaginare un’inversione di tendenza radicale e veramente condivisa.
Quello che faremo, noi in Francia, è ricontattare tutti coloro che ci hanno lasciato il loro indirizzo mail. Per fare un resoconto più personale e per iniziare un dialogo.
Spero che presto i grandi capi ci dicano quando e dove ritrovarsi per la seconda riunione, perché la gente normale ha bisogno di chiedere ferie, ha bisogno di un po’ di tempo per organizzarsi e acquistare un biglietto aereo che non costi l’iradiddio. Insomma, spero tanto che chi gestisce il tutto sappia che un partito fatto da gente normale è un partito che deve tener conto di un sacco di cose che, di norma, sono dimenticate da chi di solito fa politica.
@ Filippo Zuliani: senz’altro cerchero’ di contribuire al wiki programma. Ma m’interesserebbero anche incontri tematici tra “millini” di Roma.
@Maria Cascella: è presto per un’inversione di tendenza, ma credo che dobbiamo essere vigili e non abbassare la guardia. Il rischio di un partito un po’ plebiscitario senza mediazioni tra il suo leader e gli elettori c’è, lo si capisce dai riferimenti del discorso di Veltroni. Poi non è detto che debba finire così, imoegnamoci per questo.
@fabio: non ti seguo. Che intendi per “incontri tematici”?
Riccardo, se mi fossi candidato alla segreteria del PD (periodo ipotetico dell’irrealtà) sarebbe stato inutile sapere come la pensavo sulle riforme istituzionali. Veltroni ha comunicato le sue idee DOPO essere stato eletto, mica durante la campagna elettorale. Ci hai fatto caso? Voi avete eletto un tizio che si è messo a snocciolare le sue idee solo una volta eletto. Del resto è normale: sapeva di essere eletto non per ciò che vuol fare ma perché era il candidato delle segreterie dei due partiti. E allora perché sbilanciarsi su un tema quale che sia, col rischio di trovare un po’ di gente che gli dicesse: “Ah Valter, sta cosa dell’unicameralismo non mi convince mica!”
Scusate l’intrusione ma esiste una lista degli eletti tra i “iMille” all’assemblea costituente e alle varie assemblee regionali del Partito Democratico? Sono sempre un po’ perso in questo blog. Basterebbe un post sotto i vari candidati, o una modifica con citazione “eletto”.
Per “Europa” qualcuno ce l’ha fatta?
Grazie!
ciao claudio
Claudio,
si effettivamente cercare alcune informazioni è ancora difficile nel sito, stiamo lavorando per un restyling che aiuterà anche a chiarire.
Per l’estero sono stati eletti Francesca Pollastrini e Giancarlo Bruno.
a presto
riccardo