Su www.partitodemocratico.it i dati ufficiali di queste primarie tardano ad arrivare, ma noi siamo in grado di fornirvi qualche anticipazione. Prima di tutto una lieta novella: pare che il nostro portavoce Marco Simoni, leader e anima de iMille, ce l’abbia fatta e sia stato eletto nonostante il difficile collegio dove si presentava. Dopo Ivan Scalfarotto, un altro importante piazzamento de iMille all’interno del PD. Una prima lista dei candidati eletti la potete leggere sotto.
I Mille continuano il loro viaggio nel PD, grazie a chi è stato eletto ci appoggia ora dal di dentro, grazie a chi non è stato eletto o non si è candidato e ci supporta dall’esterno, grazie a chi è in contatto con noi e simpatizza con le nostre idee, grazie anche a chi non sa ancora che ci siamo ma condivide la nostra visione del futuro. Durante questi lunghi mesi di elezioni primarie abbiamo messo insieme molte persone con un’idea comune di rinnovamento per la politica italiana, ancora di più ne verranno. Chi si unirà o vorra fare rete con noi sarà il benvenuto, parteciperà con le modalità aperte che ci contraddistinguono, senza distinguo di nomi o correnti. Ciò che muove iMille è la volontà di dare un contributo vero al riscatto del nostro paese.
E’ faticosa la strada per essere tanti, ma oggi è un bel giorno. Un bel giorno per sognare il futuro che verrà e che è ora un po’ più vicino.
Qui sotto trovate una prima lista iniziale e non esaustiva di eletti de iMille, milleunesimi e simpatizzanti nella costituente nazionale del PD. La lista completa, compresiva anche dei candidati eletti nelle costituenti regionali, verrà pubblicata appena avremo i dati ufficiali.
| Lazio | Marco Simoni | Roma |
| Lombardia | Ivan Scalfarotto Mattia Barosi Irene Guerini Bertha Bayon |
Corsico Pavia Pavia Ponte San Pietro |
| Veneto | Silvia Fabris Marta Meo |
Treviso Venezia |
| Piemonte | Sandra Savaglio | Torino |
| Sicilia | Giuseppe Provenzano | Caltanissetta |
| Toscana | Raffaele Zortea Giacomo Buonomini |
Pisa Pistoia |
| Europa | Giancarlo Bruno Francesca Pollastrini |



















questo si’ che e’ un buon inizio. Promette bene per il futuro.
Bravi!!!
Complimenti vivi. adesso arriva il difficile però…
Ottimo risultato, visti i presupposti.
Mi permettete un appunto? La retorica gladiatoria del titolo del post lasciamola ai ragazzi di Generazione U. Puo’ portare un valore aggiunto al movimento?
un commento sciocco: hic sunt leones è un’espressione che fa riferimento alle colonne d’ercole e la fine del mondo conosciuto. Non credo sia adattissima al senso dell’articolo, che comunque capisco…
scusate: è il secchione in me che esce sempre…
Filippo, e siamo tre cui non piace tanto il titolo. Mo ti tocca spiegarlo a tutti.
Comunque due europei eletti su due eleggibili, e soprattutto grande risultato di giancarlo che seppur quattordicesimo è rientrato, segno che “L’Altra Italia” all’estero tira anche se non era la prima lista a sinistra nella scheda (17 eletti contro gli 11 della lista con i deputati).
e qui ti sbagli Giancarlo. Hic sunt leones, oltre al significato letterale, ha anche il significato di “attenzione, ci avventuriamo in zona perigliosa”. iMille oltre le colonne d’ercole, o se vuoi, nella costituente nazionale del PD.
Se non vi piace il titolo, sono tutti problemi vostri.
Azz, uno azzarda una nota, memore di alcuni post “epici” di Marione, e zac parte il “Rischiatutto”!! Allegriaaaa!
siete in ritardo…la notizia dell’elezione di marco l’ho data io in scoop assoluto tre giorni fa sul blog
:P 
…erano risultati provvisori, ma ho ecceduto in speranza!
scherzi a parte, ottimo risultato, e buon lavoro a tutti!!
Credo che il ritardo con il quale sia data la notizia dell’elezione di alcuni esponenti dei Mille sia dovuta al fatto che si è dovuto attendere il “girone di ritorno” del campionato delle primarie. Una sorta di ripescaggio che sarebbe un bene dichiarare chiaramente. Addirittura con alcuni esagerati “premi” di collegio sulla base di un regolamento salva tutti che la dice lunga su alcuni aspetti inquietanti di queste primarie e sullavicenda della formazione delle liste (da cui non si è salvato nessuno, nemmeno voi, stando alle cronache dei giorni scorsi). Ecco, poi sostenere che alcuni collegi fossero difficilissimi a urne chiuse non mi pare il massimo dell’eleganza (e poi collegi romani come quelli di Pietralata e di Ardeatino, non erano tanto male, sulla carta: c’è chi avrebbe fatto carte false per fare lì il capolista, vista l’organizzazione dei partiti ancora così vitale). Avete fatto una battaglia difficile, lo riconosco. Forse l’avreste fatta meglio in autonomia, ma ci voleva coraggio, lo so. Ma non ci si può lamentare più di tanto se paparino “partito”, che speravate di annientare, in molti casi, vi ha fatto neri come cappelli da preti. E’ la democrazia, bellezza. Ed è anche il radicamento sul territorio che paga, non bastano due blog fatti bene o qualche laurea in più. Insomma, un pochino in più di sobriatà (mi pareva di averla suggerita qualche tempo fa) alla luce di non entusiasmanti risultati mi sembrerebbe d’obbligo. Saluti.
Per carità, lo sappiamo bene che un paio di lauree e un blog non fanno la differenza in politica. E accettiamo senza esagerazioni il risultato delle urne. Alla fine tra Adinolfi e iMille avevano ragione questi ultimi. Tuttavia è vero che poi la gente ha preferito votare le solite facce. Forse per questo va ridimensionata l’importanza data al ruolo del web in politica, almeno per ora. E se le persone votano sempre le stesse facce, non si possono poi lamentare di questa politica e di questi politici. 13 eletti al nazionale. Certo, su 2400 e più delegati sono poco più di una goccia nel mare, ma l’importante che ci sono. Adinolfi ha diffuso dei dati veramente allarmanti: solo il 7% dei delegati ha meno di 40 anni. Dove sono, ancora una volta, i giovani? Non ci sono nell’assemblea, non hanno votato e quei pochi che hanno votato non hanno espresso un voto “generazionale”, come se l’assenza di giovani in politica non fosse un problema.
Giuseppe, devo correggerti io stavolta: iMille speravano di annientare il partito PRIMA di decidere di appoggiarne il candidato delle oligarchie. Da quando hanno deciso di correre in soccorso del sicuro vincitore, Veltroni (naturalmente per le sue indiscusse doti di statista, come direbbe Scalfarotto) l’idea di annientare il partito è stata messa momentaneamente in secondo piano.
Per quanto riguarda gli eletti: BENE! 13 nomi sicuri sono già più dei 10 che vi davo io di minimo nelle mie famose previsioni… ora vi auguro di averne un totale di più di 20, ma so che sarà difficile. In caso contrario, vorrà dire che confermo la mia magia di uomo che prevede assai bene
Non penso che iMille abbiano mai voluto “annientare” il partito. Noi vogliamo impegnarci nei partiti perchè crediamo che solo entrandoci e non tirandosi fuori o dichiarandoli finiti si possa cambiare qualcosa.
Complimenti a tutti gli eletti, i non eletti, i non candidati che si sono impegnati in queste primarie.
PS:se mi vedete di meno è perchè sono senza pc e connessione internet…altri problemi della politica versione 2.0
dieci è comunque meglio di uno, no?
Anelli, annientare il partito? stai bene?
che meraviglia leggere di Marco. Adesso sì che sono soddisfatta, bene si ritorna al lavoro molto più sereni
Mi pare un ottimo inizio. In Lombardia è stata tra l’altro eletta anche Marella Reitani nell’assemblea regionale. Spero che si riesca a costruire un partito davvero accogliente per tutte e per tutti e che i mille stiano belli visibili in campo anche per questo.
@Giuseppe Grandis
ti confermo che l’organizzazione del partito a Pietralata è efficentissima. Tanto è vero che ha fatto una campagna massiccia per Livia Turco, solo Livia Turco. Peccato (si fa per dire) che fosse in una lista diversa da quella di Marco, che dall’altra parte si è trovata “contro” Carol Tarantelli.
Ti assicuro che a noi de iMille “il Partito” non ha dato aiuto.
E gli altri 990?
Caro Kkarl, non sono io che sono andato a stringere patti con Veltroni, Bettini, Ranieri, Melandri, Finocchiaro e compagnia cantante. Ci sono andati iMille, capitanati da Scalfarotto e Simoni. E non mi venite a dire che quei nomi sopra citati sono altra cosa dal Partito (non è un ente fantomatico, che appare nei momenti belli e sparisce d’incanto nei momenti brutti), perchè sarebbe una bugia colossale inammissibile. Ciò detto, è un fatto fuori discussione che per portare alcuni vostri esponenti (e altri della lista “innovatori” – Sofri diceva che era una cazzata definirsi così, ma purtroppo è avvenuto) ci sono volute alcune possenti “reti da pesca”, previste dal regolamento (anche se ci sarebbe da discutere su alcuni fatti anomali),ma sempre reti da pesca. La butto lì: ma sono i Mille proprio sicuri sicuri di aver fatto la migliore delle scelte per lavorare a che il voto dei giovani – che manca all’appello oggettivamente e di cui ne lamentate proprio voi l’assenza da queste primarie – potesse convogliarsi su una lista molto più caratterizzata proprio dalle proposte e dalle facce dei giovani? Torno a quello che ho scritto un pò di tempo fa in tempi non sospetti: forse si è tentata la strada più semplice per raggiungere un determinato obiettivo (un posto in Assemblea nazionale?) ma non è detto che quella che sembra la strada più facile,lo sia realmente. E soprattutto, non rischi di apparire una evidente “scorciatoia”. da ultimo, spiace per Simoni, ma la lista innovatori in quel collegio è arrivata quarta, dopo la Bindi. Sbagliato il collegio o troppo debole sotto il profilo del radicamento territoriale la candidatura?
Filippo, usavo l’espressione “annientare il partito” perché l’aveva usata Giuseppe prima. In effetti voi volevate rovesciarlo come un calzino da dentro, prima di decidere l’appoggio a Veltroni, non annientarlo.
Di grazia, Giuseppe, come può avere un radicamento territoriale un movimento nato solo da qualche mese.
Con il tuo ragionamento andrebbero candidati sempre le stesse persone (ed è stato fatto), per vedere garantito il consenso e .. addio “partito nuovo”.
p.s. il collegio non è stato scelto, ovviamente.
Allora, il collegio non è stato scelto; a trattare con quelli che ho citato prima, alla fine, ci sono andato io senza accorgermene; il radicamento territoriale non si ottiene in qualche mese, ma qualcuno avrà pur fatto una parvenza di trattativa o vi siete offerti a Veltroni in cambio di nulla? Difficile a crederlo, impossibile, purtroppo, a dirlo . Ma insomma, diciamoci la verità una volta per tutte: le scelte dei mille sono state per un verso improntate a un eccesso di presunzione (da dove provenisse non si sa, ma la si scopre tutta dopo il primo risultato elettorale); e dall’altro, da una più garantita e serena rete di protezione che offriva l’apparato “Veltroni” per raggiungere l’agognata assemblea costituente. Insomma, i mille rappresentano la conferma che la politica è fatica, impegno quotidiano, pazienza, organizzazione e, consentitemelo, anche un pò d’apparato non guasta. Se qualcuno vi diceva di essere un pò più cauti e un pochino meno autoreferenziali (un pò meno “politologici” e un pò più umili nell’apprendere metodologie che se reggono da qualche decennio un motivo ci sarà) non faceva poi proprio male. E’ la stessa fine che ha fatto Adinolfi: il web è uno strumento potente ma non è mai uno specchio. Distorce la realtà che riflette e il risultato sono un pugno di voti nelle urne. Per concludere, non vanno candidate sempre le stesse persone (cosa che,in parte, è avvenuta, anche nelle altre due liste e in quella dei competitor di Veltroni). Ma occorre avere l’umiltà (mi ricordo a questo proposito una certa cronaca della prima conferenza stampa – “non ci saremmo seduti al tavolo….” pressapoco esordiva così) di presentarsi in un consesso senza pretendere che coloro che debbono accoglierti siano disposti a scomparire e a fare letti di fiori sotto i tuoi piedi perchè non si sa bene chi arriva a portare chissà quale verbo. Continuo a pensare che i mille avrebbero avuto più successo (e più storia da raccontare e da fare) se avessero continuato a fare i Mille. Così saranno i dieci/quindici di 2.800. Peccato. Saluti
Giuseppe, non ho capito perfettamente cosa ci critichi. Intendo, ci stai dicendo che abbiamo scelto il “cavallo” sbagliato (e se sì, parli della lista o del candidato?)? Quando parliamo di partito parliamo di modi, non di etichette. Siamo un movimento che vuole aderire a un partito, anzi a uno dei pochi che – come ha detto qualcuno – ha ancora il coraggio di chiamarsi “partito”. Nasciamo per partecipare alla formazione del Partito Democratico. Magari un partito leggero di quelli che siamo abituati a vedere in Italia.
Ragazzi Giuseppe ha ragione è inutile negarlo: dovevamo andare nelle piazze, convincere in due mesi qualche milione di italiani che abbiamo ragione, organizzare una falange sparsa per tutto l’italico territorio, presentarci da soli, battere Veltroni e…cosa veniva dopo? La dittatura del proletariato? Il sol dell’avvenire? Il paradiso sceso in terra?
Qualcuno ha mai parlato di centinaia di millini che sarebbero stati eletti? Non mi sembra. Qualcunoè stato presuntuoso? Non di certo noi che abbiamo partecipato “con” e non “contro”. Ma forse qualcuno crede che in politica vince il muro contro muro, il davide che vince golia. Non è così ed è per questo che abbiamo scelto questa forma di partecipazione. Siamo stati modesti, altro che presuntuosi. Oggi partiamo con 13 persone da dentro, quelli che hanno giocato “contro” partono con un solo eletto (d’ufficio). Dovevamo fare un movimento snob e di elite e non candidarci, continuando a pontificare da fuori? Personalmente faccio autocritica sul fatto che per tutta l’estate sono stato convinto che la scelta di candidarci con Veltroni sarebbe stato un errore clamoroso. Ma avevo francamente sopravvalutato le capacità di questo movimento, come di altri movimenti nati su internet, di potersi presentare in lista da solo e di portare le persone al voto. Adinolfi, a cui va tutta la mia stima per il coraggio e la dedizione, è la nostra cartina tornasole
Solo una precisazione perchè ho la sensazione che non ci sia più sordo di chi non vuol sentire. Sta solfa del “con” e non “contro” l’ho sentita talmente tante volte pure da quelli che, con questa modalità, approfittavano della tua posizione di spalle. Fatela finita perchè nel caso vostro è proprio fuori luogo. Non ne siete stati esenti, ve lo garantisco. Smentite prima le cronache giornalistiche sulla formazione della lista e poi ne parliamo. Compito troppo arduo me ne rendo conto. Io con Adinolfi non ho niente da spartire (sono iscritto ai DS e ora al PD). Mi avevate intrigato e interessato agli esordi ma poi ho subito capito dove sareste andati a parare perchè vi ho visti e vi vedo da vicino. Dico solo che contenti voi contenti tutti. Auguri e buon lavoro: mi dispiace, ma non avete proprio il senso della misura. Con il tempo spero che imparerete.
Giuseppe, grazie per la lezione e per la “garanzia”.
Dici che ci vedi da vicino: dobbiamo preoccuparci, chiedere un po’ di privacy o allertare Rodotà?
giuseppe, sulla formazione della lista, credo tu ti sia perso l’esaustivo post di Luca. Lo trovi qui:
http://www.wittgenstein.it/post/20071018_66469.html
altro da aggiungere sulla composizione della lista, non mi pare ci sia. E nemmeno sui risultati. Si poteva ottenere di piu’ facendo iMille? avessimo avuto tre televisioni e un impero cartaceo, probabilmente si’. Saluti.
Caro walter, non ti devi nè preoccupare, nè scomodare Rodotà. Forse sarebbe bene se vi faceste raccontare un pò più di verità. Ma è un tema ormai passato. Piuttosto, vedo che ci si continua a lamentare della carenza di televisioni, giornali ecc. E’ un vecchio (questo sì) armamentario: Veltroni era il più esposto mediaticamente dei candidati. Per non parlare della Giovanna ministra. Il problema, credo dovremmo concordare, è che i giovani, innovatori per eccellenza, si sono tenuti lontani dalleprimarie. La domanda è: meglio 13 “inutili”, nel senso non offensivo, ma incapaci di spostare equilibri decisi, altrimenti, altrove)ovvero una battaglia per rendere “visibili” le tematiche da voi esposte? Vi siete messi (voi, nessuno vi ci ha spinti, pur con qualche forzatura – me la ricordo la polemica sulla scelta Veltroni sì, Veltroni no) in un “calderone” nel quale era assolutamente improbabile avere spazio spendibile, in autonomia e in valore. Per lasciare un segno (quanti si ricorderanno dei Mille nelle primarie e quanti di Adinolfi – dio ce ne scampi e liberi – per esempio?). E così è puntualmente stato. Ma adesso guardiamo/ate avanti. C’è altro da fare.