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Questa pagina contiene un singolo articolo del blog pubblicato il October 4, 2007 11:26 AM.

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Emidio Picariello

Circoscrizione: TOSCANA - Collegio: PISTOIA
Lista regionale: CON VELTRONI, AMBIENTE, INNOVAZIONE, LAVORO

ritaglio1.jpgSono Emidio Picariello e ho 29 anni compiuti da qualche giorno. Non posso distinguere in questa sede fra le due cose, come hanno fatto alcuni altri candidati, fra biografia e pensiero. Non posso perché ho 29 anni, sono un parasubordinato da 6 (sempre con la stessa azienda, che devo ammettere che paga meglio - molto meglio, non voglio fare il vittimista - di tante altre che usano lo stesso contratto), e convivo da tre. Questo vuol dire che molto probabilmente a gennaio (quando scade il contratto) avrò ancora un lavoro e che presto mi potrò sposare. Intanto però il contratto scade e per il fisco sono un single. Vivo in una casa piccolissima di cui pago il mutuo, consapevole del fatto che non potrò fare un figlio abitando ancora qui, ma anche del fatto che una casa più grande non posso comprarla, e che se affitto la mia per affittarne a mia volta un'altra mi troverei a pagare le tasse sull'affitto che riscuoto ma senza potere detrarre quelle sull'affitto che pago. Potrei insomma alla fine permettermi una casa di poco più grande.

Ho sempre votato a sinistra, ma è la prima volta che faccio politica. In definitiva sono la fotografia di una generazione che non ha spazio, che arranca, che si ingegna, che si è formata con fatica ma che non vede riconosciuti i propri meriti, una generazione per la quale le sicurezze, e non per propria scelta, scarseggiano. Non posso distinguere fra le biografia e pensiero perché la mia biografia è la testimonianza di quello che non voglio lasciare a i miei figli. Anche se mi considero un privilegiato che comunque ha casa, famiglia e lavoro, penso per i miei figli un futuro in cui la politica guardi ai bisogni della gente senza nascondersi dietro il dito costituito dalla frase, a volte non pronunciata ma sottintesa, "ormai le cose vanno così". Mi sono candidato perché voglio contribuire a formare una classe politica degna che abbia il coraggio di cambiare le cose davvero, che abbia il coraggio di costringere le aziende a rispettare le regole (e modificarle, ove necessario) sulla flessibilità in modo da non trasformarla in precarietà, che abbia il coraggio di trattare con i sindacati per il bene di tutti i lavoratori, non solo di quelli che sono prossimi alla pensione, che abbia il coraggio di mettere Confindustria di fronte alle sue responsabilità. Sogno una politica che non vada a caccia di voti facendo favori, me che li guadagni governando saggiamente, che vuol dire anche scontentare qualcuno. Per questo sogno un Partito Democratico rinnovato e forte, perché per fare quello che ho detto ci vuole la forza dei voti, ma ci vuole anche la capacità di pensare diversamente da come la politica ha pensato fino ad adesso, e per questo ci vogliono, accanto a quelli che la politica l'hanno fin qui fatta, volti nuovi che portino nuove mentalità.

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