Caste

di Enzo Ligori (da Il Nuovo Quotidiano di Puglia)

caste.jpgIn tempi in cui va molto di moda parlare di “casta” e di giornate con relativi invii a quel paese, trovare qualcuno che sia fuori dal giro politico e che abbia voglia di entrarvi è impresa davvero difficile. Eppure era questa, in fondo, la scommessa del Partito Democratico: aprire la porta, invogliare ad entrare gente nuova, giovane, fresca.

A liste chiuse e ad urne in procinto di aprirsi voglio fare una riflessione: come quello che ci ha creduto fino in fondo, alla possibilità di “scalare” il nuovo partito-nuovo; come uno che è andato a cercare la gente nuova, giovane, fresca; come uno che alla fine la sua lista di giovani (con Veltroni e con la Melandri, nel segno de “iMille”) l’ha pure fatta e presentata.


Il partito, com’era giusto e logico, non era scalabile. Le giuste griglie, poste per non consentire a mestatori di intorpidire questa bella e limpida occasione di democrazia, hanno creato qualche difficoltà anche a quelli che volevano in buona fede partecipare senza mischiarsi con i partiti già esistenti, non contro di essi ma autonomamente: è stato quasi impossibile, ma va bene così.
Ciò che non va bene, invece, è che ognuno che affermava la necessità di lasciar posto ai giovani e alla società civile, escludeva se stesso da quelli che dovevano spostarsi: così è sembrato che un’unica regia decidesse liste e nomi e collegi indifferentemente dalle sfumature diverse e dai differenti “Manifesti” ai quali gli uni e gli altri avevano aderito. Per queste due ragioni, del mancato rinnovamento e della indistinzione tra le liste, noi che all’inizio ci eravamo mossi in nome del movimento dei “Mille”, aderendo all’appello di Giovanna Melandri per Veltroni, non abbiamo trovato e voluto posto nelle due liste schierate con il Sindaco di Roma e con quello di Bari, e come nei quattro collegi di Foggia e nei cinque di Taranto, a Lecce ed a Galatina abbiamo presentato liste autonome di “Ambiente, innovazione, Lavoro”. Liste fortemente caratterizzate da presenza giovanile (il capolista di Galatina è Presidente della Consulta Scolastica ed ha 18 anni), non per una sorta di giovanilismo testardo fine a se stesso, ma perché siamo perfettamente coscienti che è finita l’era del “parlare a nome di…”, del sentirsi rappresentanti dei giovani ai quali si nega però la parola e la rappresentanza autonoma e diretta.
I giovani non cercano portavoce, vogliono il microfono. E se è vero che la “giovinezza” non è solo un dato anagrafico; e se vogliamo parlare ‒ come ha fatto Anna Finocchiaro ‒ piuttosto di “freschezza”, sarà pur necessario che questa freschezza in qualche modo e luogo e tempo emerga!
Per noi questo era il tempo. E le elezioni per le Costituenti nazionale e regionale ci sembravano il modo giusto. E i collegi della Provincia di Lecce ci sembravano un buon luogo.
E ci pare che, se si vuole lanciare un messaggio chiaro e netto di rinnovamento, c’è una sola cosa da fare: rovesciare quegli elenchi e quelle liste, fare dei numeri 10 o 5 i capilista, insomma fare come abbiamo fatto noi a Galatina!
Ci siamo ritrovati, invece, con le prime file intasate di autorità, come se si trattasse di andare ad amministrare un Comune; con parlamentari ed ex parlamentari, e con i soliti nomi (di tutto rispetto: ma dovevano proprio entrare tutti?), e con l’apprezzabile eccezione di Sergio Blasi che si è posto in numerazione di servizio, ospitando peraltro nella sua lista uno dei Mille (Alessandro Calò).
Abbiamo dovuto rinunciare a presentare uno come Fernando D’Aprile, perché altri gli hanno preferito esponenti non altrettanto legati e preziosi per il territorio tra Casarano e Gallipoli. A Galatina non c’era posto per il Presidente della più grossa compagnia teatrale stabile di Puglia.
Ovunque abbiamo dovuto verificare la “calata” di generali e colonnelli (e non parlo di Reichlin, benvenuto) provenienti da altre aree, mai visti a Galatina, evidentemente generali autoproclamati senza i soldati che vengono a guidare qui da noi: noi, i soldati, non rifiutiamo il ruolo, ma in questo esercito democratico vorremmo sceglierci i generali!

E purtuttavia: ne è valsa la pena, i giovani hanno capito come va questo mondo, il 14 andremo a votare, nel PD cercheremo di starci. Sperando che…
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Giovanni Fontana

    …quelli fuori posto siano loro.

  2. Bella e saggia questa riflessione, Enzo. Non mollare. V.

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