di Filippo Zuliani (a nome suo)
Il V-Day si è concluso, e l’adesione è stata notevole. Io abito ad Amsterdam, e per ovvie ragioni non ho potuto esserci. Ho seguito l’evento via streaming, grazie alla rete e a ResponsibilityTV.
Non voglio qui fare disamine approfondite sulle proposte di Beppe Grillo, di commenti è pieno il web e io non aggiungerei certamente nulla di nuovo. A prescindere però dal parere che ognuno di noi può aver maturato, la partecipazione popolare vista all’evento è stata certamente molto bella. Trecentomila (!) firme in un giorno è una notizia che da sola basta a riempire le prime pagine di tutti i giornali.
Ora però comincia il V-Day after, il dopo 8 settembre. Confesso la mia paura e contemporaneamente la mia speranza. La mia paura è che all’oceanico seguito di ieri per Grillo faccia seguito l’illusione di credere che indignandosi in piazza, mandando affanculo tutti e tutto, le cose si risolvano. In altre parole mi fa paura la convinzione che a problemi complessi si possano opporre soluzioni immediate, che ci sarà sempre un V-Day o un’antipolitica quando saremo alle strette, una zona Cesarini per quando non se ne può proprio più.
Stimo Grillo ed il suo impegno sociale, stimo l’adesione di cui sono stato testimone, seppur via web. Per questo nutro una speranza. La mia speranza è che la voglia di esserci, di parlare, di comunicare che ho visto in piazza a Bologna come in tutta Italia, si muova per creare un diffuso senso di cultura e di impegno per svegliare e svecchiare questo paese. La mia speranza è che i giovani (con una g sola) e i meno giovani sappiano alzare la testa e proporre le loro idee, nel fair-play del confronto costruttivo lontano dalle critiche da ultrà, e lavorare giorno dopo giorno per farle camminare. La mia speranza è che con il V-Day after, dopo l’8 settembre, i cittadini di questa nazione siano veramente pronti a farsi il mazzo per rimettere in moto il paese sui grandi temi dell’economia, della ricerca, dell’ambiente, di un nuovo modello sociale. Temi che ancora attendono proposte da 21° secolo.
Per il V-Day after, dopo lo schiaffo di Beppe Grillo a quel sistema che persegue se stesso e strozza l’innovazione, ho la speranza che gli italiani ricomincino con la politica attiva. Di loro sponte, senza attendere alcun segnale dal cielo, che si riparta con la politica delle idee, del proporre, del discutere che diede lustro a persone quali Peppino Impastato, Antonio Gramsci, Enrico Berlinguer. Perché è la politica, quella pulita con i suoi ideali e il suo impegno in cui i cittadini si rispecchiano che cambia un paese, non la furia cieca del tutti contro tutti. Dai.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Sono dell’idea che molte di quelle persone che hanno partecipato al V Day sarebbero ben felici di partecipare alla vita politica se questa fosse diversa. Non tutti, perchè molti sono bravissimi ad andare “contro”, meno a fare proposte e ad impegnarsi nel concreto. Ma la maggior parte parteciperebbe ben volentieri alla costruzione di una Italia migliore.
L’errore più grande, comunque, è quello di snobbare manifestazioni come qelle di sabato liquidandole semplicisticamente come “antipolitica” senza azzardare alcuna analisi.
Su questo, mi è venuto in mente un paragone con la partita Nuova Zelanda – Italia di Rugby.
Chi vuole lo trova qui
http://kkarl.splinder.com/post/13768231
Carlo Traina
Apprezzo lo sforzo di Grillo per farci notare i problemi della politica italiana, ma non le soluzioni che propone a questi problemi.
Detto ciò bisogna rispondere a quei problemi.
Sarebbe molto bello avere dal PD un pronunciamento ufficiale sul non inserire mai nelle liste e nelle candidature dei condannati, e che qualora un loro parlamentare venisse giudicato colpevole il partito ne chiederebbe subito la sospensione.
(e magari incoraggiare anche i parlamentari indagati a sospendersi durante l’indagine, anche se sono innocenti).
Idem come sopra per i troppi vecchi: il PD dovrebbe impegnarsi sempre a mettere nelle liste una congrua frazione di giovani, per dargli modo di formarsi sul campo; tutto questo senza eliminare totalmente i veterani come vorrebbe Grillo: anzi, unire l’esperienza dei vecchi con le idee dei giovani mi sembra un ottimo modo di migliorare la politica senza fare demagogia.
Un commento più lungo lo trovate qui
Credo che il V Day sia il trionfo dell’antipolitica, del qualunquismo e della demagogia. Per quanto possa trovarmi d’accordo con Grillo su alcune cose (molto, molto poche, in realtà) concordo perfettamente con chi dice: “il mio timore è che si trasformerà in un’occasione di festa di piazza un po’ cazzara e generica, ove molti firmeranno qualcosa che nemmeno sanno bene cos’è, che alle domande impietose di qualche giornalista un po’ “rompino” faranno delle figure patetiche, e che alla fine torneranno a casa convinti di aver dato una bella spallata alla società dei privilegi e dei potenti. Salvo poi cercare, un giorno o un mese dopo, di vincere un concorso per ricercatore universitario con l’appoggio del Prof. cui da tempo hanno offerto i loro servigi.” (http://www.kondoria.it/content/view/228/1/)
Quello che per l’autore di questa frase è un timore, per me è quasi una certezza. Manca informazione, cultura, condivisione reale delle conoscenze e Grillo non contribuisce minimamente a ciò. Tutto quel che Grillo dice e fa non consente alla stragrande maggioranza di coloro che firmano per un “parlamento pulito” di riconoscere in sé stessi almeno un grammo di quel che vanno urlando per le piazze contro i politici. Non si cambia il mondo se non partendo da sé stessi. E solo dopo aver compreso quanto è difficile, quanto è duro e quanto è faticoso cambiare sé stessi, si può aver quel minimo di coscienza e consapevolezza necessaria a pensare di cambiare il mondo. Continuare a proiettare le proprie schifezze fuori di sé, per quanto provvisoriamente catartico, non cambia il mondo di una virgola.
Premettere e considerare questo non significa liquidare Grillo come “antipolitica” e girarsi dall’altra parte. Piuttosto, una mobilitazione gigantesca come quella del VDay a me fa paura. Sarà un mio difetto e un mio pregiudizio, ma dietro i leader/agitatori-di-piazza io vedo, più che altro, greggi. E, pur non essendo un bel vedere, è una realtà perfettamente in linea con le adunate woitylan-ratzingeriane o con i dati d’ascolto del grande fratello. Triste, come minimo.
Sono molto d’ accordo con Fabio. Nel V-Day non si salva nulla, ne’ i contenuti raccogliticci e demagogici ne’ il messianesimo sgangherato dell’ ennesimo salvatore della patria. Se devo fare un paragone con altri eventi, mi viene in mente l’ ascesa della lega all’ inizio degli anni ’90, ma senza i soldi di Berlusconi. Non vedo spazi di dialogo, francamente: io sono convinto, e lo vedo in questi giorni, che coloro che si stanno impegnando alla costruzione del PD siano sia piu’ numerosi che migliori di coloro che si accodano al nuovo pifferaio magico. L’ antipolitica (perche’ questo e’, tra l’ altro orgogliosamente rivendicato) si combatte facendo politica, non scendendo a patti con coloro che la vorrebbero intimidire.
segnalo un bel post sull’argomento ad opera di Anellidifumo.
http://www.anellidifumo.ilcannocchiale.it/post/1607842.html
Due riflessioni a margine, che ho fatto anche sul mio blog.
Come dice Kkarl, giusto interrogarsi e non snobbare l’avvenimento. Non capisco però i “non condivido gli obiettivi del V-day, ma apprezzo la partecipazione”. Anche le adunate di popolo mussoliniane erano piene di persone semplici, deluse e speranzose di cambiamenti. Ma non mi sembrano per questo delle occasioni di partecipazione da apprezzare, nè tantomeno delle pubbliche dimostrazioni di raziocinio e impegno civile di cui andar fieri. Gli italiani da sempre non aspettano altro che qualcuno che li convinca che tutti i loro problemi e difetti sono causati da un complotto di poteri forti di cui il popolo è vittima inconsapevole.
Giochino, infine: critiche asperrime (ove non addirittura insulti) verso i politici di professione, gag, statistiche e numeri snocciolati a più non posso, battute, indiscutibile presenza scenica, attacchi ai mezzi di comunicazione che nascondono e mistificano le notizie, passione per le adunate di pubblico non pensante, atteggiamento da semidio, rete di circoli di persone aggregate attorno all’ammirazione per la sua persona e non a contenuti, tono da “signora mia”, continui riferimenti al “popolo” e ai poteri forti, volgarità e tendenza al coupe de theatre.. di chi sto parlando, di Beppe Grillo o Silvio Berlusconi?
Ohhhhh… io la diagnosi l’avevo fatta, ma poi qualcuno me l’ha cassata, mannaggia….
)
A prescindere dal merito del V-day sarebbe bello se la partecipazione popolare fosse cosi’ viva in tante occasioni importanti. Il ricordo delle urne vuote al referendum sulla legge 40 (con 3/4 di Italia al mare) e’ ancora vivo…
perdonami Francesco ma non concordo. Concordo invece con quanto dice Sciltian (nel link da me allegato sopra). Guidizi sul metodo e sulla figura di Grillo (comico e non statista, ricordiamolo) lasciano il tempo che trovano.
I risultati contano. E i risultati parlano di un immenso seguito popolare. Di sicuro Grillo non e’ e non sara’ un attacco alla democrazia, il problema pero’ e’ che fara’ ora con quel seguito, anche se lui pare non voler accettare l’endorsement. Cincinnato o grilloparlante?
la posizione di filippo somiglia molto a quel che scriveva ieri michele serra su repubblica.
attenti, però, a liquidare con facilità il fenomeno. mio figlio mi ha telefonato più volte per invitarmi a firmare, gli ho detto una bugia, ma vi assicuro che non è né qualunquista né estremista. forse un analista psicologo potrebbe leggere una recondita intenzione di mandare affa suo padre, che da troppi anni fa politica, ma comunque, allargando lo spettro, dico che grillo intercetta sì una fetta di qualunquisti, ma anche una fetta di rinnovatori, nostri clienti – per intenderci – gente che vuole innovare ma che, in mancanza o per incapacità di creare altro, intanto manda affa un bel po’ di gente.
allargando ancora: cerchiamo di intercettare, là dove è possibile e giustificabile, anche lo scontento di sinistra verso nostri amministratori non proprio innovatori: non lasciamo alla destra l’antipolitica, rendiamola “politica”, ma non neghiamo i problemi…
sul resto sono d’accordo che dire vaffa è più facile che costruire.
Gianni e Fabio sinceramente mi sembra non abbiate capito che Grillo con il suo blog non ha alcuna intenzione di fondare un partito o di appoggiare una formazione politica.
Da 2 anni a questa parte sta alimentando una discussione vera, trattando temi che vengono sempre ignorati dai media tradizionali.La forza di Grillo secondo me sta nel chiedere alla classe dirigente di ascoltare la gente e i loro problemi.Lo chiamate populismo? secondo me è solo una sincera risposta all’atteggiamento spesso arrogante della classe politica.
Con questo non voglio certo difendere incondizionatamente Beppe, lo so che molto spesso si lascia andare ad approssimazioni e d imprecisioni, ma è forse lui la persona a cui dobbiamo rivolgergici per avere tutto ciò? non penso…Grillo è riuscito a far nascere in me,classe 1986, cresciuto mio malgrado con Striscia la Notizia e tanta televisione, il desiderio di battermi per cambiare la nostra società, che invece appare immobile e inviolabile alla maggior parte dei miei coetanei.
Il V-day è stato solo uno sfogo, un modo per farci coraggio e sapere che siamo in tanti a credere in un ‘Italia diversa.
Sicuramente in quelle piazze c’erano molte persone che ritengono una firma basti a risolvere i problemi, ma mi offenderei se si pensasse fossero la maggiornanza. Sono consapevole della complessità legata allo svolgere una funzione di governo, ma per questo non mi si può impedire di arrabbiarmi se vengo continuamente ignorato.
Enzo, nessuno nega i problemi posti con straordinaria intensita’ dal V-Day.
Come ho scritto nel post, mi auguro che le persone dopo il vaffa, posate le ceneri del grande falo’, comincino a costruire, a proporre e discutere. Civilmente, qui ma non solo.
iMille manterranno la porta aperta a tutti come hanno sempre fatto, ma nel rispetto di chi ci sta davanti. Che vengano dal Vaffa o meno, per iMille non e’ il punto in questione.
Caro Riccardo, non ha alcun senso volere un’Italia diversa. Bisogna “essere”, ciascuno, un’Italia diversa. Ed io, sinceramente, una massa di persone accalcate attorno ad un palco ad acclamare Grillo che si scaglia contro i politici ladroni e delinquenti, non riesco proprio a vederla come l’inizio di un’Italia diversa. Mi pare uno spettacolo già visto parecchie volte e sempre finito maluccio. Per fortuna.
Sono in disaccordo con (quasi) tutti i vostri commenti. Tento di spiegare sinteticamente perché:
1. Non si può parlare di “antipolitica” se è evidente a tutti -iMille compresi- che è la “politica” a mancare (e quindi anche il suo “anti”);
2. Le critiche di Grillo sono sempre molto precise e circostanziate e non si può quindi definire demagogico né il suo linguaggio, né le sue riflessioni (ma si può essere in disaccordo con lui, questo sì, che è cosa assai diversa);
3. Non è vero che V-Day “distrugge senza proporre”: trattasi, come noto, di una raccolta di firme per una proposta di disegno di legge di iniziativa popolare (ancora una volta la demagogia non c’entra, tantomeno berlusconi);
4. Smettiamola di pensare che le persone che seguono le iniziative di Grillo (V-Day compreso) siano pericolosi estremisti o, peggio ancora, una sorta di “gregge” con Beppe come pastore: a ragionare così (male) la stessa identica critica può essere fatta a tutti, nel micro anche a iMille (e comunque è sufficiente un’intelligenza minima per capire che così non è).
Detto questo, personalmente mantengo riserve ed un vigile spirito critico su tutto, V-Day compreso. Magari però evitando il paradosso di essere demagogico (o poco informato) accusando altri di demagogia, come sopra invece mi pare evidente alcuni lo siano stati.
Saluti
MassimoB
Credo che MassimoB abbia ragione da vendere.
Parliamo dei contenuti del V-day: le tre leggi di iniziativa popolare e la denuncia dello sfruttamento del lavoro.
1) la proposta di ineleggibilità legata ad ogni tipo di condanna è “esagerata e pericolosa”, cosa sacrosanta sarebbe legare l’interdizione perenne da tutti i pubblici uffici per dei reati specifici (corruzione, concussione, truffa, omicidio …) mentre alcuni non dovrebbero essere inclusi (reati d’opinione ma anche legati ad azioni politiche come occupazione di suolo pubblico, manifestazioni “sediziose”, resistenza a pubblico ufficiale).
2)un numero massimo di mandati è teoricamente condivisibile ma non risolve necessariamente il problema dei perpetui. Basta passare da deputato a europarlementare poi sindaco e presidente di una regione oppure ministro.
3)la scelta diretta dei rappresentanti mi sembra sacrosanta: mai più liste bloccate. Ma siccome anche il sistema delle preferenze è pernicioso non resta che il maggioritario. Questo però deve essere legato ad un sistema di primarie, altrimenti non cambia nulla.
4)per quanto riguarda la denuncia della degenerazione della tanto amata flessibilità in precariato/sfruttamento mi sembra sacrosanta.
Venerdi’ leoni, lunedi’ pecoroni.
Sono veramente stupito. Come si fa a dire che quella di Grillo non è demagogia, quando Grillo dice esattamente – in questo è assolutamente geniale – ciò che le persone vogliono sentirsi dire? Non è demagogia organizzare un “Vaffanculo Day”? Cosa è allora la demagogia? A confronto i girotondi di Moretti – che pure ho abbastanza detestato – erano la quintessenza dell’iniziativa e del pensiero politico. Come si fa a pensare che non sia un capopopolo (ma preferisco pastore, che meglio si adatta allo spirito italiota) uno che non dialoga affatto ma segue una modalità comunicativa verticale e verticistica, e rigorosamente dall’alto verso il basso, per certi versi pure peggiore di quella dei politici che sostiene di voler togliere di mezzo, in un modo o nell’altro? Che dialogo conduce Grillo con l’insieme delle persone che lo sostengono? Dove sta lo scambio? Quale è il flusso della comunicazione nel suo blog? In che modo Grillo stimola lo spirito critico e, soprattutto, autocritico dei suoi seguaci? Come si fa a paragonare o ad accostare, con le dovute proporzioni, il movimento di Grillo a quello de iMille che, per quel che ho visto finora e tolto qualche comprensibile scivolone iniziale, mettono in pratica il dialogo, la condivisione, lo scambio alla pari e non mancano di far riflettere sull’assunzione di responsabilità personale di fronte a ciò che non va? Io ancora non ho visto né Simoni né Scalfarotto né Sofri su un palco circondati da una folla adorante e arrabbiata. Può darsi che quando è successo o non c’ero o ero distratto.
Caro Riccardo Susigan, Grillo vuole “distruggere i partiti” perche’ sono “il cancro della politica”. Cosa c’e’ di nuovo in queste posizioni? Dove e’ l’ innovazione, cosa c’e’ da studiare in un fenomeno sempre uguale a se stesso, dove cambia solo l’ imbonitore di turno? Cosa c’e’ di cosi’ interessante in un personaggio forte mediaticamente (e che il media sia il cinema, la televisione o internet cambia poco), che si rivolge direttamente al “popolo” cercando di scavalcare gli strumenti di rappresentanza politica che costituiscono lo strumento essenziale della democrazia?
Cosa c’e’ di cosi’ interessante in qualcuno che racconta alla “gente” quello che la gente vuole sentirsi dire?
Lo diceva qualcuno, qualche giorno fa: compito della politica non e’ seguire la gente, ma precederla. I capipolo e gli uomini della provvidenza la pensano diversamente, ma a me continua a sembrare un precetto convincente.
la gente sapeva perché stava li’. perche´era frustrata. e sapeva perché firmava.
bisogna smettere di trattare i cittadini come se fossero dei rimbabiti, quelli che hanno firmato sapevano che cosa firmavano molto probabilemente.
ora quelle proposte non ofriranno delle soluzioni ottimali, ma sono sintomo di un problema che tutti ignorano.
o peggio che la destra ignora (facco solo quello che gli dice il capo)e che invece la sinistra ieri denunciava per poi bendarsi gli occhi una volta al governo.
sul merito delle proposte:
1) Ricordo che una simile integritá e´richiesta ai funzionari. Perche no anche alla classe politica?
Solo che ineleggibili non devono essere tutte le persone che hanno ricevuto una condanna penale (“de gasperi” allora non avrebbe mai potuto essere eletto! o neanche un mandela, capito!). Ineleggibili devono essere quelle persone che hanno abusato dei poteri conferitigli dal mandato (traduco = corruzzione, favoreggiamento, ecc. mentre sei eletto). Qualsiasi tipo di mandato.
Es.: Se da assessore hai ricevuto tangenti, devi essere fuori dal gioco. e non ripresentarti.
2) Fermo restando che e´mia idea che per la stabilita´politica italiana e`necessario un sistema maggioriatio secco (all’inglese o alla francese). Le liste bloccate possono essere sbloccate attraverso l’istituzione di una preferenza unica (i sistemi clientelari funzionavano con i numeri delle preferenze multiple = la preferenza unica non permette tale sistema).
riporto questa cosa raccontata dallo stesso grillo:
“Quando sono andato da Prodi e gli ho suggerito di fare un blog mi si è presentato un certo Santagata, pensavo fosse un cantautore, mi hanno spiegato che è il ministro (Grillo scandisce) dell’Effettuazione del programma. Questo Effettuazione mi ha risposto: “Ma noi non c’abbiamo il tempo di rispondere a tutti sul blog…”. Capite?!? Non c’hanno il tempo. Hanno computer di 80 chili, pagano milioni di diritti a Bill Gates, e non sanno cos’è l’open source».
Vorrei far notare che in altri paesi non e’ necessario esplicitare un limite massimo di mandati per deputati o senatori perche’ i loro stessi partiti impongono un ricambio ogni due legislature. In altre parole, vi e’ una autoimposizione.
Se in Italia questo non avviene e siamo ridotti a chiedere una legge per limitare i politici immortali, allora questo non e’ qualunquismo ma un segno del degrado morale del nostro paese..
IL mio richiamo ad un’Italia diversa non voleva essere un semplicistico rifiuto della società attuale ma una spinta vigorosa al cambiamento, spinta di cui Tv, giornali e ahimè molti concittadini non sentono il bisogno.
Chi segue quotidianamente il blog di Grillo avrà compreso che il V-Day è stato solo uno sfogo estemporaneo seguito a mesi in cui Beppe ci ha invitati,spronati a parlare di politica, a discutere attivamente, a prendere una nostra posizione, interpretando il ruolo che dovrebbero avere i partiti ma che invece si mantengono troppo distanti dalla gente.
Il concetto di politico come uomo che precede la gente citato da Gianni mi pare molto affascinante ma si scontra troppo spesso con una realtà politica che, invece di anticipare , risponde con molto ritardo ai bisogni del paese.Vogliamo forse ricordare la mancanza di un Piano Energetico Nazionale credibile o la totale indifferenza nei confronti del problema della microcriminalità prima che alcuni fatti di cronaca mettessero in primo piano la questione?
Anch’io mi auguro la classe politica riesca ad essere anticipatrice dei bisogni del popolo, prima però dovrebbe iniziare ad ascoltarlo!
In fondo penso questo sia l’unico obiettivo di Grillo.
Vedo che molti commentano la bonta’ delle proposte di Grillo ma pochi il gesto in se’.
Grillo ha dato uno schiaffo al sistema, ha sbattuto in faccia alle alte sfere il malcontento popolare. Bersani ad ora pare l’unico ad averlo detto: discutere di Grillo e delle sue proposte e’ come discutere del termometro quando si ha la febbre.
Grillo ha urlato assieme ad altri 300.000 firmatoari un monito alla politica. La politica deve essere capace di rinnovare se stessa, per dare risposte alle grandi sfide del 21o secolo e della globalizzazione (immigrazione, lavoro, pensioni, ricerca).
Se non sara’ capace di farlo, continueremo a parlare di V-Day, di antipolitica e di disaffezione. Continueremo a parlare di tutto ma non saremo capaci di risolvere nulla.
ho letto alcuni commenti di uomini politici mi pare che il più serio sia stato Bersani dicendo di non dar la colpa al termometro se c’è la febbre, altri, soprattutto Casini e Craxi hanno una hanno una fifa blu perchè oltre a dire che il re è nudo Grillo sottolina che non ha nemmeno un gran fisico.
Purtroppo sabato ero impegnato per motivi di lavoro, altrimenti avrei firmato anche io, e molto volentieri.
si filippo uno schiaffo al sistema.
io commentavo le proposte. ma non e’ su quelle che biosgna sofferare l’attenzione, ma sulle ragion che spingono la gante a sentire questo stato di frustrazione.
logicamente di auto-ciritica da parte del sistema ne viene poca.
a forza di non rinnovarsi, di non nutrirsi delle froze vive della societá civile (o peggio ignorandola) son diventati sterili.
e’ demagogia quella V-Day o forse rabbia per l’assenzae la sterilita´ di una classe dirigente chiusa su ste stessa ed incapace di uscire dalla spirale?
Io invece ho solo paura. Paura dei tele predicatori, paura di questo mix di cultura di ultrasinistra (poca) e di destra (tanta), paura di una logica per chi che ha dei dubbi deve essere può essere solo un amico della Casta e dei corrotti, paura soprattutto che le cose possano migliorare mandando affanculo qualcuno, e non con l’impogno quotidiano e faticoso per migliorare,almeno un pochino, il mondo che abitiamo.
PS: sapete che Grillo è stato condannato in via definitiva perchè l’auto che guidava ebbe un incidente e morì un passeggero?
Come spesso capita, mi riconosco molto con quello che ha detto Bersani.
Per il resto, sono d’accordo con il post originale ed alcuni commenti. C’è bisogno di una politica nuova, pulita, partecipata. Quando non si riconosce l’utilità di una cosa, la sua rappresentanza, questa non merita nemmeno un euro. E una politica non sentita dalla gente non è politica.
Sembra che alcuni dirigenti siano terrorizzati dal confronto, finanche lo scontro. Tutto ciò dovrebbe essere il sale della democrazia.
Io credo che chiunque con i proprio mezzi (un comico facendo il comico..) se riesce a esprimere con forza e sdegno il malcontento e l insoddisfazione che la gente prova per l intera classe politica fá un servizio al paese.
Grillo ieri ha fatto il botto, ci é riuscito in pieno, fatela finita di parlarne come se stesse formando un partito lui rappresenta solo una scossa un pungolo per l intera classe politica che é anni luce distante dalla gente. Oggi ho letto tra le tante battute idiote riguardo al suo show, un intervista molto interessante di rosy bindi su repubblica, diceva chiaramente che la politica deve tagliare il numero dei parlamentari e i propri privilegi da paese del terzo mondo se vuole riacquistare credibilitá presso i cittadini, questa mi sembra una risposta concreta a grillo. Ma devono farlo veramente altrimenti continuano a prenderci per i fondelli facendo leggi che non permettono di governare e pensando a riempire le proprie tasche, e allora viva grillo signori
Più che parlare di antipolitica, troverei sensato parlare di malessere “antipartitico” (c’è molta differenza).
Altre riflessioni le ho postate sul blog di Pennarossa.
Un saluto a tutti e buon lavoro.
Vorrei precisare alcune cose di significato più generale. Esistono, a mio modestissimo parere, diverse politiche, tutte necessarie:
1. La politica dell’attenzione, capace di suscitare interesse per le cose oggetto di discussione e fornire la più completa informazione possibile;
2. La politica della partecipazione, in modo da coinvolgere il maggior numero di persone nei dibattiti che riguardano temi fondamentali della società nella quale si vive;
3. La politica delle decisioni, in grado di costruire concretamente un futuro migliore ed esercitata con senso di responsabilità da chi è stato democraticamente eletto.
In questo quadro, ripeto di trovare demagogico l’atteggiamento di chi considera “politica” solo quella delle “decisioni”. Peraltro senza soffermarsi sulla reale corrispondenza tra voto dell’elettore e scelta del candidato preposto a rappresentarlo in parlamento.
Saluti
Massimo.B
Ragazzi,
che discussione animata che si e’ formata! Sono contento. A quanto pare Grillo e’ stato piu’ bravo di me nel suscitare dibattito… Beh, come la penso lo sapete, visto che l’ho ampiamente spiegato all’assemblea nazionale. Il V-day e’ stato un successo. Chiedo solo a chi gestisce la lista di pubblicare il post che avevo inviato mercoledi’ scorso, che ancora piu’ dettagliatamente spiegava perche’ secondo me iMille dovevano aderire al V-day senza paura di venirne schiacciati, ma anzi, facendo fronte comune con chi, come iMille, vuole il rinnovamento.
Detto questo, continuo a pensare che iMille abbiano perso un’occasione, ma non sara’ l’ultima di certo….
Ieri i commenti di tutti i TG e di quasi tutti i politici non entravano affatto nel merito delle questioni sollevate dal V-day, ma continuavano a parlare di antipolitica, di insulti a Biagi, di demagogia e altre cavolate, solo per spostare l’attenzione dalle questioni serie che il V-day ha posto. 300.000 persone firmano per cercare di ridurre il distacco dei politici dalla gente, e i politici le ignorano e continuano il teatrino. Noi che si fa?
francesco, il dibattito che a te tanto piace per questo post sul VDay contiene tanta discussione ma nessuna proposta pratica. Noi di proposte pratiche (wikiprogramma e wikimille) ne abbiamo a pacchi, sia nel metodo che nel contenuto.
Il senso della provocazione di Grillo non e’ il vaffanculo a tutti, vuol essere un’esortazione a tutti gli italiani a impegnarsi per far ripartire l’Italia, a discutere, a creare impegno e cultura diffusi. Ma devono essere gli italiani a farlo, non Grillo e basta. Ti ricordo inoltre che iMille si stanno spendendo su tali fronti da quando sono nati.
Sull’occasione persa, ti ho gia’ risposto in privato. iMille hanno sempre avuto la porta aperta per tutti, prima durante e dopo il VDay.
Filippo (Zuliani),
perdonami la sincerità, ma non concordo con quello che dici. Intendo dire che non credo esista un paladino unico delle “proposte pratiche”, né mi piace l’affermazione “la nostra porta è aperta” intesa come: siano loro (quelli di Grillo, desumo, ma forse sbagliando) a venire da noi, e non noi da loro.
Più precisamente, i commenti qui sopra mi sembrano pratici, non teorici, specie quando fanno riferimento ai singoli punti della proposta di legge del V-day. E non solo.
Ripeto ancora: non esiste solo la “politica delle decisioni”, ma anche le altre due. E non mi pare facciano parte di uno sterile dibattito teorico. O i 300.000 che hanno prestato attenzione, partecipato e firmato sono… “teorici”?
Cari saluti
Massimo.B
Qualcuno mi spiegherebbe cosa c’e’ di nuovo in quello che dice Beppe Grillo? Il concetto “partiti cancro della politica” e “i politici sono lontani dai cittadini”, da quando mi occupo di queste cose, lo ho gia’ sentito esprimere almeno da Cossiga, Fini (prima che diventasse un bravo ragazzo), Bossi, Berlusconi, Di Pietro, Funari e Pancho Pardi. Qualcuno piu’ anziano persino di me lo ha sentito, paro paro, da Giannini e da Mussolini (nonno). Cosa ci sarebbe di cosi’ nuovo, di cosi’ orginale in questa specie di Bagaglino upper class?
E poi: dove sarebbe questa lontananza dalla politica, questa alienazione? L’ Italia e’ uno dei paesi al mondo con la maggiore partecipazione elettorale; il PD sara’, con circa un milione di iscritti, il piu’ grande partito d’ Europa (davanti alla SPD tedesca con settecentomila iscritti, ma in un paese una volta e mezza piu’ grande). Con Cofferati sono andati in piazza tre milioni di persone, contro la guerra in Iraq ne sono sfilate molte di piu’, si considera un flop una manifestazione nazionale che porti a Roma meno di cinquecentomila persone. Quest’ anno ho visto letteralmente migliaia di persone impegnate nella costruzione del PD, prima nella fase congressuale e ora in quella costituente.
Questa storia di “cittadini lontani dalla politica e sfiduciati” a me sembra la classica self-fulfilling-prophecy, che viene tra l’ altro espressa, guarda caso, proprio in un momento di grande impegno per la costruzione del PD.
Il vero obbiettivo di Grillo siamo noi.
Te lo spiego io se permetti, Gianni: non c’è nulla di nuovo. Ed è questo ad essere preoccupante! Ed è questo che è alla base (credevo fossimo d’accordo almeno su questo qui su iMille) della arretratezza politica dell’Italia e del suo mancato rinnovamento (anche in termini generazionale tra i politici italiani che ci rappresentano).
Massimo.B
da sottolineare che Ciriaco De Mita, noto intellettuale della magna Grecia (ricordate la chiosa di Montanelli?), si voleva proporre come segretario campano del PD.
Nessuno gli ha riso in faccia ricordandogli tutti i danni fatti al paese. Che facciamo candidiamo Cossiga in Sardegna e Andreotti nel Lazio? E poi ci preoccupa che la gente s’incazza.
Avete letto Repubblica? Scalfari dice tutto…
Credo che non dovremmo fare troppo gli schizzinosi con Grillo e i V-boys. Al limite faremo gli schizzinosi con il venturo “grillismo”.
Date un’occhiata all’ultimo sondaggio di “La repubblica” sulla questione: http://www.repubblica.it/speciale/2007/sondaggi_ipr/v-day.html
Anche noi appoggiamo in fondo scelte radicali. Anche noi sentiamo sulla nostra pelle tutti i giorni l’esigenza di una svolta, di un paese moderno.
Anche a noi vengono i brividi per i numerosi condannati in Parlamento. Per Ciriaco De Mita che è lì da 11 legislature.
Per Clemente Mastella che è lì da 9. E’ ministro della giutizia in un Goverbo di Centro Sinistra. Si permette di ricattare. E’ stato ministro del lavoro del primo Governo Berlusconi (uno dei peggiori che si ricordino). Anno domini 1994!
Le leggi proposte da Grillo non sono da buttare. Andrebbero migliorate.
1) Ok per l’elezione diretta; nei modi e nelle forme più trasparenti ed efficaci.
2) Stop ai parlamentari condannati per reati gravi (vedi corruzione)
3) Si potrebbe pensare ad estendere a 4 o 5 il numero massimo di legislature. Nel migliore dei mondi possibile non sarebbe necessario porre uno sbarramento. Nell’Italia di oggi direi di sì. Favorirebbe almeno la crescita di una classe dirigente responsabilizzata e potrebbe frenare il pericoloso propagarsi di yes men dal cervello bonsai.
sì l’ho letto, leggete anche la risposta, una delle tante, di Domenico Ciardulli
http://www.ciardullidomenico.it/ARTICOLI/scalfari_contro_grillo.htm