di Giancarlo Bruno
Tutti sanno che cosa vuol dire procrastinare. E’ una struttura di comportamento normalissima, comune a chiunque. Le cose non ci piacciono cosi’ come sono, ma l’inerzia è piu’ forte. La pigrizia non è che un elemento di questa realtà della vita di tutti: le vere ragioni dell’inerzia si trovano in un insieme confuso di sfiducia nella possibilità del cambiamento e di sfiducia in se stessi come attori del cambiamento. Il prezzo da pagare per l’inerzia e l’accettazione, consapevole o inconsapevole, attiva o passiva, dello status quo è spesso sottovalutato. E’ un lento sgretolamento del proprio progetto di vita, sia essa privata o professionale. Niente come i successi nel cambiare situazioni insoddisfacenti, infatti, generano energia ed entusiasmo che si autoalimenta e rende possibili affrontare le sfide successive.
La situazione del nostro Paese piace a pochi. I cahillers des doléances sono pieni a scoppiare, e la rassegnazione, il cinismo, il distacco, il senso di insofferenza e avvilimento sono ovunque. Le spalle sono curve, i sorrisi amari, i commenti sarcastici e fanno male piu’ a quelli che li pronunciano che a quelli a cui sono diretti.
Eppure pochi sentono la responsabilità, prima di tutto verso se stessi, di interpretare questa crisi diffusa nel Paese come la loro crisi. Una crisi soprattutto personale, intima, profonda e forse inconsapevole. La mancanza di progetti, di sogni da realizzare, l’accettazione di tutto cio’ che non va bene senza l’impegno a cambiare, prima di tutto se stessi. Un paese è fatto di individui. Individui che in Italia non si sposano, non fanno figli, non lasciano la casa paterna, non finiscono gli studi, non rischiano, non spiccano il volo, non credono in loro stessi, non osano, non creano, non vivono.
In queste ore si vede il segno di un possibile cambiamento nella vita politica dell’Italia, grazie al progetto del Partito Democratico. A tutti i detrattori, critici, sfiduciati, pessimisti, che coprono pagine con i motivi per cui il PD è destinato a fallire, vogliamo rispondere che il PD puo’ essere la casa di quelli che credono nella possibilità di cambiare le cose che non vanno, che credono in un progetto di vita per se stessi e per l’Italia. L’Italia non è un Paese allo sfascio, contrariamente a quanto dicono le cassandre in patria e all’estero. Ma è un Paese che in generale ha smesso di sognare, di credere in se stesso, nelle proprie potenzialità e risorse, e crede di poter fare spallucce di fronte ai propri problemi, sempre piu’ urgenti, in un misto di rassegnazione, senso di fatale impossibilità e superficiale sottostima dell’impatto di questi problemi sul lungo periodo.
All’Italia servono persone che sanno osare, impegnarsi per il cambiamento, pensare con onestà e lucidità. Quelle persone possiamo essere noi, possono essere tutti quelli che sono determinati all’impegno per migliorare se stessi e il Paese, con il loro lavoro, il loro entusiasmo, il loro cuore.
Ma la decisione di impegnarsi deve essere maturata, accettata, pronunciata ad alta voce. Il PD puo’ essere la forza per lo svecchiamento, l’abbandono dei vecchi schemi e delle vecchie ingiustizie, che puo’ catalizzare l’energia per creare nuove opportunità. Il PD sta nascendo ora. La decisione di impegnarsi per il PD deve essere presa adesso.
Se non ora, quando ?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





bellissimo!
Così è.
L’ autore della citazione da cui è tratto il titolo di questo esauriente articolo è Hillel Il Vecchio. La frase, tratta dai “Pirque Avoth” (i detti dei padri) suona così:
” Se non sarò per me, chi mai sarà per me ?
Ma se sarò solo per me, chi mai sarò?
E se non ora, quando? ”
L’ho trascritta perchè mi sembra perfetta, nella sua completezza, più ancora del suo uso da parte di Levi, per ogni buon proposito, come quello di noiMille…
E anche perchè domani è Rosh ha Shanà. Buon Anno Nuovo a tutti!
intanto il nostro governo di CS ha inserito un altro bell’ottuagenario in un posto chiave per il futuro del Paese: è Fabiano Fabiani appena nominato consigliere di amministrazione della RAI.
L’ITALIA SI RINGIOVANISCE
Scrooge: per la precisione, molto prima che il governo di CS nominasse Fabiano Fabiani nel cda RAI, il candidato sostenuto da iMille lo aveva nominato a capo di ACEA spa. Ma possibile che tutti coloro che hanno una età superiore ai trenta, quaranta, fissa il limite che ti pare, sono degni al massimo della rottamazione? E’ una vera e propria ossessione, direi quasi bambinesca. Appunto.
Prendo spunto dai commenti per un’osservazione che forse meriterebbe un qualche approfondimento.
Personalmente conosco giovani (di età) vecchissimi (di idee/mentalità/coraggio) e vecchi (di età) giovanissimi (di idee/mentalità/coraggio). Vorrei quindi porre una domanda, più che esplicitare il mio pensiero:
ha davvero senso misurare la vitalità di un Paese unicamente (e sottolineo unicamente) su basi anagrafiche, o è piuttosto vero che dovrebbe essere in base a quello che si pensa, si dice e si dimostra di essere capaci di fare che dovrebbe essere espresso un giudizio sulla “vitalità” o meno delle persone?
saluti
Massimo.B
Condivido in pieno la premessa dell’articolo. Il fatto che il PD possa rappresentare la risposta all’immobilismo, però, è tutto da dimostrare. E, secondo me, siamo noi, che partecipano alla sua costituzione, a doverlo dimostrare agli altri, quelli che stanno alla finestra.
Attenzione però: molta della sfiducia è ben motivata, perché tutti vedono che dentro il PD ci sarà anche molta gente che ha tutto l’interesse a mantenere lo status quo. Non è negando o ignorando questa evidenza che potremo convincere gli scettici; lo potremo fare solo dimostrando con i fatti che, dentro il PD, un modo nuovo di fare politica può vincere. Sarà una battaglia molto dura.
@ giuseppe grandis
meglio bambinesco che stupido!
la mia riflessione è una constatazione…non ho parlato di rottamazione. Ma se leggi dell’ironia nel mio commento ti aiuto a capirla.
Quale prospettiva per i ventenni, trentenni e anche quarantenni (decidi tu l’età) può dare uno splendito quasi ottuagenario?
Il problema italiano ha due facce.
Una e’ la faccia attiva, lo yang. E’ rappresentata dalla classe dirigente in carica, che e’ incompetente, vecchia e interessata principalmente ai propri interessi.
L’altra e’ la faccia passiva, lo yin. E’ rappresentata dai cittadini, che sono scontenti, lamentosi e frustrati.
La saggezza cinese insegna che i problemi si affrontano tenendo presente questa complementarieta’. Chi considera solo lo yang, o solo lo yin, fallisce. Allo stesso modo, puntare il dito sempre e solo sui politici non aiuta a cogliere l’essenza della questione. La “casta” esiste anche grazie all’inerzia dell’opnione pubblica.
Questo invito a guardarci dentro e’ percio’ un mirabile esempio di saggezza.
Grande Giancarlo! Il blog è bellissimo. Credo che tu abbia colto un sentimento collettivo: sappiamo cosa è giusto fare ma non lo facciamo perchè crediamo di non esserne capaci. Credo che sia come il primo tuffo: la pedana è terrificante. Ecco perchè la prima volta spesso ci accompagna qualcuno più grande o piu esperto, per darci tranquillità!Infatti non vedo niente di male nell’avere gente esperta o anziana nel PD, anzi, purchè sia chiaro che sono li’ per gestire una transizione e un cambio generazionale.