di Enzo Ligori
Voglio dare un contributo di idee anche se è proprio in questo campo che voi avete meno bisogno: siete bravissimi nei programmi che elaborate, un po’ meno nella organizzazione delle gambe che dovrebbero farli camminare, ma… ogni cosa a suo tempo.
Vi riporto una sintesi della riunione a casa mia, che avevo chiamato “una birra…democratrica” ma che è stata arricchita da un’ottima “sangria popolare”: a sinistra, si sa, non sappiamo rinunciare a un po’ di rosso.
La prima esigenza che mi è stata posta è quella del diritto di accesso: accesso alla vita pubblica, accesso alla piazza. Che vuol dire accesso alla piazza nelle condizioni della vostra età, non della mia, quando i braccianti, in fila spalle al muro di tramontana, aspettavano che il fattore li ingaggiasse per l’indomani.
La vostra piazza è quella virtuale, e come non si paga (se non con l’imposizione generale) per andare nella piazza di pietre, non si dovrebbe pagare per entrare nella piazza delle reti. Banda larga per tutti, perciò, e libero accesso al mondo per i giovani.
La seconda esigenza ci riguarda da vicinissimo, ed è figlia della prima: diritto di accesso alla politica. E cinque euro solo per le primarie sono troppi per un giovane, che si percepisce tale fino a 35 anni. E finiamola di lamentarci dell’allungamento della permanenza in famiglia: dopo avergli detto che dovranno andare in pensione più tardi perché la vita s’è allungata, dopo avergli negato il lavoro se non dopo la laurea, il master, lo stage all’estero… pretendiamo che vadano via da casa a vent’anni come facemmo noi?
Allora: due euro per tutti, o almeno fino a 35 anni. La chiamerei la “campagna del milione”: uno in meno in euro; uno in più di partecipanti, perché se partecipa un milione di persone a 5 euro, fanno cinque milioni di euro; ma se raccogliamo quattro milioni di euro a due ciascuno, fanno due milioni di partecipanti.
Cosa vogliamo: soldi o democrazia?
La terza proposta nasce dalla mia diretta esperienza: negli anni ’80 ero segretario di funzione pubblica cgil e si parlava di salario d’ingresso, difficile da accettare (in quegli anni, ma anche dopo): io sostenevo che, anche al fine di elevare progressivamente l’età pensionabile, si potrebbe prevedere anche il salario d’uscita, una sorta di part time impiegato per attività di tutoraggio dei nuovi entrati. Insomma la pensione te la do all’età stabilita, ma tu mi garantisci tot anni di formazione gratuita, a metà tempo, ai tuoi colleghi più giovani.
Figlia di questa proposta è quella che scaturisce dalla mia esperienza più recente: il dovere, per i funzionari e dirigenti esperti, di rendere al pubblico ciò che dal pubblico hanno avuto. Voglio dire che il know how acquisito in anni di lavoro presso la P.A. è stato loro retribuito, quindi essi hanno il dovere, per un certo periodo, se chiamati, di restituire gratuitamente in formazione ai giovani il know how acquisito. Dico che le Università, e i centri di formazione privati convenzionati con la P.A., pullulano di ex dirigenti (se non dirigenti in servizio) che arrotondano ottimamente con consulenze e attività formative…
Ancora: una proposta sulla laicità. Lo Stato spende fior di milioni per pagare i docenti di “una” religione con la quale è vincolato da Concordato. Poiché una revisione del trattato appare complicata, propongo di calcolare la spesa statale per l’insegnamento della religione e trasferirla, pari pari, sempre alle persone indicate dalla Chiesa, ma per tenere aperte le chiese tutto il giorno. Non è possibile che un turista si debba appostare sul sagrato aspettando di poter vedere i capolavori artistici durante una messa o una funzione! Meno lauree in scienze religiose (finanziate dallo Stato), più lauree in beni culturali; meno indottrinamenti nelle strutture pubbliche, e più disponibilità di cultura…
Infine, sulle politiche giovanili vi invito a considerare quanto ha fatto la Puglia contro la fuga dei cervelli e per la valorizzazione della creatività (su questo si veda anche “giovani idee” della Ministra Melandri).
Un patto etico stipulato tra Regione e giovani ha concesso ad essi la possibilità di conseguire un master sia in Italia che all’estero, ma con impegno ad utilizzare la conoscenza acquisita nella loro Regione; Bollenti Spiriti è stato i progetto che ha finanziato il recupero di immobili di proprietà pubblica in base a progetti concordati tra Comuni e Giovani; Progetti di ricerca è stata una iniziativa che ha finanziato 500 progetti di ricerca concordati tra quattro interlocutori: un laureato, un’impresa, una Università, la Regione. (Su tutto questo lo specialista è Guglielmo Minervini, assessore regionale, aderente alla nostra lista con Melandri).
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Non vorrei tirare uno sfondone, ma penso che ci sia già l’accordo per un euro, come prezzo per il voto alle primarie…
questo pezzo lo avevo inviato qualche settimana fa…