Oggi un grande vecchio del giornalismo come Eugenio Scalfari ci commenta l’attualità politica. Lo segnalo perché pieno di riflessioni interessanti.
Oggi un grande vecchio del giornalismo come Eugenio Scalfari ci commenta l’attualità politica. Lo segnalo perché pieno di riflessioni interessanti.
di Tommaso Caldarelli. Appartengo al movimento degli scout cattolici da una vita intera; ho percorso tutte le tappe educative della proposta Agesci fin da lupetto, sono diventato Capo, il tutto…
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L’articolo di Scalfari e’ ricco di spunti ma personalmente discordo su numerose uscite, quali ad esempio l’aggregazione centrista con Montezemolo o Draghi (?), Grillo nel ruolo di delegittimatore della sinistra radicale (?), la Lega come costola inscindibile di Berlusconi (con Fini presidente del consiglio?) e il consueto spettro/monito sull’inizio della dittatura fascista (Grillo come Mussolini? seeee)
Inoltre la possibilita’ di cui Scalfari scrive sulla caduta del governo per l’attuale seconda finanziaria a me pare poco probabile (“sara’ una finanziaria leggera”, si legge non a caso sui giornali). La stampa internazionale gia’ da piu’ di un anno ha pronosticato che il governo Prodi arrivera’ alla seconda finanziaria ma non alla terza. E Mastella concorda.
Mi dovrei annoiare a pensare e scrivere banalità, ma credo sia l’unico modo per rispondere alle allucinanti affermazioni di politici, giornalisti ed “esperti” di questi giorni.
E’ che tutti (a parole) notano il distacco tra politica e cittadini e tutti si augurano (sempre a parole) una maggiore partecipazione civica della gente comune. Poi però, se quegli stessi cittadini ai quali l’esortazione è rivolta tentano di organizzarsi per partecipare attivamente alla vita politica del Paese (per esempio: con proposte di disegni di legge ad
iniziativa popolare, con manifestazioni pacifiche o con liste civiche), beh… apriti cielo! Pericolo di deriva populista, di terrorismo, di fascismo, di demagogia e chi più ne ha, più ne metta!
Ed allora, lo si dica una volta per tutte: quello che ci si è sempre augurati è una finta partecipazione, una partecipazione civica ma che sia tale solo in quanto ammaestrata, controllata e diretta dai soliti noti, poco importa se per finalità diverse se non opposte a quello che i cittadini desiderebbero ottenere per sé e per la comunità sociale tutta. D’altronde, da attori politici o mediatici che fingono per mestire ai fini del consenso o dell’audience cosa mai ci si potrebbe aspettare di diverso? Nulla di diverso, appunto. Ed allora, viva Grillo e chi tiene alto il proprio spirito critico. Beninteso, anche nei confronti di Grillo stesso.
Domanda: esiste un pericolo simile (di finta partecipazione, intendo) anche per il Pd?
saluti
MassimoB
Io invece come al solito concordo con quasi tutto quello che dice Scalfari. Intanto perché ne ho una stima smisurata, poi perché è la memoria storica di questo paese. Voglio dire: lui ha fatto la resistenza. Oltre a questo ho più volte detto che anche secondo me Grillo e il suo populismo possono alla lunga diventare pericolosi. E non si può neanche negare che Dini abbia tante volte fatto “Cicero pro domo sua” e che questa volta pare che voglia ripetere lo spettacolo.
Premetto che sono io ad aver segnalato il link all’articolo di Scalfari, ma non capisco perché la firma è sparita (misteri dell’etere …). Poi sono dovuto correre a procacciare firme in giro per la banlieu parigina … e solo ora mi accorgo di essere in sintonia con OMB che posta lo stesso articolo, credo per gli stessi motivi.
Io trovo che Scalfari provi a metterci in guardia da “grandi centri” e che non ci dobbiamo dimenticare noi “costruttori del PD” che il nostro cardine per restare insieme resta ancora oggi Prodi, per fortuna o purtroppo. Se fallisce lui andiamo tutti “a casa”, nel senso vero: margheriti e diessini iper-governativi con il grande centro, gli altri “à gauche”.
a proposito di polita da leggere oggi sul corriere un bel articolo di Stella Rizzo
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/24/casta.shtml
tra l’altro si trovano le seguenti frasi:
“Gerardo Bianco che al Grillo che vorrebbe un limite massimo di due legislature risponde dicendo che «non bisogna seguire la piazza a rimorchio di istrioni della suburra» non è lo stesso che siede in Parlamento dal 1968? E il Massimo D’Alema che liquida gli attacchi di Grillo ai partiti dicendo che per sua esperienza «se si eliminano i partiti politici dopo arrivano i militari e governano i banchieri» non è lo stesso che nei giorni pari dice che «la politica rischia di essere travolta come nel 1992» e nei dispari che «i costi della politica sono un’invenzione di giornalisti sfaccendati»?”
Grande stima di Scalfari,ma non mi trova d’accordo su Grillo.Quello che nessuno pare capire,qui,è che non si tratta di Grillo o non Grillo:si tratta dei cittadini che imparano ad usare internet per interagire a procacciarsi le informazioni.La TV per me non esiste più dal 1998,ma non sono soddisfatto neppure dalla carta stampata.Faccio subito qualche esempio di vicende non coperte adeguatamente,penso anche per ragioni politiche: la vicenda di Rete4 e TV7,la base di Vicenza,la TAV in Val di Susa (contro cui gli economisti si scagliano, vedi http://www.lavoce.info,ma a nessuno pare fregar niente).Su tali questioni il Governo non ha dato le risposte che i cittadini si sarebbero aspettati.E sono questioni che stanno a cuore ai cittadini e su cui l’informazione data,anche da ottimi quotidiani,è alquanto scarsa.Ora i cittadini cercano queste informazioni in rete,e si organizzano. Da soli.Che c’è di populistico in tutto ciò? E’ nient’altro che democrazia attiva,esercizio di democrazia ogni giorno, faticoso ma necessario per costruire un paese migliore.
non risulta da nessuna parte che scalfari abbia fatto la resistenza; membro della Gioventù Universitaria Fascista e collaboratore dei giornali del GUF, non sono note sue iniziative resistenziali. ES si avvicina al liberalismo con gradualità, muovendo da posizioni frondisto – goliardiche, per abbracciarlo con trasporto con la nascita del mondo nel 1949. liberale, sì, ma partigiano, ecco, quello mi sentirei, probabilmente, salvo errore, di escluderlo.
fonte: nello ajello in occasione degli 80 anni del Fondatore. http://www.repubblica.it/2004/d/speciale/altri/scalfari/cinqu/cinqu.html