Il capitalismo sostenibile di Sergio Marchionne

di Cristiana Alicata

Non mi sento nel luogo sbagliato nel momento sbagliato.
E a volte sospiro, perchè in Italia ci sono barlumi di sapienza. E di coscienza. Ed io ne sono testimone.
Come questo, di Sergio Marchionne.
Può dare fastidio perchè occupa il posto del “padrone”, eppure questo è uno che fa. E fa bene. E non sulla pelle del “proletariato”.

Anzi.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

15 Commenti

  1. “[h]e, who before was the money-owner, now strides in front as capitalist; the possessor of labour-power follows as his labourer. The one with an air of importance, smirking, intent on business; the other, timid and holding back, like one who is bringing his own hide to market and has nothing to expect but ‒ a hiding”.

    K. Marx, Capital, vol. 1

  2. qohelet

    Perchè Marx in inglese?

  3. Anonymous

    Sconcertante come le stesse cose (ma proprio esattamente le stesse, eh!) che diceva Trentin negli anni 90, ottenendo poco consenso, diventino invece una illuminazione mistica non appena vengono espresse dal ghost writer del manager piu’ alla moda della provincia italiana. Mi sembra una naturale predisposizione al sottile piacere del paternalismo. Al piacere di subirlo, cioe’, che e’ persino peggio.

  4. Lavoro nel mondo delle aziende da 25 anni. Sono stata tra i primi in Italia a studiare i temi dei Business Ethics e della CSR. Onestamente non credo che tutti siano intimamente, moralmente convinti. Sta di fatto che il mondo, i consumatori, cominciano a premiare le imprese che hanno una buona reputazione e si assumono in maniera positiva le loro responsabilità per gli effetti presenti e futuri delle loro azioni per tutti gli stakeholder. In questo momento, più che discutere della bontà delle intenzioni, mi interessa guardare positivamente ai fatti, ai risultati, sperando che si inneschi davvero un circolo virtuoso.

  5. E’ vero, Trentin era più avanti dei nostri mega manager attuali. Però fa comunque piacere che un Marchionne dica in sostanza che non è più vero che “ciò che va bene alla Fiat va bene all’Italia”, ma che piuttosto “ciò che va bene all’Italia (e all’Europa) va bene alla Fiat”.

    Solo, vorrei che la Fiat cominciasse a investire davvero nella sostenibilità ambientale delle sue auto, e osasse avviare produzioni di massa di auto elettriche o, quantomeno, ibride come la Prius Toyota. Fino ad allora, mi permetto di conservare qualche riserva sulla qualità della responsabilità sociale dell’impresa Fiat…

  6. Ok…allora un pò di dati:

    1) Fiat è stata la casa automobilistica che ha più ridotto le emissioni di C=2 nel 2006.
    2) Fiat ha nella sua gamma prodotti tantissime vetture ibride (benzina o gasolio con metano): Panda, Punto (vecchia), Multipla, Doblò. Le altre Case automobilistiche, no…se vuoi l’impianto a metano te lo monti da solo.
    3) In Brasile tutte le vetture, anche quelle di concorrenza, vanno con il flexi power, inventato da magneti marelli (Gruppo Fiat) che consente alle vetture di andare con combustibile estratto da canna da zucchero (in Italia non si può perchè un certo Prodi quando era alla commissione europea ha messo l’embargo sull’importazione di canna zucchero).
    4) vetture ad idrogeno prototipi ormai le hanno tutte le case, ma come ci approvvigioniamo di idrogeno?
    5) La Prius in Italia è una sola..è lunga quasi 4 metri, se ce l’avessimo tutti le città sarebbero ancora più intasate. Tra laltro per funzionare in modalità elettrica devono essere ricaricate facendo molti KM con il combustibikle tradizionale: in termini di global warming sono una sola. Giusto un pò di local warming. Meglio una vettura come la Smart, piccola e che risponde a connotati di LCA (Life Cycle Assesment) globali.
    6) Vedete come siete sensibili al marketing? Sapete le cose che vi comunicano..Toyota, ecc…

  7. Contentissimo delle informazioni di Cristiana. Mi confortano davvero, come mi ha fatto piacere il tono e il senso del discorso di Marchionne. Per punti:
    1) Evviva! Davvero benissimo per la Fiat e per l’Italia:-))
    2) Il metano è sempre una fonte fossile, anche se migliore di altre. Quello che è mancato (non solo alla Fiat) è l’investimento nell’elettricità e nella tecnologia delle batterie (pare ci siano recenti novità in USA – il problema fondamentale come noto è il tempo di ricarica)
    3) Sono contento per la tecnologia Marelli, ma il biofuel è un modo assai contestabile di mandare avanti le auto, nella misura in cui rischia di creare problemi di sicurezza alimentare
    4)all’idrogeno non credo molto neanche io, sfondi una porta aperta. Come sempre, è ovviamente bene continuare a investire anche su quello, ma non credo che sarà la soluzione.
    5) Colpito e affondato (anche se la Smart la trovo orrenda per il modo con cui la gente la guida, credendo di essere su una moto:-))
    6) Beh, il marketing lo fa anche la Fiat, e pure bene. Ho letto giusto ieri del fantastico accordo sulle radio satellitari, un vero colpo di genio:-)

  8. Filippo Zuliani

    3) anche senza l’embargo dovremmo coltivare mezza italia a canna da zucchero per avere il combustibile necessario. In Brasile hanno spazio (abbattendo le foreste), noi no.

    4) vetture a idrogeno: bei prototipi ma manca ancora il nuovo “serbatoio”. Problema non banale come si puo’ pensare. Ben piu’ grave del problema dell’approvvigionamento. Mettetevi il cuore in pace, pure la Shell non si aspetta di trovare una soluzione prima di 10-15 anni.

    2) auto elettriche: le batterie da smaltire secondo voi non inquinano? tutt’altro. Con l’aggiunta che sono pure belle pesanti, quindi dovete consumar carburante solo per trasportarle sull’auto stessa (e sprecar energia).

  9. (giuro, dopo questo la smetto)
    A) Quello che dice Filippo sulle batterie mi permette di ricordare che il problema vero è che bisogna distinguere fra tecnologie che aiutano a non inquinare “in locale” (le città, essenzialmente), e tecnologie che riducono l’inquinamento in assoluto (e in più, magari, risparmiano energia). La prima cosa è comunque importante, ma ovviamente più limitata.
    B) la verità, temo, è che bisognerebbe trovare proprio il modo di muoversi meno, qualunque sia il vettore e il tipo di energia usati – tranne i piedi, naturalmente:-)

  10. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Corrado,

    non serve muoversi meno, bisogna muoversi meglio. Invece di usare tutti l’auto, come succede in italia, bisogna puntare sui mezzi pubblici. Tram, treni, filovie cittadine. Cose normali nel resto d’europa, ma a livelli ridicoli in Italia.

    Ovviamente il potenziamento dei mezzi pubblici cozza contro le compagnie petrolifere, taxi, e ogni genere di feudo basato sull’automobile.

  11. Francesco

    a completare quanto dice filippo su biocomubustibili, idrogeno e auto elettriche suggerisco questo documentario

    http://en.wikipedia.org/wiki/Who_killed_the_electric_car

    con la consapevolezza che e’ stato in parte criticato.
    buona visione a tutti
    F

  12. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Quando vedo “who killed the electric car” (suggerito da Francesco) mi tornano in mente le teorie del complotto da grandi poteri occulti. Stronzate, se mi perdonate il francesismo.

    Immaginate per un attimo che si possa avere pronto in poco tempo un esemplare funzionante e affidabile di auto elettrica o a idrogeno. In tal caso, bisognerebbe sostituire tutto il parco macchine DEL MONDO con le nuove auto non-inquinanti, oltre a gestire il business dei servizi allegati (carburante, manutenzione, distribuzione). Riuscite a immaginare il volume di denaro generato da tal operazione? io no, e’ sinceramente troppo.

    Pensate veramente che i poteri occulti si opporrebbero alla loro direttiva primaria (far soldi)? Who killed the electric car? nessuno.

  13. Ragazzi, su Marchionne e la sinistra è assolutamente necessario leggere questo post. Almeno ci sorrideremo un poco sopra…

  14. claudio

    … e non dimentichiamoci del “bioetanolo” da biomassa (degradazione della cellulosa) grossa sfida lanciata da consorzi biotech-petrolchimici vedi Iogen-Shell:
    http://www.shell.com/home/content/media-en/news_and_library/press_releases/2004/iogen_biofuels_22042004_1335.html

    Concordo con Filippo che al di la della ricerca di combustibili alternativi bisogna ripensare il modo di muoversi. Ma oltre al discorso sui mezzi pubblici di trasporto, permettemi una critica alle case automobilistiche. Perché tra problemi di saturazione del traffico, erosione delle risorse petrolifere e aumento dei prezzi questi continuano a produrre macchine dal peso, potenza , prestazioni e consumi completamente fuori fase con l’uso reale medio di una macchina: portare figli a scuola, recarsi sul posto di lavoro e fare la spesa nel raggio di max 30km di cui la gran parte in coda? (cito a mente senza ricordarmi le statistiche precise perdonatemi).
    Legge del mercato direte voi, finché c’é chi deve avere il macchinone… Mah.
    ‘notte

  15. Francesco

    Concordo con quel che dice Filippo sulle teorie complottiste, che non mi appassionano piu’ di tanto. Il documentario che ho proposto, pero’, contiene comunque una panoramica sullo stato attuale di altre tecnologie (tipo l’idrogneno) e puo’ essere utile per farsi un’idea di partenza su quali siano gli interessi in gioco.
    F

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