Diventare un millesimo

di Gionata Vanoni

Un banchetto alla festa dell’Unità di Milano, una serata già autunnale, Lorenzo e Nanni infreddoliti, addosso solo una maglietta, rossa con il ritratto di Garibaldi. In questo modo, con una frittella in mano, ho conosciuto il gruppo dei Mille.


Una breve chiacchierata e poi di corsa a casa. Poteva finire lì e invece…poi le cose hanno preso una loro piega. Un blog, www.imille.org, il progetto del partito democratico, una maniacale passione per il Web e il bisogno di dare senso alle cose hanno fatto il resto. I primi commenti, i post intelligenti, mai banali.

Il blog è entrato da subito nella mia lista dei “preferiti”.

Poi scopri che la famiglia dei mille è fatta da gente come te. Potresti essere tu uno dei mille. Qui di professionisti della politica non ce ne sono. Ci sono invece partite IVA, impiegati, manager, ma anche studenti e insegnanti; non mancano i precari della legge 30: una fetta di quella che si chiama “società civile”. Che ha deciso di impegnarsi in prima persona nel progetto del partito democratico, invece che stare seduti alla finestra e vedere che succede.

Così ho cominciato a commentare i post, a esprimermi, a dire la mia. Insomma è iniziato il confronto.
Ho commentato un post di Luca Sofri (c’è anche lui) dove dicevo che a Milano la cittadinanza è poco coinvolta nel progetto del PD. Poi Paolo mi ha scritto: «Guarda che a Milano ci sono i Mille, eccome…siamo impegnati a fare il PD +laico, +moderno, +di sinistra. Vieni anche tu!». Così funzionano le cose nei Mille.

Se cercavo un appiglio per partecipare, beh l’avevo trovato.
Così ci siamo incontrati. I blogger si sono fatti carne e ossa. E l’appuntamento, fissato in un bar. Il tempo di bere qualcosa e poi a casa di Marella.
Si sono chiuse le liste da presentare per il voto del 14 ottobre e inizia la campagna elettorale. Di questo si parla. A Milano i candidati dei Mille saranno presenti nei collegi 1 e 6 e poi a Corsico (presto sarà online il dettaglio dei candidati dei Mille collegio per collegio, ndr). L’obiettivo è quello di portare quanta più gente possibile a votare per il partito democratico. Il senso è quello di aprirsi alla società, a chi non fa della politica un mestiere. Soprattutto si vuole introdurre un nuovo linguaggio. Più democrazia, più opportunità, più futuro.

La campagna elettorale è dura, faticosa. Bisogna pensare a tutto. Tanto di più per un gruppo che si è formato appena quattro mesi fa. Che non ha alle spalle la struttura di un partito.

Si parla di politica, della politica del fare, ci si diverte soprattutto. Il Pc connesso alla rete consegna i messaggi dei Mille sparsi per tutta la penisola. Altri Mille, quella sera, sono al lavoro. Ci si sente un po’ come dei carbonari.

Sono seri i mille, come Garibaldi ha fatto l’Italia, loro la vogliono ri-fare, ma non sono seriosi. A fine serata, la sensazione è quella di un sano divertimento. Propositivo, in cui ognuno è chiamato in gioco in prima persona. Mi dico, questi ci credono davvero che si possono cambiare le cose.

Come dice Cristiana, «Sono con i Mille, perché non mi va a sessant’anni che mio figlio mi chieda perché l’Italia fa così schifo e perché io non ho fatto nulla. Voglio dirgli: “Guarda, io ci ho provato.”». Si, proviamoci.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

Nessun commento

Puoi essere il primo a lasciare un commento su questo articolo !

Lascia un commento

Subscribe without commenting