di Paolo Ribichini
Eravamo tanti giovani con meno di trent’anni, molti studenti universitari. È qui nel corso istituzionale di formazione politica dell’Ulibo, Università Libera di Bologna “Alexis de Toqueville” che ci siamo conosciuti. Il primo giorno gli organizzatori volevano sapere quali motivazioni ci avevano spinto a partecipare a questa scuola di formazione politica legata al nascente Partito Democratico. Mentre il microfono passava di mano in mano, si scopriva che ben pochi sono iscritti ai partiti, gran parte sogna di entrare in politica proprio perché si riconosce per la prima volta in un partito, quello Democratico appunto, altri vedono nel PD la possibilità di partecipare e di cambiare realmente questa politica e questo paese. Nell’Italia del disimpegno giovanile, nell’Italia dei Fabrizio Corona e dei tronisti, c’è ancora un piccolo spazio per chi sogna un’Italia migliore.
All’Ulibo si respirava realmente la voglia di partecipare, di esserci. E proprio qui che, insieme ad altri, abbiamo iniziato a parlare. Parlare è stato per noi fondamentale per trasformare la delusione che serpeggia in ognuno di noi da individuale a collettiva. All’interno di un gruppo di studio di cinquanta persone, una quindicina di volenterosi ha così deciso di organizzarsi in modo da ricercare una strada comune per poter partecipare alla costituzione del Partito Democratico. Purtroppo l’ottimo corso che abbiamo seguito manca di un legame diretto con la costituzione del PD, è quasi una cattedrale nel deserto. Per questo, l’unico modo per valorizzare quest’immenso capitale umano, che diligentemente tenta un suo primo approccio alla politica attiva, è quello dell’auto-organizzazione per individuare i giusti contatti per essere inglobati in questo processo costituente.
Cosa ci muove a candidarci alle elezioni per l’Assemblea costituente del PD? In primo luogo la voglia di cambiare questa politica “vecchia” ed incapace di dare le risposte giuste alle domande di una società che cambia. In secondo luogo immaginiamo una politica nuova, una politica non delle poltrone ma una politica per la gente. In terzo luogo desideriamo una politica che guardi ai giovani, alla precarietà e alla ricerca. Fino ad ora abbiamo avuto solo promesse, mai mantenute. Per questo e per tanti altri motivi ci candidiamo alle elezioni primarie, per portare il nostro contributo, la nostra formazione. Insieme a iMille che sono la vera novità della politica italiana.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Mi chiedevo appunto dove fossero finiti i miei compagni (di corso) di Ulibo, perchè tra la scuola e iMille c’è tutto in comune, a cominciare dall’idea di cosa debba essere la politica.
Chiara
Eh, cara Chiara, purtroppo mi sarei aspettato una partecipazione maggiore, sia con iMille che con Adinolfi. Sembra che ci sia quasi paura a mettersi in discussione e a partecipare realmente. Qualcuno è sfiduciato, altri sono quasi impauriti a scendere in campo e candidarsi. “Sono troppo giovane per candidarmi, non me la sento, non ho esperienza”: da quei giorni di luglio fino ad oggi lo sai quante volte l’ho sentita questa frase? Ma se uno non partecipa a 20-25 anni, quando lo dovrebbe fare? Forse è vero che se in parlamento non ci sono giovani non è poi solo colpa dei partiti.
Paolo,
perche’ ti sorprendi che molti giovani (20 e 30enni) siamo cosi’ spaventati dal metterci la faccia? Purtroppo e’ il risultato dell’invadenza familista nelle loro vite. E’ difficile spezzare un’abitudine, specie quando e’ proseguita a lungo. iMille, Mario Adinolfi e tutti coloro che provano l’assalto al fortino -seppur con mezzi e strategie diverse- sono qui a indicare che “e’ tempo di andare” (o “si puo’ fare”, come direbbe Marione).
Mi sorprendo perché si tratta di persone che magari sono anche disposte a spostarsi centinaia di chilometri da casa per studiare ma si sentono “piccoli” di fronte alla politica, quasi come se fosse qualcosa destinata esclusivamente a quelle persone che “sanno”. Ma, riflettendoci bene, non trovo così tanti nomi nella politica italiana di gente che “sa”. E siccome anche in politica di professione prevale l’ignoranza, ben venga una ragazza ventenne, studentessa universitaria, piena di voglia di fare. Non capisco perché i ventenni, o gran parte di loro, questo non lo capiscono…e poi con queste primarie non ci si candida mica alla presidenza del consiglio…
Cari amici,
alcune espressioni, tanto più si diffondono ed entrano nell’uso comune, quanto più il loro significato diventa evanescente ed una loro definizione problematica.
Nel vostro sito, di queste ne utilizzate a iosa.
Citando dal sito:
“È il sito, e il pensiero, di quelli che hanno un’idea della sinistra, e questa idea è moderna, democratica, laica e di sinistra.”
Mi farebbe piacere sapere:
1) quale è questa Vostra idea di sinistra?
2) quale sia questa Vostra idea di modernità?
Ma tent’è: anche le parole hanno una loro moda e, in fondo, l’impiego più o meno frequente o più o meno appropriato di termini in voga non importerebbero molto, se non derivassero da singolari inconvenienti.
Lei, che sogna una Italia migliore, che cosa sogna?
Purtroppo nelle sue parole si palesano i luoghi comuni che conseguono un vuoto di credibilità dovuto alla incapacità di individuare almeno le problematiche (non le chiedo le soluzioni) centrali del Paese quali per esempio:
un modello alternativo all’attuale capitalismo selvaggio, l’irreversibile prevalere nella vita economica delle grandi concentrazioni economiche, la convinzione che un regime puramente concorrenziale non coincida con il massimo vantaggio per la collettività, ecc…
Lei è il moderno rappresentate di ciò che chiama “la vecchia politica”.
Gilberto,
c’e’ il wikiprogramma (direttamente sulla home) che risponde a tutte le tue domande e/o richieste di precisazioni.
Te lo linko per comodita’. http://www.imille.wikispaces.com/
sentiti libero di proporre aggiunte e cambiamenti, qualora lo ritenessi opportuno o non condividessi alcuni passaggi.
Per quanto mi riguarda, caro Gilberto, prossimamente su questo sito sarà pubblicato un mio intervento sul precariato e una mia idea su come affrontare i cicli economici da parte del sistema.
Per sapere poi “che cosa sogno” la invito a visitare il mio blog: polysblog.splinder.com ; e il mio sito http://www.paoloribichini.info