sezione Speakers' Corner
Sembra che un dato comune stia emergendo da molti post in questi due mesi. Che iMille sono per la rivalutazione degli organi tecnici di controllo previsti dalla Costituzione e che in questi ultimi anni sono stati sopraffatti da una classe politica parolaia e per lo piu' ignorati dalla stampa.
Corte dei Conti. Alcuni post di Daniele Mazzini (qui e qui) ci hanno parlato del problema del controllo della burocrazia e delle sue spese nonchè dei costi della politica. Daniele ha proposto un Comitato di Garanti. A ben guardare esiste gia’ un autorevole “Comitato di Garanti” previsto dalla nostra Costituzione: la Corte dei Conti. Quanto volte sentiamo pero’ parlare dai giornali della Corte dei Conti? Chi legge i suoi approfonditi documenti e le sue denunce? Quali giornali pubblicano le sue analisi sui costi della politica e della burocrazia (eccetto la relazione annuale)? Scommetto che (senza nulla togliere agli autori) il libro di Rizzo e Stella era stato già scritto dalla Corte dei Conti 3-4 volte negli ultimi venti anni (ma nessuno se n'è accorto).
CNEL. Il fantasma CNEL è la barzelletta all'esame di Diritto Pubblico. Paolo Ribichini ci ha parlato del problema della concertazione. Il dibattito si è infuocato sul solito scontro “sindacato sì, sindacato no”. La parte del post di Paolo che ho invece trovato più interessante è stata la riproposizione del ruolo del CNEL, un organo evidentemente previsto dal Costituente proprio per dare voce alle molteplici parti sociali.
Authorities. Cristiana Alicata ci ha recentemente parlato del problema energia. Stupisce l’assenza nel quotidiano dibattito sull’energia dell’Authority creata ad hoc per le questioni energetiche. Per lo più ignorate dopo l'entusiasmo iniziale, le Authorities sembrano aver perso la loro voce presso i media. Solo le Authorities sulla privacy e l'antitrust ricevono un minimo di attenzione, e per lo più quando c'è qualche scandaletto sulle intercettazioni telefoniche di qualche vip.
La lista potrebbe continuare. In una democrazia sana, la classe politica viene vigilata dagli organi di informazione e dagli organi tecnici e di controllo previsti dalla Costituzione. Se in Italia buona parte della stampa e TV ha abdicato al suo ruolo di controllo, non ci rimangono che gli organi tecnici. Chi li ha visti?
Commenti (4)
il CNEL..... piu' ni una volta ho sollevato fra amici e compagni il dlemma di questo organismo "costituzionamente" rilevante ma di fatto ridotto al nulla.
serve a mandarvi a fare i presidenti ilustri pensionati (xon tanto di megasalario)
il concetto del CNEL nasce con la costituzone di Weimar, con fini nobili ed ambisiozi, ma tanto li' come qui si é risolto in un nulla di fatto.
questione di volonta politica (ricordo infine che tanto la corte costituzionale come il referendum sono stati regolamentati con molto ritardo= per alcuni la costituzione era un optional....)
Inviato da l'altro filippo | September 28, 2007 4:56 PM
Posted on September 28, 2007 16:56
Raoul, la mia proposta che tu citi - in entrambe le versioni - non è basata sull'organo di controllo tecnico. Essa è basata sulla scelta volontaria, che alcuni politici potrebbero fare, di rinunciare a privilegi e privacy garantite loro dalla legge. E' quindi chiaro che il controllo non potrebbe essere affidato ad un organo tecnico dello Stato, visto che la violazione del patto volontariamente sottoscritto non costituirebbe violazione di nessuna legge.
Nella prima versione della proposta, però, avevo effettivamente dato un grande rilievo ad un organo “tecnico” di controllo, il Comitato dei Garanti. Esso sarebbe stato costituito da volontari di cui quegli Italiani che vogliono una politica diversa, nella direzione indicata dal Manifesto che propongo, si potessero fidare. E qui mi sono scontrato con un muro. Sembra che l'idea stessa di un organo di cui gli Italiani si possano fidare sia ritenuta assurda dai più. Qualunque modo proponessi per selezionare i Garanti era ritenuto inadeguato, qualunque misura di garanzia si scontrava con lo scetticismo generale. E stiamo parlando di un gruppo di persone scelto dai cittadini come preferiscono. Figurarsi allora di quale fiducia popolare possa godere, in Italia, un organo burocratico a nomina politica: che mette insieme due tra le parole più detestate dai nostri concittadini.
Sono quindi giunto a questa conclusione: i politici che vogliono recuperare la fiducia degli Italiani non possono contare sulla mediazione di un organo tecnico al di sopra di ogni sospetto. Perché non è possibile creare un tale organo. Si devono invece dare delle regole semplici ma in grado di garantire gli elettori, tali per cui il loro rispetto possa essere verificato in prima persona dagli interessati. Nella seconda versione del Manifesto TRL, il “Comitato dei Garanti” ha una funzione estremamente limitata. Chi ha fiducia in almeno un suo membro lo può utilizzare come punto di riferimento, ma può essere tranquillamente ignorato da chi si fida solo dei propri occhi.
Se una nuova classe politica fosse capace di conquistare la fiducia degli Italiani ed il potere, essa sarebbe poi nella posizione di trasmettere questa fiducia ad organi tecnici. Prima però dovrebbero rendere sensati, comprensibili e condivisibili dalla maggioranza dei cittadini le leggi ed i regolamenti che tali organi devono applicare. Oggi non lo sono. Poi dovrebbero assicurarsi che le persone che fanno parte di questi organi siano affidabili. Dopo qualche anno in cui questi organi dimostrassero la loro reale utilità, i cittadini potrebbero iniziare a farvi riferimento. Ma il circolo virtuoso, ne sono convinto, può essere innescato solo dalla democrazia, quindi da una spinta politica, non dalla burocrazia, ovvero da meccanismi tecnici. Una volta innescato il meccanismo virtuoso, degli organi di controllo serio sarebbero in grado di opporre una forte resistenza a tentativi di deviazione dalla strada della correttezza. Ma la scintilla iniziale non può venire da loro.
Inviato da daniele | September 28, 2007 9:49 PM
Posted on September 28, 2007 21:49
Daniele, il compito degli organi tecnici non e' quello di sostituirsi alla politica, questo e' piu' che ovvio. Ma di vigilare sul comportamento della classe politica e di supportarne l'azione arricchendola di competenze. In Italia la voce delle persone competenti (giuristi, magistrati contabili, economisti e via dicendo) rimane del tutto inascoltata. Negli Stati Uniti l'azione dell'esecutivo e' supportata da seri e autorevoli organi tecnici e di controllo. Parlo del campo che conosco meglio: in Italia gli unici organi economici consultivi di controllo seri sono la Voce e NoiseFromAmerika, due siti web. Le proposte per alleviare il precariato passano attaverso laVoce tramite un'azione volontaristica di un gruppo di economisti. La voce dei tecnici e' soffocata. Qualcuno se ne frega del lavoro delle Authorities, delle relazioni della Corte dei Conti? No Daniele, nessuno. Qui nessuno sta mettendo in discussione il primato della politica. Stiamo dicendo che in una democrazia sana il primato della politica contempla i) un controllo serio da parte degli organi di informazione ii) un controllo serio e un'azione consultiva da parte degli organi tecnici. Cerchiamo di non raccontarci balle, Daniele. Il pericolo che corre l'Italia non e' che classe politica fatta di Winston Churchill o di Mahatma Gandhi venga assediata da un esercito di "burocrati" freddi e spietati. Casomai il pericolo (anzi la realta' quotidiana) e' che tanti tecnici vengano messi all'angolo da un esercito di politicanti di serie C logorroici e incompetenti. Comunque, i tuoi posti mi sono piaciuti moltissimo. E il tuo contributo a questo sito e a iMille e' prezioso. Perche' non mando una biografia a Filippo con la tua foto? Cosi' entri ufficialmente in chifalecose.
Inviato da raoul | September 29, 2007 1:43 AM
Posted on September 29, 2007 01:43
Raoul, intanto grazie per i complimenti. Quello che volevo chiarire è che:
1. sono d'accordo che in una situazione di democrazia liberale normale gli organi tecnici hanno un ruolo importante
2. nell'Italia di oggi (e di ieri) essi non possono svolgere un ruolo rilevante
3. perché lo possano svolgere, deve prima cambiare la politica
Riguardo l'invio di una nota biografica, ora sto traslocando e non ci posso pensare ;) Ci risentiamo quando sarò nella nuova casa...
Ciao
Inviato da daniele | September 29, 2007 2:51 PM
Posted on September 29, 2007 14:51