Alla ricerca di un difficile equilibrio: il Manifesto TRL si evolve

di Daniele Mazzini

f08.jpgQualche tempo fa è stato pubblicato, nella sezione idee, l’articolo “Una proposta per recuperare alla politica parte dei qualunquisti”. In questo articolo presentavo una prima stesura del Manifesto TRL, una proposta pratica per cercare un terreno comune tra quei delusi della politica che hanno idee e si vogliono proporre come nuovi protagonisti, e quelli che invece non sanno come dare uno sbocco positivo alla propria delusione e reprimono a stento la propria frustrazione: in questa categoria ricadono molte persone oggi etichettate come qualunquiste. La proposta è stata ampiamente discussa e criticata, ed oggi posso presentare una evoluzione del Manifesto che cerca di rivisitare i punti più critici della prima versione. Si tratta di una completa riscrittura: i principi restano gli stessi, ma le modalità di applicazione cambiano radicalmente.

Il cambiamento maggiore sta nel meccanismo delle sanzioni e nel ruolo dei Garanti che le dovevano applicare nella prima versione. Nella nuova stesura, in realtà, non esiste più una vera sanzione per la violazione delle regole; l’ottica adottata è quella di dare agli elettori la possibilità di decidere autonomamente, ma disponendo di informazioni il più possibile chiare e comprensibili. Il ruolo dei Garanti, limitato alle sole regole di trasparenza, è quello di costituire dei punti di riferimento ai quali gli elettori che lo vogliono si possono affidare. Non esiste più l’espulsione di un candidato, e le decisioni a maggioranza dei Garanti non hanno più un valore assoluto: l’elettore che si fida di uno solo di essi può basarsi solo sui suoi giudizi, e chi preferisce decidere in modo del tutto autonomo è libero di farlo. In questo modo molti dei dubbi sul comitato e sul suo funzionamento dovrebbero essere risolti.

Un altro chiarimento riguarda il principio di Lealtà, che resta il più difficile da trattare, ma, a mio avviso, è importante per dare la possibilità agli elettori di capire per chi e per cosa votano, e valutare come viene usata la delega data all’eletto. Con questa nuova formulazione dovrebbe essere chiaro che l’eletto che aderisce al manifesto può votare secondo la propria coscienza, ma si deve assumere tutte le proprie responsabilità di fronte agli elettori: starà poi ad essi trarre le conclusioni che credono sul suo comportamento rispetto a chi ha vinto le primarie per la sua coalizione o partito.

Ecco la nuova proposta per il Manifesto TRL: Trasparenza, Rinuncia, Lealtà.

Trasparenza

In Italia, i sistemi di controllo che dovrebbero garantire il rapporto di fiducia tra elettori e politici non funzionano. La credibilità dei politici è così bassa, che oggi tantissimi elettori applicano a loro la presunzione di colpevolezza: ogni accusa rivolta ad un politico viene ritenuta vera, salvo prova contraria. Per i rappresentanti che vogliono meritarsi la fiducia dei rappresentati, per poter godere dell’appoggio degli elettori in un’azione riformatrice efficace, l’adesione volontaria al principio della trasparenza, anche a costo di rinunciare ai normali diritti di privacy, è una necessità. Noi proponiamo ai politici che vogliono aderire al Manifesto di rendere pubblici, nel momento in cui si candidano a qualunque carica istituzionale:

- la propria situazione patrimoniale completa (mobili e immobili)
- tutte le proprie fonti di guadagno
- tutti i finanziamenti che ricevono, e da chi li ricevono
- tutte le pendenze penali e le condanne subite[rif.]
- i parenti che lavorano in enti pubblici su cui, se eletti, avrebbero potere di intervento, e tutti quelli eventualmente assunti ad elezione avvenuta
- tutti i viaggi effettuati utilizzando mezzi dello Stato, compresi eventuali usi da parte di propri familiari di auto o altri mezzi di servizio ed i rimborsi richiesti

Per gli eventi successivi al momento della candidatura, il candidato ha 5 giorni di tempo per pubblicare le nuove informazioni. Tutte le informazioni verranno riportate in un sito internet accessibile al pubblico, con una pagina dedicata ad ogni candidato aderente. Chiediamo inoltre che, se sottoposti ad indagine giudiziaria, i candidati che vogliono rimanere al loro posto esercitino il diritto alla difesa, ma senza mai porre ostacoli per l’acquisizione di informazioni da parte della magistratura, siano esse intercettazioni, rogatorie internazionali o di altro tipo. In cambio di questo impegno alla trasparenza, il Manifesto TRL propone di mettere e disposizione dei candidati aderenti un Comitato di Garanti a cui appellarsi nel caso in cui vengano accusati di violazione delle regole sopra elencate, in modo da potersi difendere agli occhi degli elettori.

Rinuncia

Il fatto che i politici possano determinare da soli i propri benefici economici, pagati dalla collettività, è uno dei privilegi vissuti come più ingiusti dagli elettori ed uno dei maggiori motivi di sfiducia. In nome del principio della Rinuncia volontaria ai privilegi, i candidati e gli eletti si impegnano a rinunciare a questa possibilità, senza aspettare che si trovi l’accordo di tutti per ridurre i privilegi per legge. Prendendo come riferimento Francia, Germania e Regno Unito, tre Paesi comparabili all’Italia e sui quali la politica italiana non può esercitare pressioni, il candidato aderente al Manifesto si assume questo impegno: se da eletto avrà diritto a ricevere più soldi della media di quanto riceverebbe per la carica equivalente nei tre Paesi sopra nominati, tutta l’eccedenza la verserà mensilmente in un conto corrente indicato dai Garanti, i cui movimenti saranno pubblicati automaticamente su internet e quindi controllabili dagli elettori aderenti al Manifesto. Lo stesso farà con pensione o vitalizio maturati prima dell’età minima per la pensione di vecchiaia in vigore per i lavoratori dipendenti. I soldi presenti sul conto verranno inviati, con cadenza semestrale, ad una associazione per la ricerca medica o scientifica senza fini di lucro e non legata ad organizzazioni politiche, scelta a maggioranza dagli aderenti al Manifesto. Ogni ritardo nel versamento sul conto verrà segnalato nella pagina personale dell’eletto, in modo che gli elettori possano sempre controllare chi rispetta gli impegni presi e che, in cambio, chi li rispetta possa dimostrare ai suoi elettori la serietà del suo impegno.

Lealtà

Per poter avere fiducia nella politica, gli elettori devono essere in grado di scegliere tra alternative chiare, e poter controllare l’effetto del voto dato. La scelta può essere chiara se si può votare per un programma comprensibile, ma anche per una persona che ne sia garante e sia responsabile della sua applicazione. Il Manifesto TRL guarda alle primarie a tutti i livelli come metodo per restituire agli elettori la scelta non solo sui programmi, ma anche sulle persone che devono realizzarlo. In particolare, per le cariche esecutive (Presidente del Consiglio, Sindaco, etc.), il Manifesto promuove la scelta di un candidato con un programma dai contorni ben delineati attraverso primarie di partito o di coalizione. Ai candidati aderenti al Manifesto viene richiesto il rispetto del principio di Lealtà alla scelta effettuata dagli elettori attraverso queste primarie. Quando il candidato scelto attraverso primarie vince le elezioni ed accede alla carica esecutiva a cui si era candidato, gli eletti aderenti al Manifesto facenti parte del suo partito o coalizione si impegnano, limitatamente ai temi del programma con cui il candidato ha vinto le primarie, a seguire sue eventuali indicazioni di voto nelle assemblee elettive di cui l’aderente fa parte. Tutti i voti dati in contrasto con tali indicazioni verranno segnalati con evidenza ed in modo indelebile nella pagina dedicata all’operato degli aderenti al Manifesto; lo stesso avverrà con eventuali astensioni, se risulteranno decisive per l’esito della votazione. In tale modo gli elettori potranno capire se un eventuale fallimento del programma sarà da attribuire a chi ha vinto le primarie, o ad una mancanza di sostegno da parte della sua coalizione, ed esattamente di quali eletti, e valutare se votarli nuovamente nelle successive occasioni.

Il Manifesto vuole aiutare l’elettore nell’attribuzione delle responsabilità, ma senza bloccare il dibattito e senza favorire l’ipocrisia: per questo motivo l’aderente che si trovasse, per il principio di lealtà, a dover votare secondo l’indicazione del vincitore delle primarie, pur non essendo personalmente d’accordo con tale indicazione, ha il diritto ed il dovere morale di manifestare il suo disaccordo e spiegare quale sarebbe stata la sua scelta alternativa. Il Manifesto mette a disposizione il sito per pubblicizzare tali prese di posizione, in modo tale che il vincitore delle primarie si assuma da solo di fronte agli elettori la responsabilità del provvedimento varato in base alle sue indicazioni.

Comitato dei Garanti

Il Comitato non è un organo giudicante e non può prendere decisioni vincolanti per i candidati aderenti. Il suo scopo è di costituire un punto di riferimento per gli elettori per aiutarli a giudicare da soli quali candidati sono degni della propria fiducia, e trarne le conseguenze al momento del voto; in questo senso, il comitato ed il sito web suppliscono al ruolo che la nostra stampa non è in grado di assolvere. Nel caso in cui un candidato venga accusato di violazione del codice di trasparenza, l’accusa verrà riportata integralmente sul sito, come “accusa pendente”, nella pagina dedicata al candidato, che avrà diritto a far pubblicare la sua posizione con lo stesso rilievo dato all’accusa. Entro due settimane, se il candidato nega le accuse ed esse non vengono ritirate, i Garanti si riuniranno (fisicamente o, se impossibilitati, in teleconferenza) per sentire chi ha presentato l’accusa ed il candidato con la sua difesa; tutto ciò che verrà detto sarà reso pubblico sul sito. Entro un’altra settimana, ogni Garante dovrà rendere nota la sua decisione in merito all’accusa: vera, falsa, o giudizio sospeso, con una spiegazione sulla decisione. La decisione di ogni Garante rimarrà visibile sulla pagina del candidato, insieme all’accusa: in questo modo ogni elettore si potrà regolare, nei casi in cui non ci sia unanimità, in base alla fiducia che nutre per i singoli garanti, rendendo praticamente impossibile insabbiare un’accusa. In particolare:

- Se la maggioranza assoluta dei Garanti riterranno l’accusa vera, essa rimarrà nella pagina con grande evidenza, insieme al giudizio espresso.
- Se la maggioranza assoluta la riterrà falsa, ma senza unanimità, l’accusa e le decisioni dei singoli garanti rimarranno, ma in fondo alla pagina.
- Se l’accusa verrà ritenuta falsa all’unanimità, essa verrà rimossa dalla pagina del candidato.
- Nel caso in cui la maggioranza assoluta sospenderà il giudizio, l’accusa rimarrà pendente fino a una data decisa dal comitato. I giudizi eventualmente già espressi verranno comunque pubblicati, ma potranno essere aggiornati quando il caso verrà ripreso in esame.

Il Comitato dei Garanti sarà formato da sette persone. Ogni candidato aderente al Manifesto avrà diritto ad indicare due personalità note di sua fiducia come candidati per il ruolo di Garante. Tra le dieci personalità che avranno ottenuto più indicazioni da parte dei candidati, ogni elettore aderente al Manifesto voterà le due di cui si fida di più. Le tre più votate che accetteranno il ruolo entreranno a far parte del Comitato. Gli altri quattro Garanti saranno eletti direttamente dal voto degli elettori aderenti al Manifesto, ognuno dei quali potrà indicare due personalità note di sua scelta, con l’unico vincolo che non siano iscritti a partiti politici.

* Al Manifesto non può aderire come candidato chi ha subito condanne passate in giudicato per [reati monetari, contro la pubblica amministrazione, terroristici e di stampo mafioso - bisogna trovare le formulazione legalmente corretta]
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

15 Commenti

  1. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    dunque, un paio di commenti molto pratici:

    Trasparenza: l’obbligo di comunicazione c’e’ gia’, ma ben pochi lo rispettano o dichiarano il vero al 100%. In piu’. mettere tutto su un sito a disposizione degli utenti mi pare poco attuabile. Ti vedi che i cittadini scartabellano la mole di informazioni e riferimenti prodotti da 1000 persone (deputati + senatori)?

    Rinuncia: non male, ma chi indica a chi vanno i soldi? il comitato dei garanti? e su che criteri? basti pensare ai finanziamenti all’editoria, giusti in teoria e traviati nella pratica. Chi decide a chi e quanto va a ciascuno?

    Lealta’: occhio alle primarie a tutti i livelli. Le primarie sono si’ uno strumento di democrazia ma richiedono uno sforzo organizzativo mica da ridere. Non pensare che le primarie del PD o quelle del 2005 non siano costate nulla. In piu’ la fedelta’ assoluta del principio della lealta’ da’ di datto potere assoluto al vincitore delle primarie.

    Comitato dei garanti: deve veramente essere al di sopra di ogni sospetto. E qui casca l’asino. Chi ci mettiamo? Grillo? dopo il VDay non credo che molti lo vedrebbero bene. I senatori a vita? (quindi anche Andreotti e Cossiga?). Scienziati del calibro della Montalcini? e quanto passera’ prima che i giovani reclamino una loro rappresentanza? e se alcuni non sono d’accordo sulla composizione del comitato che facciamo? nomine politiche come in RAI?

  2. Ciao Filippo

    Ti rispondo punto per punto.
    Trasparenza: l’adesione al manifesto da parte degli elettori è anche un’assunzione di responsabilità. Chi aderisce riconosce che è possibile esercitare un controllo sui candidati, riconosce il sito del manifesto come la sede giusta per farlo e non ha più scuse per non informarsi. In cambio, il sito fornirà più informazioni di quelle che burocraticamente il candidato dovrebbe dare, le fornirà in forma molto più utile da consultare, e non obbligherà l’elettore a consultare migliaia di pagine: gli basterà tenersi aggiornato sui candidati sui quali è chiamato a votare.

    Rinuncia: “I soldi presenti sul conto verranno inviati, con cadenza semestrale, ad una associazione per la ricerca medica o scientifica senza fini di lucro e non legata ad organizzazioni politiche, scelta a maggioranza dagli aderenti al Manifesto”. Non saranno i politici a scegliere a chi dare i loro soldi, come per i contributi per l’editoria, bensì gli elettori aderenti al manifesto. Il fatto che lo facciano a maggioranza dovrebbe evitare l’utilizzo “partigiano” di quei soldi.

    Lealtà: sono in molti a proporre primarie a tutti i livelli, anche tra i candidati al PD. Certo che organizzarle non è gratuito, ma, più scendi di livello, minore è lo sforzo richiesto. Comunque per me sarebbe più che sufficiente partire con il solo Parlamento. Riguardo la fedeltà assoluta, non è affatto ciò che il principio richiede ai candidati. Primo, ad essi si richiede di dire apertamente se votano contro la propria opinione solo per rispettare le scelte degli elettori alle primarie: ad esempio, per me, è accettabilissimo che una parte della maggioranza manifesti contro una decisione del governo, se poi vota comunque rispettando le scelte degli elettori alle primarie, specificando che il voto è giustificato da quel rispetto. La democrazia richiede compromessi, ma i compromessi non devono per forza essere ipocriti. Secondo, se il vincitore delle primarie tira troppo la corda, gli altri eletti possono votare contro le sue indicazioni: dovranno però giustificare questa decisione davanti ai propri elettori. L’importante è che sia chiaro che si assumono una responsabilità grave, che non si tratta di una decisione banale (come spessissimo è oggi).

    Garanti: nella nuova versione del manifesto, il comitato come organo collegiale è quasi del tutto depotenziato. Ogni elettore può scegliere di quale garante si fida, o li può anche ignorare tutti. Se Grillo diventasse un garante, e tu come elettore non te ne fidassi, potresti benissimo ignorare le sue indicazioni, visto che non avrebbero conseguenze vincolanti. Non è necessario che il comitato come organo goda della tua piena fiducia perché il manifesto risulti efficace.

    Ho risposto ai tuoi dubbi? Con questa nuova versione del manifesto, molte giuste critiche che erano state rivolte alla prima versione dovrebbero essere state superate. Mi piacerebbe sapere, da parte di chi li aveva presentate a suo tempo, cosa ne pensa…

  3. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    sempre punto per punto:

    trasparenza: capisco quel che dici, ma poniamo il caso ideal che tutti i candidati (parlamentari? sindaci? consiglieri? assessori? regione?) decidano di aderire al TRL. Come gestisci a quel punto il fiume di informazioni che ti arrivano, che devi verificare e pubblicare su internet? hai idea della mole di informazioni di cui stiamo parlando? dove le trovi le risorse per finanziare tutto l’apparato necessario?

    rinuncia: quindi scelgono gli elettori? bene, sapresti dirmi a chi daresti i soldi tra aism, medici senza frontiere e wwf? a tutti e tre? e chi controlla le credenziali dei sopracitati?
    anche qui, dove le trovi le risorse per l’improbo compito? mica basta una blog, per questo…

    lealta’: primarie. prova a chiedere il parere di chi ha organizzato sia le primarie2005 che quelle odierne del PD. Ti risponderanno che a far primarie per tutto esci fuori di testa (e di portafoglio). Non e’ una questione ideologica (condivisibile) ma una questione meramente pratica. Sulla fedelta’ assoluta: capisco la tua voglia di regolare la cosa, ma devi anche pensare a cosa succedee se qualcuno infrange le tue regole e non lo vuole ammettere (ricorso?). A quel punto cosa fai? ingorghi il tuo sistema di concorsi e ricorsi incrociati?

    garanti: se ognuno elegge o da’ retta a chi vuole, allora che differenza c’e’ tra un insieme di blog come quello di Grillo, dove il personaggio dice quello che pensa (e se mi piace Grillo ascolto lui) e il comitato dei garanti?

  4. Trasparenza. Tu, Filippo, vai direttamente al caso limite in cui tutti i mille parlamentari italiani aderissero al progetto: ebbene, in quel caso quanti saranno gli aderenti elettori? Milioni? Non credi che a quel punto sarebbe facile avere abbastanza volontari, e, volendo, raccogliere sottoscrizioni sufficienti per pagare i costi vivi?

    Rinuncia. Il fatto che i soldi vadano ad una associazione o un’altra non farebbe nessuna differenza: quello che conta è che gli elettori possano essere sicuri che i loro rappresentanti non possano neanche cadere nella tentazione di aumentarsi i privilegi, invece che pensare ai problemi del Paese. Lo scopo è ricostruire la fiducia, non finanziare enti benefici (questo è solo un effetto collaterale).

    Riguardo l’infrangere le regole della lealtà: qui si parla di voti dati in Parlamento. Se il voto è segreto, ok, non ci si può fare niente, nessuno ne potrà mai chiedere conto al politico. Ma per i voti palesi, che sono la quasi totalità e sono quelli a cui la regola si riferisce, come fa un politico a “non ammettere” di aver votato contro l’indicazione del vincitore delle primarie? L’autoevidenza delle violazioni è uno dei punti forti della proposta.

    Garanti: la differenza è che ci sarebbe l’impegno dei garanti a dare il loro giudizio, quando esso è richiesto, rispetto alle regole concordate nel Manifesto. Grillo sul suo blog può anche attaccare un parlamentare perché propone una legge sulla flessibilità del lavoro, ma questo non finirebbe sul sito del Manifesto: qui si dovrebbe limitare a quelle regole che gli elettori chiedono ai politici di rispettare.

  5. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Trasparenza: quindi affidiamo uno dei piu’ importanti compiti del paese, la salvaguardia della trasparenza, ai volontari? Se la tua idea prendesse piede e poi non fossi in grado di tenerla in piedi per mancanza di risorse, sai che fine fa la serieta’ del TRL?

    Rinuncia: non importa che associazione? quindi, secondo te, per ricostruire la fiducia nel paese, non importa che i danari finiscano in tasca ad associazioni che speculano su cause umanitarie? e quando lo scoprirai, che fine fa la credibilita’ del TRL. I maligni comincerebbero a chiedersi come mai hai finanziato tizio invece di caio…

    Lealta’: vero, ma la tua concezione di lealta’, difatto uccide la liberta’ personale. E eliminerebbe pure la necessita’ della camera dei deputati (a che ti serve se tanto sono obbligati a votare compatti?)

    garanti: quindi Grillo sul blog dice quello che vuole, ma sul manifesto vengono riportate solo le parole di Grillo garante. E io che leggo sia il manifesto che il blog, come distinguo tra i due Grilli? o non distinguo affatto. E se il blog dovesse essere in contraddizione con il manifesto? A quale dei due grilli credo? insomma, il problema e’ la composizione di un organo veramente al di sopra delle parti e cristallino. Rassegnati, nessun personaggio ancora in vita rispondera’ a questi requisiti (non perche’ non ve ne siamo, ma perche’ solo l’aureo manto della memoria storica permette a un personaggio di essere veramente al di sopra delle parti agli occhi del popolo).

  6. E’ entusiasmante quello che scrivi anche se i dubbi di Filippo non sono affato infondati.
    Io penso che un manifesto del genere dovrebbe far parte dello Statuto del partito democratico. Se poi i denari della rinuncia finiscano ad un ente o ritornino allo Stato è quasi un dettaglio in questo momento. Ma dovrebbe essere nella costituzione del partito la trasparenza su redditi e rendite sui parenti che affollano tutti i posti “buoni” di questo paese. Una proposta da limare e da far portare a chi di noi verrà eletto nella costituente (ottimista)

  7. Filippo, scusa, ma alcune tue critiche mi sembrano indirizzate ad una proposta diversa da quella scritta nella versione attuale del Manifesto. Comunque rispondo:

    “I maligni comincerebbero a chiedersi come mai hai finanziato tizio invece di caio” l’associazione beneficiata viene scelta, ogni sei mesi e a maggioranza, dagli aderenti al manifesto. Non vedo quindi come potrebbero accusare “me” di aver scelto tizio invece di caio, casomai se la dovrebbero prendere con sé stessi!

    “vero, ma la tua concezione di lealta’, difatto uccide la liberta’ personale. E eliminerebbe pure la necessita’ della camera dei deputati (a che ti serve se tanto sono obbligati a votare compatti?)” La concezione di lealtà della proposta non uccide affatto la libertà personale, a meno di intendere per “libertà personale” dei politici la libertà di dire una cosa e votarne un’altra, puntando sull’impossibilità per gli elettori di comprendere i meccanismi del voto parlamentare. Innanzi tutto, su tutti i temi che non stavano nel programma su cui il candidato ha vinto le primarie, la lealtà non sussiste. Anche su quei temi su cui il candidato ha vinto le primarie, poi, gli altri eletti possono votare secondo la propria coscienza, senza avere altra sanzione se non la segnalazione di questo fatto agli elettori, in base al principio che la “vera interpretazione” del programma elettorale è quella di chi l’ha proposto (il vincitore delle primarie). Facciano quello che vogliono, ma che se ne assumano la responsabilità di fronte agli elettori!

    “insomma, il problema e’ la composizione di un organo veramente al di sopra delle parti e cristallino.” Non è vero! Il fatto che i parlamentari versino i soldi che hanno promesso di versare può essere controllato in modo incontrovertibile. Il fatto che votino in un modo o in un altro, ugualmente, non è soggetto ad interpretazioni. Solo per la trasparenza si possono verificare casi dubbi: e in questi casi, diversi elettori possono dare diverse interpretazioni, visto che comunque devono decidere solo per il proprio voto (non per il carcere o altre punizioni per chi è accusato). Visto però che non è possibile che un candidato venga “interrogato” da ogni elettore, mettiamo a disposizione i garanti, ognuno dei quali lo può fare in rappresentanza di chi si fida di lui (o lei). Poi ogni elettore può decidere quali conclusioni trarre, se affidarsi ad un singolo garante, alla maggioranza, o se assistere alla “seduta” e decidere da sé.

    “quindi affidiamo uno dei piu’ importanti compiti del paese, la salvaguardia della trasparenza, ai volontari? Se la tua idea prendesse piede e poi non fossi in grado di tenerla in piedi per mancanza di risorse, sai che fine fa la serieta’ del TRL?” Sinceramente io non mi porrei nessun problema ad affidare un compito così importante a dei volontari: perchè no? Ma se ti preoccupa l’eventuale mancanza di risorse se l’iniziativa prende piede, ci sarebbe una soluzione semplicissima: basterebbe prevedere l’utilizzo di una piccola parte di quanto versato dai parlamentari aderenti per coprire questi costi. Io comunque preferirei non doverlo fare, se possibile, esattamente per evitare quelle accuse su “cui prodest” dalle quali tanti italiani si fanno sviare molto facilmente.

  8. Grazie Maddalena per le belle parole! Sinceramente non arrivo a sperare che il PD nel suo complesso possa adottare questo manifesto; però credo che un gruppo come iMille, che vuole veramente cambiare la politica e non ha nulla da perdere (in termini di “privilegi da politici”), potrebbe fare propria questa iniziativa per dare un segnale comprensibile anche a quelle persone che oggi non si fidano di nessun politico, per dire che noi siamo veramente diversi e facciamo sul serio, non stiamo solo cercando un modo di entrare nel mondo dorato dei politici. Se poi gli elettori cominceranno ad aspettarsi più rispetto dai politici, per tutti diventerà difficile continuare con certe pratiche…

  9. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    “Non vedo quindi come potrebbero accusare “me” di aver scelto tizio invece di caio, casomai se la dovrebbero prendere con sé stessi!”
    Dico, viviamo nello stesso paese? Ricordati che la cosa pubblica deve delegare per definizione, i cittadini scelgono non e’ una via praticabile dal punto di vista pratico.

    “Facciano quello che vogliono, ma che se ne assumano la responsabilità di fronte agli elettori!” cosi’ dovrebbe gia’ essere, ma gli italiani li votano lo stesso. Onestamente non vedo come il tuo manifesto TRL potrebbe cambiare questo fatto.

    il comitato dei garanti: quello che dico io e’ che non ti deciderai mai, in pratica, chi ve ne fara’ parte e chi no. Come mettere d’accordo il popolo su un organo cosi’ delicato?

  10. Filippo: se la decisione riguarda la redazione di un articolo del codice penale, sono d’accordo: deve passare attraverso il meccanismo della delega. Ma se la decisione riguarda la scelta, da un elenco, di un ente di ricerca a cui mandare i soldi, non vedo nessun motivo per non effettuare un voto diretto. In pratica, pensavo ad una scelta via web (con account personali e password). E chi non ha il web, potresti obiettare? Va da un amico che ce l’ha.

    “cosi’ dovrebbe gia’ essere, ma gli italiani li votano lo stesso. Onestamente non vedo come il tuo manifesto TRL potrebbe cambiare questo fatto.”: vista l’ora tarda (e la sveglia che mi attende alle 5…) ti do una risposta telegrafica. Il manifesto può cambiare quella cosa definendo in modo chiaro QUALI impegni il candidato si assume di fronte agli elettori. E siccome nessun impegno scritto può definire veramente a fondo le decisioni che un politico dovrà prendere, al programma scritto va abbinata una persona che se ne faccia garante: il candidato vincente alle primarie. Ciò potrà togliere molto del fumo che oggi offusca la politica. Spero domani di poter approfondire la cosa, ma sarò fuori sede per lavoro (ma se non approfondisco non è per mancanza di interesse sull’argomento, anzi!!).

    Sui garanti, ti chiederei di rileggere il testo della proposta, e di spiegarmi perché il meccanismo illustrato non può funzionare: a me, e a chi con me lo ha già controllato, sembrava chiaro.

    Ciao

    Daniele

  11. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Rispondo solo sul comitato dei garanti, perche’ credo sia il nocciolo della questione nonche’ il punto che mi convince meno dal punto di vista dell’applicazione pratica: il punto fondamentale e’ che una volta sbilanciato (a dx o sx) il tuo comitato dei garanti non torna piu’ in equilibrio. Mi spiego con un esempio: immagina che al manifesto TRL aderiscano, all’inizio, solo i tizi di sinistra. Ovviamente nomineranno personalita’ dal pensiero attiguo come proposta di garanti. Gli elettori “attenti” al TRL saranno parimenti quindi solo quelli di sinistra. Ecco, comitao sbilanciato. A questo punto chi mai della destra vorrebbe aderire? Aderire a un comitato che garantisce ma il cui pensiero e’ allineato alla sinistra e i cui componenti sono nominati e votati da simpatizzanti di sinistra? risposta: nessuno, e’ un suicidio politico. E a quel punto che succede del TRL? succede che diventa uno strumento puramente interno alla coalizione che l’ha votato, strumento che molti rifiuterebbero (a parte duri e puri come Di Pietro, forse) perche’ la vedrebbero come una possibile causa di dissapori e future divisioni tutta interna. Gioco forza, verrebbe ghettizzata, e solo i sopracitati duri e puri aderirebbero, per provare che loro sono, appunto, duri e puri.

    In altri termini il TRL manca di un volano che lo faccia decollare e di qualcosa che ne garantisca l’equilibrio. Cosi’ com’e', a parer mio, servirebbe solo a ratificare l’ovvio dei duri e puri. A sinistra o destra che sia.

  12. Fd85

    Ho letto tutto il post e tutti i commenti.
    Mi sembra una discussione molto importante e molto seria.

    Aggiungo solo una scemenza, di cui mi scuso in anticipo: ma non si possono invertire le tre lettere del manifesto? Invece che trl non si può fare rlt ltr o qualcos’altro?
    No, perchè trl è una importante trasmissione di mtv.

  13. @Fd85: è la combinazione che suonava meglio. Credi che MTV si offenderà??? ;)

    @Filippo
    E’ vero, quello che hai segnalato potrebbe essere un problema. Io non l’ho preso seriamente in considerazione perchè mi aspetto che le prime scelte verranno fatte tra persone che sono notoriamente al di sopra delle parti. Ma se si vuole proprio andare sul sicuro, si può prevedere un vero e proprio sistema di quote: un numero minimo di garanti di destra, lo stesso per la sinistra (il resto “libero”). Visto il ruolo del comitato, non sarebbe un problema chi ha la maggioranza: basta che siano rappresentate le principali posizioni, che tutti si sentano garantiti.

  14. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    garanti di destra e di sinistra? fosse facile dirlo. I garanti dovrebbero essere al di sopra delle parti. Se cominci a mettere le quote dx e sx, cominciamo gia’ con le faide interne da consiglio di amministrazione RAI.

  15. Filippo, il consiglio di amministrazione RAI funziona a maggioranza. Se una parte politica è in minoranza, rispetto all’altra parte, in pratica non conta nulla.

    Il comitato dei Garanti della nuova proposta avrebbe un meccanismo completamente diverso. Se fosse composto da sette rappresentanti di destra, e solo due di sinistra, e tu fossi un aderente al manifesto di sinistra, potresti benissimo ignorare le indicazioni della maggioranza dei sette. E questo dando per scontato che si creino due blocchi che prendano decisioni disoneste, solo in base alle appartenenze politiche: io invece credo che in Italia ci siano persone intellettualmente oneste, e che la maggioranza dei Garanti verrebbe scelta tra di esse. Se pensassi che nessun italiano abbia dignità morale, lascerei subito il Paese e lo abbandonerei al suo destino ora.

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