di Luca Sofri (a nome suo)
Do un’occhiata ai Mille e al punto in cui sono, da fuori. Sono uno che in questo momento è molto affezionato alle loro sorti e al loro progetto ma non sta facendo niente per aiutarli, per via di piccole e banali ragioni di vacanze e voglia che i giornali non scrivano mai più “iMille di Luca Sofri”. Detto tra noi, trovo sintomatico che il cammino verso uno degli eventi più importanti della storia della sinistra italiana se ne vada completamente in ferie per un mese alla vigilia del suddetto evento: se nessuno, e forse neanche iMille, riesce a sfruttare questo mese costruttivamente con idee, proposte e iniziative ‒ e invece lo lascia alle beghe di pianerottolo di Fioroni e compagnia ‒ forse ci meritiamo quel che ne verrà.
Ma malgrado quest’autocritica, comunque le persone che si stanno occupando attivamente dei Mille praticamente ogni giorno a questo punto sono circa una quarantina, forse cinquanta. Divise tra chi lavora a cose di internet e comunicazione, chi costruisce e organizza “sul territorio”, e chi si occupa più dei contenuti e della politica. In realtà poi tutti fanno in misura diversa tutte e tre le cose. E oggi, in Italia, a un mese dalle primarie non esiste nessun soggetto di qualche visibilità che dia un accesso alla partecipazione e all’impegno politico come iMille: tutti coloro che si sono manifestati nelle scorse settimane proponendo di fare delle cose, ora stanno facendo delle cose. E partecipano alle scelte degli altri. Nei Mille non esiste, a volte superando il segno di un tollerabile disordine, nessuna limitazione e barriera al desiderio di fare politica e farlo attivamente: mentre altri lo vanno proponendo con maggiori e minori credibilità, iMille già lo fanno. La cosa che più somiglia a un “gruppo dirigente” dei Mille, oggi, è fatta di persone che non si conoscevano fino a un mese fa. E cambia ogni settimana. Nei giorni scorsi si sono aggiunte persone che già lavoravano a progetti politici locali, nei partiti e nelle associaziioni, e la loro esperienza e lucidità sono preziose. E questa descrizione valga come invito rinnovato ad approfittarne: iscrivendosi più o meno fattivamente, diffondendo le cose dei Mille e la loro esistenza, lavorando a farci diventare di più e più efficaci. Comunque vadano le cose, le primarie potrebbero finire per non essere il risultato maggiore di questo progetto, come dicemmo invece all’inizio: questo progetto sta invece diventando proficuamente una ‒ perdonatemi il trito modo di dire ‒ palestra di impegno politico, rinnovamento e aggregazione di persone. E in questo senso è già un investimento per chiunque ne partecipi. Ne sarà valsa la pena.
L’invito vale per tutti. iMille sono aperti a chiunque non ponga condizioni per entrarvi. Ma abbiamo anche detto molte volte, perché lo pensavamo, che eravamo pronti ad aggregarci o scioglierci in altre forze con le nostre stesse intenzioni, se ce ne fossero state ragioni di efficacia. Io ‒ parlo per me ‒ oggi lo penso ancora, ma oggi penso anche un’altra cosa opposta: ovvero che non ci sia in giro nessun altro soggetto vivace, nuovo e forte abbastanza da rischiare di perdere qualcosa nell’entrare nei Mille. Io penso che il ragionamento di cui sopra ‒ unirsi a qualcun altro ‒ oggi sarebbe saggio lo facessero viceversa gli altri nei confronti dei Mille: compreso il ministro Nicolais, per capirsi. Penso che chiunque voglia dimostrare la propria sincera adesione a un progetto di rinnovamento debba sciogliere quello che con questo rinnovamento si scontra anche solo per ragioni povere ma inevitabili di comunicazione ‒ la Sinistra Giovanile, per fare un altro esempio ‒ ed entrare nei Mille. Io penso, detta sfacciatamente, che il Partito Democratico siamo noi: non che sia una cosa in cui vogliamo entrare, col permesso degli altri. In questo secondo caso, non sarà il Partito Democratico del cambiamento, ma la famosa mano di vernice sulla compagnia di giro del giro prima.
Non mi si sospetti di Millecentrismo presuntuoso: come ho scritto, sono ormai il millesimo, e inclino a diventare il milionesimo. Il mio è un consiglio di lungimiranza agli altri: entrate nei Mille, fate delle cose nei Mille, e lavorate con la nostra stessa umiltà al progetto di rinnovamento della poltica e della sinistra dall’unico luogo che in questo momento lo consente credibilmente e aiutando con le vostre forze quelli che già lo stanno facendo. Se siete sinceri, è il posto giusto.
E qui potrei chiudere: ma non bisogna esagerare con l’ingenuità. Arrivano persino a me, in vacanza, le impressioni che intorno al sostegno a Veltroni e alla stessa aggregazione “nuova” che iMille sono andati a vedere si stiano muovendo anche le solite intenzioni piccine e capricciose di spartizioni e trattativelle da quattro soldi. Il mio suggerimento è che già da qui iMille cerchino di cambiare le cose provando ad annullare quanto possono questi meccanismi, senza fare quelli che se ne vanno sdegnati per preservare la propria preziosa ma inutile innocenza: almeno fino a che ce ne sono i margini. Maglio leali e fregati che traffichini per un piatto di lenticchie. E quindi torno alla conclusione di prima, ribaltandola: se non entrate nei Mille, sarebbe interessante che spiegaste perché. Che cosa avete da perdere.
P.S. più concreto: in una recente riunione dei Mille ho spiegato che in realtà ciò che mi piacerebbe muovesse le nostre scelte non sono tanto progetti politici o principi ideali, ma una sola piccola cosa che non so nemmeno se sia di sinistra: ovvero che le cose siano fatte bene. Che sembra una fesseria, ma io credo che l’Italia sia ‒ prima che il paese degli imbrogli, gli interessi personali, i traffici loschi ‒ il paese in cui si fanno le cose male, pigramente, cialtronescamente, sbadatamente. Vorrei che fossero fatte bene, pensando al modo migliore per ogni cosa, dalla qualità dei traghetti per le isole alla politica estera, dal portale Italia.it ai programmi in prima serata. E insomma, se questa ambiziione è condivisa e prioritaria (e Dio sa quanto po sia difficile farla corrispondere ai fatti), io non credo che per esempio possiamo tollerare la sventatezza comunicativa di presentarci in una lista per le primarie che si chiami “Innovazione”. Ci siamo capiti, credo.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Bravo, finalmente qualcuno che vuole ridare spessore a quel simbolo e al progetto. iMille propongono un’idea, gli altri possono aderirvi senza restrizioni a patto che non pongano condizioni. Ma perché dissolversi in un raggruppamento più ampio con i Verdi e la Melandri. Dov’è l’alternativa a questa pessima politica e, soprattutto a questi pessimi politici?
Inoltre, sono convinto che seguendo la strada del dissolvimento si andrebbe a regalare ad Adinolfi una gran fetta dell’elettorato che vede ne iMille una vera alternativa.
Questo è più o meno il concetto che avrei voluto esprimere sullo speakers’corner ma a qualcuno non andava bene
PS: per quanto riguarda la comunicazione, è necessario attivarsi in primis su internet. Un buon modo per farsi pubblicità, è andare a commentare i blog affini a iMille lasciando l’URL. Bisogna farlo in maniera massiccia. Lo possono fare tutti, l’importante è scrivere commenti VERI. Ma non basta internet. Io credo che sia necessario, da settembre, procedere alla diffusione di volantini autoprodotti dai candidati e da tutti quelli che vogliono dare una mano.
Caro Paolo,
dici: “Ma perché dissolversi in un raggruppamento più ampio con i Verdi e la Melandri?” (il punto interrogativo l’ho aggiunto io, penso la tua sia una svista…)
Premesso che la decisione definitiva non è ancora stata presa, cosa proponi in alternativa?
Ricorda che le regole parlano chiaro:
-ogni lista deve appoggiare un candidato
-il candidato deve accettare la lista
-visto il sistema elettorale a nessun candidato conviene avere tante liste in appoggio
Viste queste regole le alternative sono le seguenti:
-non presentarsi
-appoggiare Veltroni nella famosa lista “Melandri” (o anche nelle altre due di apparato, volendo e se ti fanno entrare)
-appoggiare Letta o la Bindi confluendo nella loro unica lista
-appoggiare Adinolfi o uno degli altri candidati di cui mi sono dimenticato il nome, sempre confluendo nelle loro uniche liste
Io sono la persona che non ha voluto pubblicare il tuo post, me ne prendo tutte le responsabilità. Mi sembra anche di aver chiarito che tu criticavi decisioni ancora non prese, che quindi il tuo post anticipava i tempi. La decisione non è stata presa. Verrà presa nell’assemblea nazionale di inizio settembre, che avverrà subito dopo un incontro con la Melandri e il resto della “sua” lista, per capire cosa abbiamo da guadagnarci e cosa da perderci nel confluire nella loro lista.
Specifico che il primo post che ti avevo inviato forse anticipava i tempi. Ho provveduto a modificarlo ma non è stato inserito. Non ho capito perché. Comunque, andiamo oltre…
Cosa propongo? Semplice: iMille si presentano con il loro simbolo, accettando tutti coloro che si rispecchiano nel progetto, senza condizioni. Melandri inclusa. Confluire in una delle liste che appoggiano Veltroni significa sbiadire il progetto pur di cercare almeno qualche possibilità di farsi eleggere. E la gente, questo, lo vede, eccome. iMille rischiano di apparire come un gruppo di persone che prima si sono riempiti la bocca di belle parole ma che poi scendono a compromessi con la vecchia politica. Si rischia così di regalare un sacco di voti ad Adinolfi, e ciò andrebbe anche a svantaggio della stessa candidatura di Veltroni. Io non sono un sognatore, conosco bene come funzionano i meccanismi elettorali: se non si supera la soglia di sbarramento non c’è rappresentanza. Ma non possiamo dimenticare anche una cosa: gli elettori. Questi hanno grandi aspettative di cambiamento e di rottura. Confluire in una lista più grande signifca deluderli. E poi, quello che conta per Veltroni è ottenere molti voti come segretario (Mannhaimer parla di 80% delle preferenze). Seppure in Assemblea avesse il 65%, perché alcune piccole liste, tra cui iMille non avessero rappresentanza, non sarebbe un dramma. Allora il problema si sposta sulla soglia di sbarramento. C’è solo un modo serio per superarla: convincere e portare la gente a votare. Questa è la cosa più importante, non tanto le alleanze. Il motivo è semplice: se solo gli iscritti dei partiti andranno a votare, le preferenze saranno dirette esclusivamente alle liste apparato. Se voterà anche e soprattutto la società civile il risultato può essere molto diverso. Sta a noi, società civile, far capire che votare il 14 ottobre è importante perché ognuno può costruire questo nuovo partito.
PS: il punto interrogativo è una svista
Ciao Roberto
Mi fa piacere sapere che la decisione su come presentarsi alle primarie non sia ancora stata presa. Allora ne approfitto per lanciare una proposta.
Io non sono convinto della scelta di appoggiare Veltroni. Non perché sia contro di lui, ma perché, in questo modo, le possibilità per noi di incidere mi sembrano minime.
Io credo che il risultato più dirompente che potrebbe uscire dalle primarie sarebbe dimostrare ai politici già affermati che nel Paese e fuori degli attuali partiti, contrariamente a quanto pensano (o vogliono pensare) loro, non ci sono solo moltitudini lamentose ma senza proposte: che, al contrario, ci sono persone capaci e pronte a fare e rischiare in prima persona, e che possono anche avere un seguito. Questo mi sembra, se l’ho capito bene, lo spirito originario de iMille.
Bene, secondo me l’unico modo per dare un segnale forte sarebbe portare uno dei candidati “alternativi” sopra lo sbarramento del 5%. Impresa disperata? Non credo; difficile si, impossibile no. Ma appunto perché difficile sarebbe una cosa significativa. Una cosa che nessuno si aspetta, che potrebbe iniziare a generare speranze di cambiamento e quindi, dopo, vero cambiamento: ovviamente se avesse un seguito, se la cosa non finisse lì.
Io mi sono informato sui tre candidati esterni ai partiti. Adinolfi lo conoscete e l’avete già (giustamente per me) scartato. Schettini ha da pochissimo pubblicato un programma, e non mi piace. Bastano queste due frasi, messe una dietro l’altra, per squalificarlo ai miei occhi: “Un nuovo patto generazionale deve comprendere misure a favore dei gruppi sociali più deboli ma anche un ripensamento sui diritti acquisiti che se non sono estendibili alle generazioni più giovani vanno chiamati per quello che sono diventati: privilegi.
L’età pensionabile, compatibilmente con la sostenibilità del lavoro che il cittadino sta effettuando, dovrebbe poter essere ritardata su base esclusivamente volontaria dall’interessato, senza perdita dei diritti acquisiti.”. Prima dici che è un privilegio, poi che devono rinunciarci volontariamente i privilegiati? Come no…
Invece Gawronski mi sembra il più papabile. Chiederei a tutti, prima di decidere, di leggere il suo programma su http://www.gawronski.it/piergiorgio/pd/index.htm
Con questo candidato, e forse utilizzando il Manifesto TRL che ho proposto o qualcosa di simile, secondo me può essere possibile stabilire un contatto con molti delusi della politica, e raccogliere quei voti che potrebbero iniziare a cambiare gli equilibri prestabiliti del PD. Tra l’altro, credo che questo candidato potrebbe “concedere” molto più degli altri alle istanze specifiche dei Mille.
Chiedo a tutti (ovvero ai pochi che non sono al mare…) di pensarci: perché non Gawronski?
Ciao
Daniele
Paolo,
se verrai l’1-2 settembre forse sarà più facile spiegarti perché la soluzione “ideale” che proponi tu è di realizzazione difficile se non impossibile. Riassumendo (che poi è anche quello che dice roberto):
- le liste per veltroni a carattere nazionale saranno tre: istituzionale, ex-correntone, ecologisti-non troppo d’apparato. La lista autonoma, iMille, non è possibile, se non forse a livello di qualche collegio.
-Domandare di far confluire gli altri ne iMille, mi sembra anche un po’ troppo pretestuoso: iMille esistono da un paio di mesi, e ci sono altre associazioni non d’apparato che confluiscono nelle liste esistenti ben più conosciute e radicate de iMille. Se ognuno ragionasse in questo modo si avrebbero mille liste. Questo veltroni giustamente non lo vuole, e quindi non le firma.
-aggiungi che non si vota il segretario separato dalle liste e che il conteggio per la segreteria si fa sui delegati eletti.
Comunque si parlerà anche di questo all’assemblea nazionale dell’1-2 settembre.
Ciao Luca, ciao a tutti.
Devo dirti che condivido molti dei passaggi che fai in questo tuo editoriale.
Però, devo per sincerità dirti che esageri quando dici che I MILLE sono l’UNICA realtà vivace, sono IL Partito Democratico.
Mi fermo qui..
Con stima
Buon lavoro
Da Pechino
Massimo Preziuso
Ciao Massimo, forse hai ragione quando affermi che iMille non sono l’UNICA realtà vivace, ma quando Luca dice che sono IL Partito Democratico secondo me dice il vero: sono come gli altri dicono che il Pd dovrebbe essere, nuovo, ringiovanito e aperto, e come pochi stanno cercando di farlo diventare.
Ciao daniele,
mi dispiace deluderti ma non credo ci sarà ancora da decidere se appoggiare un altro candidato. Il candidato è al 100% veltroni, per mille motivi che non ti sto qui a elencare. Quello che si deciderà sono le modalità di appoggio. Gli altri candidati hanno le loro liste, e partecipare tanto per avere il nostro bel nome da soli appoggiando un qualche candidato outsider in quelle circoscrizioni in cui non dovesse avere già la sua lista (per la tanto amata “visibilità”) mi sembra francamente fuori dallo spirito de iMille.
La cosa migliore è partecipare numerosi all’Assemblea Nazionale, poiché dal vivo sarà anche molto più facile discutere.
Spero di incontrarti insieme a molti altri a settembre,
cordialmente
riccardo
Caro Luca,
il tuo P.S. rispecchia in pieno il mio pensiero, ed è il motivo per il quale ho aderito a iMille.
Detto questo però rimane il problema di fondo: fare politica significa anche (e soprattutto) trovare il modo perché degli intenti validi ‒ ma “ideali” ‒ possano prendere concretezza.
Va benissimo quindi quello che tu chiami “tollerabile disordine”, ma probabilmente deve esserci un momento in cui si deve mettere un punto, un “Big Ben ha detto stop”, altrimenti ci troveremo ancora il 13 ottobre a discutere di cose e proposte nuove.
Ormai di materiale ce n’è, di idee e di ideali il blog è pieno. Io spero proprio che nell’assemblea dell’1 e 2 settembre si definiscano una volta per tutte le linee e le decisioni. E si parta con una campagna che non può prescindere dai media e da qualche “testimonial”. Il fatto che te, o Ivan abbiate scelto un profilo basso vi rende merito perché non vi siete “macchiati di protagonismo”, ma rende iMille un gruppo orfano. E ho paura che non serva, da un punto di vista mediatico ed elettorale, continuare a dire che iMille siamo tutti noi.
é bello — almeno qui — potere commentare Luca.
Breve (e per tua soddisfazione). Sono una di quelli che NON aderisce ai Mille. Perchè continuo a non convincermi che il Pd sarà un (il) partito democratico. E perchè la vostra scelta di Veltroni (e ancor più di Melandri, Nicolais e compagnia) non (mi) aiuta per nulla a convincer(mi)si. Dunque, coda lunga, ancora, almeno per me.
Poi, continuo a curiosare da queste parti (e anche da altre, in verità), nel caso accada qualcosa che riesca a convincermi… Che mi piacerebbe (ma non mi pare probabile).
Cio’ detto. Ora vorrei fare io una domanda, vera non provocatoria, e spero non troppo personale.
Perchè quando commenti il mondo sei tagliente (e delizioso, spesso) e in qualità di millesimo-e-oltre diventi … mieloso?
(Qualcosa del genere vale anche per Ivan, ma per Wittgenstein si nota di più…)
Sarà mica un effetto buonismo a catena?
Ciao Riccardo
Allora purtroppo avevo capito bene prima.
Il mio suggerimento comunque non sarebbe di presentare liste iMille in appoggio a Gawronski solo nei collegi dove non ne ha, ma casomai di entrare in forze nell’organizzazione delle sue liste che già starà procedendo. Avere dei rappresentanti dei Mille alla convenzione è sicuramente una cosa buona, ma, diluiti tra i tantissimi che appoggiano Veltroni, che cosa potranno fare? Io temo ben poco. Per questo proporrei di riprendere in considerazione un candidato alternativo: se fosse possibile portare Gawronski sopra il 5%, con un apporto decisivo dei Mille, io credo che l’impatto sull’evoluzione del PD sarebbe maggiore di ordini di grandezza. Certo mi rendo conto che è un azzardo rispetto ai posti più o meno sicuri di una lista istituzionale, che darebbero almeno un minimo diritto di tribuna.
Ecco, personalmente vorrei sapere (lo dico senza alcun intento polemico) quale numero di rappresentanti si può pensare di avere con l’appoggio a Veltroni, e quale strategia pensate di portare avanti con quei rappresentanti.
Per l’incontro di Settembre, purtroppo fino a fine Ottobre resterò isolato (nel senso letterale del termine: in Sardegna per lavoro) e non riesco ad organizzarmi per venire (motivi di famiglia: mia moglie mi ucciderebbe…
).
Ciao
Daniele
daniele ha scritto: “vorrei sapere (lo dico senza alcun intento polemico) quale numero di rappresentanti si può pensare di avere con l’appoggio a Veltroni”
Questo ancora non lo sappiamo e probabilmente sarà argomento di discussione a fine agosto quando si incontreranno tutti i gruppi invitati nella lista “Melandri”. Dopo di quell’incontro ci sarà, non a caso, la nostra assemblea per decidere sul da farsi e poi perseguire senza più tentennamenti la decisione presa in assemblea.
Io vedo due scenari possibili:
-la lista “Melandri” non è un bluff, vuole davvero raccogliere la sfida giovanile e presenterà molti capolista giovani tra cui iMille, che hanno elevatissime possibilità di venire eletti
-la lista “Mealndri” è un bluff e vogliono il nostro appoggio per definirsi giovani ma accetterà pochi candidati capilista e molti per far numero e dire che il tot % dei loro candidati era giovani che poi non sono stati eletti (ma questo non si dirà)
A poker per scoprire i bluff bisogna andare “a vedere”, ed è quello che stiamo facendo.
Roberto, io guardo più avanti delle liste (forse troppo??). Diamo per scontato che qualcuno dei Mille riesca ad approdare alla costituente. Nel migliore dei casi, si tratterà comunque di un numero ininfluente per le votazioni; quindi io escludo che si possa puntare ad incidere con i “nostri” voti quando si prenderanno le decisioni sul PD. Mi sembra chiaro che l’unica che si può combattere è una battaglia “culturale”, come si suol dire, per cercare di portare avanti delle nostre istanze e sperare che siano adottate dalla maggioranza, o, più realisticamente (secondo me), perché almeno entrino nell’agenda della politica italiana. A quale scopo? Perché siamo convinti che queste istanze siano condivise da una bella fetta della società italiana, oggi esclusa dalla politica, e che quindi possano trasformarsi in voti e portare vero cambiamento, se ne avranno la possibilità.
Il rischio più grande che vedo io è quello dell’omologazione: ovvero che, per poter entrare nella costituente del PD, si debba rinunciare alla diversità; che si debba poi pesare ogni parola che verrà detta, per non mettere in difficoltà Veltroni, la Melandri, e tutti quelli a cui dovrà essere grato chi verrà eletto. Che insomma la battaglia culturale venga persa ancora prima di provare a combatterla, una volta che si viene cooptati dentro il sistema, invece di entrarci con le nostre forze.
Ciao
Daniele
Noi vogliamo rinnovare la politica. Abbiamo capito che non è facile e non è detto che ce lo facciano fare. Tra lo stare a guardare schifati e con tutte le puzze sotto il naso abbiamo (in prevalenza) pensato che sia il caso di provarci.
Senza illusioni: il che vuol dire che non mi metto a contare quanti “mille” mando alla Costituente-di-due-giorni, ma quanti mille-e-mille scommettono con noi.
Esempio: se in occasione delle primarie io riesco a portare, nei sette collegi della mia provincia (Lecce), sessanta-settanta giovani non apparatniki sul palco (in lista), forse non avrò raccolto moltissimi delegati, ma avrò gettato nell’agone, dal basso, una generazione. La quale (è la mia scommessa) imparerà cos’è la politica e tenterà successive scalate.
Poi non mi importa se gli altri confluiscono nei mille o i mille in altri. Io sarei per l’alleanza in cui nessuno confluisce dove non vuole, ma capisce che dall’alleanza si può ricavare qualche risultato. (Ma mi affascina e convince l’affermazione di Luca che il PD siamo noi. Non solo, aggiungo: conosco centinaia di dirigenti poliici che già da anni ragionano con la testa di PD e non di ds o dl…)
Per questo, però, per muovere i passi concreti, siamo in ritardo. Chi di voi ha una qualche esperienza di campagna elettorale e di liste sa che contattare per primi una persona significa che se non si candida con te almeno ti vota, e se non ti vota ti rispetta e non ti fa la guerra.
Gli altri, invece, hanno già contatti…
Sono d’accordo sul P.S.
L’Italia è un Paese di troppi geni e altrettanti cialtroni. Gli uni troppo impegnati sui massimi sistemi, e gli altri intenti a sbarcare il lunario e a fare lo scaricabarile.
Il risultato è che non si fa nulla di buono.
P.S. mio
Qualche giorno fa ho visto una cosa italiana fatta bene: il parco giochi Mirabilandia. Curato nei dettagli, ben organizzato. Pulito perfino a ferragosto, etc. All’altezza dei parchi europei che avevo avuto occasione di visitare.
Nicola
iMille non possono far altro che appoggiare Veltroni. Due sono i motivi principali:
1) Veltroni è un candidato che dal punto di vista programmatico è abbastanza affine a iMille
2) A queste elezioni parteciperanno elettori che votano in primis il candidato segretario e solo in secondo luogo le liste. Per questo appoggiare un candidato minoritario che i sondaggi danno all’1% è un suicidio politico
Ma appoggiare Veltroni non significa per forza rinunciare ad aspetti programmatici irrinunciabili per iMille. Altra cosa è disciogliersi in liste più ampie con politici, i soliti politici, che hanno capito che forse cavalcare l’onda del giovanilismo possa recare loro nuova luce politica. Ma rimangono sempre gli stessi volti, volti di ambientalisti ed ex ministri che in passato hanno governato e che oggi governano con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Non saranno “molto apparato” ma la Melandri, se non sbaglio, ha fatto il ministro per ben due volte. Siamo sicuri che non appartiene all’apparato?
ma state sempre tutti a pensare ad alleanze e liste? Idee e partecipazione sul territorio non interessano a nessuno?
@Paolo
Ma, secondo te, Veltroni può raccogliere consensi tra quei milioni di italiani profondamente delusi dalla politica? Perché io non non vedo possibili grandi cambiamenti se non si riesce a trasformare quella delusione in azione, in voti che possono influenzare la politica. Per me, una iniziativa come iMille può avere successo solo se si riesce a collegare con quelle persone. Un modo per cominciare potrebbe essere quello di aiutare un candidato che è sicuramente esterno al palazzo ad acquisire credibilità e visibilità.
@Filippo
Purtroppo, le idee in politica le devi esprimere anche attraverso alleanze e candidati. Altrimenti anche le idee migliori rimarranno solo sulla carta…
Politica e gommoni (il pd siamo noi)
Interessante articolo di Luca Sofri pubblicato dai Mille.
Lo trovate qui
…
scusate, mi sfugge il motivo per cui è stata scartata l’alternativa Adinolfi? E magari, invece, si parla di gawrosky.
Se qualche giovane si vuole candidare si faccia mettere capolista da adinolfi! Poi farà la sua campagna elettorale e (in media nei collegi piccoli) con 150-200 voti diventa costituente.
Ci vuole pragmatismo…
Speriamo che dall’incontro con la melandri vi accorgiate che stanno bluffando.
scrooge: la candidatura adinolfi è stata scartata nel momento in cui si è scelto di appoggiare veltroni. Storia lunga e vecchia che non ti ripeto. Non parliamo sempre della stessa cosa …. lo stesso vale per gawronsky (che avrebbe la scusante di non essere candidato all’epoca), daniele ne parlava anche lui dimenticando che Veltroni non si cambia, almeno come candidato da sostenere. Se vedi il nostro scambio di post poco sopra ricostruisci un po’ la faccenda, valida per tutta la questione candidato segretario.
Altra cosa è la partecipazione o meno alla lista melandri. Come ha detto roberto, a fine agosto diciamo “vedo” e l’1-2 settembre si deciderà nella riunione nazionale “che fare”. Se ti riconosci nel progetto vieni, discutiamo e decidiamo.
cordialmente
io penso che l’obiettivo sia quello di portare più giovani “validi” possibili alla costituente.
E l’opera dei mille (nelle liste per veltroni) e di adinolfi (con liste indipendenti) possono essere complementari anche se oggi non sono congruenti.
Speriamo che vi lascino spazio. Auguri!
L’idea di fondo inziale, siaper quanto riguarda Adinolfi, sia per quanto riguarda iMille, è quella di portare i giovani a partecipare ed eventualmente farsi eleggere.Forse i due non riusciranno ad essere incisivi, forse non raggiungeranno il quorum, ma almeno possiamo dire che si sono attivati. In quel caso l’obiettivo sarebbe raggiunto: riportare i giovani alla politica. Un sogno, forse. Io vedo oggi due strade, quella di Adinolfi, linea dei duri e puri che non guardano in faccia a nessuno, e quella de iMille che vogliono appoggiare Veltroni. Io credo ancora che le due strade siano complementari anchre se rischiano di portare ad un fallimento reciproco: non raggiungere la soglia di sbarramento. Perché dico che sono strade complementari? perché c’è un Adinolfi che riesce a catturare quell’elettorato più estremo, l’anti-politica per eccellenza, mentre iMille, con un programma radicale ma con l’appoggio a Veltroni, possono intercettare quell’elettorato stufo ma che vede in Veltroni una novità importante (anche se tutti sanno che Veltroni non è poi così tanto “nuovo”. Disciogliersi in una lista “poco apparato” ma con politici di professione a cosa serve? A quel punto votare D’Alema o Ivan Scalfarotto cosa cambia agli occhi dell’elettorato? Niente, anzi, almeno si vota la lista con nomi più in vista. E allora la lista “poco apparato” rischia di fallire e di raccogliere lo stesso numero di voti che avrebbero potuto raccogliere iMille da soli, con visibilità.
Ma concentriamoci ora sulle cose serie. Quanta gente conosce il progetto de iMille? troppo pochi a due mesi dalle elezioni. Prima che spuntasse Adinolfi iMille ottennero una certa visibilità sui giornali, oggi più nessuno ne parla. Ho l’impressione che ci si è arresi. Io un’idea utile ce l’ho: si usi internet andando a commentare i blog di centro sinistra lasciando l’URL del sito e si faccia volantinaggio a spese dei candidati locali nei propri collegi. Non si può pretendere di fare campagna elettorale a costo zero
Piace leggere che il grandissimo de Gregori abbia i miei stessi dubbi su Veltroni. Peccato che poi voglia votare per la Bindi!
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/08_Agosto/19/degregori_bindi_veltroni.shtml
CIAO A TUTTI
A quanto pare ho un amico in Daniele. Grazie. Ma ai mille vorrei dire anch’io due brevi concetti.
“forse ci meritiamo quel che ne verrà”
Ragazzi: no ai linguaggi della depressione. E no ai calcoli troppo stretti. Gli uomini veri, quando fanno scelte di fondo, non fanno troppi calcoli. Quel che conta non è vincere ogni singola battaglia. La “vittoria”, come definirla? E comunque, non è detto che saremo noi a vederla, a raccogliere i frutti di quel che facciamo oggi. Né che qualcuno ci attribuirà il merito: la Storia ha dei meandri troppo tortuosi e complicati perché possiamo discernerli tutti. Noi certe cose le facciamo, in fondo, per noi stessi, per arrivare alla fine della vita e dire: “io ho fatto la mia parte”.
Allora non credo che per voi si tratti di eleggere “il maggior numero di persone dei mille per influire”; ma che accanto ai pochi o molti dei mille ci siano altri che insieme a voi riescano a rinnovare la politica! E per me non si tratta di tappare qualche buco la dove non ho liste, ma di mettermi a disposizione di tutti quelli che (per la loro storia o altro) danno garanzie che intendono il rinnovamento della politica come lo intendo io, con la stessa radicalità degli obiettivi (e la flessibilità quando ci sarà da prendere atto dei rapporti di forza che si sono creati).
Mi pare quindi che l’unico modo giusto di procedere per voi sia quello di prendervi la bega di studiare tutti e sei i candidati, valutare se ce n’è per caso uno che vi rappresenta molto da vicino, e in quel caso (solo in quel caso) lavorare insieme.
Un saluto fraterno.
PierGiorgio Gawronski