Mille euro al mese

di Giorgio Gualberti

1000lire.jpgIo, lo devo confessare, non ho grandi idee su come migliorare la politica italiana. Mi sono spremuto il cervello, ma devo dire, inutilmente. Ogni volta che mi veniva in mente una brillante idea di riforma di questo o quello, grandi disegni costituzionali, i meccanismi perfetti immaginati dopo i primi attimi di eccitazione si inceppavano e mi deludevano. Quello di cambiare le leggi, insomma, non mi pareva né il problema né la soluzione principale,e alla fine
tornava tutto come prima.

Dite che sarebbe piu’ efficace cambiare le persone? certo, ma allora parliamo di etica, prima che di politica, campo su cui ne so ancora meno. Mi verrebbe da interpellare i vari illuminati di tutte le epoche e latitudini che hanno provato a darci due consigli sul bene e sul male, illuminati tra l’altro spesso finiti male, e consigli interpretati pure peggio.

Ecco, la soluzione sarebbe forse instaurare una commissione parlamentare di etica politica? (Polietica per gli amici?) Sarebbe divertente vederne i risultati (e soprattutto la composizione) ma dubito che caverebbe un ragno dal buco, e poi forse sto andando fuori tema…

Infatti qua si sta, una parola dietro l’altra, costruendo un partito politico e non una scuola di filosofia, e quindi io vorrei porvi alcune questioni di politica, che mi interessano, e su cui non ho un idea ben chiara e vorrei farmi aiutare da voi.

La prima, si sa, è sempre per la panza, o meglio per la testa e per il tetto sotto cui ripararla, altrimenti non si puo’ parlare tranquilli di filosofia. Per ovvie ragioni, il problema è il tetto.

Quando ho sentito la parola iMille per la prima volta, e ho visto il sole rosso, mi è sembrato un simbolo molto bello e rivoluzionario, ho pensato a imille euro al mese e a come un sacco di gente si stia sbattendo la testa per trovare i soldi dell’affitto. Perché affittarsi casa, in una grande città italiana, è un problema grande (e lo sarebbe anche per me se abitassi in Italia). Ed è un problema che non si risolve aumentando le case di proprietà perché, insomma, un po’ di
gente si deve pure muovere, e giá la mobilitá sociale è bassa in Italia, comprarsi piu’ case non è una soluzione, siamo giá al limite.

Ora, io non sono un esperto di mercati immobiliari, né tantomeno un fiscalista (due categorie di persone per cui provo una certa istintiva diffidenza), io ho visto solo una montagna di costruzioni nuove, magari ben lontane e collegate male, pero’ in affitto poche case e care, salari bassi, e ognuno che si arrangia come puo’. E ho visto anche che le piu’ grandi fortune del paese sono state fatte su case e mutui, ultimamente. Anche qui, non so quanto e come le cose siano
collegate, per me l’alta finanza è arrivare alla fine del mese, come diceva il grande Altan.

Ecco, non è che voi, tra una cosa e l’altra, avete qualche idea per dare una mano a quelli che iMille euro? O pensate che questa cosa debba essere lasciata al libero mercato?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

5 Commenti

  1. Eh giodi, ti rispondo io per primo, va …

    Già credo che in Italia avere iMille euri al mese sia un piccolo miracolo. Vorrei solo far notare che nella “sovietica” francia esiste una cosa che si chiama SMIC che vuol dire “salario minimo” per cui la retribuzione minima per le 35 ore lavorative settimanali è di circa 1100 euri. Un provvedimento sovietico preso credo dal Generale De Gaulle … un noto comunista. Però se parliamo di queste cose poi ci dicono che vogliamo portare i cosacchi ad abbeverarsi a san pietro.

    Per la casa, non che qui la situazione sia rosea, però sicuramente più sostenibile che in italia. Per due motivi: perché, se te lo puoi permettere, un monolocale o bilocale lo trovi facilmente (pagando salato tra 500 e 1000 euro). Se poi non puoi permettertelo esistono due cose ancora:

    1)le care vecchie case popolari che sono gestite direttamente dai comuni, che ovviamente non sono normalmente occupate, ma assegnate in base al reddito (e non ci sono gioiellieri dentro). Certo se ne fanno poche e molti comuni di destra non rispettano una legge che “obbliga” le municipalità ad avere almeno il 25% di alloggi pubblici (i famosi HML).

    2)un’altra cosa sovietica si chiama CAF (la cui esistenza anche non viene messa in gioco da nessuno) ovvero contributi familiari che lo stato da in base al reddito e al numero di figli per aiutarti a pagare l’affitto. Chicca: poiché un valore repubblicano è anche il riposo dopo il lavoro, esistono anche dei piccoli assegni vacanze per i più “bisognosi”.

    Ecco, la Francia non sarà priva di problemi, ma almeno lo stato non ha paura di intervenire quando sente che si tratta di problemi della collettività. E non delega i problemi alle famiglie di origine. Il mercato andrà pure bene, ma non bisogna lasciargli fare tutte le cose se pensiamo che il bene comune sia un concetto con un minimo di senso.

  2. 1) Innalzare la tassazione sulle case sfitte e scalare dal reddito imponibile parte dell’affitto

    2) Salari minimi d’ingresso basati sul costo della vita (più gabbie salariali che scala mobile)

    Il tutto condito da una reale liberalizzazione del mercato del lavoro che vada di pari passo con l’allargamento dei diritti (maternità e malattia per tutti ma licenziamento “accessibile”)

    E a questo punto potrei raggiunger gli agognati 1000 €, perchè per desso ancora non c’arrivo…

  3. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    il problema abitazione e’ mischiato col problema precariato e rende la faccenda complicata.
    Bisogna infatti agire su ambo i problemi per risolvere la situazione.

    a) l’edilizia popolare italiana e’ largamente insufficiente da almeno 15 anni, il conseguente “sfogo” degli affitti privati e’ quindi svanito. Crisi post-euro e connessa speculazione edilizia (“il mattone e’ un investimento sicuro”) hanno fatto il resto. Avevo scritto un post a suo tempo (qui) dove spiegavo come una rinnovata politica di edilizia popolare con gli standard del 21o secolo possa essere usata come volano per ridurre gli affitti, creare occupazione e risparmio energetico.

    b) precariato (se uno non ha i soldi non si prende in affitto un bel nulla). E qui il problema e’ spinoso. Ci sarebbe da scriverci un post sopra. In due parole bisogna creare equita’: piu’ diritti lavorativi per i precari e meno immobilita’ per gli illicenziabili indeterminati, il tutto condito con un sistema di ammortizzatori sociali per chi passa da un lavoro all’altro (modello Germania e Olanda). E’ l’era del mercato della globalizzazione e del lavoro “liquido” e su tale dobbiamo ragionare. In Italia siamo ancora al mercato del lavoro “solido” del passato, quello dei “lavoratori” contro i “padroni”. Io non sono un esperto di mercato del lavoro per cui lascio la parola a chi ne sa piu’ di me.

  4. 1000 euro…… una cifra significativa, anche se per mantenere una famiglia non è certo sufficiente……

  5. Già 1000 euro non bastano a mantenere una famiglia. Ma, sempre nella sovietica francia, corrispondono circa al “salario minimo” per 35 ore settimanali (sono un po’ di più, 1100 circa) e ovviamente a testa. Quindi una famiglia mediamente arriva a 2000, potendo avere poi diritto ad altri sgravi e finanziamenti. Tutto ciò senza evocare “valori cristiani” della famiglia ma più semplicemente diritti sociali. FantaItalia?

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