Marco Simoni (portavoce)

MarcoSimoni.jpgSono nato a Roma 33 anni fa, sono sposato con Lauren e aspettiamo di diventare tre verso l’inizio di dicembre. Sono un politologo, che non è un modo per tirarmela, ma la descrizione del mio mestiere. Per qualche ragione misteriosa, non avendo tradizioni in tal senso nella mia famiglia, mi sono appassionato di politica fin da piccolo. Ora, dopo una laurea a Roma e un Ph.D. a Londra, insegno Politica Economica alla London School of Economics. Per mantenermi agli studi post-laurea ho lavorato tra gli altri per l’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra, per una assicurazione a Londra come consulente del rischio politico, e per un centro studi italiano che si chiama CISS con il quale ogni tanto continuo a collaborare. Durante gli anni universitari a Roma ho compiuto il cursus tipico del giovane militante DS, dalla organizzazione giovanile agli incarichi in Federazione: cursus interrotto quando sono partito per Ginevra per cercare di vivere direttamente la globalizzazione di cui tutti parlavano. Seguendo sempre la politica italiana, sono tornato in occasione delle primarie dell’Unione, quando ho avuto la fortuna di dirigere la campagna di Ivan Scalfarotto. E’ stato come gettare dei semi fecondi nel profondo di una crisi nazionale che da fuori sembrava meno grave di quella che è. Per l’Italia, sono convinto che fino a quando una parte significativa della mia generazione, e di persone di tutte le età che le somigliano, non sarà messa nelle condizioni di dare il suo contributo, le cose continueranno nel loro lento declino fatto di ingiustizie e prepotenze verso chi è fuori dal sistema, e di una crescente povertà culturale, sociale, economica. Per il resto del mondo, credo serva qualcosa di più, compresa una nuova diffusa consapevolezza che l’impegno pubblico, democratico e quotidiano, è un prezioso strumento per dare senso alla vita individuale, e che tale impegno deve vedere una accanto all’altra persone di lingue e colori diversi. Ma questa è una storia un po’ più lunga.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

3 Commenti

  1. L’ora del Che, della pena, delle sanzioni e delle primarie

    L’ora del Che A 40 anni dalla morte del Che, la sua figura, il suo mito, è diventato patrimonio degli schieramenti più disparati oltrechè delle magliette o dell’oggettistica da manifestazioni di piazza. Nella corsa ideale ch

  2. Auguri, Marco (anche se non li meriteresti, dato che non mi rispondi mai) ;-)

  3. luigi lavorgna

    Giugno 30, 2008 a 8:28 am

    luigi lavorgna

    mi scuso per l’intrusione ma vorrei chiedere aiuto al portavoce de imille su una questione.Mi servirebbe il regolamento del partito Laburista inglese (of course), nello specifico la parte di esso in cui si dice che quando si catapultano candidati in zone diverse da quelle di origine e dopo l’eventuale elezione, necessariamente l’eletto/a deve prendere la residenza nella zona/circoscrizione di elezione. Dovrebbe essere un segnale per coinvolgere persone che solo per opportunità politica godono di voti non meritati. Se ci fosse stata questa questa regola in Italia avremmo dato un bel da fare agli impiegati dei servizi anagrafe, vista la quantità di deputati eletti in circoscrizioni di cui non sapevano nemmeno la collocazione geografica. spero che mi possa aiutare. la mia mail è luigilavorgna@libero

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