La battaglia sui contenuti?

Noi lo dicemmo tre mesi fa che il comitato dei 45 andava come minimo ripensato (siamo gente dai modi garbati): Enrico Letta ne fu membro e si accorge adesso che funzionò male. Ma le sue idee non appaiono più chiare di allora, visto che dichiara oggi a Repubblica quanto segue:
“Secondo le regole oggi vigenti, molte delle quali sbagliate, come le liste bloccate, chi va a votare per le primarie aderisce automaticamente al Pd. Ma questa “adesione”, tradotta in italiano significa di fatto un’iscrizione, e non va bene”
Non si capisce quale italiano frequenti Letta, dal momento che la norma tautologica chiede agli elettori solo di dichiarare la loro partecipazione alla costituzione del Pd (se votano, lo stanno ovviamente facendo):
“Possono partecipare in qualità di elettori e di candidati tutte le cittadine ed i cittadini italiani che al 14 ottobre abbiano compiuto sedici anni nonché, con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione Europea residenti, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i quali al momento del voto dichiarino di voler partecipare al processo costituente del Partito Democratico e devolvano un contributo minimo di € 5, ridotto a € 2 per le elettrici e gli elettori che non abbiano ancora compiuto venticinque anni”
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

8 Commenti

  1. giancarlo

    Se poi si aggiunge che verrà anche eletto il segretario politico, il casino è completo. Unico esempio al mondo dove il segretario non viene eletto dagli iscritti al partito bensì da chiunque ne abbia voglia. Il dubbio che si stia assistendo all’ennesimo pateracchio all’italiana è molto forte.

  2. ma se tutti si lamentano di queste regole, per chi sono state disegnate?

  3. Che se ne lamenti poi Letta che faceva parte dei 45 è ridicolo.
    E che se voti dichiare di partecipare al processo di costituzione del PD mi pare il minimo … come dice Luca è quasi tautologico …
    mi sa che iniziano ad aver paura di aver fatto una fesseria organizzativa (in primis elezione del segretario attraverso le liste) loro stessi che l’hanno fatta …. complimenti a Letta, puro stile DC, ma almeno i DC di una volta erano più bravi.

  4. attenzione: Veltroni – che pure non era molto d’accordo, a quanto sembra – a detto parole impegnative sul PD come partito inclusivo, che vuole essere la casa “maggioritaria” di chi vuole esserci, ben oltre i militanti “classici” di partito.
    Non sono sicuro che sia una buona idea, ma è come se si prefigurasse – traducendo l’affermazione teorica in pratica organizzativa – una specie di doppio livello di adesione: un livello “debole” (i 5 euro per votare per alcune scelte fondamentali) e uno da militante pieno (la vera iscrizione).
    Questo spiegherebbe un po’, o almeno darebbe un po’ di senso ex post a questo casino…

  5. giancarlo

    @Corrado: secondo logica se il livello che tu definisci “debole” elegge la maggiore carica, tanto debole non dovrebbe essere. A meno che poi si pensi di fare strame di tale scelta.

  6. paolo

    La confusione nasce dall’ambiguità del fine ultimo di questo processo costituente: nomina dell’organigramma o definizione dell’orizzonte ideologico?

    Inizialmente si voleva che la costituente fosse l’occasione per un rilancio ideale e programmatico del centro-sinistra riformista ed era quindi necessaria una ampia partecipazione popolare. Per questo bastava chiedere una adesione “ideale” al PD, che poteva anche non tramutarsi in tesseramento. Una cosa del tipo “sono un simpatizzante, voglio partecipare al dibattito perchè ho qualcosa da dire, ma non voglio iscrivermi ad un partito”.

    Poi con la crisi del governo Prodi si è deciso di usare l’occasione per un rilancio più “politico” e quindi puntare sulla nomina del segretario e degli organi locali tutto insieme, cosa che io sinceramente avrei visto molto meglio fatta con un apposito congresso successivo a cui partecipassero solo gli iscritti al partito stesso.

    Voglio dire che un conto è aprire un dibattito “con la società” sui contenuti ideali e programmatici, e un conto ben diverso è nominare gli organi dirigenti.

    Hanno fatto un miscuglio (anche per ulteriori diverse ragioni, anche economiche) e ora c’è una confusione assurda e deleteria.

  7. @Giancarlo: che carica elegge? La carica è stata scelta dai signori D’Alema e Marini, proprietari dei pacchetti di maggioranza del Pd.
    Certo, hanno dato a chi non si riconosce i questi due pacchetti di maggioranza (Ds e Ppi, la Margherita non esiste) la possibilità di opporsi a questa scelta, candidandosi o votando un altro candidato.
    iMille hanno preferito invece ratificare la scelta fatta dai due soci di maggioranza, esercitando la splendida libertà di fare ciò che è stato detto loro di fare.
    In quanto a “fare strame di tale scelta”, c’è uno solo dei presenti disposto ad affermare che in caso (puramente teorico, s’intende) di vittoria della Bindi, Rosy sarebbe il prossimo candidato presidente del consiglio?
    No. In quel caso si darebbe al segretario un ruolo puramente organizzativo, rimandando a successive scelte il vero leader. Meraviglie di un partito che elegge un segretario prima di aver riunito la costituente che stabilisca il suo ruolo.

  8. Claudio

    Ehm, nel comitato dei 45 Letta votò contro le liste bloccate, per dire.
    A voi invece non dispiacciono, vedo, giacché è da questo meccanismo che avete ottenuto la vostra cooptazione. Buon per voi, in effetti.

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