Imo a Roma! 1-2 Settembre: Prima Assemblea Nazionale de iMille

di Filippo Zuliani

gladiatori.jpgSabato 1 e domenica 2 settembre si terrà a Roma la prima Assemblea Nazionale de iMille.

Tutti sono invitati a partecipare: chi è stato parte de iMille finora, chi ne vuole far parte nel futuro e chi simpatizza nel presente. La porta de iMille è aperta a tutti. All’assemblea discuteremo di molte cose: il modo di stare assieme, un mandato vero per ogni successiva riunione, un manifesto di partenza da mettere sul wiki, uno statuto di una pagina del gruppo, le regole di apertura de iMille, e soprattutto discuteremo di come portare gente nuova con idee nuove nella politica che conta. Per queste e molte altre ragioni è necessario vedersi a Roma, per dialogare e decidere, tutti insieme.

Per confermare la vostra partecipazione scrivete una email a join@imille.org indicando ASSEMBLEA NAZIONALE nell’oggetto della email. Seguiranno dettagli organizzativi. Altri dettagli sull’assemblea, qui.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

19 Commenti

  1. Mentre ero in vacanza, dalle pagine del Corriere della Sera, ed in merito alla “spazio ai giovani” nel futuro partito democratico, Massimo D’Alema affermava che noi giovani dovremmo prendere esempio dalla loro generazione e “prenderci un posto” nel panorama politico.

    Non credo ci sia un “problema giovani” in Italia, piuttosto c’è un “problema vecchi”. Mi spiego.

    Comunque si rigiri il problema è proprio la generazione di Massimo D’Alema che dovrebbe fare un mea culpa collettivo.

    Non voglio provocare il ministro degli esteri facendogli notare che alle ultime elezioni i due sfidanti erano classe 1936 e 1939 e nel 1968, mentre lui, Fini, Mussi e compagnia si scazzottavano e mentre un’intera generazione scaldava i banchi delle università occupate contestando il sistema, uno faceva già parte dell’apparato industriale e militava nella DC e l’altro aveva una figlia e aveva già fondato la sua seconda impresa edile.

    Solo la politica è ormai rimasta barricata al ricambio generazionale, per non parlare di quello di genere. Il risanamento di Fiat, una delle poche cose positive accadute in questo Paese negli ultimi anni insieme all’entrata nell’Euro, è passato per un eccezionale e veloce ringiovanimento della classe dirigente e per un patto generazionale stupefacente. L’esperienza di Marchionne, “il vecchio”, risana i conti e inietta metodo e qualità, la creatività e l’attenzione al mercato del “giovane” De Meo, riporta Fiat vicino ai giovani, producendo macchine più belle perchè più giovani.

    Per assurdo è proprio chi nel 1968 ha gridato spazio ai giovani e rivendicato la proprietà dell’utero, si oppone oggi, non a parole, ma profondamente nei fatti, all’ingresso dei giovani e delle donne in politica.

    Non si può chiedere che le generazioni prendano il potere con la forza, questo è una sorta di fascismo generazionale che ci vorrebbe temprati dalla contestazione. Il bene del Paese passa per la lungimiranza dei vecchi che affiancano e insegnano ai più giovani i metodi, utilizzandone le idee. Ma non quando è troppo tardi.

    I problemi principali di questo Paese, in questo momento storico, sono la formazione, l’inserimento al lavoro (due cose che se realizzate e migliorate portano con se anche l’annacquamento del potere delle Mafie) e la produttività. Tutte questioni che riguardano noi giovani sulla pelle. Tutti problemi che noi conosciamo fin nei meandri della loro tragedia e comicità perché semplicemente: li viviamo.

    Come può un’elité politica, generazionale e sociale, i cui figli non saranno certo emblematici della nostra generazione e quindi non possono essere presi come riferimento di vicinanza, conoscere davvero i problemi del Paese (non dei giovani, basta con questo luogo comune)?

    Lo scollamento della politica dalla società civile è semplicemente la mancanza di un raccordo generazionale e di genere. C’è un assenza generazionale gravissima.

    C’è un motivo per il quale la generazione di Massimo D’Alema, quella genitoriale per chi scrive (classe 1976), non ci considera all’altezza della politica e fatica a lasciarci spazio.

    Da una parte la consapevolezza che, per quella generazione, lasciare spazio oggi, significa non avere lasciato una traccia se non il fallimento e la prostrazione degli anni di piombo. La generazione dell’illusione, continua ad illudersi di conoscere la strada. Non capisce che come gli elefanti quando è arrivato il momento di morire si devono coraggiosamente e dignitosamente fare da parte o per lo meno usare il tempo che gli resta per “insegnarci”. Non per guardarci come poveri scemi.

    Dall’altra, la generazione dei nostri genitori, ha permeato il Paese di una sorta di mammismo collettivo. Noi, condannati alla vita in famiglia per motivi economici, continuiamo a vivere a 30 anni permeati della stessa bambagia in cui siamo nati. Siamo ancora quelli che devono mettersi la canottiera di lana, andare dal dottore accompagnati dalla mamma, figuriamoci se possiamo collaborare a ricostruire un Paese. Siamo eterni figli, non ancora assunti al ruolo di cittadini. Di chi è la colpa se siamo così irresponsabili, così edonisti, così ipocondriaci? Nostra? O di chi ci ha lasciato davanti ai cartoni animati giapponesi?

    Il fare, tempra e distoglie dalla noia. Fateci fare. Ma non fatelo per noi. Non è un favore che una generazione chiede all’altra. E’ il per il bene del Paese che deve avvenire un patto generazionale equilibrato e ovviamente basato non unicamente sull’ età anagrafica, ma sulla competenza e l’entusiasmo.

    Di recente l’intervento più “giovane” che ho sentito è stato quello di Oscar Luigi Scalfaro al suo insediamento come presidente del comitato elettorale romano di Walter Veltroni. Mi ha turbato. Ho pensato che forse, Scalfaro, è rimasto giovane perché ha visto il Paese cambiare sotto le mani della propria generazione. Quella dei Pertini. Degli Almirante. Degli Amendola. Degli Azeglio Ciampi. Diceva, parlando dei giovani, che molti giovani burocrati di partito sono già vecchi dentro. E’ così: In Italia il ricambio avviene per immagine e somiglianza anche quando si scelgono i ricercatori all’università. Ogni professore si sceglie il suo ricercatore che usa il suo stesso proprio metodo. E’ proprio così che non si innova. All’estero si assumono ricercatori italiani che usano metodi diversi. Si mischiano le carte, non si imbastardisce la linfa scientifica.

    Non è che voi siete diventati così vecchi perchè ancora non avete visto cambiare nulla per opera delle vostre mani? Non le mafie. Non la scuola pubblica sulla quale si continuano a fare riforme sclerotiche. Non la corruzione. Non l’evasione fiscale. Non l’amministrazione pubblica inefficiente e costosa. Nemmeno la parità di genere. Eccetera. Eccetera. Eccetera.

    La leva calcistica del ’68 il rigore l’ha tirato e l’ha sbagliato. Noi siamo in panchina a scalpitare e di solito è l’allenatore, un vecchio, che dà il via al cambio in campo. Non perdete questa possibilità. Il gioco, si sa, è di squadra e importa solo il risultato.

    Cristiana Alicata

    blog http://wordwrite.wordpress.com

  2. Bel commento Cristiana, lo possiamo pubblicare nello “speakers’ corner”?

  3. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    molto bello, davvero.

  4. Giuseppe Grandis

    La passione che traboccadall’intervento di Cristiana meriterebbe tutt’altra accoglienza nella politica italiana. Tuttavia, da quest’intervento una cosa mi è chiara: ho capito perfettamente perchè iMille appoggiano la candidatura di Veltroni. Effettivamente, mentre D’Alema e compagnia facevano (o disfacevano) le cose di cui parlava Cristiana, Veltroni era lì che raccoglieva figurine, o forse parlava con Venditti del PD, all’insaputa di quel birbaccione di Massimo. E’ una lettura a dir poco partigiana e, forse, non se ne abbia l’autrice, un pò superficiale in termini storici. Ma la storia, come si sa, restituisce sempre tutte le ragioni. E ci sarà il tempo anche per questo. Se solo sgombraste il campo da un tantino di presunzione, da una visione parziale (intesa come non completa e/o di parte, fate voi) degli eventi politici degli ultimi venti anni, se non aveste da fare i conti con qualche sfrenata ambizione personale (basterebbe leggere l’inizio di alcuni post di qualche vostro “chifacosa”) sareste stati anche interessanti per chi vuole realmente una politica fatta da persone nuove. E per questo, farebbe non uno ma cento passi indietro. Ma se quello che leggo qui è il nuovo che avanza (e non mi riferisco all’intervento di Cristiana, se non in minima parte)… allora avanza, non serve, come direbbe D’Alema, non è “spendibile”. O meglio, se funzionale all’acquisizione di qualche suffragio in più in cambio di qualche strapuntino nella “costituente”, allora hai voglia se è spendibile (e anche poco costoso). E ora riempitemi pure di improperi.

  5. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Giuseppe,

    mi piacerebbe argomentassi meglio le critiche. Io leggo:

    //se quello che leggo qui è il nuovo che avanza (e non mi riferisco all’intervento di Cristiana, se non in minima parte)//

    non a Cristiana allora a cosa? Se dobbiamo discutere e dibattere facciamolo. Ma siamo diretti, pliz.

    Se puoi/vuoi discutere faccia a faccia, basta che vieni a Roma – come da post.

  6. Nessun improperio, non da parte mia, Giuseppe. Solo una domanda: quindi? Che proponi?

  7. Giuseppe grandis

    Per Zuliani e Picariello. Basterebbe, per esempio, evitare, negli esordi di qualche post, di ricordare a tutti che si è laureati, che si vive e lavora all’estero, che si è stati sempre molto bravi a scuola e così via. Che palle!! Una volta basta e mi pare pure troppo e ridondante. Non occorre rammentare sempre che si è subito una sorta di esilio (come se studiare all’estero sia sempre e solo un guaio – può esserlo in alcuni casi – e non magari una chance in più che pochi hanno avuto e molti altri no; magari grazie proprio a quei disgraziati genitori di cui parlava Cristiana). Anche perchè non sempre è tutto oro ciò che riluce, anche nel caso vostro. Basterebbe evitare di trattare da “pensionandi” tutti coloro (più o meno ultracinquantenni) che non vi somigliano, semplicemente perché sono più anziani. Ma insomma, un po’ di rispetto per le storie e per le vite altrui (anche perché anche il vostro candidato è di quella generazione lì!!). Insomma un approccio un pò più umile non guasterebbe e vi renderebbe sicuramente più gradevoli. Poi datemi alcune buone ragioni per aver dato via, in così poco tempo, quella freschezza e quella novità che vi avevano contraddistinto agli esordi: provo a dare io qualche ragione: a) paura di una sconfitta “bruciante”. Ma se non si fanno le battaglie quando si è giovani (almeno per la “politica”), anche a costo di perderle, quando le si fanno? Non è questo approccio esso stesso il frutto di un calcolo “politicante”? Meglio (si fa per dire) la scelta di Adinolfi (che comunque la faccia ce l’ha messa?!) b) perchè in questo modo, dentro al truppone Veltroni, si pensa di avere più chance per eleggere vostri rappresentanti alla costituente; probabilmente, alla luce di calcoli (che in politica sono difficili) giusto, ma per fare cosa poi? In politica amore con amor si paga, temo fortemente per la vostra autonomia (che già avete dimostrato di non avere a sufficienza a cuore o, comunque, di cederne una parte per favorire un “calcolo politicante”); e poi, una lista di donne e uomini nuovi con a capo la Melandri, una “lista innovativa”, senza la quale “non vi mettereste nemmeno seduti al tavolo”, con la Melandri, con Ranieri (che, con tutto il rispetto, mi risulta, sia ultracinquantenne pure lui… pussa via Ranieri!!); suvvia, a questo scommetto non ci credete manco voi. Diciamo che quello che passa il convento per traguardare la meta, che è più onesto e la qualcosa non mi scandalizzerebbe; c) la peggiore delle ipotesi: iMille sono un’operazione pensata a tavolino per garantire a Veltroni un appoggio del “mondo giovanile” o di “neofiti” della politica; il tutto in cambio di velocissime carriere politiche (o non politiche), ma, ovviamente, non per tutti. Non ci voglio credere: ma come si dice, a pensar male si fa peccato, ma …. conto di vedere nei fatti la smentita (?). Ora ho rubato anche troppo spazio: spero in un vostro ritorno alla leggerezza che vi contraddistingueva ancora qualche mese fa, che ho letto anche nel post di Cristiana ma che vedo inesorabilmente smarrita. Ho la sensazione che abbiate perso un’occasione nobile. Ce ne saranno altre, come sempre, magari più in là negli anni. Grazie dell’ospitalità.

  8. Lungi da me criticare D’Alema ed elogiare Veltroni il quale, sebbene più giovane, non può esimersi dal prendersi le sue responsabilità generazionali. Certo all’epoca e l’ha ricordato di recente, era dalla parte di Pasolini, quel Pasolini che aveva definito i veri proletari i poliziotti e non i figli di papà che contestavano tutto, senza salvare nulla. Non solo. Di recente si è anche costituito parte civile, come comune di Roma, per fare luce sull’omocidio Pasolini. Pensa…quanto gli può convenire rivangare l’omocidio di un frocio un pò pedofilo, cacciato dal PCI?Come non è tutto oro ciò che luccica nemmeno è tutta merda ciò che puzza.
    Quanto a me non faccio parte dei Mille, almeno per ora, ma certo sono una giovane simpatizzante del PD, perchè mi sono stufata di fare la rivoluzione dalla tastiera e voglio fare. E fare è difficile.

  9. raoul

    Caro Giuseppe, con il massimo rispetto le tue critiche sono un po’ generiche. Parli continuamente di “freschezza persa” ma non dici di che “freschezza” si tratta. Le uniche due cose che ho capito e’ che 1) non ti piace la scelta di Veltroni o della Melandri. Evito di rispondere perche’ ci sono gia’ venti dibattiti su questo argomento sul sito. 2) descrivi iMille come un gruppo di snob. Onestamente non credo ci sia neanche un post su tutto il sito in cui qualcuno ha descritto i propri titoli. Non capisco dove vedi questo snobismo. A meno che parlare di retribuzioni di mille euro per i ricercatori Italiani sia per te sinonimo di snobismo.

  10. giuseppe grandis

    Per Cristiana: ma non solo Veltroni ha fatto battaglie per i diritti civili di questo paese. Se devo fare un confronto, posso dire che Fassino e D’Alema si sono spesi molto di più di Veltroni sul recente referendum sulla fecondazione assistita.Ma converrai con me che è un confronto sciocco e inutile (non si misura la quantità delle idee ma la loro qualità). Se sei stanca di fare la rivoluzione dalla tastiera, nessuno ti impedisce di farla in altri modi. Io ho cominciato a usare la tastiera da pochissimo: per anni ho “fatto la rivoluzione” nelle sezioni del PCI, del PDS e dei DS. Nelle quali non ho trovato mai scritte tipo: “E’ vietato l’accesso a coloro che vogliono fare la rivoluzione con la tastiera”. Si tratta di passione e tempo perso (magari mentre gli altri miei coetanei studiavano, all’estero o in Italia, per fare poi una brillante carriera professionale). E’ una questione di scelte personali che uno sente o non sente di fare. Tutto qui.
    Per Raoul: riferita a IMille ebbene sì, non ho capito (non ho detto che non mi piace, è un problema, questo, de iMille) la scelta. Vedo che anche tu mi rimandi ad altre sezioni del sito, ma non ho trovato le risposte. Se me le potessi fornire… sono scarso in ricerca, ma ammetterai che non è facile. E poi non è un tema da poco.
    Non ci trovo niente di snob nella descrizione dei propri titoli: è nella reiterazione di ciò, nel far assurgere ciò a paradigma di un modo di essere che trovo una nota stonata. Non c’entrano nulla le”retribuzioni di mille euro per i ricercatori Italiani” di cui ho grande e assoluto rispetto. C’è poco da essere snob con mille euro al mese; senza essere ricercatore ne so anche io qualcosa. Ecco, non è che occorre essere ricercatori per capire una realtà da mille euro al mese; così come credo non sia necessario essere ricercatori per far parte de iMille. O no? Che c’entra lo snobismo? Mi pare un tentativo di eludere le considerazioni e le risposte che a richiesta ho dato. Proviamo a stare al merito, altrimenti nello sport del buttare la palla in tribuna me la cavo anche io. Ho fatto tre ipotesi; penso ne discuterete all’assemblea dei primi di settembre. Niente di più.

  11. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    Giuseppe, solo un appunto al tuo lungo argomentare:

    mi pare che siano pochi i post dove gli autori esibiscono lauree e dottorati – per non dire nessuno-, contrariamente a quanto affermi tu.
    Personalmente io non mi vergogno di essere laureato e dottorato, cosi’ come non mi vergogno di dire che mio padre faceva il muratore (ora pensionato). Non vedo perche’ dovrei vergognarmi di aver vissuto la mia vita.

    Se poi tu per “freschezza” e “innovazione” hai in mente il solito gioco del tutticontrotutti, degno della peggior tradizione dei guelfi e ghibellini del belpaese, allora direi che hai sbagliato blog e movimento. iMille mirano a riunificare, ad aggregare, non a creare l’ennesimo microcorrente per dare visibilita’ ai “capi” attraverso comparsate a Porta a Porta.

  12. paolo

    @Giuseppe
    Secondo me Giuseppe sbagli prospettiva nella tua analisi su “chi siano e cosa vogliano” imille: a) nessuno ha paura di una “sconfitta bruciante”; b) nessuno ha negato che la pseudo-alleanza con Melandri&c e l’alleanza spero più concreta con APD non sia “ciò che passa il convento” in questo momento per poter aspirare anche solo a partecipare con le regole date dai “saggi”, anzi molti se non tutti la vedono proprio così; c) aspetta nei fatti che imille dimostrino di non essere una “foglia di fico”, pensata a tavolino per dare verginità a Veltroni.
    Secondo me, hai molti pre-giudizi, legittimissimi, che danno perfettamente il quadro della diffidenza che molti hanno nei confronti dei imille e di APD.
    Data la tua militanza nelle sezioni ti capisco benissimo (ho fatto anche io vita di sezione a lungo e in altri tempi). E’ straordinariamente vero che non c’è mai stato nessun cartello di vietato l’ingresso, però conosci altrettanto bene la difficoltà che il partito ha sempre avuto nel “contaminarsi”, nell’aprirsi alle idee di chi magari ha fatto tanta militanza da altre parti o in altri modi. D’altronde abbiamo o non abbiamo avuto la verità in tasca per qualche decennio?
    Il problema che abbiamo tutti noi, te compreso, è quello tutto politico di avere un partito MODERNO, LAICO e DI SINISTRA, che guarda caso sono le parole d’ordine di questo gruppo. Moderno perchè nella pratica politica deve rinnovarsi, cambiare il proprio linguaggio per riuscire ad aprire un dialogo con tutta la società e interpretare con nuovi sguardi un mondo che cambia rapidamente. Laico perchè deve sapersi “contaminare”, deve saper dialogare con la capacità di cogliere le ragioni proprie e degli altri, perchè il mondo oggi è molto molto più complesso di 30 anni fa e per “capirlo” non basta un solo punto di vista, perchè proprio questa incapacità di comprensione sta generando il ritorno degli integralismi e delle guerre di religione. Di sinistra, perchè esistono ancora “i padroni” e noi NON LI VOGLIAMO.
    Come lo risolviamo questo problema? Lasciamo ancora la mano a D’Alema&C che negli ultimi venti anni ha spadroneggiato e reso la principale forza della sinistra italiana un apparato di potere come gli altri? Lasciamo la mano a Rutelli&C e al loro oltranzismo?
    Hai quasi ragione di nuovo quando dici che molto di quello che si legge qui è “semplicistico”, ma lo è per tanti motivi, compreso il mezzo tecnico che viene usato. Ed è invece semplicistico anche il tuo dire “abbiate un po’ di rispetto per le storie e per le vite altrui”, perchè il rispetto non è mai mancato (non confondere imille con Adinolfi) e perchè anche tu devi avere rispetto (e maggiore comprensione) di chi ha fatto politica “fuori” dalle sezioni, che ha comunque il diritto di “giudicare” la politica e di “fare” la propria politica.
    Vieni a Roma che se ne parla tutti insieme, se ti interessa avere un dibattito e non sei qui solo “to break the egss in the basket”, perchè tra l’altro scrivere di politica in questo francobollo di 3×4 cm penso rompa le palle tanto a me quanto a te. Sei anche tu disposto al confronto e magari anche a cambiare idea?

  13. quella di cristiana alicata è un bellissimo commento. posso chiedere a lei perchè non fa parte dei imille

  14. giuseppe Grandis

    Allora Paolo, comincio dalla fine. Evitiamo le semplificazioni se no le faccio anche io. Ecco un esempio: la principale forza della sinistra italiana è stata “spadroneggiata da D’Alema&C”. Rammento e te e a molti che lo hanno dimenticato che fra i “C”. di D’Alema c’era pure Folena, Mussi, Fassino, e, ovviamente, Veltroni. Che di quel partito è stato autorevole dirigente per tantissimi anni, che ne è stato segretario (peraltro, negli anni delle peggiori sconfitte… quanta memoria corta ha questo paese!!), che stava dall’altra parte (insieme a Mussi !!??) rispetto a D’Alema e Fassino dopo la sconfitta del 2001 e durante il congresso di Pesaro. Insomma,non è stato da meno nello “spadroneggiare”. Questa, ovviamente, è una semplificazione, lo dico in primis a me stesso. Appunto, evitiamole. Diverso è il tema dell’apparato di potere (non condivido i termini ma ho capito la sostanza): sul quale non ho alcuna difficoltà a convenire con te, ma permettimi (e permettiti) di stare a vedere cosa succederà quando vedremo le liste per la costituente presentate e vedremo quanto di quello che definisci “apparato di potere” starà da una parte o da un’altra. Ti do appuntamento a quella data.
    Ho tale e tanto rispetto per “chi ha fatto politica “fuori” dalle sezioni” che desidererei assolutamente vederli riempire le sedi del PD (quelle vere e quelle virtuali) al posto mio (che mi sarei rotto anche “tanticchia i cabasisi”). Se sto qui a scriverne è perché ancora voglio credere che ci sia qualcuno disposto a fare la politica con passione, senza “scambiare” null’altro che idee e spirito di iniziativa. Tuttavia, poiché ho maturato una certa visione delle cose (è un vizio dell’età, purtroppo, capiterà anche a molti di voi), poiché ho una certa conoscenza dei meccanismi (adotto appositamente questi termini) che pervadono la politica oggi (a proposito di apparati di potere), non ho concrete prove per poter ritenere il vostro movimento completamente immune da certe pratiche. Pronto a ricredermi, quando sarà, lo dico senza alcun problema. Ma dal mio osservatorio temo (ribadisco, temo) che non sarà così. Tuttavia, la cosa non mi scandalizza affatto, perché la politica è fatta anche di mediazioni, di compromessi, di scelte: basta dichiararlo ed essere coerenti con questa consapevolezza, senza necessariamente addossare ad altri (magari al solito D’Alema di turno che porta sulle spalle tutte le nefandezze di questo mondo, come se gli altri stessero tutti in altre faccende affaccendati ‒ ma non lo trovi ridicolo oltre che palesemente ipocrita?) le colpe di quello che invece si fa e si deve fare. Quando nel primo post parlavo di “freschezza” mi riferivo alla possibilità che avevo intravisto negli esordi del movimento di fare una politica che rompesse lo schema dello “scambio”, nell’accezione deteriore a cui oggi è ridotta certa politica. E’ la prima volta nelle mia vita politica che mi permetto di stare a guardare. Chi ha voluto la bicicletta è ora che pedali, senza contare necessariamente sulla fedeltà a volte “cieca” di chi gli è stato vicino.
    Per Filippo Zuliani: non ho capito che volevi dire e nemmeno cosa ci azzeccasse “l’ennesimo microcorrente per dare visibilita’ ai “capi” attraverso comparsate a Porta a Porta”. Boh.

  15. Cristiana, se ti candidi con la lista de iMille, faccio campagna elettorale anche per te. ;-)

  16. Giuseppe: una curiosità. Secondo te cosa potrebbe o dovrebbe fare un movimento per dimostrare di essere “immune da certe pratiche”?

    Ciao

    Daniele

  17. enzo ligori

    Io sono uno di quelli che hanno problemi. Anzi sono un problema, non essendo più giovane. Dò ragione ad Alicata (cosa ricorda, quel cognome…!).
    Quando questa storia finirà, voglio dire questa mia incursione di esordiente-anziano tra di voi, avrò imparato alcune cose:
    1. che voi sapete come va il mondo, non noi, che siamo ignoranti e parolai e ci siamo arrampicati su queste tastiere ma non vi seguiamo più se parlate di browser e account, figuriamoci di wireless e campi magnetici! Ho sudato una settimana per effettuare il mio versamento paypal (ma, occhio: ci sono riuscito).
    Il problema non sono i giovani, ma chi governa il mondo non capendolo più.

    2. Che forse ho fatto bene a darvi una mano, ma sapendo che un giorno mi ucciderete. Perché io penso di conoscere un po’ i processi della politica e desidero aiutarvi ad entrare, ma non sia mai che io mi convinca che, una volta che avrete imparato, la lascerete così: lì sta a voi, è vostro compito; una volta entrati dovrete scombussolare tutto, istituzioni, partiti, elezioni… insomma lo stesso concetto di democrazia burocratica fatta di riti, cerimonie, cadenze… trasformare gli elettori in cittadini: il futuro sarà la cittadinanza attiva, quella che non è somma di militanze e di tessere ma di persone che governano pur non essendo governanti.

    3. Ho imparato anche (ma l’avevo già appreso in altri forum) che la scelta della critica severa verso chi ha guidato l’opposizione (cioè, fondamentalmente, la sinistra), se è fatta con superficialità e seguendo la corrente (chi non parla male di D’Alema?) è altrettanto conformista del qualunquismo, nel senso che si autoalimenta proprio come la politica ed i partiti che critichiamo si sono autoalimentati. Conosco D’Alema per averci lavorato accanto. Non lo difenderò da alcuna critica. Egli è certamente figlio di questa politica e, come si diceva da noi vecchi pci, “fin dalla culla si iscrisse alla direzione del partito”. Ma con le battute non si va lontani. Credo di potervi anticipare che una cosa, di sicuro, farà: all’età della pensione se ne uscirà.
    4. Infine ho capito la preoccupazione di quelli come Giuseppe. E’ vero: scalfarotto , o sofri, o marco, o chi altri diventeranno “politici” (sono politici, siamo politici). Forse per un certo periodo si organizzeranno come la politica fa oggi. Spero per cambiarla. Ci credo. Ci scommetto. Ma non (sol)tanto perché mi fidi di loro, ma perché, come dicevo all’inizio, noi siamo al capolinea: non capiamo il mondo! i più intelligenti (autoesaltazione) hanno capito di non capire e di non avere più tempo.
    A voi il pallino.

  18. Per MarcoAurelio: non faccio parte dei Milli perchè non mi è capitata ancora l’occasione, essendo in questo momento impegnata su un altro fronte caldo che è quello dei diritti degli omosessuali. Credetemi, vorrei usare il mio tempo per parlare di Scuola Pubblica, non di Dico e Cus. Però sono in contatto con alcuni di voi e vi seguo con affetto.
    Per Valter: non è escluso che mi candidi alle primarie. Non ancora almeno.
    Per Enzo: sì, il cognome ti ricorda qualcosa e quel qualcosa è proprio quel qualcuno. Mario Alicata era mio zio…uno più o meno anche lui iscritto alla direzione dalla culla.

  19. E’ da quando ho conosciuto personalmente Cristiana che la “corteggio” per farla entrare ne iMille.
    Mi fa piacere riscontrare qui che i miei apprezzamenti risultano condivisi dai più.
    Quando penso ad un nuovo modo di concepire la politica penso anche all’onestà intellettuale di Cristiana.
    Cristiana: io insisto nel mio corteggiamento e naturalmente ci vediamo il 1° ed il 2 settembre (non puoi mancare!).

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