Sono la primogenita di tre figli con mamma lombarda e padre romano giramondo per lavoro (trivellazioni petrolifere). Nei primi anni ’80 ero in Israele, l’Italia vinceva i mondiali, io lottavo con l’adolescenza mentre gli elicotteri da combattimento sorvolavano la spiaggia diretti a bombardare il Libano.
Frequentai il liceo scientifico in piena milanodabere condita dall’edonismo reaganiano: ci ammazzarono le ideologie prima ancora di viverle e contestarle.
Proseguii con giurisprudenza e grazie all’Erasmus scrissi la tesi all’estero, scelsi l’Olanda. Era il 1993: mi ritrovai a spiegare tangentopoli ai compagni olandesi.
Per sei anni ho gestito un’agenzia viaggi con mio marito (aperta grazie alla legge che ne ha liberalizzato il mercato, erano “contingentate” come le farmacie). A cavallo dell’11 settembre 2001 ho lasciato marito e agenzia, da allora sono un’assistente di direzione in una multinazionale. La politica mi ha sempre intrigato, ma l’idea di praticarla attivamente non mi ha mai nemmeno sfiorato. E dire che la passione politica non è mai mancata in famiglia tra generazioni di comunisti, un trisavolo senatore del regno italico e un nonno che saliva sui tavoli.
Ad agosto 2005 lessi l’intervista ad un tale Ivan Scalfarotto, si candidava alle primarie dell’Unione, cercava volontari. E scrissi d’istinto una mail ferragostana che mi ha portato dritta dritta fino a qui.
Perché lo faccio? Avete letto le date: la storia non ci vola sopra la testa, è nelle nostre vite.
La storia siamo noi, per citare un poeta.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti
– 22/08/2007Pubblicato in:






