di Alessandro De Matteis
E’ questo il senso della sfida che la nascita del Partito democratico pone a tutti noi.
In particolare è una sfida che dobbiamo cogliere qui a Mezzogiorno di Roma, per fare di questa nostra terra di incanti e di nefandezze un luogo dove possa esprimersi la piena libertà individuale e collettiva, una libertà intrecciata alla giustizia sociale e all’irrinunciabile tensione all’uguaglianza degli individui, che oggi vuol dire garanzia delle stesse opportunità per ognuno.
Non sono mai stato iscritto al Pci, ho 40 anni e ho vissuto fino ad oggi la politica come passione, una modalità solo un po’ più intensa di esprimere le proprie idee e il proprio pensiero sulla realtà che viviamo, un modo per dare uno sfogo collettivo a speranze ed idee.
Da qualche settimana, accettando di fare parte del coordinamento ristretto (siamo in cinque) che, azzerati tutti gli organismi, ha il compito di traghettare qui a Lecce i Democratici di Sinistra a confluire nel partito Democratico, ho inteso sfidare me stesso certamente, con la mia difficoltà a conciliare il lavoro, la famiglia e la politica , ma soprattutto l’ignavia in cui è caduta la politica oggi, soprattutto a sud, schiava dei luoghi comuni e dell’indifferenza della stragrande maggioranza dei cittadini, “tanto sono tutti uguali”, “tanto ognuno si fa i propri interessi”.
Il governo di Romano Prodi o quello di Niki Vendola in Puglia avevano ingenerato speranze e attese quasi parossistiche in larghe fette di una popolazione spossata dalla difficoltà del vivere post euro, dalla disuguaglianza sempre più marcata delle opportunità e delle possibilità, dalla prepotenza e dalla distanza di una classe politica autoreferenziale e disincantata, incapace ormai di pensieri lunghi e di nuove speranze.
Queste attese non potevano che essere sproporzionate rispetto ai problemi che occorreva affrontare, eredità dell’ondata di destra di inizio secolo, ma anche rispetto alle potenzialità di un impianto politico e istituzionale ormai allo stremo, fatto di troppi partiti e di troppi interessi, di un sistema del governo che si autorappresenta in un intreccio tra carriere e storie personali di vecchi politici e di vecchi burocrati, sempre gli stessi, al di là dell’etichetta e della maglietta di giornata.
Per dare queste risposte oggi il partito democratico, e le speranze che porta con sé, diventa un urgenza, una necessità. Come per le forze del progresso diventa fondamentale trovare finalmente un leader come Walter Veltroni, che fa sintesi delle nostre diversità e delle nostre ricchezze, che rappresenta, per essere e per aver fatto, la possibilità di una società rinnovata, di una nuova stagione di grandi idee per costruire un’Italia nuova, fondata sull’uguaglianza delle opportunità, sul merito dei successi, sulla solidarietà per chi non ce la fa, sulla conoscenza disponibile a tutti.
Una grande impresa come è facile intuire. Tocca a iMille quindi, tocca a chi ha voglia di fare e non ha paura di sperare radunare le forze e partecipare alla contesa.
Ringrazio Enzo Ligori che qui nel Salento si sta adoperando per rendere possibile questa impresa e mi arruolo volentieri qui a Lecce città per provare a radunare e coordinare le forze.
Sono certo che anche a Lecce, città di destra per convenzione e per interesse ci sono Mille energie e speranze che vogliono partecipare all’impresa, nella società civile, nel mondo ambientalista, nelle forze sindacali, tra i giovani e le donne soprattutto, tra coloro in sintesi che non si rassegnano ad una società statica e malmostosa, ma vogliono essere parte attiva di un processo di cambiamento, di un vento nuovo. Un processo che qui a Sud cova sotto la coltre di una classe dirigente fatta di “figli di…” e “amici di….”, che qui nel Salento si alimenta di nuova impresa, di nanotecnologie applicate, di energie rinnovabili, di fenomeni culturali antichi eppure modernissimi, di una vitalità che ha solo bisogno di uno sbocco e di una speranza.
Salpino dunque iMille. Come l’Italia unita il partito democratico sarà davvero un fatto nuovo per questo paese se partiranno da Mezzogiorno uomini, linguaggi e comportamenti nuovi.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti




